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martedì 17 settembre, 2019

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Le visite ai luoghi sacri e i pellegrinaggi nel nome della fede costituiscono forse la più ancestrale delle forme di turismo conosciute e, rinfocolate dallo spirito di devozione, dall’anelito alla preghiera e alla penitenza, dall’ineffabile quid soprannaturale quanto artistico sprigionato da chiese, abbazie, eremi e santuari, hanno attraversato i millenni sempre con lo stesso bagaglio di intenzioni ma senza mai smettere di aggiornare le loro modalità per restare al passo con un coerente cammino.

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l’Abbazia San Pietro di Rosazzo a Manzano (UD)

Nel 1987, sulla scia di questa evoluzione, il Consiglio d’Europa ha stilato una lista di destinazioni culturalmente imprescindibili tra le quali figuravano anche mete religiosamente rilevanti e nel 2011, con il festival romano “Josp Fest” dedicato ai percorsi dello spirito, ecco la svolta: uno stand del Friuli Venezia Giulia ha illustrato per la prima volta le tappe del turismo religioso regionale, adattandole al pilgrim lifestyle e commisurando gli itinerari ai diversificati interessi dei pellegrini contemporanei.

Nell’ambito di un settore turistico che non conosce crisi, i siti di interesse religioso in Friuli sono infiniti. Al di là di ciò che offre la città di Trieste quanto alle varietà di credo e di luoghi di culto, ve ne sono moltissimi di fede cattolica cristiana, come ad esempio il Santuario Madonna di Rosa a San Vito al Tagliamento (PN), l’Abbazia San Pietro di Rosazzo a Manzano (UD) o il Convento di S. Antonio a Gemona del Friuli (UD).

In questa sede, tuttavia, ne proponiamo tre in particolare, caratteristici per la loro singolarità.

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Santuario di Monte Grisa (TS)

Tempio Nazionale a Maria Madre Regina o Santuario di Monte Grisa (TS) Trattasi di un Tempio in cemento armato dalla curiosa struttura a triangolo (atta a evocare la lettera M di Maria) inaugurato nel 1966 a seguito di un voto fatto dal Vescovo Antonio Santin per salvare Trieste dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e dedicato a Maria Madre e Regina per volontà di Papa Giovanni XXIII. Simbolo di pace e di unità tra i popoli, il 1° maggio del 1992 è stato visitato da Giovanni Paolo II e, nonostante la sua mole non proprio aggraziata che domina la città di Trieste e il suo Golfo, è consolidata meta di pellegrinaggi in virtù della grande spiritualità che vi si respira.

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Santuario di Barbana (Grado, GO)

Santuario di Barbana (Grado, GO) Barbana è una piccola isoletta della Laguna di Grado un tempo votata al culto del dio Apollo e oggi popolata da frati francescani conventuali. Leggenda vuole che la nascita del suo Santuario (risalente al 582) avvenne dopo che la cittadina di Grado si salvò miracolosamente dalla furia di una eccezionale mareggiata, quando un’effige della Madonna venne ritrovata nei pressi di un olmo da due eremiti, Barbano e Tarilesso, al termine della tempesta. La chiesa con campanile che sorge in mezzo all’isola è di edificazione relativamente recente (tra il 1911 e il 1924) e al suo interno ospita una Quattrocentesca statua lignea della Madonna col bambino, oltre che varia e pregevole arte sacra perlopiù Settecentesca. Eppure ogni anno i devoti fedeli attraversano in battello le acque della Laguna di Grado specialmente per raggiungere la Cappella di Barbana, situata nel punto del bosco in cui si pensa sia stata rinvenuta l’immagine della Vergine Santa.

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Santuario della Beata Vergine di Castelmonte (Prepotto, UD)

Santuario della Beata Vergine di Castelmonte (Prepotto, UD) Si presenta come un comprensorio composto da un borgo fortificato tutt’attorno a una grande chiesa e da alcuni edifici cinti da mura, sorti su un sito probabilmente votato alla Madonna e all’Arcangelo Michele. Costruito verso il 1175 e utilizzato come rifugio dalle popolazioni locali non ha mai smesso di attrarre a sé folle di devoti alla fede mariana, di cui i numerosi ex voto esposti nei corridoi del santuario costituiscono la lapalissiana impronta. Nella strada che parte da Cividale per raggiungere Castelmonte, quindici edicole sacre del 1864 (che indicano i 15 misteri del Rosario) fungono da sosta per coloro che vi si incamminano – sovente scalzi – in pellegrinaggio: esse inducono alla preghiera e, com’è d’uso, invitano ad apporvi piccole croci intrecciate con i ramoscelli dei cespugli circostanti.

Con i suoi 300.000 visitatori l’anno il Santuario di Castelmonte esercita un’attrattiva senza pari… è il luogo in cui la spiritualità assurge al suo massimo grado, è il posto in cui la contemplazione mistica procede insieme alla penitenza senza trambusto, ma con la dolce soavità di un abbraccio tra il mondo materiale e l’immateriale eternità.

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copyright foto: archiviodiocesano.it; pastoraleuniversitaria.trieste.it; sites.google.com; scoprifvg.it

M. Puhar

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