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venerdì 07 agosto, 2020

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A pochi chilometri da Roma, in cima a un banco di tufo in cui si susseguono alcune grotte, sorge Ardea, piccola cittadina dell’Agro Romano. La vita si sviluppa attorno a una piazza centrale con una fontana dedicata ai Caduti di tutte le guerre, su cui si affacciano negozietti e strette stradine. Ma che cosa vedere ad Ardea?

È proprio qui che si inquadrano due monumenti: la chiesa di San Pietro Apostolo e l’oratorio ipogeo.

Chiesa di San Pietro Apostolo

La prima è una struttura romanica, edificata nel XII secolo, suddivisa in tre navate. Ospita alcune opere d’arte contemporanea, tra cui le stazioni della via Crucis, ma anche il fonte battesimale e il tabernacolo della navata destra realizzate dallo scultore Giacomo Manzù. Un museo a lui dedicato è, tra l’altro, sito proprio ad Ardea. Fanno la loro comparsa, inoltre, frammenti di affreschi di XV secolo con le immagini di alcuni santi, tra cui Sant’Antonio Abate, San Cristoforo e San Leonardo.

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Oratorio Cristiano Ipogeo

Per giungere all’oratorio cristiano ipogeo è necessario percorrere la strada che conduce fuori della città vera e propria, costeggiando l’ultima curva della rocca. L’apertura e le visite guidate sono possibili grazie alla Pro Loco. Il sito venne scoperto del tutto casualmente nel 1964, scavato in un terreno posto davanti agli scavi di Casarinaccio. La scalinata in discesa che consente l’accesso presenta una volta decorata con ciottoli colorati, ma il vero spettacolo è costituito dagli affreschi di XII secolo realizzati in un ninfeo di II secolo d.C., successivamente riutilizzato – forse già a partire dal V secolo d.C. – come luogo di culto cristiano.

Nella nicchia di fondo sono rappresentate quattro figure: su un trono dorato e centrale siede la Vergine Maria con il Bambino sulle ginocchia; ai suoi lati sono raffigurati due personaggi femminili, sante, ma solo di quella sulla sinistra si conosce l’identità. Si tratta infatti di Santa Lucia, come riporta la didascalia. Il tutto è immerso in un programma decorativo composto di stelle e rosette. Vi sono altri due santi esternamente alla lunetta, ma lo sguardo si concentra su un grande clipeo azzurro che accoglie un Cristo pantocratore e benedicente, con un’aureola crucisignata, seguito da un Agnus Dei affrescato sulla volta e da un probabile San Giovanni Battista indicante una stella. Le pitture proseguono a decorare le pareti, toccando motivi che riproducono palme da dattero e due cavalieri, di cui uno forse identificabile con San Giorgio.

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Il sito è visitabile virtualmente, ma è certamente impagabile l’emozione di entrare in un luogo antico e avvolto da un’atmosfera spirituale, ricca di storia.

Ardea non finisce qui: la chiesa di Santa Marina, costruita su un ninfeo, è collocata all’interno del cimitero; sono presenti poi l’area archeologica di Casarinaccio e quella di Castrum Inui.

Il piccolo centro è sicuramente un posto da visitare, sia durante l’estate – trovandosi a pochi chilometri dal mare e dalle città di Pomezia, Torvajanica, Anzio e Nettuno – sia durante l’inverno.

 

C. Cumbo

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