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lunedì 18 novembre, 2019

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Una tappa fondamentale in una riserva naturale regionale, oasi del WWF

 

Thank you!

 

Bolge dantesche, unghie del diavolo o semplicemente calanchi di Atri? Uno scenario che potrebbe sembrare tetro e inquietante, ma che mostra uno spettacolo quasi surreale. Andiamolo a scoprire! 

calnchi-di-atri-dooid

La riserva naturale regionale oasi WWF calanchi di Atri

Istituita ufficialmente nel 1995, la riserva naturale regionale oasi WWF calanchi di Atri si presenta come un paesaggio collinare adriatico risultato di erosioni del terreno. Il 98% del terreno è, di fatti, costituito da argilla che, soprattutto nei mesi invernali, si inzuppa di acqua e, successivamente, frana grazie anche ai movimenti della terra. Questo fenomeno, difficile da spiegare tecnicamente, ha lasciato sculture naturali e un tesoro aperto e visibile a tutti, miracolo della natura.

La riserva più importante ed ampia in Abruzzo si trova nel territorio di Atri, in provincia di Teramo e copre un’area di circa 380 ettari. L’ampiezza dell’oasi WWF va dai 106 m del Torrente Piomba ai 468 m del Colle della giustizia. Un dislivello che lascia chi guarda il territorio circostante ancora più senza fiato.

Flora e Fauna dei Calanchi di Atri

Nell’immaginario collettivo questo luogo potrebbe sicuramente apparire arido, secco o quasi desertico ma non è così. La riserva dei calanchi di Atri infatti custodisce una flora e una fauna diversificata: dal carciofo selvatico alla ginestra odorosa, dal cappero alla liquirizia, vero oro di Atri. Per quanto riguarda la fauna, invece, rapaci diurni e notturni come civette e gufi ma anche mammiferi come il cinghiale, il tasso e la lepre fino ai più comuni rettili quali bisce e ramarri che hanno trovato in questo terreno eroso il proprio habitat.

Calanchi-di-atri-abruzzo

Passeggiate notturne, escursioni giornaliere o solamente una tappa fotografica tra i calanchi sono attività da inserire nella “To do list” in Abruzzo!

 

Copyright foto: Mariaelena Di Giovanni (foto 1);  Giuseppe Spitilli (foto 2)

A. Falasca

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