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martedì 16 agosto, 2022

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Palazzuolo sul Senio, è un borgo di memoria medievale della provincia di Firenze ed uno dei nove comuni dell’Alto Mugello. E’ situato nella storica regione della “Romagna Toscana”, romagnola dal punto di vista geografico, linguistico e culturale ma, governata da Firenze e dalla Toscana fin dalla fine del XIV secolo.

Palazzuolo sul Senio immerso nella natura

Questo squisito borgo medievale è contornato da boschi e castagneti, una piccola bomboniera immersa nella natura. I boschi rigogliosi ricchi di legname costituiscono una risorsa economica per la gente del posto così come la coltivazione e la raccolta del rinomato marrone tutelato dal marchio IGP Marrone del Mugello.

In sintonia con l’ambiente

In questo piccolo comune non esistono aziende inquinanti ne coltivazioni intensive. Le acque dei suoi torrenti che nascono sulle vette più alte dei monti confluiscono nel fiume Senio che attraversa il paese percorrendo la Toscana e la Romagna per circa 90 km prima di riversarsi nel Reno.

Il torrente Senio, nella sua discesa, sia a monte che a valle nasconde luoghi suggestivi con belle cascate, adatti alla balneazione.

palazzuolo sul senio-fiume

Palazzuolo sul Senio, nel suo piccolo, dispone di ogni servizio necessario ad una comunità e a coloro che lo visitano. Da sempre, questo piccolo mondo, situato in un territorio di confine, ricco di particolarità e contrasti a molti sconosciuto, gode di una spiccata vocazione turistica e, spesso, tra quelli che hanno l’occasione di soggiornarvi, entrando in sintonia con la natura e l’ospitalità della gente del posto, difficilmente se ne dimenticano.

Uno dei Borghi più belli d’Italia

Nel luglio del 2018 il comune è stato nominato uno dei “Borghi più belli d’Italia”, il club che premia i piccoli centri di particolare interesse storico e artistico a livello nazionale. In precedenza il paese ha partecipato nel 1999 ad un concorso promosso dalla rivista Airone rientrando fra i 10 comuni più vivibili d’Italia.

Cosa Vedere a Palazzuolo sul Senio

Nel paese ci si imbatte in edifici storici che anche se non degni di nota come quelli che si possono trovare in città d’arte come Firenze, Bologna e Ravenna distanti un ora e mezza d’auto, mantengono i segni di un importante passato.

“A Spasso con la Storia”: Il percorso del centro storico

Di recente l’Amministrazione Comunale unitamente al CCN locale che ha promosso l’iniziativa e in
collaborazione con l’Associazione Culturale Palazzuolo per le Arti e il Gruppo Archeologico dell’Alto
Mugello ha realizzato il progetto “A spasso con la Storia…”, un percorso storico caratterizzato da
cartelli dotati di QR code posti su 18 edifici rappresentativi del centro storico e degli immediati
dintorni che permetteranno al turista, in una veste moderna, di accedere a varie informazioni a
livello storico culturale tradotte in lingue diverse.

I musei

Due piccole chicche da visitare in loco sono il Museo Archeologico dove sono esposte testimonianze della presenza dell’uomo nell’Alto Mugello dalla preistoria ai tempi moderni e quello della Civiltà Contadina. Questo museo narra la storia delle genti di montagna della prima metà del ‘900 e di una comunità contadina che dopo il dopoguerra subì un radicale cambiamento con lo spopolamento del territorio. Entrambi i musei insieme all’ufficio turistico sono ospitati nello storico Palazzo dei Capitani (ex-palazzo Ubaldini) risalente alla fine del XIV secolo.

Chiesa di S. Stefano

La chiesa parrocchiale di S. Stefano, con la sua scenografica scalinata intitolata al santo Patrono, di antica origine paleocristiana, purtroppo, ha perso i suoi tratti originari a causa dei numerosi restauri subiti nel dopoguerra. Al suo interno, si possono apprezzare decorazioni realizzate dall’artista Tito Chini intorno al 1936 e numerosi e pregevoli dipinti risalenti al XVI e XVII secolo.

Ghetto ebraico

Ai piedi della scalinata si trova il vecchio Ghetto ebraico, un suggestivo angolo nascosto da visitare edificato intorno alla fine del ‘300 e attivo fino al ‘600 circa. Il Ghetto ospitava una piccola comunità ebraica, incaricata di riscuotere il pedaggio verso la Romagna. Poiché il mercanteggio era proibito ai cristiani veniva relegato agli ebrei.

Piazza del Crocefisso

Proseguendo, ci si trova in piazza del Crocefisso, che deve il suo nome a un piccolo oratorio sito nel vecchio ospedale di Santa Maria Maddalena, all’interno del quale era conservato un affresco, raffigurante la crocefissione che oggi troviamo realizzata in ceramica e affissa al muro di un abitazione privata, ad opera del poliedrico artista locale Girolamo Bonomi.

Piazza Garibaldi

Oltrepassando il ponte sul fiume Senio possiamo sostare all’ombra dei portici di piazza Garibaldi che testimoniano la sua antica funzione di “mercatale” al centro dell’antico “Palatiolum”, importante crocevia commerciale già a partire dal primo medioevo.

Piazza Strigelli

A monte del mercato, domina la piazza Strigelli, con il suo tipico aspetto ad “anfiteatro”, un tempo, antica piazza d’armi del paese con l’imponente e elegante palazzo Strigelli edificato nel 1804 là dove, secoli prima, si trovava la fattoria degli Eschini, con la torre baronale ancora esistente.

Sul lato sud della piazza è visibile l’unico fabbricato in pietra della stessa, un antica casatorre (ora casa vacanze la Torre del Vicario), costruzione ad uso, sia abitativo che militare e, un tempo collegata al Palazzo dei Capitani, che ancora conserva alcune delle sue caratteristiche originarie.

palazzuolo sul senio-centro

Palazzo dei Capitani

Uno dei simboli del paese è sicuramente il trecentesco Palazzo dei Capitani che fu la residenza della famiglia nobiliare Ubaldini. Sulla facciata si possono ammirare i numerosi stemmi delle varie case nobili che abitarono nel Palazzo.

Alle spalle del Palazzo dei Capitani si trova la seicentesca chiesetta di S. Antonio. Senz’altro l’edificio più fotografato del paese e appena sotto, l’artistica vasca dell’architetto Adolfo Natalini abbellita, da tre pannelli bronzei dell’artista Roberto Barni, suo amico fraterno, raffiguranti i tre torrenti che confluiscono nel Senio.

Piazza Ettore Alpi e il Borgo dell’Ore

In piazza Ettore Alpi, nel portico dell’attuale palazzo del comune, un tempo, il seicentesco palazzo Filipponi, degna di nota è la Cappella dei Caduti opera del rinomato artista mugellano Tito Chini.
Il vicino borgo antico “Borgo dell’Ore” dà modo di perdersi nella magia di vicoli bui e piazzette, rimaste come un tempo, in un atmosfera tipicamente medievale. Tra queste in particolare la “Piazza del grano”.

Attività all’aria aperta

La sua comunità si sorregge attraverso alcune imprese che costituiscono un importante polo industriale e sul turismo verde, adatto a chi cerca piccoli luoghi dove soggiornare in totale rilassatezza, trovare un territorio integro e non contaminato, fare belle passeggiate, praticare vari sport all’aria aperta come trekking, nordic walking, percorsi a cavallo e in mountain bike oltre a vivere belle manifestazioni sia ludiche che culturali organizzate nei vari mesi dell’anno.

Il paese dispone di una piscina pubblica, dei campi da tennis, campo da pallavolo, minigolf, campo sportivo e un bellissimo e organizzatissimo campo di sopravvivenza, un campeggio e un parcheggio camper.

palazzuolo sul senio-cosa vedere

Cosa Assaggiare

La gastronomia palazzuolese porta con sé i sapori e i profumi dei prodotti locali e quelli del territorio e affonda le sue radici nella tradizione contadina e nelle ricette delle nonne, tramandate di generazione in generazione che continuano ad imbandire quotidianamente le tavole dei ristoranti e delle famiglie e che in occasione delle manifestazioni folcloristiche si possono assaggiare direttamente in piazza.

La norcineria fa trovare nelle botteghe saporiti insaccati di origine animale (maiale e cinghiale) e i castagneti donano un prodotto prelibato, il marrone, dal quale si ricavano, le castagne, il miele di castagno, e la farina di marroni si possono trasformare in prelibatezze sia dolci che salati come torte, tortelli, castagnaccio e tanto altro.

La polenta che si ottiene dalla farina di marrone ha contribuito a sfamare intere generazioni di palazzuolesi permettendone la sopravvivenza.
La cacciagione e i prodotti del sottobosco come funghi e tartufi profumano i tortelli di patata di montagna di origine mugellana, o quelli con l’ortica, la borragine …deliziando il palato. Ancora molto diffusa la farina di antichi grani macinata a pietra e il cece nero.

Dalla vicina Romagna si eredita la tradizione della pasta ripiena, dai cappelletti ai passatelli, in brodo o asciutti, e ai tortelli con spinaci e ricotta.
Da citare infine i frutti dimenticati che allietavano le tavole dei nostri antenati: le pere volpine, le corniole, le azzeruole, le sorbe dai quali si ricavano liquori e marmellate alla riscoperta di antichi e inconsueti sapori.

 

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