“ Innamorati dell’Italia attraverso i racconti dei nostri viaggiatori ”

lunedì 12 aprile, 2021

Italy

Un ottimo strumento per organizzare il tuo prossimo viaggio
Prenota con noi per migliorare questo servizio senza pubblicità
Scorri o filtra l'articolo dei tuoi desideri
Lasciati trasportare dai racconti dei nostri scrittori
Trova e prenota la camera per vivere l'esperienza che sogni
Prenotazione immediata o assistita

Filtri selezionati:

Articolo

Filtri selezionati:

Agosto e Settembre -10%

risparmia con dooid Il prezzo
più basso

stella dooid I migliori
servizi

Scopri come

L’Italia, paese in cui fare scoperte sempre nuove e sorprendenti tutte messaggere di una storia fra città, borghi, antichi centri e architetture di pregio. La Lombardia offre molti spunti interessanti, una considerazione che invece spesso accantoniamo, in favore di quell’ottica che vede esclusivamente Milano al centro della nostra visione lombarda. Mantova è una tappa imperdibile per coloro che intendono partire alla scoperta dei più bei borghi d’Italia, adatta ad un magico weekend ma anche degna di una più lunga permanenza. Al termine dell’emergenza sanitaria in corso, sarà impossibile resistere alla voglia di trascorrere anche solo un fine settimana nella meravigliosa città dei Gonzaga, seguendo le linee guida di questo itinerario!

Weekend a Mantova, il gioiello padano

La città si colloca sul fiume Mincio, nella Bassa Padana. La sua esistenza è letteralmente “avvolta” da quattro laghi, creati artificialmente dalle acque del fiume nel XII secolo, rispettivamente il Lago Superiore, il Lago di Mezzo, il Lago Inferiore ed il Paiolo, quest’ultimo in seguito prosciugato poiché ritenuto insalubre. Forse ciò che non tutti sanno è che Mantova vede la luce in tempi davvero molto antichi, precisamente all’epoca degli etruschi, i primi ad insediarsi nella città abitanti della città, seguiti dai romani. Lo stesso Virgilio, una delle più importanti personalità della letteratura di tutti i tempi, è nato proprio qui.
La storia di Mantova ha visto il susseguirsi di molte celebri dinastie e l’intrecciarsi di tante storie: i Canossa, i Banacolsi, i Gonzaga, coloro che impressero nelle vicende di Mantova il loro nome in maniera indelebile e governarono sulla città fino al Settecento, fino ad arrivare alle dominazioni straniere francese ed austriaca, prima che Mantova entrasse a far parte dello stato italiano. Oggi, Mantova ci restituisce un patrimonio dal valore inestimabile ed una storia senza tempo, guadagnandosi l’ingresso nella lista delle città Patrimonio dell’UNESCO, grazie anche alla famiglia dei Gonzaga che l’ha resa uno dei più importanti centri del Rinascimento italiano. Non resta che pianificare un avvincente weekend alla scoperta di questa sorprendente località!

1°giorno

Il tour per un fantastico fine settimana a Mantova inizia da Piazza delle Erbe, considerata la piazza principale, per questo motivo sicuramente un checkpoint per ogni tipo di visita.
E’ davvero affascinante e si può dire che la sua atmosfera mistica sia in parte dovuta ai monumenti ed agli edifici che la animano, più o meno tutti di epoca medievale.
Non si può che incominciare dal Palazzo della Ragione: il grande edificio fu eretto fra l’XI ed il XII secolo ed aveva il compito di adempiere ai vari compiti di pubblica utilità per i cittadini, nonché di amministrazione della giustizia. Oggi all’interno del palazzo non resta molto dell’antico aspetto: il salone principale ospita mostre temporanee di vario genere e conserva qua e là degli affreschi originari.

Nelle immediate vicinanze troviamo la Torre dell’Orologio, costruita nell’anno 1472, dall’aspetto imponente e quasi somigliante alla famosa Torre dell’Orologio della città di Praga in Repubblica Ceca. Il grande orologio che si trova al centro è opera di Bartolomeo Manfredi e non va considerato solamente un elemento decorativo: esso forniva, infatti, molteplici informazioni pratiche ai cittadini, come le posizioni dei pianeti, le fasi lunari e i segni zodiacali, i giorni migliori per la semina e tanto altro. Una curiosità: l’orologio era un valido supporto per tante attività quotidiane, ma non indicava un qualcosa che per noi oggi appare del tutto fondamentale: i minuti. A quanto pare, conoscere perfettamente lo scorrere dei minuti non era così importante. Sapere l’ora esatta era l’unica cosa ritenuta utile ad organizzare le proprie giornate e viverle con il giusto spirito. Un’epoca davvero diversa rispetto alla nostra!

Una visita davvero interessante e che rimane certamente impressa nella mente dei visitatori è quella all’interno della torre, dove è ospitato il Museo del Tempo, con oggetti ed ingranaggi che ripercorrono la storia e la composizione tecnica dell’orologio, in una visita pianificata in cinque parti. Ne La Sala del Meccanismo è esposto il gigantesco ingranaggio dal quale prende vita l’orologio ancora oggi, che però oggi indica anche i minuti. E’ impagabile l’esperienza che si vive all’interno della sala alle ore 11:00…allo scoccare dell’ora esatta, la torre sembra animarsi di nuova vitalità, gli ingranaggi cominciano a muoversi ed il pavimento a vibrare. Un incredibile miracolo ingegneristico che vale la pena vivere pienamente. Terminato il giro, si arriva alla Sala del Panorama, dalle cui finestre ci si può fermare ad ammirare un panorama mozzafiato su tutta la città. A pochi passi, è possibile recarsi presso la Rotonda di San Lorenzo, la cui costruzione è stata voluta da Matilde di Canossa ed ultimata fra l’XI ed il XII secolo. Guglielmo Gonzaga ne decretò la chiusura come luogo di culto, tanto che, la Rotonda, subì nel tempo un processo di cambiamento e rifacimento che alla fine del Cinquecento la portò ad essere adibita ad altri scopi. Nei primi anni del 1900 si è deciso di restaurarla e riaprirla al pubblico come luogo di culto religioso. La storia ed i cambiamenti che ha vissuto, hanno quasi del tutto cancellato l’antica struttura: degli affreschi originari che la decoravano restano solo alcuni frammenti. L’ingresso è gratuito, ad offerta libera.

mantova-lombardia-cosa-vedere

E’ ora giunto il momento di recarsi in Piazza Mantegna, poco lontano da Piazza delle Erbe, dove l’occhio si posa immediatamente sulla bellissima Basilica di Sant’Andrea, costruita sulla base del progetto di Leon Battista Alberti, morto purtroppo all’inizio della costruzione dell’edificio, nel 1472. Se l’esterno, in stile rinascimentale con un arco ed un timpano dal gusto classico, provocano un senso di meraviglia nel visitatore, gli interni della Basilica lasciano senza fiato gli animi che ne varcano la soglia. L’interno è davvero esteso ed imponente, ad un’unica navata, con volta a botte a finti cassettoni. In una delle cappelle laterali, vi è la tomba del celebre Andrea Mantegna, mentre la cripta della basilica conserva una reliquia, detta del “Preziosissimo Sangue di Gesù”, un elemento davvero molto caro alla storia di Mantova ed alle sue tradizioni. Dietro la Basilica troviamo Piazza Leon Battista Alberti e questa facciata della chiesa sembra quasi appartenere ad un’epoca o ad un edificio differente, con le sue decorazioni in mattoni rossi grezzi. Ciò che senza dubbio mantiene inalterato, è il suo enorme fascino.

Uscendo dalla Basilica, ci si imbatte nel caratteristico Palazzo del mercante Boniforte da Concorezzo e si prosegue poi lungo Via dei Giustiziati, da cui è possibile ammirare il retro del Palazzo della Ragione e della Rotonda, fino a ritrovarsi di fronte ad un palazzo davvero degno di nota, in particolare per lo stile delle sue decorazioni: è il Palazzo del Commercio.
Proseguendo il tour a piedi, tornando in Via dei Giustiziati ed imboccando Via Roberto d’Ardito, si arriva alla Biblioteca  Teresiana, parte del complesso del Palazzo degli studi e di cui è interessante visitare gli interni, in particolare le Sale Teresiane. Di fronte alla biblioteca, merita un po’ d’attenzione il Teatro Scientifico Bibiena, una piacevole ed interessante scoperta. Vale la pena entrare in questo piccolo teatro, che non ci si aspetta minimamente essere così prezioso dal punto di vista degli arredi e delle decorazioni: dotato di pianta a campana, mostra dei palchi incredibilmente ornati ed affrescati.

Arriva quindi il momento di dirigersi verso la vicina Piazza Sordello, per visitare il Palazzo Ducale ed il Castello. All’interno del Palazzo ci si ritrova a camminare in ambienti finemente decorati da affreschi di grande pregio, sovrastati da soffitti in legno, tuttavia privi degli antichi arredi e delle ambientazioni originarie, che probabilmente darebbero un valore aggiunto ed una personalità più strutturata al luogo, coinvolgendo maggiormente i visitatori.

Al Castello di San Giorgio si svolge la prossima visita, in particolare nella Camera Picta del Mantegna. Anche qui, com’è successo presso il Palazzo Ducale, ci si sente inizialmente un po’ delusi nello scoprire che non vi sono arredi o elementi interni a popolare gli ampi spazi della dimora. Nonostante ciò, lo stupore e la meraviglia tornano ben presto ad animare i cuori e le menti, nel momento in cui si ammirerà la Camera degli Sposi. La sua decorazione viene commissionata al grande Andrea Mantegna qualche anno prima della nascita di Isabella d’Este ed è considerata la più bella camera al mondo, nonché il più grande lavoro di prospettiva realizzato dal Mantegna, a cui l’artista si dedica dal 1465 al 1474. Il nome, in realtà, inganna: la sua realizzazione non è infatti destinata ad una camera nunziale, né ad una camera da letto nel vero senso della parola, nonostante un gancio che si trova sul soffitto per reggere delle tende che coprivano un letto suggerisca che sia stata a volte utilizzata per dormire. La funzione primaria di questa stanza era, invece, stupire gli ospiti che il duca Ludovico Gonzaga radunava al suo interno per discutere importanti questioni di Stato. E non ci sono dubbi, è riuscito e riesce tutt’ora nel suo intento!

Uscendo dal Castello, ecco apparire nelle vicinanze altri interessanti spunti entusiasmanti per il tour: la Casa del Rigoletto, di cui è ben visibile il cortile con la statua del famoso buffone, ed il Duomo di Mantova. Il Duomo, chiamato anche Cattedrale di San Pietro, ha dietro di sé una storia che attraversa i secoli, influenzata da stili ed eventi che l’hanno resa un elemento iconico per la città. La facciata barocca, che sembra quasi sovrapposta alla struttura gotica circostante e culminante in un campanile romanico, ci mostrano il grande mix artistico che ha dato vita alla complessa struttura, ciò che sicuramente l’ha resa anche affascinante. L’interno del Duomo è a ben cinque navate ed è sormontato da un prezioso soffitto a cassettoni.

Al termine di questa giornata colma di arte ed antichità, viene quasi spontaneo pensare di rilassarsi con una piacevole gita in battello sul lago, con cui godere del panorama del centro cittadino direttamente dalle sue acque.

Alcuni tour in partenza nelle vicinanze del Castello sono a numero chiuso, perciò è consigliabile prenotare prima a seconda della tipologia di gita che si vuole fare.

2°giorno

La giornata comincia con la visita ad un altro Palazzo d’Arco.

Il palazzo è visitabile solo acquistando il tour guidato, la qual cosa permette di scoprire a fondo i segreti e la storia che hanno attraversato queste mura, in particolare quella delle famiglie che le hanno abitate, come quella dei  d’Arco. Le sale interne, perfettamente e finemente arredate, sembrano quasi ancora ospitare le vite dei personaggi di un tempo.
Il palazzo regala stanze riccamente arredate e dipinte, tra cui la Sala dello Zodiaco, una bella e affascinante biblioteca di testi antichi e di valore, una cucina perfettamente conservata e tanto altro ancora. L’ultima parte della visita è un viaggio all’interno delle stanze dell’ultima erede della famiglia, che una volta rimasta vedova e senza figli decise di lasciare in eredità il Palazzo e tutti i suoi beni alla città di Mantova, affinché divenissero un pubblico museo. Ancora oggi è proprio la Fondazione d’Arco, da lei istituita, ad occuparsi della gestione del palazzo.

A questo punto, è necessario percorrere qualche tratto di strada, magari in auto, o con una passeggiata a piedi nel caso in cui il meteo sia favorevole, per recarsi in visita a Palazzo Te. Si tratta forse del più rilevante fra i monumenti architettonici cittadini della città, nonché indiscusso capolavoro di Giulio Romano. La cosiddetta “villa degli ozi e degli svaghi”, fu progettato per Federico II Gonzaga con l’obiettivo di impressionare gli ospiti. Riuscendo perfettamente a raggiungere lo scopo, soprattutto per quanto riguarda la Camera dei Giganti, un vero e proprio prodigio dell’arte: una stanza progettata per catturare il visitatore in un vortice di emozioni che riescano a farlo immergere completamente nella scena, senza sosta e senza via d’uscita. 

Nel caso si voglia conoscere meglio la zona circostante, è bene tener presente la Casa del Mantegna. Dotata di un famoso cortile ed adibita a spazio espositivo, nonché Palazzo Sebastiano, ospita oggi il Museo della Città. Degli antichi splendori, purtroppo, è rimasto poco in questo storico edificio. Differenti e spietati utilizzi, fra cui quello che lo ha visto deposito, oppure caserma ed infine lazzaretto, ne hanno mutato quasi completamente il volto.

Mantova offre davvero tanto e racconta indubbiamente una storia articolata in grandi ed importanti avvenimenti. Con le sue ridotte dimensioni permette, al visitatore di scoprirne i più importanti segreti anche con una visita di due giorni, magari a piedi, passeggiando fra le vie del centro. Qualche giorno in più è l’ideale per concedersi scorci ancora più suggestivi, nelle vicinanze, ad esempio con una visita nella località di Sabbioneta.
Ogni passo, nella bella Lombardia, non manca di regalare una nuova emozione!

M. Ludovici
Michela Ludovici
Cresciuta in un paese della Bassa Sabina e laureata con lode alla Sapienza di Roma, mi porto dentro la passione per tre cose: la libertà, l’avventura e la conoscenza. Roma è il mio grande amore, i viaggi ed i libri sono la mia dipendenza. Da piccola sognavo di fare la scrittrice e da adolescente di girare il mondo, oggi cerco di unire le due cose, vivendo in simbiosi con la mia macchina fotografica. Amo il mare ma non riesco a non perdermi lungo i sentieri di montagna e nei musei di qualche grande città d’arte. Credo che, nella vita non si finisca mai di studiare e d’imparare...e raccontare storie ci aiuta a vivere vite sempre diverse, con entusiasmo e passione!

Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.

Nessun commento trovato.
Esegui il login
Ricordami
Hai perso la password?
Password Reset
Esegui il login