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giovedì 26 novembre, 2020

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Alle spalle delle colline dell’alta Valle del Volturno, si innalzano maestose le cime delle Mainarde. Le Mainarde sono un massiccio calcareo dall’aspetto imponente, le cui vette sono tra le più alte del Molise e che dagli anni ’90 fanno parte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

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Lago di Castel San Vincenzo
©Andrea di Meo

Flora e Fauna

Oltre i 1000 metri di quota, le pendici sono ricoperte da ampi boschi di faggi. La fauna appenninica trova il suo habitat ideale in queste aree: cervi, lupi, aquile, orsi, camosci sono i proprietari indisturbati di radure, boschi, praterie, forre ed anfratti. In primavera le fioriture, tra cui moltissime varietà di orchidee selvatiche, danno al paesaggio sfumature davvero eccezionali, mentre i torrenti gonfi di neve sciolta alimentano il Volturno, il fiume più importante del Meridione d’Italia. Le panoramiche cime rocciose, comprendono le vette tra le più elevate del Molise: il monte a Mare (2154 m) e la Metuccia (2105 m). Dietro le alture di Rocchetta a Volturno e Castelnuovo al Volturno si innalzano monte Marrone (1805 m), la Ferruccia (2005 m) e monte Mare (2020 m).

Itinerario dei Monti della Meta

Dal borgo di Pizzone, dopo una lunga risalita in auto fino al pianoro Le Forme (detto anche Valle Fiorita), è possibile raggiungere la vetta più alta, il Monte Meta (2242 m), un trapezio roccioso che si erge improvvisamente dal verde dei prati, inserito in un contesto paesaggistico di rara bellezza. 

L’itinerario è tra i più suggestivi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La presenza del camoscio appenninico, con cui non è insolito imbattersi, aiuta a conservare un piacevole ricordo di un’escursione sul gruppo dei Monti della Meta. Dopo aver attraversato una faggeta di esemplari secolari, si prosegue lungo la grande distesa della Valle Pagana, un pianoro carsico tra detriti, ghiaioni, piccoli nevai ed enormi blocchi calcarei con spettacolari panorami sui boschi e le cime della Metuccia.

Da qui si raggiunge lentamente Passo dei Monaci (1986 m) antico collegamento tra Lazio e Abruzzo e Molise, sfruttato in passato da mercanti, pastori e monaci benedettini, e i ruderi del fortino, vecchia casermetta utilizzata nella seconda metà dell’Ottocento sia per vigilare sulle bande di briganti che in quel periodo si rifugiavano su questi monti per fuggire all’assedio della Guardia Nazionale e sia per assicurare il passaggio a chi si dirigeva verso il passo. Da Passo dei Monaci dopo aver affrontato l’ultimo duro tratto di sentiero si raggiunge la cima del Monte Meta. Dalla vetta si gode di un incredibile panorama a 360° che, nei giorni di visibilità perfetta, permette di osservare dal profilo dell’isola di Ponza fino alle cime del Gran Sasso, dal Vesuvio alla Majella.

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Il Sentiero Italia

Le Mainarde sono attraversate dal Sentiero Italia, l’itinerario lungo 6100 km che attraversa l’intero territorio italiano collegando l’arco delle Alpi, attraversando tutto l’Appennino e i monti della Sardegna e della Sicilia. Partendo dalle sorgenti del Volturno il Sentiero Italia raggiunge l’Abbazia e gli scavi di San Vincenzo a Volturno. Poi, lungo l’argine del fiume, punta con una lunga salita alla rocca di Castel San Vincenzo; dal paese scende al lago e lo costeggia in direzione del monte Piana. Al bivio di San Michele a Foce, il Sentiero si biforca: a destra il sentiero di collegamento della Val di Mezzo con Barrea introduce al tratto abruzzese; a sinistra invece il sentiero principale imbocca la stradina che conduce a Castelnuovo a Volturno e punta verso monte Marrone.

Percorso Monte Marrone

L’escursione verso Monte Marrone, oltre ai paesaggi di notevole valore ambientale e ai comuni avvistamenti della fauna appenninica, permette di immergersi in un vero percorso storico e culturale. Lungo le cime del monte passava infatti la Linea Gustav che durante la II Guerra Mondiale divideva in due la penisola italiana: da un lato le truppe tedesche e dall’altro gli alleati. Qui, tra il 31 marzo e il 10 aprile del 1944, si combatté una delle battaglie della guerra di liberazione italiana che oggi è ricordata con alcune stele e monumenti posizionati lungo il sentiero che porta in vetta.

Prima di raggiungere il punto più elevato, è obbligatorio deviare per qualche metro e visitare un piccolo e vecchio rifugio in pietra, incastonato tra grossi blocchi di pietra. Si tratta del rifugio utilizzato dal pittore francese Charles Moulin, che tra il 1911 e il 1960 visse per lunghi periodi dell’anno in completa solitudine e immerso nella natura, in quest’eremo da lui stesso costruito per cercare la propria fonte d’ispirazione.

San Vincenzo e l’Alta Valle del Volturno

Il panorama dalla vetta si apre sull’alta valle del Volturno. Il fiume nasce dal monte della Rocchetta,  nei pressi della grande abbazia di San Vincenzo. Ben visibile è il lago artificiale di Castel San Vincenzo. Ai piedi del Marrone si osservano i monti Rocchetta e Castelnuovo, la strada di accesso percorsa in auto, le prime alture e i paesi delle Mainarde. Nell’area delle Mainarde e dell’Alta Valle del Volturno sono disseminati alcuni piccoli paesi, di antichissima fondazione, ciascuno con una propria peculiarità: qualcuno arroccato su uno sperone roccioso, un altro raccolto ai piedi di un castello, un altro ancora abbarbicato sul fianco di monti scoscesi.

Questi piccoli agglomerati ebbero fondazione ad opera degli abati della celebre abbazia di San Vincenzo al Volturno le cui vestigia, riportate alla luce dagli attuali scavi archeologici, testimoniano un passato di grandezza. Poco distante, il lago di Castel San Vincenzo, verde come i boschi che vi si specchiano, è luogo di relax ma anche di pesca sportiva. A Castel San Vincenzo è visitabile, durante tutti i periodi festivi, un Centro Visita del Parco: il museo della fauna appenninica.

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©Valentino Mastrella

Centro Visita a Pizzone

Pizzone, nel Parco dal 1925, rappresenta il cuore delle Mainarde; qui hanno sede l’Ufficio di Settore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed il Centro Visita dell’Orso Marsicano. Il Pianoro Le Forme, a monte dell’abitato, è la base ideale per le escursioni sui Monti della Meta e sulla Catena delle Mainarde; grazie anche alla presenza del Rifugio del Falco, il Pianoro è divenuto riferimento ricorrente per centinaia di turisti più o meno organizzati, che regolarmente frequentano queste valli per escursioni, trekking, ciaspolate, ma anche semplicemente per trascorrere una giornata in montagna oppure per un soggiorno in campeggio.

A monte una natura incontaminata scrigno di una ricchissima biodiversità, a valle borghi ricchi di storia, arte, artigianato e produzioni di qualità. L’area delle Mainarde si presenta nel suo complesso come uno scrigno di ricchezze naturalistiche e culturali dove il visitatore può muoversi seguendo diversi itinerari tematici e dove è possibile ritrovare una dimensione altrove perduta.

 

A. Di Meo

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