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venerdì 22 ottobre, 2021

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Palazzuolo sul Senio, un borgo di memoria medievale fa parte della provincia di Firenze ed uno dei nove comuni dell’Alto Mugello. E’ situato nella storica regione della “Romagna Toscana”, romagnola dal punto di vista geografico, linguistico e culturale ma, governata da Firenze e dalla Toscana fin dalla fine del XIV secolo.

Palazzuolo sul Senio immerso nella natura

Palazzuolo è un piccolo borgo medievale contornato da boschi e castagneti, una piccola bomboniera immersa nella natura. I boschi rigogliosi ricchi di legname costituiscono una risorsa economica per la gente del posto così come la coltivazione e la raccolta del rinomato marrone tutelato dal marchio IGP Marrone del Mugello.

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In sintonia con l’ambiente

In questo piccolo comune non esistono aziende inquinanti ne coltivazioni intensive. Le acque dei suoi torrenti che nascono sulle vette più alte dei monti confluiscono nel fiume Senio che attraversa il paese percorrendo la Toscana e la Romagna per circa 90 km prima di riversarsi nel Reno.

Palazzuolo sul Senio, nel suo piccolo, dispone di ogni servizio necessario ad una comunità e a coloro che lo visitano. Da sempre, questo piccolo mondo, situato in un territorio di confine, ricco di particolarità e contrasti a molti sconosciuto, gode di una spiccata vocazione turistica e, spesso, tra quelli che hanno l’occasione di soggiornarvi, entrando in sintonia con la natura e l’ospitalità della gente del posto, difficilmente se ne dimenticano.

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Uno dei Borghi più belli d’Italia

Nel luglio del 2018 il comune è stato nominato uno dei “Borghi più belli d’Italia”, il club che premia i piccoli centri di particolare interesse storico e artistico a livello nazionale. In precedenza il paese ha partecipato nel 1999 ad un concorso promosso dalla rivista Airone rientrando fra i 10 comuni più vivibili d’Italia.

Attività all’aria aperta

La sua comunità si sorregge attraverso alcune imprese che costituiscono un importante polo industriale e sul turismo verde, adatto a chi cerca piccoli luoghi dove soggiornare in totale rilassatezza, trovare un territorio integro e non contaminato, fare belle passeggiate, praticare vari sport all’aria aperta come trekking, nordic walking, percorsi a cavallo e in mountain bike oltre a vivere belle manifestazioni sia ludiche che culturali organizzate nei vari mesi dell’anno.

Cosa Vedere a Palazzuolo sul Senio

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Palazzo dei Capitani e la Chiesetta di S. Antonio

Due piccole chicche da visitare in loco sono il Museo Archeologico dove sono esposte testimonianze della presenza dell’uomo nell’Alto Mugello dalla preistoria ai tempi moderni e quello della Civiltà Contadina che narra la storia delle genti di montagna della prima metà del ‘900 e di una comunità contadina che dopo il dopoguerra subì un radicale cambiamento con lo spopolamento del territorio. Entrambi i musei sono ospitati nello storico Palazzo dei Capitani (ex-palazzo Ubaldini) risalente alla fine del XIV secolo.

Nel paese ci si imbatte in edifici storici che anche se non degni di nota come quelli che si possono trovare in città d’arte come Firenze Bologna e Ravenna distanti un ora e mezza d’auto, mantengono i segni di un importante passato.

La chiesa parrocchiale di S. Stefano, con la sua scenografica scalinata intitolata al santo Patrono, di antica origine paleocristiana, purtroppo, ha perso i suoi tratti originari a causa dei numerosi restauri subiti nel dopoguerra. Al suo interno, si possono apprezzare decorazioni realizzate dall’artista Tito Chini intorno al 1936 e numerosi e pregevoli dipinti risalenti al XVI e XVII secolo.

Ai piedi della scalinata si trova il vecchio Ghetto ebraico, un suggestivo angolo nascosto da visitare edificato intorno alla fine del ‘300 e attivo fino al ‘500 (o ‘600) circa. Il Ghetto ospitava una piccola comunità ebraica, incaricata di riscuotere il pedaggio verso la Romagna. Poiché il mercanteggio era proibito ai cristiani veniva relegato agli ebrei.
Proseguendo, ci si trova in piazza del Crocefisso, che deve il suo nome a un piccolo oratorio sito nel vecchio ospedale di Santa Maria Maddalena, all’interno del quale era conservato un affresco, raffigurante la crocefissione che oggi troviamo realizzata in ceramica e affissa al muro di un abitazione privata, ad opera del poliedrico artista locale Girolamo Bonomi.

Oltrepassando il ponte sul fiume Senio possiamo sostare all’ombra dei portici di Piazza Garibaldi che testimoniano la sua antica funzione di “mercatale” al centro dell’antico “Palatiolum”, importante crocevia commerciale già a partire dal primo medioevo.

piazza strigelli palazzuolo sul senio

Piazza Strigelli

A monte del mercato, domina la piazza Strigelli, con il suo tipico aspetto ad “anfiteatro”, un tempo, antica piazza d’armi del paese con l’imponente e elegante palazzo Strigelli edificato nel 1804 là dove, secoli prima, si trovava la fattoria degli Eschini, con la torre baronale ancora esistente.
Sul lato sud della piazza è visibile l’unico fabbricato in pietra della stessa, un antica casatorre (ora casa vacanze la Torre del Vicario), costruzione ad uso, sia abitativo che militare e, un tempo collegata al Palazzo dei Capitani, che ancora conserva alcune delle sue caratteristiche originarie.
Alle spalle del Palazzo dei Capitani la seicentesca chiesetta di S. Antonio. Senz’altro l’edificio più fotografato del paese e appena sotto, l’artistica vasca dell’architetto Adolfo Natalini abbellita, da tre pannelli bronzei dell’artista Roberto Barni, suo amico fraterno, raffiguranti i tre torrenti che confluiscono nel Senio.

In piazza Ettore Alpi, nel portico dell’attuale palazzo del comune, un tempo, il seicentesco palazzo Filipponi, degna di nota è la Cappella dei Caduti opera del rinomato artista mugellano Tito Chini.
Il vicino borgo antico “Borgo dell’Ore” dà modo di perdersi nella magia di vicoli bui e piazzette, rimaste come un tempo, in un atmosfera tipicamente medievale. Tra queste in particolare la “Piazza del grano”.

Nei dintorni

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La Rocca, il “Castelllaccio”

Dal centro del paese un antico sentiero (contrassegnato CAI 685), nominato la “Viae Florentinae” conduce, inerpicandosi sul crinale, ai ruderi del Castellaccio, l’antica roccaforte di Val d’Agnello possesso degli Ubaldini dell’Alpe e, successivamente al borgo di Lozzole, sorto anch’esso su un antica fortezza degli Ubaldini. A scendere a valle, si incontra Campergozzole, un agglomerato di case dirute, ma che, non per questo, nascondono la bellezza e l’importanza del luogo nell’antichità.

Lungo la strada in discesa, lasciati i ruderi, si incontrano due belle case tipiche del luogo recuperate, Scheta e Ca’ di Scheta, ad oggi adibita a bed and breakfast con una bella vista sulla valle e, anticamente, ambedue, a sentinella sul passaggio verso la fortezza Ubaldini.

A pochi km, congiungendosi con la provinciale 477, ci si imbatte nel Convento e Santuario della Madonna delle Nevi del XV secolo, affidato da secoli, ad una comunità di suore francescane, che ancora oggi, fa bella mostra, delle opere liberty della famiglia Chini.

Oltrepassato il paese e, percorrendo la strada verso la Romagna, si incontra l’Abbazia Vallombrosana della Badia di Susinana, con la sua chiesa, il vecchio molino e il pittoresco ponte medievale.
L’abbazia è celebre per il figlio suo più illustre: il prode condottiero Maghinardo Pagani, che scelse questo luogo, come sua meta prediletta e qui, volle essere sepolto, nel convento, da leggenda vestito con il saio vallombrosiano e la sua spada dorata.

Dante, che combattè a suo fianco, nella battaglia di Campaldino, causa gli eventi politici del momento, anche se, di opposta fazione, lo volle citare ben due volte nel poema della Divina Commedia, uno di questi nel XVII canto dell’Inferno come “il lioncel dal nido bianco che muta parte da la state al verno”… stigmactizzandolo come, uomo politico spregiudicato e inaffidabile.

In occasione dei settecento anni dalla nascita del sommo poeta, questa meta è stata inserita nei percorsi delle Vie di Dante e del Cammino di Dante. (Provenendo sia dalla Toscana che dalla Romagna e, volendo fare una variante al percorso tradizionale, è possibile sostare al B&B Ca’ Scheta. Per giungervi, in prossimità del passo del Monte Carnevale, seguire il sentiero Cai 505, giungere alla località Lozzole e da quì scendere a valle, in direzione di Palazzuolo sul Senio. A metà percorso, a 4 km dal paese si incontra la segnaletica del B&B che rimane a 200mt sopra strada).

Proseguendo troviamo la millenaria Pieve di Misileo, completamente ricostruita nel 1781 ma risalente al nono secolo d.c. dedicata a S. Giovanni Decollato patrono dei longobardi, padroni del territorio di confine che separava il mondo cristiano da quello bizantino e, in tempi più recenti, il Granducato dallo Stato Pontificio.
Al di sotto della Pieve e attualmente in stato di colpevole abbandono e non visibile al pubblico, si trova il vano interrato contenente l’antica Cripta, accessibile solo dall’esterno, edificata nell’ottavo secolo d.c. , caratterizzata da capitelli decorati da motivi romanici che reggono archi e volte a crociera.
A poche decine di metri dalla Pieve, si trova il secolare ponte del Castagno e a fianco l’antica Dogana trasformata oggi in ristorante tipico.

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Il paese dispone di una piscina pubblica, dei campi da tennis, campo da pallavolo, minigolf, campo sportivo e un bellissimo e organizzatissimo campo di sopravvivenza, un Campeggio e un parcheggio camper.

Il torrente Senio, nella sua discesa, sia a monte che a valle nasconde luoghi suggestivi con belle cascate, adatti alla balneazione.

Cosa Assaggiare

La gastronomia palazzuolese porta con sé i sapori e i profumi dei prodotti locali e quelli del territorio e affonda le sue radici nella tradizione contadina e nelle ricette delle nonne, tramandate di generazione in generazione che continuano ad imbandire quotidianamente le tavole dei ristoranti e delle famiglie e che in occasione delle manifestazioni folcloristiche si possono assaggiare direttamente in piazza.

La norcineria fa trovare nelle botteghe saporiti insaccati di origine animale (maiale e cinghiale) e i castagneti donano un prodotto prelibato, il marrone, dal quale si ricavano, le castagne e la farina di marroni e, che, si possono trasformare in prelibate torte, tortelli, castagnaccio e tanto altro.

sagra-del-marrone-palazzuolo-sul-senio-dooid La polenta che si ottiene dalla farina di marrone ha contribuito a sfamare intere generazioni di palazzuolesi permettendone la sopravvivenza .
La cacciagione e i prodotti del sottobosco come funghi e tartufi profumano i tortelli di patata di origine mugellana, o quelli con l’ortica, la borragine …deliziando il palato.

Dalla vicina Romagna si eredita la tradizione della pasta ripiena, dai cappelletti ai passatelli, in brodo o asciutti, e ai tortelli con spinaci e ricotta.
Da citare infine i frutti dimenticati che allietavano le tavole dei nostri antenati: le pere volpine, le mele cotogne, le corniole, le azzeruole, le sorbe e le melagrane dai quali si ricavano liquori e marmellate alla riscoperta di antichi e inconsueti sapori.

Come arrivare a Palazzuolo sul Senio

A14: USCITA autostrada di Imola con provenienza da NORD, se da SUD uscita casello autostradale di Faenza, seguire la via Emilia fino a Castel Bolognese, seguire per Riolo Terme, Casola Valsenio e Palazzuolo sul Senio
A1: USCITA autostrada di Barberino del Mugello,seguire le indicazioni per Borgo San Lorenzo e proseguire per Faenza/Marradi S.P.302. Salire l’Appennino fino al passo della Colla di Casaglia dove si trova il bivio per Palazzuolo sul Senio (16km) S. P. 477. Oltrepassare il passo della Sambuca e proseguire fino a raggiungere Palazzuolo sul Senio.

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In questa terra di confine, partendo da qui potrai visitare…

 

a 50km 

Outlet di Barberino
a 65km  Firenze
a 77km  Bologna
 a 83km  Ravenna
 a 45km  Faenza
 a 38km  Imola
 a 45km  Dozza

a 35km 

Brisighella
Redattore

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