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lunedì 25 giugno, 2018

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ALLA SCOPERTA DI AQUILEIA TRA MOSAICI, ARCHEOLOGIA E SPIRITUALITA'

Aquileia, affascinante cittadina in provincia di Udine, è un concentrato di storia e di reperti archeologici di grande rilevanza e, divenuta parte del World Heritage List dell’UNESCO nel 1998, vanta la definizione di La Seconda Roma per le sue immense e maestose ricchezze. Facilmente raggiungibile e situata in prossimità della località balneare di Grado, è meta abituale dei villeggianti specialmente durante il periodo tra primavera ed estate, quando le escursioni giornaliere in loco abbondano e i prezzi (anche di B&B, appartamenti e hotel) si fanno davvero accattivanti.

aquileia-cosa-vedere-fricoPesce e frutti di mare freschissimi imbandiscono sempre le tavole del posto e ingolosiscono i palati dei vacanzieri principalmente con grigliate di seppie e calamari e con succulente (ed esageratamente buone!) fritture miste, accompagnate da una polenta tra le più saporite del Friuli e, volendo, da un bicchiere di vino bianco Malvasia. E come resistere, in alternativa, alle varie specialità a base di carne di anatra e di oca, al tipico Frico di formaggio Montasio e patate, alle strepitose frittate di erbette campestri e (stagionalmente) agli asparagi bianchi e verdi di ogni calibro e gusto coltivati in abbondanza in tutta la zona? Da queste parti non c’è che l’imbarazzo della scelta, in fatto di cibo prelibato e genuino, ed è certo che la soddisfazione degli ospiti qui è garantita!

In una cittadina che offre meraviglie a piene mani, di posti da vedere ce ne sono in ogni dove. E non è escluso che un giorno o l’altro qualche avventuroso visitatore riesca a trovare il famoso pozzo d’oro pieno di tesori raccontato dal mito popolare e mai individuato, la cui presenza è stata ritenuta attendibile fino alle soglie della Prima Guerra Mondiale (come testimoniato dai contratti di compravendita dei terreni, che includevano la curiosa clausola di vendita delle terre ma non del pozzo d’oro eventualmente presente in esse).

È dall’epoca dell’incendio appiccato dagli Unni nell’anno 452 che si tramanda la leggenda del pozzo d’oro interrato chissà dove, ma è al 181 a. C. che risale la fondazione di Aquileia quale centro strategico dell’espansione romana (verso la Gallia, le Alpi e il Mar Baltico) destinato a diventare emporio prospero di traffici commerciali non meno che d’arte sino alla sua parziale distruzione da parte – appunto – di Attila e delle sue armate.

cosa-vedere-aquileia-foroRinata a partire dall’anno Mille, Aquileia tuttora porta in sé le testimonianze di un passato denso di quegli avvenimenti e di quelle innumerevoli vicende che l’hanno vista fulcro dell’Impero, sede del Patriarcato e, con la predicazione di San Marco Evangelista, roccaforte della diffusione del Cristianesimo. Un’area archeologica vastissima e con gli scavi continuamente in progress vi si estende a perdita d’occhio e culmina con il Foro Romano (edificato tra il II e il III secolo d. C. ma venuto alla luce nel 1934) di cui per ora sono emersi i portici, i pavimenti, il colonnato e i resti di una basilica. Il Museo Archeologico Nazionale (uno dei più importanti musei al mondo per la varietà di reperti dell’età imperiale), il Museo Paleocristiano (con oltre 130 iscrizioni funerarie e splendidi mosaici) e il Museo Civico del Patriarcato custodiscono un patrimonio storico considerevole quanto impressionante e, assieme al panoramico percorso del Sepolcreto di Aquileia, alla Via Sacra (che attraversa i principali siti archeologici della città sino a raggiungere il Porto Fluviale sul fiume Natissa) e alla Sud Halle (scrigno di 300 mq. di bellissimi mosaici restaurati), abbracciano mirabilmente storia ed arte in un contesto in cui la cristianità spazia proprio dappertutto.

cosa-vedere-aquileia-mosaicoA corollario e sintesi di questo immenso perdersi nell’Eternità, la Basilica di Santa Maria Assunta costituisce senza dubbio la tappa sovrana del viaggio. Costruita attorno al 313 è a buon diritto considerata la “culla del Cristianesimo in Italia”: il pavimento a mosaico narra storie religiose come quelle del buon pastore Gesù e del biblico profeta Giona, mentre la Cripta degli Scavi (dal pavimento cocciopesto e dalle molteplici figure di animali fantastici ottimamente conservate) e la Cripta degli Affreschi di epoca bizantina rendono la Basilica uno dei templi sacri più magnificenti in territorio nostrano. E val la pena arrivare in Friuli anche solo per visitarla.

Come pure merita tornare ad Aquileia, di tanto in tanto, per altri soggiorni…

In fondo gli scavi in corso sono in perenne evoluzione e non si sa mai quello che ancora potrà emergere per continuare ad appagare l’incommensurabile piacere di una scoperta senza fine!

copyright foto: latteriabiologicafriulana.it, zonzofox.it, rete.comune-italiani.it

M. Puhar
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