“ Innamorati dell’Italia attraverso i racconti dei nostri viaggiatori ”

martedì 24 novembre, 2020

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Quello che sto per dirvi, a proposito della mia amata regione Abruzzo, è qualcosa che vi sussurrerò a bassa voce. E c’è un motivo.
L’Italia, al di là degli scenari da cartolina di belle città e di monumenti storici, è una coperta colorata e variegata di 20 diverse regioni.

L’Italia non convenzionale

Ogni regione è un mondo a se’, con tradizioni, paesaggi, colori, clima, gastronomia propria. Persino i suoni dei dialetti differiscono a distanza di pochi chilometri.
Accanto alle molto note, famose e, talvolta, sopravvalutate regioni, esistono, tuttavia, territori ancora sconosciuti ai più.
Questa è l’Italia non convenzionale. Non affollata, autentica, vera e magnifica! Non è stata impacchettata e decorata per i turisti di passaggio. È l’Italia per tutti i giorni, non per le occasioni speciali.
È questo il motivo per cui abbasso la voce, quando vi parlo del mio Abruzzo. Vorrei che queste regioni fossero scoperte e valorizzate ma, d’altro canto, vorrei custodirle come un segreto, tenerle lontane dal turismo di massa. Preservare l’autenticità di questi territori fuori dal tempo.

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L’Abruzzo

Per me è difficile immaginare un angolo d’Italia più grazioso dell’Abruzzo. Le spiagge sono ampie e dorate, il mare si srotola come un nastro di seta turchese.
E non dimentichiamo le montagne. Il massiccio del Gran Sasso, maestoso, imponente, fa da sfondo alla scenografia della regione. Vivere in Abruzzo, grazie a questa simbiosi di mare e montagna, permette di sciare o di sdraiarsi in spiaggia, a un passo l’uno dall’altro, a seconda delle stagioni.
È uno dei segreti nascosti d’Italia. Non sovraffollata, questa regione rivela in silenzio i suoi castelli, i vigneti, le colline trapuntate di olivi, i villaggi costruiti nel tempo e nella pietra, aggrovigliati alle sue montagne.

“Vagare in un passato gentile”

La vita in Abruzzo non è poi cambiata di molto. A volte, esplorando qualche zona meno nota, sembra di vagare in un passato gentile, rassicurante e lento. Le anziane signore in pantofole portano le sedie fuori e siedono per ore a chiacchierare davanti all’uscio di casa, le mani occupate in qualche faccenda domestica. Qui puoi ancora vedere i ragazzini giocare a calcio nelle piazzette, invece che farlo solo davanti allo schermo di un computer.
L’Abruzzo è una terra di confine, lì dove l’Italia centrale si immerge verso il sud e, anche se, alcune zone si trovano a solo un’ora di distanza da Roma, rimane chiusa nel suo reame, distante.

Le tradizioni

Il cibo. Importante in Abruzzo come in qualsiasi altro luogo d’Italia. In molte trattorie, è tutto ancora fatto in casa, secondo le antiche ricette delle nonne.
Anzi, spesso, la nonna che cucina c’è ancora.
Sulla costa, i piatti tipici declinano in tutti i sapori del pesce. Andando verso l’interno, la gastronomia diventa più intensa, articolata, diventa cuore e tradizione, radicata nel passato degli antichi sapori e nella sapienza degli ingredienti autentici.

Da non dimenticare la Sagra. Le Sagre sono qualcosa che mi piace moltissimo del mio Paese. Le sagre (dal latino “sacer”, cioè “sacro”, dato che nei tempi antichi si trattava soprattutto di un evento religioso) è una festa tradizionale che ruota attorno alla gastronomia locale. È spesso dedicata a un cibo o un piatto tipico del territorio. Sebbene le sagre costellino tutta la penisola durante l’intero corso dell’anno, acquisiscono una particolare rilevanza nei mesi estivi.

È molto di più di una semplice festa. È qualcosa che coinvolge l’intera comunità del paese. Le stradine si vestono a festa, le persone vivono all’aperto, godendo appieno ogni singolo momento della grande celebrazione sociale che è l’estate. Nella magica atmosfera notturna, si sente la musica e si vedono le luci sparse tra le colline, a distanza, che segnalano le sagre dei villaggi. Questo è il sapore e sono le sensazioni delle mie estati, che porto con me dall’infanzia.

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Costa dei Trabocchi

L’Abruzzo “forte e gentile”

Per i pochi stranieri, che esplorano le ultime, incontaminate regioni italiane, l’Abruzzo rappresenta il “cuore verde d’Italia”. È autentico, genuino, affascinante e “forte e gentile”, come cita il suo detto.

Una delle principali città costiere, Pescara, è considerata tra le migliori e più belle città di mare in Europa, così come le montagne abruzzesi annoverano le migliori stazioni sciistiche, seconde solo alle Alpi.
Una visita in questa regione può spaziare dai villaggi medievali di pescatori, da San Vito Chietino a Punta Aderci, una grande riserva naturale costiera. La regione vanta ben tre parchi nazionali: Gran Sasso, Majella e Monti della Laga, in cui vivono più di 100 diverse specie protette, incluso il mitico lupo italiano.
Una sosta nella suggestiva Rocca Calascio è d’obbligo. Una fortezza unica, che troneggia dalla cima del monte, orgogliosa e fiera della sua bellezza, nonostante i danni subito dagli ultimi terremoti.
Come non menzionare Roccascalegna, un castello dell’ XI secolo, che sembra toccare il cielo nel suo maestoso profilo.
Raggiungendo la costa, la Val di Sangro si estende lungo il litorale con la famosa “Costa dei Trabocchi”, rinomata per gli antichi moli dei pescatori (dove è ancora possibile fermarsi a mangiare il pesce) e le sue spiagge incontaminate.

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Rocca Calascio

Tutto da scoprire

La scrittrice Gisella Orsini, si sofferma sui numerosi resti romani della regione, vestigia dell’antica presenza degli antichi romani che amavano particolarmente queste zone per i loro periodi di vacanza.
L’Abruzzo che lei predilige è quello di Alba Fucens, un sito archeologico dove i resti di palazzi, strade e passaggi sotterranei, del periodo romano, rimangono quali orgogliosi testimoni del passato.
Anche Teramo, vanta un teatro di oltre 2000 anni, nonché la chiesa di Santa Maria de Praediis, eretta nel X secolo, usando i materiali provenienti dalle ville e dai templi romani.

“Solo ora, ci si comincia a rendere conto dello straordinario potenziale turistico di questa terra antica” aggiunge Nanni, “in passato questa terra non aveva una visione e una piena consapevolezza del suo futuro.”
Un potenziale turistico davvero straordinario, tutto da scoprire…sì, ma non troppo in fretta!

Articolo di Elisabetta Verdone

Redattore

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