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lunedì 25 giugno, 2018

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ANDAR PER GORIZIA: TRA PERCORSI INCONSUETI, LEGGENDE E CONVIVIALITA'

Se c’è una città che dal primo momento si imprime nel cuore tra le località del Friuli-Venezia Giulia questa è di sicuro Gorizia, regina del Collio.

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Nobile non meno che gentile: ecco come essa si mostra ai visitatori. Dalla Storia alla Prosa qui tutto emana un sentore di vita vissuta in cui è impossibile non ravvisare il passaggio di ragguardevoli sovrani e di grandi personalità… basti solo ricordare che l’intervento dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria è stato essenziale allo sviluppo urbano, commerciale e artistico di Gorizia; senza poi dimenticare che questa città ha dato i natali nientemeno che al premio Nobel in materia di fisica nucleare Carlo Rubbia e al filosofo e poeta Carlo Michelstaedter.

cosa-vedere-a-gorizia-ponteAccessibile tramite una serie di tornanti in salita e lambita dal fiume Isonzo, Gorizia si estende sul confine italo-sloveno ed è paladina delle zone produttrici di vini a Denominazione di Origine Controllata, le quali rendono i frutti dei suoi dolci pendii nettari di bacchico – quanto umano – retaggio, pregiatissimi e molto apprezzati da secoli.

Ed è una città Nobile, nel profondo. Abitata sin dalla preistoria e poi chiamata ufficialmente Gorica a partire dall’anno 1001, Gorizia ha sempre attraversato il Tempo con elegante sprezzatura e, dall’antica dinastia degli Eppenstein (estinta tra il 1122 e il 1225), passando poi da Contea a centro asburgico (che raggiunse il suo periodo di massimo sfarzo nel Settecento) e infine divisa in due (tra Italia e Jugoslavia) all’epoca della Grande Guerra per essere successivamente ricongiunta, tramanda ai posteri monumenti e storie di interessantissimo spessore. Su tutti i luoghi di indiscusso valore storico (come il quattrocentesco Duomo o il Museo della Grande Guerra) spicca il Castello di Gorizia, edificato tra l’anno 1000 e il 1300, che racconta dei tempi andati con le sue collezioni di armi medievali, con il suo mobilio prezioso e persino coi suoi spiritelli (non tutti affabili) che si aggirano per il maniero. Nei suoi sotterranei pare abitare un pacifico nano intento a fondere metalli, ma se si sosta sui camminamenti della struttura nelle notti estive dicono sia possibile incontrare il fantasma dell’avida contessa Caterina, ivi vissuta tra il XIV e il XV secolo e perita in circostanze misteriose a seguito della forsennata bramosia per un favoloso forziere alla fine trafugato dal diavolo in persona. Presso i bastioni delle mura della fortezza, inoltre, una misconosciuta creatura chiamata Serafina (presumibilmente una strega dai forti poteri di nefanda fascinazione) sembra augurare a coloro che si imbattono nel suo sguardo maligno un avvenire funesto – se non addirittura la morte – in tempi brevi. Brrr!

cosa-vedere-a-gorizia-piazzaMa per fortuna è anche una città gentile, Gorizia: infatti, sul suo diffuso manto collinare, accoglie persone di ogni tipo e provenienza sempre con un inchino e con un savoir faire ammantato di ogni cortesia. E’ una cittadina molto aperta e cordiale in virtù della sua straordinaria vivibilità, perché Gorizia è PER TUTTI, tant’è ospitale: non solo un insostituibile luogo di riferimento in Regione per quanto concerne agriturismi, sale di degustazione nelle cantine locali e caratteristiche osterie, ma centro strategico e gettonatissimo di coesione umana.

Frizzante e rassicurante al tempo stesso, animata tutto l’anno da godibili eventi (come la Festa di Primavera, le Giornate della Falconeria, la Fiera di Sant’Andrea e l’imperdibile rassegna settembrina Gusti di Frontiera – vero punto di forza goriziano -), Gorizia impersona senza dubbio la tipica città in cui villeggiare, commerciare e (perché no?) in cui trasferirsi per ripartire.

Alla volta di nuove avventure.

Foto copyright: iha.com, messaggeroveneto.gelocal.it, , tuttocitta.it

 

M. Puhar
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