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venerdì 05 giugno, 2020

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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

Queste le parole del celebre poeta Giacomo Leopardi. Se il motivo della tua visita a Recanati è il noto scrittore, questo articolo fa proprio al caso tuo! Ecco un itinerario nel luogo di nascita di Leopardi dove è possibile leggere le sue poesie esattamente negli ambienti di ideazione e creazione.

Breve biografia di Leopardi

Giacomo Leopardi nasce il 29 giugno 1798 a Recanati, allora nello Stato Pontificio, da una delle più nobili famiglie del paese. Primo di dieci figli, inizia l’istruzione da autodidatta per poi passare alla biblioteca del padre. La sua dedizione allo studio lo porta ad avere problemi fisici, alla schiena e alla vista. Oltre a questo, l’eccessiva religiosità giunta alla superstizione ed il legame alle convenzioni sociali della madre lo privano dell’affetto di cui ha bisogno.

Nell’adolescenza passa dagli studi astronomici e classici alla poesia; nel 1817 inizia a scrivere “Lo Zibaldone” dove raccoglie le sue idee e pensieri. Negli anni successivi l’aggravarsi della vista lo porta alla filosofia, entrando così in un periodo ateo e materialistico da cui nasce “L’Infinito”. Nel 1822 dopo un deludente viaggio a Roma torna a Recanati dove scrive le “Operette morali”; con i suoi ideali filosofici riguardanti l’infelicità umana si fa evidente il passaggio dal pessimismo storico a quello cosmico. Dopo brevi soste a Milano e Bologna, Leopardi trova accoglienza in Toscana. Pisa e Firenze sono i centri in cui ha intensi rapporti sociali. Al rientro a casa dalla tappa pisana scrive “A Silvia”. Passa infine il resto della sua vita a Napoli in una villa sul Vesuvio dove pubblica quasi tutte le sue opere. Muore qui a 39 anni il 14 giugno 1837.

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Leopardi e Recanati

Palazzo Leopardi

Casa Leopardi è il luogo dove è nato, vissuto e cresciuto il poeta. Dall’esterno la struttura, che non colpisce molto a livello artistico, è caratterizzata da linee semplici appartenenti allo stile del Settecento. All’interno sono custoditi libri autentici e quadri di arredamento appartenenti a Leopardi. Visitando il palazzo è possibile ripercorrere ciò che il poeta stesso vedeva, provava e poi scriveva nelle sue righe e nei suoi versi. Il 2020 ha portato grosse novità per questo luogo di cultura. Dal 21 marzo gli appartamenti privati della famiglia leopardi inaccessibili da quasi 200 anni saranno aperti al pubblico. La visita sarà ampliata fino alla camera da letto e alla finestra da cui il poeta ammirava la luna e le “Vaghe stelle dell’Orsa” (Le Ricordanze); il salottino dove passava il tempo con i fratelli Carlo e Paolina, il giardino da dove vedeva i Monti Sibillini ovvero i “Monti Azzurri” di cui parla sempre nell’opera Le Ricordanze. Sono i luoghi di quotidianità dell’autore che permetteranno al visitatore di immedesimarsi in lui.

Per maggiori informazioni, orari e prezzi dei biglietti visita il sito ufficiale.

Piazzuola Sabato del Villaggio

Di fronte alla casa natale di Leopardi, troviamo ovviamente la piazza che ha ispirato la celebre poesia de “Il sabato del Villaggio” di cui oggi porta anche il nome. In questa piazza troviamo anche altre ispirazioni del poeta: qui troviamo anche casa di Silvia. La casa di Silvia, in verità Teresa Fattorini, si trova al primo piano delle scuderie appartenenti alla famiglia di Leopardi. In origine ospitava i cavalli e le carrozze, mentre al piano di sopra si trovavano gli alloggi dei dipendenti. Costruita nel 1796, è stata poi restaurata e aperta al pubblico nel 2017. Casa di Silvia è composta da piccole stanze arredate con mobili caratteristici dell’epoca e sicuramente provenienti dal palazzo.

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Il Colle de L’Infinito

Il colle menzionato nell’omonima opera e con la quale abbiamo dato inizio al nostro itinerario leopardiano, si trova proprio in prossimità della casa di Leopardi. Altro non è che un altura del Monte Tabor, meta preferita dal poeta per le sue passeggiate. Con accesso diretto da casa attraverso un orto, Leopardi si recava qui per ammirare il panorama per poi trarne ispirazione.

Torre del Passero Solitario

La torre fa parte del complesso della chiesa di San Agostino a Recanati e del chiostro. Fonte di ispirazione e rammentata nella poesia Il Passero Solitario, la torre è stata purtroppo deturpata da un fulmine a fine Ottocento.

Altri luoghi di ispirazione leopardiani

Come tutti sappiamo, Leopardi non ha vissuto tutta la sua vita a Recanati. Il poeta visita diverse regioni e città nel corso della sua breve vita conoscendo amici e colleghi rammentati nelle sue opere. Il più noto è sicuramente Ranieri, conosciuto a Firenze con cui poi si trasferirà a Napoli nel 1833. I suoi viaggi arrivano a toccare anche Milano, Bologna, Pisa e Roma, che a detta del poeta non è bella come se la immaginava. Muore a Napoli nel 1837 ed è qui che si trova la sua salma, precisamente nel Parco Vergiliano.

 

C. Piredda

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