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venerdì 03 luglio, 2020

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Se il Cilento è un gioiello, Palinuro ne è “la Perla”. È così, infatti, che viene definita questa splendida località balneare, la più popolata frazione di Centola, da 21 anni ininterrottamente premiata con la Bandiera Blu per la qualità delle sue acque, cui quest’anno si sono aggiunte la Bandiera Blu per gli approdi e le 5 Vele Legambiente.

Palinuro nel Cilento

Capo Palinuro è infatti un promontorio che, come una mano aperta (ha infatti 5 punte), si allunga in mare per circa 2 km. La roccia calcarea che lo costituisce e i fenomeni di carsismo che l’hanno interessata hanno creato lo spettacolo di oltre 35 grotte marine, emerse e sommerse, che si aprono lungo le sue pareti a strapiombo, un paradiso per i subacquei di tutto il mondo.

La sua storia è molto antica, arrivando addirittura alla leggenda: fin dal nome, il mito qui incontra la realtà. “Aeternumque locum habebit nomen Palinuri”, scrive infatti Virgilio nell’Eneide: in eterno, questo luogo avrà nome Palinuro, a perenne ricordo del timoniere di Enea, caduto in mare vittima di Morfeo, dio del Sonno.

Terra di Mito, con una storia antica, che comincia dalla Preistoria, dai primi insediamenti umani nelle grotte della costa: su tutte, la magnifica Grotta delle Ossa, dove sono ancora visibili resti fossili di uomini e animali preistorici, mummificati nella roccia.

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Storia e miti del Palinuro

Storia fatta di popolazioni autoctone, soprattutto Tirreni, che nel VII – VI sec. a.C. incontrarono i Greci, arrivati a fare “grande” questa parte di Sud Italia che fu, appunto, Magna Grecia, e che vide fiorire le splendide città di Poseidonia /Paestum e Elea /Velia: Palinuro era infatti uno dei porti della Kora di Velia.

I Greci gli diedero nome: dal greco Palin-Ouròs, è il “luogo dove il vento gira”. Chiamando la città che sorgeva a poca distanza dal Capo, proprio sul promontorio alla foce del Fiume Lambro Molpé, come la sirena. Molpa, distrutta a più riprese nel corso della storia, tramontò definitivamente nel 1464, quando i Saraceni la rasero al suolo. Tanto importante era questo luogo, da battere moneta fin dal V sec.a.C.: sulla necropoli di Tempa della Guardia, sono state ritrovate monete di quest’epoca, recanti l’iscrizione PAL- MOL, appunto, Palinuro – Molpa.

In epoca romana, l’abitato compreso tra Palinuro e Molpa era conosciuto sia per la bellezza dei luoghi che per la bontà dei prodotti. Anche in epoca tardo imperiale, molte famiglie patrizie risiedevano qui per alcuni periodi dell’anno. Si dice che perfino l’imperatore Massimiano, dopo la sua abdicazione, abbia scelto la pace di questo lembo di Cilento.

In epoca medievale, Molpa – e di conseguenza il vicino abitato di Palinuro, il generale bizzantino Belisario la distrusse. Rifondata, vide la costruzione del magnifico Castello (visibile e visitabile grazie a un bellissimo percorso trekking) per mano dei Normanni. Poi fu Sveva, Angioina, Aragonese: in quest’epoca, come detto, la distruzione definitiva.

Palinuro fu allora acquistata – siamo nei primi del 1500, in epoca vicereale dal nobile spagnolo Sancho Martinez de Leyna, poi passò alla famiglia Pappacoda, poi a quella dei Rinaldi.

Il Palinuro oggi

Oggi questo luogo tanto antico e tanto pieno di storia continua ad incantare per l’incredibile bellezza. Essa deriva dall’aver conservato praticamente intatto il proprio patrimonio naturalistico: la perla del Cilento è un luogo dove incontrastata regna la macchia mediterranea, sulle cui falesie, tra cespugli di mirto, genista ed erica cresce uno degli endemismi più importanti del mondo, la primula palinuri (simbolo del parco del cilento), vero e proprio relitto glaciale vivente.

Le grotte intorno al promontorio rappresentano un vero tesoro. Su tutte, la Grotta Azzurra, con le sue indimenticabili sfumature di blu. Ma anche la citata Grotta delle Ossa, la Baia del Buondormire, che con le sue infinite sfumature di turchese non ha nulla da invidiare alle spiagge dei Caraibi o della Thailandia, l’Arco Naturale…

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Attività nel Cilento

Molti posti sono raggiungibili solo via mare: servizi di tour alle grotte partono dal porto praticamente tutti i giorni. Oltre al mare e alle spiagge, meritano un posto d’onore nelle cose da fare anche i percorsi trekking. È possibile godere di panorami mozzafiato, i percorsi in mountain bike, in canoa, i tour culturali, lo snorkeling e il diving.

Con la sua buona organizzazione di strutture turistiche, rappresenta uno dei luoghi turistici più apprezzati dell’intera regione. Almeno una volta nella vita, Palinuro è una bellezza da non perdere.

G. Forte

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