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venerdì 02 dicembre, 2022

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Alla scoperta dell'altra Bolzano

 

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Se avete già visitato il centro storico, vi propongo un giro alternativo per scoprire un turismo a Bolzano, che vi permetterà di conoscere meglio questa realtà bilingue. Da un lato e dall’altro del torrente Talvera si trovano infatti due città molto diverse. Da una parte la Bolzano tedesca, di origine medievale e dall’altra quella più recente, le cui radici risalgono all’epoca fascista. Non è un caso dunque se ancora oggi nel linguaggio comune dei bolzanini si dica “andiamo in città” per indicare l’azione del recarsi nel centro storico, perché di fatto esso è proprio un’altra città rispetto al resto del tessuto urbano.

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©monumentoallavittoria.com

Monumento alla Vittoria

Lasciandoci alle spalle i Portici e attraversando ponte Talvera, ci si trova di fronte al Monumento alla Vittoria. Progettato dall’architetto Marcello Piacentini e inaugurato nel 1928, al suo interno è stato recentemente inaugurato un piccolo e interessante museo, al quale si accede gratuitamente. Inoltre esso permette di ripercorrere le vicende storiche locali, nazionali e internazionali dalle due dittature fino ai giorni nostri.

Vengono inoltre illustrati i mutamenti urbanistici operati a Bolzano a partire dagli anni Venti e il difficile rapporto di convivenza tra i due gruppi linguistici. Una volta visitato il museo, si può proseguire lungo Viale Venezia. Qui le case, costruite nel 1927 e destinate al ceto medio di lingua italiana, si caratterizzano per lo stile tipicamente veneziano: colonne, balconi e terrazze in stile gotico e rinascimentale e decorazioni di gusto bizantino.

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©mariaheim.org

I Quartieri

Svoltando a destra su via Zara, ci si immette poi su Via San Quirino e si prosegue sempre dritti fino ad arrivare a Via Torino/Via Dalmazia. Questo gruppo di grandi abitazioni rappresentava un tempo il Rione Littorio, ovvero un lotto di case costruito negli anni ’30 per i tecnici e le maestranze specializzate provenienti in particolare dal Veneto e che si riversarono in Sudtirolo/Alto Adige successivamente alla costruzione della zona industriale. Una contraddizione intrinseca al quartiere è sicuramente il bellissimo complesso di Mariaheim, fondato intorno al 1630 e circondato da un vigneto, uno dei pochi lembi di campagna rimasti nella “città nuova”.

Se a questo punto siete un po’ stanchi, vi consiglio una sosta alla pasticceria Bartolomei di Via Torino, una delle migliori a Bolzano. Da Via Torino si prosegue poi sempre dritto fino a svoltare a sinistra su Via Palermo. Prima del ponte si svolta a destra e poi a sinistra su Via Bari. Vi trovate ora in quello che in epoca fascista era il Rione Dux, ovvero la zona delle cosiddette Semirurali. Si trattava di un quartiere molto popoloso, destinato ad ospitare gli operai che non potevano permettersi l’affitto nel Rione Littorio.

Le case, costruite rapidamente e con materiali molto economici, si caratterizzavano per spazi angusti e scarso isolamento termico. Erano allineate in modo regolare e avevano un orto o un giardino dove si potevano tenere degli animali. Gli abitanti delle Semirurali erano i più esclusi dalla vita cittadina e non è un caso che il quartiere sia divenuto famoso nel linguaggio comune con l’appellativo di “Shanghai”. Di queste case ne resta oggi solamente una (via Bari 11), all’interno della quale è stato allestito un museo che vi consiglio di visitare o il sabato dalle ore 14.30 alle ore 17.30 oppure gli altri giorni prenotando una visita guidata. Da qui si può poi raggiungere via Resia, dove sono ancora visibili i muri del campo di concentramento di Bolzano, un campo di transito dal quale i treni dei deportati partivano per raggiungere destinazioni tristemente note come Mathausen, Ravensbruck e Dachau.

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©noi.bz.it/de/

Parco Tecnologico NOI

Il giro potrebbe concludersi qui, ma se avete ancora energie e vi interessa l‘architettura razionalista degli anni Trenta, potete prendere l’autobus 10A e recarvi in zona industriale. Scendendo alla fermata “Alumix” vi troverete di fronte al complesso industriale dell’ex fabbrica Montecatini, inaugurata nel 1935 e oggi sede del parco tecnologico NOI. Si tratta di un complesso edificale razionalista di grande pregio architettonico: una bella facciata di mattoni rosso-bruno, una fontana, spazi scenografici e grandi vetrate contenute entro cornici in finto marmo. Purtroppo il complesso non è visitabile se non dall’esterno, quindi, visto che a questo punto sarete anche stanchi, non vi resta che prendere un qualsiasi autobus e ritornare nel centro storico, o meglio “in città”.

 

Articolo di: A. Bernardo

Redattore

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