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lunedì 22 aprile, 2019

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Sentieri-bassano-del-grappa-brentaIl turista che voglia lasciare Bassano del Grappa per dirigersi a est, in direzione delle terre trevigiane, può imboccare la strada più alta che corre lungo le pendici del monte “sacro alla patria”: percorrerà così un lembo di territorio – che già Dante aveva nominato come insistente “tra le fontane di Brenta e di Piava” – straordinariamente ricco di suggestioni storiche, artistiche, naturalistiche, enogastronomiche, una serie di piccoli gioielli poco conosciuti ma capaci di fare della zona un vero scrigno del turismo “dolce”.

Imboccata la via Cunizza da Romano (il primo paese è Romano d’Ezzelino, dal nome del tiranno duecentesco, vicario imperiale), alla sua sinistra avrà sempre il profilo imponente del massiccio del Grappa che progressivamente digrada nel Monte Tomba e nel Monfenera per andare poi a incontrare le acque del PiaveSentieri-bassano-romano

Giunto al paese ezzeliniano, dove il “colle di Dante” ricorda una possibile – ma improbabile – visita del Poeta, trova sempre a sinistra una deviazione per la strada Cadorna, che porta in 45′ circa fino alla cima del Monte Grappa: costruita nel 1917 proprio per esigenze belliche, è la via più praticabile per giungere alla vetta e visitare l’Ossario, testimonianza maestosa e inquietante degli orrori bellici. Una curiosità: tra le tombe dei molti militi italiani e stranieri qui tumulati, ha avuto una sua singolare storia quella del soldato Peter Pan, cui sono state dedicate – per la bizzarra omonimia con il celebre personaggio letterario – diverse ricerche per rivelarne l’origine ungherese e qualche scarno cenno biografico. Potenza di un nome!Sentieri-bassano-del-grappa-ossario

Naturalmente il Grappa è attraversato da una miriade di sentieri, ottimamente segnalati, che ne fanno un paradiso per escursionisti, biker e appassionati di parapendio, senza dimenticare i golosi: eccellenti i formaggi morlacco e bastardo, sapori forti tipici di questo monte. Se non imbocchiamo la strada Cadorna, da Romano proseguiamo dritti entrando nella provincia trevigiana attraverso la porta di Semonzo, graziosa frazione che mostra la parte più bella ed autentica lasciando la provinciale e addentrandosi proprio “sotto il monte” (sub-monte, da cui il toponimo): qui è immancabile la sosta All’antica Abbazia, locale di qualità che offre una cucina squisita e una ottima ospitalità alberghiera in comode camere e in area campeggio, frequentatissima da deltaplanisti e appassionati di montagna oltre che da molte famiglie. Dopo la pausa ristoratrice si può continuare raggiungendo Borso del Grappa, grazioso paese adagiato sui prati e rinomato per la produzione di pipe (da segnalare anche l’eccellente pasticceria Biaggioni, che fa dolci meravigliosi, ma tra tutti l’eccellenza della zona: la meringa friabilissima con la panna, una vera chicca!), e poi proseguire ancora per una sosta in un’altra sorprendente frazione: Sant’Eulalia. Questo borgo di poche case è sorvegliato dalla chiesa, in posizione strategica, che ospita la lastra mortuaria del veterano romano Caio Vettonio (III se. d.C.) il quale avrebbe lasciato una somma in sesterzi per garantirsi celebrazioni in memoriam… che periodicamente gli abitanti organizzano, vestiti di sontuosi costumi romani. In piazza campeggia spesso un tendone per le feste, tra le quali è imperdibile quella dedicata al “biso di Borso”, un dolcissimo pisello dop che qui viene spesso coniugato con l’eccellente vino Verdiso per una meravigliosa sagra “Biso e Verdiso” in tarda primavera.Sentieri-bassano-del-grapa-verdiso

Se c’è tempo per un’ulteriore deviazione, si salga a sinistra nella stradella in salita che costeggia la chiesa e si continui anche quando diventa molto ripida: in cinque minuti si raggiunge la frazione Cassanego, un balcone sulla pianura con vista molto suggestiva, possibilità di una passeggiata nei prati e sosta al caratteristico rifugio Cassanego, storicamente da “Andrea Oche”, per uno spuntino tradizionale con polenta, formaggio, salumi di qualità, fagioli in salsa (tipicissimi della zona, da provare!) e verdure a km 0…

Non è finita qui: la strada riprende in lieve salita verso Crespano del Grappa, incastonato in un contesto paesaggistico particolarmente favorevole, che accoglie il visitatore con una piazza ed un duomo davvero importanti per un piccolo un paese. Ma il mistero è presto spiegato: nel ‘700 – e fino al ‘900 – Crespano è stato centro rilevante di una fiorente industria tessile, creando lavoro e attirando investimenti, che ci lasciano in eredità la chiesa progettata dall’architetto Massari (lo stesso dei Gesuati a Venezia!) e il cosiddetto palazzo Reale, che oggi ospita una attivissima biblioteca.

Proseguiamo ancora un po’, sorpassando l’ardito ponte sul torrente Lastego, e ci avviamo scortati sempre dal monte a sinistra e da dolci colline a destra verso Possagno, patria del grande Canova: qui una sosta è d’obbligo e impone la visita alla casa dell’artista, al museo (allestito dal famoso architetto Carlo Scarpa) e soprattutto al celeberrimo tempio neoclassico che domina le colline intorno.

Dopo questa emozionante visita a un’opera di fama mondiale, possiamo riprendere la via verso il Piave: a questo punto il massiccio del Grappa, più morbido e dolce nelle forme, si presenta come monte Tomba (epica la presenza di truppe francesi nella Grande Guerra) e poi digrada nel Monfenera (famosi e buonissimi i marroni!): i paeselli sottostanti si chiamano Cavaso del Tomba e Pederobba e conservano l’aspetto dignitoso e fiero di borghi che hanno conosciuto guerre ed emigrazione senza mai perdere una forte identità. Siamo arrivati al Piave, lasciando più a sud piccoli centri graziosissimi come Paderno del Grappa, Castelcucco e soprattutto Asolo: ma qui comincia un’altra storia, che ci porterà la prossima volta nella nobile rocca asolana e da lì, attraversando il Piave, verso le stupende colline del Prosecco, che meritano un racconto a sé.

Foto credit: www.veneto.eu, www.comune.romano.vi.it, http://3.bp.blogspot.com, www.origineonline.it

p. banfi

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