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mercoledì 18 maggio, 2022

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Il nostro viaggio inizia in Campania, nella zona tra monti e mare: la Costiera Cilentana. Per raggiungerla dovremo armarci di tanta passione, curiosità e stupore perché ad oggi il Cilento cela luoghi per fortuna ancora troppo sconosciuti alle masse, e perché la sua peculiarità è senz’altro nella variegata diversità di luoghi e paesaggi.

Punta di partenza: Salerno

Muoviamo i primi passi dalla città di Salerno, il piccolo gioiello campano, famosa per il suo Duomo medievale, il dedalo del suo centro storico, puntellato di vicoli, palazzi e chiese, e il suo soleggiato lungomare. Da qui ci spingiamo a sud della città, così come ci guida la Piana del fiume Sele, che da Pontecagnano conduce, lungo la litoranea, verso Paestum, Agropoli e Castellabate.

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Per chi viaggia in macchina o in treno non sarà difficile scorgere il mutare del paesaggio da un borgo all’altro, da una città di mare all’altra, da un promontorio all’altro. Una varietà di colori e di odori renderanno la nostra traversata un viaggio esperienziale, alla scoperta degli antichi miti che ancora oggi riecheggiano nell’aria e nel profondo respiro di questa terra. Un respiro spesso lento o assonnato, che infonde una certa tranquillità e serafica sensazione a colui il quale capita di attraversarla: un respiro spesso profondo e caldo d’estate ma fresco e leggero nei mesi invernali. La bellezza di questi luoghi affascina durante tutti i 12 mesi dell’anno diventandone meta da preferire sempre.

Il sito archeologico di Paestum

Ecco scorgere le rocce scoscese, i dirupi a strapiombo sul mare, che dal lungo Golfo di Salerno si susseguono man mano che raggiungiamo le dolci colline, il clima perennemente mite e la ricca e fertile pianura che ci conduce a 8 km a sud della foce del Sele, ove si ergono le rovine dell’antica città di Paestum: i maestosi templi, l’antico sito fondato dai coloni greci provenienti da Sibari che alla fine del VII sec. a.C.  si stanziarono fondando l’antica Poseidonia

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Agropoli: il borgo medioevale è uno dei più belli d’Italia

E mentre i Templi di Hera, di Nettuno o di Poseidon, come quello di Cerere ci salutano imponenti e scompaiono alla nostra vista, eccoci diretti a quella che non a torto è definita la porta del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: Agropoli. La città racchiude in sé le principali attrattive turistiche, direttamente sul mare con il suo imponente Castello Angioino– Aragonese, le sue numerose chiese, lo Scoglio di San Francesco (dal quale si narra che il santo parlò ai pesci nel 1222). 

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Il Parco del Cilento e Vallo di Diano

È qui che si apre quello che è il secondo in Italia per dimensioni e per l’armoniosa coesistenza di natura e cultura: Il Parco del Cilento e Vallo di Diano, con la sua ricca presenza di piante e di animali, con le sue preziose vestigia archeologiche e artistiche, il “paesaggio vivente”, un enorme affresco in cui palpitano una miriade di colori diversi.

È qui che troviamo le Grotte del Bussento, nel comune di Morigerati; l’Oasi WWF Bosco di Camerine, nel comune di Albanella, e poco distante l’Oasi WWF di Persano, anch’essa aperta tutto l’anno, con prenotazione obbligatoria.

Castellabate: Patrimonio UNESCO dell’Umanità

Lasciata Agropoli è sufficiente percorrere pochi chilometri per trovarci nell’insenatura tra Punta Tresino e Punta Licosa, la baia di Santa Maria di Castellabate, una delle zone costiere più belle e ricche di natura presenti sulla penisola, prima riserva marina italiana. Le sue limpide acque sono un invito costante ad ammirarle, e quasi a non entrarci, per paura di contaminarle.

Le montagne digradano dolcemente verso colline di viti e olivi e il mare cristallino, e i borghi diventano piccoli preziosi presepi da ammirare tutto l’anno. Come il borgo di Castellabate, racchiude in sé il fascino di un piccolo borgo dove il tempo si è fermato, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Antico borgo medievale, Castellabate incanta con i suoi vicoli e vicoletti, le scale, i cortili, gli archi, le botteghe, le sue terrazze sul blu intenso del mare che si ammira da lassù, dal suo belvedere… e la sua piccola famosa piazzetta, dove sedersi e gustare un fresco aperitivo nel baretto che vi troviamo.

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Ai piedi del borgo, in un golfo incantato, completano l’affresco i piccoli comuni di Santa Maria, San Marco, Lago e Ogliastro Marina, con le loro lunghe spiagge dorate, intervallate da punti di scogliera. 

Acciaroli

Poco distante troviamo Acciaroli, frazione del comune di Pollica, rinomato centro balneare, Bandiera Blu del Cilento, che con il fascino del suo piccolo porto di pescatori si narra abbia ispirato Il Vecchio e il Mare del famoso scrittore Ernest Hemingway, durante uno dei suoi soggiorni.

Scavi di Velia

E trovandoci a pochi chilometri non possiamo non fare tappa presso un altro dei siti archeologici più rinomati della zona, dopo Paestum: gli Scavi di Velia. Fondata nel 540 a.C. dai Coloni Focei, col nome di Elea, l’area archeologica sorge su un promontorio roccioso, poco distante dal mare. Tra i suoi maggiori pensatori si distinsero Parmenide e Zenone, e tra i suoi illustri villeggianti, Cicerone e Orazio. 

La Certosa di San Lorenzo

Lasciando il mare, per poi ritrovarlo a breve, e spingendoci nell’entroterra, cinto da una corona di montagne, ci inoltriamo nella parte del Parco del Vallo di Diano. In questo spettacolare scenario, dove natura e storia formano un connubio perfetto, sono racchiusi 15 comuni, tra cui non possiamo non ricordare Padula.

Qui troviamo il più grande monumento del Sud d’Italia che, maestoso e pregnante di fascino e storia: la cinquecentesca Certosa di San Lorenzo. Riconosciuta dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è un monumento di maestosa imponenza con i suoi 500 metri di perimetro, impreziosita da 84 archi, la chiesa con gli stucchi barocchi, le maioliche coloratissime e gli alti forni delle cucine, la maestosa biblioteca, la scala elicoidale, il grande chiostro con le 24 celle che furono dei Monaci Certosini. Qui ancora oggi, ogni anno il 10 agosto si festeggia la visita dell’Imperatore Carlo V con la gigantesca frittata dalle 1000 uova, ricorrenza che richiama curiosi e viaggiatori da ogni dove.

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Le Grotte dell’Angelo di Pertosa

Poco distanti le Grotte dell’Angelo di Pertosa, un vero spettacolo della natura di incomparabile bellezza. Il percorso turistico aperto al pubblico si snoda lungo 3 km attraverso un tratto percorribile in barca. Suggestivi gli spettacoli teatrali che vi hanno ambientato l’Inferno della Divina Commedia, che prevedono durante alcuni mesi dell’anno un calendario di spettacoli.

In fine: Camerota, Centola e Palinuro

E tra leggenda, miti e storia non possiamo non raggiungere Camerota, Centola e Palinuro, all’estremo sud della regione.  La leggenda riportata da Virgilio nell’Eneide riconduce alle origini mitologiche del ridente luogo incontaminato del Tirreno. Ma questa incantevole baia merita un capitolo a parte. Ne riparleremo nel nostro prossimo appuntamento!

 

 

E. de Feo

 

 

Redattore

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