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martedì 21 maggio, 2019

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Una perfetta combinazione tra arte, opportunità di svago e buon cibo

Anche nota come la “Firenze del sud”, Lecce incanta i suoi visitatori con l’esuberanza dei suoi tratti architettonici e con l’afflato d’antichità che la avvolge. Difatti, il cuore della penisola salentina pare una città fuori dal tempo, o meglio, una città in cui il tempo sembra essersi fermato.

Passeggiando per le viuzze del centro storico, godibili anche in bici, è possibile notare quanto Lecce pulluli di storia e arte: numerose sono ad esempio le testimonianze d’epoca romana, come l’Anfiteatro e il teatro romano, ma ciò che la caratterizza maggiormente è il suo peculiare stile barocco, ribattezzato “barocco leccese” proprio perché rivisitato in maniera del tutto nuova ed originale. Tale stile, sviluppatosi nel Seicento sotto la dominazione spagnola, si distingue per gli ornamenti sfarzosi che arricchiscono le facciate degli edifici, decorazioni squisitamente pittoresche realizzate grazie all’impiego della pietra leccese. Quest’ultima, roccia calcarea argillosa, si presenta altamente plasmabile e si presta molto bene al taglio con lo scalpello: ne risulta che gran parte del patrimonio artistico leccese è impreziosito da ricami sopraffini, frutto del meticoloso lavoro di abili scalpellini. Proprio per questa sua particolare morbidezza e malleabilità, la pietra leccese viene chiamata anche “pietra gentile”.

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Piazza Duomo

Significativi esempi di queste sublimi lavorazioni sono riscontrabili tra i numerosi palazzi ed edifici religiosi che appaiono sontuosi nel centro storico, come: la maestosa Basilica di Santa Croce, realizzata tra il XVI secolo e la fine del XVII secolo, rinomata per il suo inconfondibile rosone; l’adiacente ex convento dei Celestini, all’incirca risalente allo stesso periodo storico, oggi sede del Palazzo del Governo e dell’Amministrazione Provinciale; la Cattedrale dell’Assunta con l’alto Campanile che, assieme al Palazzo del Seminario e al Palazzo Arcivescovile, adornano la suggestiva Piazza Duomo, piazza chiusa, fulcro religioso della città.

Ancora, è possibile ammirare il sopra citato Anfiteatro romano, costruito nel II secolo d.C. a scopo di intrattenimento, poi rasato al suolo in seguito a terremoti e devastazioni; è stato riportato alla luce in seguito ad opere di scavo. L’imponente struttura si colloca all’interno della piazza principale, Piazza Sant’Oronzo, dal nome dell’omonimo Santo patrono.

Al centro della piazza si erge, infatti, la colonna votiva realizzata in suo onore, dell’altezza di 29 metri, sopra la quale si trova la statua del santo nell’atto di benedire la città. A terra, pavimentato, sempre al centro della piazza, si scorge lo stemma di Lecce: una lupa sotto un albero di leccio, il quale ha dato il nome alla città. Con ogni probabilità, quest’albero si trovava in un fitto bosco tra Brindisi ed Otranto, popolato dai lupi e con una rigogliosa vegetazione, ed è stato stabilito come il simbolo figurativo di Lecce, emblema di prosperità artistica e architettonica.

Il perimetro della piazza accoglie inoltre il Sedile, noto anche come Palazzo del Seggio, ex sede del Municipio e attualmente adibito a sala per mostre d’arte ed esposizioni. Nei pressi di piazza Sant’Oronzo c’è il Castello di Carlo V, voluto dal medesimo imperatore nel 1539.

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Piazza Sant’ Oronzo

Originariamente, il Castello nasceva come fortezza difensiva, ma in seguito divenne dapprima sede di spettacoli teatrali, poi caserma e distretto militare. Oggi è proprietà del Comune di Lecce e sede dell’Assessorato alla Cultura: difatti, l’edificio ospita eventi culturali, mostre d’arte e manifestazioni enogastronomiche, oltre all’interessante Museo della cartapesta, il quale espone più di 100 opere dei più celebri artisti leccesi e interpretazioni in chiave moderna di artisti internazionali. Si tratta senza dubbio dell’esempio più rappresentativo di artigianato locale.

Questa incredibile mole di opere e monumenti è confinata tra le tre porte d’accesso alla città: Porta Rudiae, la più antica, che prende il nome dalla città (distrutta) di Rudiae, verso cui volgeva a ovest; Porta Napoli, arco di trionfo così chiamato perché era il varco attraverso cui si intraprendeva la via per Napoli. Di fronte, sorge l’Obelisco, innalzato nel 1822.  Interamente realizzato in pietra leccese, è posto su di un piedistallo che raffigura lo stemma della Provincia di Terra d’Otranto, ossia un delfino che azzanna una mezza luna turca; ai quattro lati, è fregiato da una serie di bassorilievi di raffigurazioni mitologiche e degli stemmi dei quattro circondari di Brindisi, Gallipoli, Lecce e Taranto. Infine, vi è Porta San Biagio, dedicata al vescovo armeno da cui prende il nome; l’arco è il punto di raccordo tra la città vecchia e la città nuova.    

L’opulenza di Lecce non si esplicita solo in quanto città d’arte, ma è riconducibile anche alla varietà della sua tradizione culinaria. Dal rustico (disco di pasta sfoglia con ripieno di besciamella, pomodoro e mozzarella) al pasticciotto leccese (dolce di pasta frolla ripieno di crema pasticciera aromatizzata alla vaniglia o al limone), ai vini corposi: difficile non rimanere estasiati dalla gustosità di queste specialità. O ancora, se si fa tappa a Lecce, non si può non provare il caffè leccese: caffè espresso in ghiaccio mescolato a latte di mandorla.

Numerosi sono poi i pub e i locali in cui si concentra la movida giovanile leccese, punti d’incontro per molti studenti universitari, nonché studenti Erasmus. Dunque, Lecce è anche un ambiente stimolante per i giovani in qualità di città universitaria.

Insomma, l’esperienza turistica a Lecce non può che considerarsi molto ricca e soddisfacente a 360 gradi: peraltro situata strategicamente a pochi chilometri dal mare, è una meta ideale d’estate, sebbene generalmente il clima sia piuttosto caldo, ma anche durante la stagione fredda per le temperature gradevoli e miti.

Lecce incarna, in definitiva, una perfetta combinazione tra arte, opportunità di svago e buon cibo, tre requisiti fondamentali affinché l’esperienza di viaggio si riveli unica e irripetibile.

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Copyright foto articolo: www.palazzosangiovanni.com/; www.lankaart.org 

Articolo di: D. Bellisario

Redattore

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