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lunedì 12 novembre, 2018

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Dal quartiere della Doria, nella Val Bisagno, si tira su verso Creto, da dove si scollina per raggiungere Montoggio.
Sono tutte quante località dal fascino di una campagna che nel genovese sa ancora offrire molto, pure a distanza relativamente breve dalla city.

San Siro è un borgo dall’atmosfera quieta e dalla luce brillante ancora tersa come in alta montagna. E della montagna ha qualcosa questo ambiente accoccolato su uno spazio aperto della salita al valico che dà sul basso Piemonte tradizionalmente ligure per abitudini e riferimenti. Procedendo si arriva a Novi Ligure che, pur essendo località piemontese, in provincia di Alessandria, di ligure ha persino il nome.
Ma andiamo con ordine. Una salita piuttosto inclinata, a tornanti, che nella seconda metà del ‘900 era percorso tortuoso per una famosa gara di motociclismo capace di radunare una certa folla lungo i margini della strada. Una di quelle salite cui ci può avere abituato l’Appennino alle spalle di Genova, scosceso e parecchio impervio. 

“Tra Lerice e Turbia… ” recitava Dante per immaginare una balza dal declivio particolarmente ardito.

A metà della strada per il valico di Creto si appoggia appunto San Siro, paese che prende il nome dalla propria chiesa, antica arcipretura. Paesaggio quasi alpestre e profumo di alberi da frutta, fichi dal sapore dolce, molto zuccherino. Un paesino dall’aria sognante e una chiesa posata lì, come immaginata in fantasia.
Passata attraverso diverse ristrutturazioni ha conosciuto negli anni ’60 un restauro accuratissimo che l’ha riportata agli splendori di un romanico molto raffinato. Ha davanti uno spiazzo ampio sul quale sono soliti radunarsi gli invitati ai matrimoni frequenti che si celebrano nella chiesa. All’interno il clima mistico e l’odore di incenso inducono alla meditazione e a misurare la conversazione.
Un monumento, certo, ma ancora pieno di vita e di pratica religiosa.

Proprio di fronte, al di là del muretto, una trattoria all’antica dal nome famoso, da Piro. Specialità genovesi: le lasagne al pesto, il minestrone, la cima, la torta pasqualina ed una scelta vasta fra altri primi e pietanze. Se sono pochi a Genova a non conoscere Piro, i turisti vi troveranno sorprese gradite al pari delle attese più sofisticate. La possibilità di abbinare il vino più adatto risponde ad una precisione attenta e dedicata. Le sale da pranzo sono intonate all’ambiente, rustico, ma non lontano dalle esigenze della vita di città. Un connubio di diversi influssi che rientra in un’armonia generale e completa.

Se la visita a San Siro può giustificare l’impegno di una mattinata e dell’ora di pranzo, un ulteriore spostamento verso nord chilometricamente non eccessivo permette di superare il colle di Creto e di raggiungere Montoggio, meta di soggiorno estivo per molti genovesi. Paesotto dall’aria vivace, molti lo prediligono addirittura volendo stabilire in campagna la propria residenza. Affitti vantaggiosi negli ultimi decenni hanno convinto gruppi famigliari e single a spostarsi, assieme ad un ambiente genuino e socializzante, a contatto con la natura. A Montoggio è facile fare conoscenze e condurre una vita a stretto contatto con gli altri, per chi ami il rapporto umano e la compagnia.
La vita qui induce ad abbandonare la fretta ed a gustare appieno i momenti di soggiorno come un vero relax. Ce ne sono tutti gli ingredienti necessari. La campagna, l’arte della chiesa in stile raffinato, la buona ristorazione, i profumi della montagna, la socializzazione tutto in un fazzoletto di terra a quattro passi da via Venti Settembre e piazza De Ferrari. Persino chi voglia fare un pranzo di lavoro trova qui momenti di stacco conservando la concentrazione più adatta.

A. Carpineti

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