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sabato 02 luglio, 2022

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A 1.250 metri sul livello del mare l’antico borgo di Santo Stefano di Sessanio veglia sul Gran Sasso nell’Abruzzo centrale. Ormai il segreto è svelato che l’Abruzzo è una delle mete più ambite di tutta l’Italia. In particolare, nella provincia dell’Aquila, si può ancora avere uno scorcio, sempre più raro, di un’Italia autentica. Scopriamo di più su questa destinazione unica e sul perché è stata scelta come uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Andiamo!

Sextantia: Dai Romani ai Medici

Siamo a circa due ore ad est di Roma e a soli 30 minuti dal capoluogo abruzzese, l’Aquila. Santo Stefano di Sessanio si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, uno dei più belli d’Italia, e proprio ai margini dell’ampio altopiano di Campo Imperatore.

In epoca romana il paese si chiamava Sextantia che si riferiva al numero di miglia romane tra esso e l’importante città di Peltuinum, crocevia tra Roma e il mare Adriatico. Il borgo come lo vediamo oggi risale addirittura all’XI secolo ed è il risultato dell’opera di varie famiglie regnanti tra cui i Carapelle, i Piccolomini e persino i Medici. Di tutte queste, il dominio dei Medici fu il più influente e il loro stemma è ancora visibile sopra la porta della città. In questo periodo Santo Stefano di Sessanio produceva la lana nera detta carfagna che veniva usata anche dai militari all’epoca.

La rinascita del borgo nel nuovo millennio

Nel 2009 un violento terremoto ha colpito la regione con la perdita di oltre 300 persone e distruggendo innumerevoli edifici storici e residenze. La torre medicea, simbolo stesso di Santo Stefano di Sessanio, fu ridotta in macerie. Già prima del terremoto la popolazione del paese era scesa a meno di 100 abitanti.

 

Dal 2000 circa, sta vivendo una rinascita grazie a varie iniziative, investimenti, perseveranza, e il suo fascino infinito. Nell’ottobre del 2021 è stata svelata la torre medicea appena ricostruita che simboleggia lo spirito forte dei Stefanari. Essi si descrivono come “gente forte, gente di montagna” che non si arrende facilmente. Le tradizioni agropastorali sopravvivono qui da oltre 3000 anni.

Cosa vedere

Gli edifici in pietra calcarea bianca di Sessanio si ergono apparentemente dal nulla e non è difficile immaginare come doveva essere la vita nel Medioevo, o anche prima. C’è un parcheggio per la tua auto una volta arrivato, ma l’unico modo per vivere il borgo è a piedi (scarpe comode sono d’obbligo!).

La torre medicea

Qualcuno direbbe che riferirsi alla torre come “la torre dei Medici” sia improprio in quanto in realtà fu costruita nel XIII secolo ma ulteriormente abbellita sotto il dominio dei Medici. Indipendentemente a chi è dovuto il merito, la vista dall’alto è assolutamente mozzafiato.


La torre medicea

Chiese e monumenti

La chiesa di Santo Stefano Martire (da cui il paese prende il nome) si trova in realtà appena fuori dalle mura e risale al XII secolo. Subì un significativo restauro a metà del 1700 dopo il terremoto del 1703.

All’interno della cinta muraria si trova la Cappella Medicea del 1700. Fu gravemente danneggiato nel terremoto del 2009 e originariamente aveva una facciata in pietra grezza. Il palazzo dei Medici è uno degli edifici più suggestivi ancora in piedi nel borgo con i suoi due bastioni e la loggia risalenti al XV secolo e al periodo barocco.

Appena fuori dal centro e nei pressi del Lago di Santo Stefano, da non perdere la Cappella della Madonna del Lago, che risale al 1600.

Quando visitare

Se hai intenzione di fare escursioni o passeggiate a cavallo durante la tua visita, il momento migliore per pianificare il tuo viaggio è tra i mesi di aprile e ottobre. A questa quota, anche in piena estate, le temperature sono piacevoli e intorno ai 25° C. L’Ippovia del Gran Sasso è l’itinerario a cavallo più lungo d’Italia e copre 300 km di paesaggi mozzafiato all’interno del Parco Nazionale. Uno dei sentieri escursionistici più conosciuti è l’anello Santo Stefano di Sessanio-Rocca Calascio che è un’escursione di 3 ore a piedi con partenza da Santo Stefano di Sessanio e che si snoda davanti all’Oratorio della Madonna dei Monti e poi al magnifico castello di Rocca Calascio.

D’inverno, il borgo è ricoperto di neve e si aggiunge all’atmosfera già magica. Si possono praticare tutti i tipi di sport invernali nel vicino comprensorio sciistico di Campo Imperatore e nel parco in generale.

Se vuoi goderti il ​​panorama, allora la primavera fino a metà giugno potrebbe essere la soluzione migliore quando prima i campi di lenticchie sono in fiore e, successivamente, i campi di croco (coltivati ​​per la pregiata spezia, lo zafferano).

Sapori tradizionali

Probabilmente tutto ciò che assaggerai a Santo Stefano di Sessanio ti lascerà a bocca aperta, ma non andartene senza aver assaggiato la sua specialità, le lenticchie. Sono tipicamente servite con crostoni imbevuti di olio d’oliva e talvolta patate o salsiccia. Spiedini di agnello (arrosticini) e formaggi di pecora sono un’altra prelibatezza della zona, soprattutto la ricotta e pecorino stagionato.

Dove dormire

Se scegli di pernottare qui, puoi vivere uno degli “hotel” più notevoli della regione, se non di tutto il centro e sud Italia. Conosciuto come l’hotel diffuso, il Sextantio è composto da circa 25 casette che sono state convertite in alloggi. Chiavi in ​​ferro battuto, camini in pietra, materassi di lana e lenzuola fatte a mano sono solo alcune delle caratteristiche di queste camere puramente autentiche per un’esperienza che non dimenticherai mai.

 

 

Redattore

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