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mercoledì 18 maggio, 2022

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La Pasqua è alle porte e con l’inizio della Settimana Santa i piccoli paesi abruzzesi si preparano a mettere in scena le rievocazioni sacre che caratterizzano questo periodo.

In particolare a Teramo, dove la processione della Desolata dà inizio al Venerdì Santo, prima del sorgere del sole. Dalle prime ore del mattino infatti, la processione dei fedeli si snoda per un percorso che comprende le sette chiese più significative della città. La processione ha inizio presso la Chiesa di Sant’Agostino e termina nella Chiesa dell’Annunziata, dove si trova il Cristo Morto adagiato sulla bara.

Questa processione, evento radicato nella comunità teramana, ha origine nel 1290 ed ebbe inizialmente sede nella chiesa, oggi scomparsa, di San Giacomo.  

Durante il corteo religioso, le donne con velo scuro sul capo, proprio come si usava un tempo, trasportano la statua della Madonna, dando vita ad una manifestazione di forte religiosità popolare. I fedeli, inoltre, dietro la croce, portano nel primo tratto della processione, quando il sole ancora non sorge, delle fiaccole o candele che rendono ancora più suggestiva la processione.

Il rito della Desolata vuole rappresentare Maria, la Madre di Gesù, che va alla disperata ricerca del figlio, condannato a morte certa. Questa ricerca avviene per le sette chiese di Teramo, che rappresentano anche i sette dolori di Maria Addolorata. Questa processione, unica in tutta la regione, è una delle prime rappresentazioni sacre nate in Abruzzo.

La processione accompagna, per le strade di Teramo, la statua lignea della Vergine Addolorata, detta appunto la Desolata.

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Le sette chiese in cui sosta la processione sono: la chiesa del Cuore Immacolato di Maria, il Duomo, la chiesa di San Domenico, la chiesa di Santo Spirito, la chiesa della Madonna del Carmine, il Santuario della Madonna delle Grazie, la chiesa di Sant’Antonio e la chiesa dell’Annunziata. In ognuna di queste chiese la Madonna entra per cercare suo Figlio condannato a morte e nelle prime sei chiese non lo trova.

Quando la processione arriva all’ultima chiesa, quella dell’Annunziata, sono da poco passate le 7.00. La statua della Madonna entra e questa volta trova finalmente suo figlio Gesù morente e giacente nel letto funebre a baldacchino, sorretto dagli angeli. La Madonna sosta in questa chiesa per dare l’ultimo saluto al Figlio, dopodiché riprende il suo percorso.

Caratteristica della processione è l’atmosfera a lutto, dove anche i balconi dei palazzi sono coperti da drappi di stoffa nera o viola.

Questo particolare rito, semplice e commovente, rappresenta il disperato cammino della Madonna alla ricerca di Gesù condannato a morte e perciò anche il dolore di tutte le madri che hanno perso il proprio figlio.

Per scoprire di più su altri riti abruzzesi, clicca qui.

copyright foto: www.ilcentro.it

A. Falasca

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