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lunedì 12 aprile, 2021

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Immaginate … una ragazza americana che si era appena diplomata dal liceo e che non era mai stata fuori dagli Stati Uniti, decide di andare in “terra straniera” all’avventura di una vita. L’università può aspettare, ma questa opportunità no. Un’occasione per passare un anno in un paesino di montagna nel mezzo dell’Abruzzo con la mia migliore amica, un’opportunità da non farsi scappare. Questa non è stata una scelta casuale. Suo padre era di questo borgo e la mia amica era profondamente legata ad esso. E così, dopo aver convinto i miei genitori, l’avventura ebbe inizio a Pacentro.

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©Franca D’amici

Prime impressioni

Era agosto e il momento perfetto per visitare questo piccolo borgo immerso nell’Appennino. Con una popolazione di appena 1.200 persone, note come Pacentrani, il paesino si moltiplica con il ritorno in massa alla fine dell’estate. La maggior parte dei giovani lascia il borgo per studiare all’Università dell’Aquila o altrove e, spesso, si trasferisce definitivamente per lavoro. Ma una cosa hanno in comune…ovunque si trovano, senza ombra di dubbio, il cuore resta a Pacentro. Ci fu anche un’emigrazione di massa subito dopo la Seconda guerra mondiale quando i Pacentrani fuggirono negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Venezuela e altri paesi europei. Ad un’altezza di oltre 650 metri, qui gli inverni sono rigidi. Tutti questi fattori hanno portato alla sottopopolazione, ma non te ne saresti mai accorto nell’estate del 1994.

A me, un’ingenua diciassettenne, sembrava di essere nell’epicentro del mondo e che tutti si fossero riuniti qui come se fossero attirati da una calamita. Era un paradiso. I giorni caldi e le notti fresche, le viuzze e gli archi di pietra, le donne anziane vestite di nero, lo strano dialetto (si aggiungeva per me al fatto di non conoscere neanche l’Italiano): era come qualcosa fuori dalle pagine del National Geographic e diverso da qualsiasi cosa avessi mai visto.

Ho trascorso quell’agosto a fare amicizia con gente di tutto il mondo; cantare canzoni in inglese al suono della chitarra con i miei nuovi amici italiani all’aria aperta; sorseggiando la lemon soda al bar in piazza fino alle ore piccole; ballando sotto il chiaro di luna e assaggiando il vero cibo per la prima volta in assoluto. Era la prima volta che assaggiavo la pasta fatta in casa e il sugo che cuoceva a fuoco lento per tutto il giorno, se non di più. In realtà, prima di conoscere la mia amica italo-americana, non avrei potuto distinguere un rigatone da una penna di pasta neanche se si fosse trattato di una situazione di vita o di morte.

Ero giovane, quindi non ricordo di essere stata particolarmente interessata alla storia di Pacentro, ma da quell’estate così tanto tempo fa, Pacentro si è fatto nome ed ora fa parte della lista d’élite dei “Borghi più belli d’Italia” (sebbene i Pacentrani lo sapessero già molto prima che il titolo ufficiale fosse assegnato!). Ma guarda caso, c’è anche molto da vedere!

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©Franca D’amici

Cosa Vedere

Il Castello Caldora di Pacentro risale al XIV secolo e originariamente aveva quattro torri (tre delle quali sono ancora intatte), sebbene esistesse già un castello qui già nel X secolo. Fu eretto per difendere la valle Peligna dalle incursioni arabe e normanne.

Il Palazzo la Rocca ospita un museo con vari manufatti di Pacentro tra cui stemmi e antichi cannoni utilizzati già nel XVI secolo.

Situato vicino al castello, il Canaje è particolarissimo in quanto era un antico lavatoio pubblico fatto di lastre di pietra. Molto prima che ci fosse acqua corrente nelle case, le donne ci lavavano i panni e trasportavano l’acqua di sorgente montanara nelle bacinelle di rame sulla testa.

Da non perdere la preta tonna, che è una grande roccia scavata che veniva utilizzata per misurare il grano. È anche conosciuta come “la pietra dello scandalo”, perché coloro che non ebbero pagato i loro debiti furono costretti a sedere qui nudi per essere ridicolizzati pubblicamente.

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©Franca D’amici

Le Chiese

Nonostante sia un borgo così piccolo, ci sono numerose chiese. La Chiesa Madre o Santa Maria Maggiore della Misericordia è la chiesa principale di Pacentro. Risale al XV secolo e custodisce le reliquie del patrono della città, San Crescenzo. Nella medesima piazza, si trova la Sede del Parco della Maiella dove ci sono mostre e souvenir tipici e artigianali della zona.

La chiesa di San Marcello è la più antica di Pacentro risalente all’XI secolo. Gli affreschi originali sono ancora visibili sulla facciata.

Situato all’interno del centro storico, il Convento dell’Immacolata Concezione è una chiesa barocca fondata dai monaci francescani nel XVI secolo.

Un’altra assolutamente da vedere è quella che può essere considerata “nuova”: la chiesa della Madonna di Loreto (XVII secolo) che si ritiene abbia servito come rifugio per i Cavalieri Templari sulla strada per la Terra Santa. È anche al centro del festival più famoso della città, la Corsa degli Zingari, che si tiene a settembre.

Tradizioni

In effetti, questa celebrazione è sia una corsa che un segno di estrema devozione alla fede e alla tradizione. Si ritiene che risalga ai tempi precristiani quando i contadini e i pastori avrebbero fatto sacrifici agli dei in cambio di protezione e una buona raccolta.

Nel dialetto locale, la parola zingare significa in realtà “nudo” mentre, in italiano, si riferisce a un nomade o uno zingaro. Se hai indovinato che la gara si svolge nuda, ci sei andato vicino; ma in realtà è a piedi nudi! Questa corsa e’ estrema per gli standard di chiunque e inizia dalle montagne sopra Pacentro alla roccia di Ardingo. Quando le campane suonano, i partecipanti calpestano le rocce frastagliate e la boscaglia fino a raggiungere la Chiesa della Madonna di Loreto con i piedi sanguinanti.

Storicamente, la gara era un passaggio da adolescente a uomo, e il vincitore era un ottimo candidato per sposo. Oggi, ci sono addirittura alcuni requisiti se vuoi partecipare: solo i maschi e solo i Pacentrani (o di nascità o con legami familiari al paese), oppure se sei forestiero, devi possedere una casa nel paese. La partecipazione è ancora motivo di orgoglio e ogni settembre, attira migliaia di turisti sia per la gara che per la festa della Madonna di Loreto che si svolge intorno alla gara.

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©”Start” by Giulio Gigante is licensed under CC BY-SA 2.0

Un’altra festa estiva è la rievocazione medievale I Caldoreschi nel mese di agosto la quale dura diversi giorni. Poi nel mese di ottobre per la festa della Madonna del Rosario e di nuovo a novembre in onore di San Carlo Borromeo, i Pacentrani lanciano in aria delle mongolfierie dipinte e realizzate interamente a mano! A Natale invece, c’è il Presepe vivente insieme ai mercatini di Natale. Pacentro è conosciuto per la lavorazione artigianale di terracotta e molti dei presepi sono realizzati usando questa tecnica. 

Nei dintorni

Il modo migliore per visitare Pacentro e il territorio circostante è sicuramente in auto. Il trasporto pubblico nei borghi di montagna è ancora piuttosto limitato ed avere la propria auto ti dà molta più libertà di visitare altri luoghi vicini.

Se sei amante della natura e dello sport, qui sarai in paradiso. Le possibilità di escursioni lontano dalla frenetica vita quotidiana sono davvero infinite. 

Alcuni dei miei posti preferiti da visitare nella zona immediata sono il Parco Nazionale della Majella (Pacentro si trova all’interno del Parco), la Zipline Majella, la città di Sulmona e i vicini borghi di Scanno, Caramanico Terme e Bugnara (tutti e tre vantano di essere “I Borghi più belli d’Italia”!).

Cosa Mangiare (Tutto!)

La cucina di Pacentro si basa sui prodotti della zona, in particolare l’agnello. Gli arrosticini di pecora sono famosi in tutta la regione, così come la scamorza (deliziosa fusa sulla brace) e la ricotta sia di pecora che di capra. 

Il primo piatto per eccellenza è i maccheroni alla chitarra fatti in casa e serviti con un sugo ben ristretto fatto con l’agnello, maiale o vitello (o una combinazione di tutti e tre) e le pallottine. La polta è forse il piatto più famoso di Pacentro ed è semplicemente cavolo e patate saltate in olio d’oliva e peperoncino con fagioli.

Pacentrani Famosi

I nonni paterni di Madonna (Madonna Louise Ciccone) sono di Pacentro! Qui ci sono ancora residenti con il cognome Ciccone. Anche i nonni del segretario di Stato americano Mike Pompeo erano di Pacentro. Di recente ha fatto una visita ed è stato accolto con un grande benvenuto da Pacentrani! Nell’antichità, il famoso poeta Ovidio era di Sulmona.

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©Franca D’amici

Tornerò

L’estate del ’94 a Pacentro sarà per sempre radicata nella mia memoria – ogni singola parte di essa – i suoi profumi, i suoi sapori, la sua musica, i suoi volti. Era tutto così travolgente eppure così semplice. Pacentro occuperà sempre una parte del mio cuore e un giorno tornerò e suppongo che non sarà cambiato quasi per niente. E questo è veramente cosa buona. 

 

Articolo di Marie Contino

Redattore

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