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lunedì 24 giugno, 2019

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Nel 1965, sulla punta più alta del Monte San Biagio, venne eretta l’imponente Statua del Cristo Redentore. Oltre all’importanza delle sue dimensioni, c’è un altro particolare davvero curioso: qualunque sia il punto di osservazione (il mare o la terra) il Redentore sembra rivolto verso lo spettatore. Si tratta di un’illusione ottica, di cui ci si accorge solo in prossimità della statua, dove si vede chiaramente che il Redentore da le spalle al mare e rivolge lo sguardo solo all’entroterra. A cosa si deve questo trucco? Lo scultore che realizzò l’opera doveva avere ben presente la singolarità di Maratea, non una semplice città sul mare ma un territorio vasto e intricato, con la costa, i borghi marini e i piccoli villaggi montani.

Maratea è l’unico punto in cui la Basilicata incontra il Mar Tirreno. La catena montuosa si getta nel mare, dando origine ad un paesaggio incantevole, ricco di ambienti diversi: dai monti coperti di boschi e pinete al mare blu, dalle spiagge ampie adatte a stabilimenti balneari alle spiaggette e cale raggiungibili solo via mare, dalla costa frastagliata ai frammenti di costa più regolare.

Maratea non è semplicemente una città sul mare ma un insieme di tante frazioni costiere, ciascuna con la propria storia e peculiarità, ma tutte segnate da un incontro netto, quasi brutale, tra la montagna e il mare. Durante la sua storia, Maratea ha visto spostamenti costanti dell’uomo dalle alte e riparate località del monte San Biagio, dove i ruderi del Castello testimoniano uno dei primi insediamenti, al litorale marino aperto al commercio e al contatto con i popoli d’oltremare. Persino le leggende e gli aneddoti popolari risentono di questa unione tra l’altezza delle montagne e la profondità delle acque marine.

La montagna lucana si fa spazio tra la Calabria e la Campania, estendendosi per circa 30 km lungo il Tirreno. Più a Nord, ai piedi di montagne totalmente ricoperte da una pineta, sorge la località di Acquafredda con tante spiagge e baie. secca-di-castrocucco-mare-marateaIn un punto della costa, la montagna, innalzandosi su una piccola spiaggetta, crea una vera e propria  zona di ombra, che sorprende chiunque passi da queste parti e che è detta per questo Cala di Mezzanotte. In un’altra spiaggetta, che da il nome alla località di Acquafredda, avviene un evento davvero raro: una sorgente di acqua dolce scorre dalle rocce verso il mare. Oltre alle baie raggiungibili solo via mare, si trovano spiagge più grandi, come quelle di Anginarra, Porticello (dove i pescatori raccoglievano il critano, una pianta usata come spezia secondo gli anziani del luogo) o quella piccola di Grotta della Scala raggiungibile tramite una scalinata e da cui si può ammirare la Villa Nitti di grande valore storico.

Spostandoci da Acquafredda verso sud, troviamo il piccolo centro abitato di Cersuta, il cui nome deriva dal termine dialettale “cersa”, che vuol dire quercia. Intorno al piccolo borgo si possono ammirare spiaggette bellissime. L’unica raggiungibile via terra è quella di Rena d’u Nastru, da cui si può osservare più a sud una delle torri di avvistamento costruite durante il Regno di Napoli, la Torre Apprezzami l’asino a picco sul mare. Si dice che abbia preso il nome da un’usanza del passato alquanto particolare: nella località della torre passava un sentiero impervio, percorribile uno alla volta dai contadini; quando due contadini si incrociavano su questa stradina, si valutavano (si “apprezzavano”) i rispettivi asini per decidere quale dei due dovesse essere gettato in mare.  Al di sopra della spiaggia di Carruba, invece, si trova la grotta scoperta da un pastore della zona il quale, per non annoiarsi, lanciava pietre verso la costa.

Proseguendo verso il sud s’incontra la spiaggia di Fiumicello-Santa Venere, una baia tra il promontorio dell’Ogliastro e la punta di Santa Venere. Proprio nell’Ogliastro l’azione delle onde ha scavato le bellissime grotte di Fiumicello, in cui sono stati ritrovati resti di insediamenti umani dell’era Paleolitica e visitabili solo con una guida esperta. La spiaggia, divisa in due dal torrente Fiumicello, è tra le più frequentate grazie agli alberghi della costa e alle movimentate serate estive in centro.

Anche Marina di Maratea si estende tra due promontori, lungo una costa con una ricchissima vegetazione. Tra le sue spiagge più belle c’è l’ormai famosa Spiaggia Nera, dove il verde della vegetazione incontra il nero della sabbia di origine vulcanica. Nei pressi di questa spiaggia si trova la grotta della Sciabella, ancisola-di-santo-ianni-mare-marateah’essa oggetto di leggende e aneddoti. Poco più in là si trova la spiaggetta rocciosa di Ilicini a cui fa da contorno il bosco dei Licini, chiamato così per la presenza di alberi di Leccio divenuti nani a causa della vicinanza al mare e della salsedine. Ancora una volta la montagna e il mare si modellano a vicenda. A pochi metri dalla costa emerge l’isolotto di Santo Ianni, l’unica isola della Lucania, in cui sono state trovate tracce importanti della presenza dei Romani (conservate nel Palazzo de Lieto di Maratea), oltre che i ruderi di una chiesetta di monaci del Medioevo, simbolo della forte propensione alla spiritualità di questi luoghi.

Infine, nell’estremità più meridionale, a confine con la Calabria, si trova un posto particolarmente suggestivo: Castrocucco. Oltre ad un’ampia spiaggia sormontata dai ruderi del Castello Medievale e frequentata anche dagli abitanti di altre città lucane, si può raggiungere attraverso un sentiero la cosiddetta Secca, dove la spiaggia si unisce ad un isolotto roccioso tramite una scogliera e da cui si può ammirare un palazzo baronale del XVI secolo.

Decidere di visitare il mare di Maratea significa fare esperienza della natura e della storia di questa area della Basilicata in cui la montagna e il mare s’incontrano. E questo incontro si rivive in ogni angolo del litorale, nella vita dei borghi, ma anche nelle vicende storiche e nei racconti leggendari ereditati dal passato. Qualunque visitatore, anche chi vuole godere solo del sole e del relax della spiaggia, si sentirà attratto da una natura che si impone e chiede di essere esplorata, attraverso passeggiate lungo i sentieri della costa, visita alle grotte, giri in barca, immersioni o, più semplicemente, attraverso uno sguardo attento e partecipe dell’incanto di questo luogo.

 

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Copyright foto: www.italianculturalcentre.ca; www.aptbasilicata.it

 

M. Francesca Cirigliano

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