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mercoledì 23 settembre, 2020

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Nella parte meridionale della Sicilia, la città dall’aspetto surreale di Ragusa erutta dalla collina. Siamo nel Val di Noto, dove Ragusa è una delle sette città da inserire come Patrimonio dell’Umanità Unesco.

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La storia millenaria di Ragusa

Ragusa è una grande città di 75.000 persone, ma mentre vaghi per i vicoli imbiancati e calcarei, ti sembrerà tutt’altro.

Già nel 2000 a.C. questa zona era popolata dai popoli Secel, un’antica tribù italica che si fuse rapidamente con la Magna Grecia. Successivamente vennero i Cartaginesi, i Bizantini, i Romani, gli Arabi, i Normanni e gli Spagnoli. Ragusa è stata un vero “crogiolo” di culture, lingue e costumi nel corso dei secoli.

Ragusa oggi

Oggi Ragusa è divisa in due: l’antica Ibla (Ragusa inferiore) e Ragusa Superiore. Il motivo della divisione e’ dovuta ad un forte terremoto della fine del 1600 che uccise 5.000 persone e demolì la città. I residenti ricostruirono tutto da zero, per lo più in stile barocco, creando Ragusa Superiore.

La Valle dei Ponti con i suoi tre ponti (compreso il Ponte dei Cappuccini) divide letteralmente le due città. Per vivere entrambi i lati, puoi attraversare i ponti o scendere centinaia di gradini lungo un pittoresco percorso nella vecchia Ibla. La Chiesa di Santa Maria delle Scale funge opportunamente come collegamento centrale tra le due città.

Ibla (l’antica Ragusa)

Cominciamo il nostro tour con Ibla. Incredibilmente, nella sola Ibla, ci sono un totale di 18 chiese e palazzi che sono patrimonio mondiale dell’UNESCO considerati una testimonianza del “periodo tardo barocco“. Sarebbe impossibile menzionarli tutti in un articolo, ma ecco i punti salienti.

Le Chiese

Come già accennato, la porta di sorta tra le due città è la Chiesa di Santa Maria delle Scale che è una tappa obbligatoria. Risale originariamente al XIV secolo, o forse anche al XIII, quando fu fondata dall’ordine dei monaci cistercensi. La parte gotica originale della chiesa è una testimonianza dell’architettura che esisteva prima del terremoto del 1693. La parte “più recente” fu costruita nel XIX secolo per accogliere la popolazione in espansione.

Il Duomo di San Giorgio risale alla metà del 1700 ed è un edificio imponente con una rampa di scale regale che conduce alle sue massicce porte. Anche quelle di San Giuseppe, San Giacomo Apostolo, Santa Maria dell’Itria e San Rocco sono tutte degne di una visita se ami l’architettura barocca.

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Il Portale di San Giorgio

L’unico arco catalano rimasto a Ragusa, noto come il Portale di San Giorgio risale alla metà del 1300 ed è il simbolo assoluto di Ragusa. La chiesa crollò a causa del terremoto lasciandosi dietro solo il portale. Commissionato dalla famiglia Chiaramonte, le incisioni nella pietra calcarea sono intricate e a dir poco favolose.

Il Giardino Ibleo

Al punto estremo di Ibla si trova il bellissimo Giardino Ibleo. Parte della villa di Ibla Ragusa, questi giardini lussureggianti contengono piante esotiche e specie animali, nonché tre chiese (San Giacomo Apostolo, un Convento dei Cappuccini e Sant’Agata). Probabilmente la parte migliore dei giardini è la vista spettacolare da un’altitudine di circa 350 metri sulla valle dell’Irminio e sulle montagne circostanti.

Altro da vedere

Musei e siti archeologici abbondano a Ragusa come quello del Castello di Donnafugata e Caucana (attualmente a Santa Croce Camerina). Il Castello di Donnafugata risale alla prigionia della principessa Bianca di Navarra e alla sua eventuale fuga nelle campagne circostanti.

La Marina di Ragusa

Nessun viaggio a Ragusa sarebbe completo senza una visita al mare. A soli 20 minuti dalla città si trova la Marina di Ragusa con le sue spiagge di sabbia dorata e il fondale cristallino perfetto per tutta la famiglia. Costantemente premiata con la Bandiera Blu, è una delle zone più frequentate di tutta la Sicilia.

Cosa mangiare a Ragusa

E infine, ma certamente non meno importante, le tradizioni culinarie di Ragusa. Nonostante sia molto vicino al mare, è ancora considerato un cuore agricolo e i suoi piatti classici ne sono la testimonianza.

Alcuni dei formaggi più famosi in Italia sono il pregiato caciocavallo e il provolone. I piatti di pasta includono varietà fatte in casa e ravioli ripieni di ricotta conditi con sugo di maiale. Il maiale è ampiamente usato qui così come la trippa. Anche le fave e altri legumi sono presenti in molti piatti tradizionali.

Adesso la parte più divertente: i dolci. Le mandorle, i fichi, il miele e la ricotta sono tutti ingredienti di molti dei dolci qui come gli immancabili cannoli per cui è famosa l’intera isola Siciliana. Un altro ingrediente interessante che si trova comunemente è la carruba che cresce molto bene in questo clima.

I vini regionali includono varietà come Cerasuolo di Vittoria, Nero d’Avola, Ambrato di Comiso, Albanello, Vigne d’Oro, Valcanziria e Caricanti.

Redattore

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