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martedì 02 giugno, 2020

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Posso dire di conoscere bene Venezia. Abito vicino a questa città da sempre e ho l’occasione di visitarla anche e soprattutto nelle giornate tranquille d’autunno quando, camminando nelle calli, incroci poca gente e ricordi con distacco l’assalto dei turisti nei mesi estivi appena trascorsi.

Eppure ancora oggi mi stupisco di come Venezia sia una fonte inesauribile di curiosità e un esempio di come la Serenissima Repubblica di Venezia seppe precorrere i tempi gestendo le proprie istituzioni.

Le Scuole di Venezia

È illuminante la storia che vi racconterò. Dalla seconda metà del 1200 fino al 1500, nacquero a Venezia le Scuole di Arti e Mestieri e le Scuole Grandi. Il termine Scuola identificava non solo l’edificio ma anche l’associazione corporativa che qui aveva sede. Tutti i confratelli appartenenti alla stessa Scuola, sceglievano un Santo Protettore e uno Stendardo che portavano in processione.

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Gentile Bellini, Processione in Piazza San Marco

Le Scuole di arti e mestieri

Le Scuole di Arti e Mestieri raggruppavano gli artigiani e i commercianti del ceto medio. Molte di queste Scuole minori associavano lavoratori stranieri – Albanesi, Dalmati, Greci – che venivano aiutati materialmente e spiritualmente nei momenti difficili di inserimento lavorativo a Venezia. Questi enti tutelavano l’attività economica della categoria creando una rete di protezione e di reciproco aiuto. Potrebbe ricordare la funzione originaria del moderno sindacato?

Le Scuole Grandi

Le Scuole Grandi raggruppavano i patrizi e i ricchi borghesi dell”epoca che, non potendo accedere al potere politico- le cui cariche erano riservate esclusivamente ai nobili veneziani- trovavano negli incarichi interni alla Scuola, un approdo di prestigio. Il Governo della Serenissima non ostacolò mai la costituzione e lo sviluppo delle Scuole Grandi, valvola di sfogo per la borghesia e fonte di reddito per la Repubblica, visto che riscuotevano le tasse!!

Le Scuole erano centri di potere costituiti dalle persone più importanti di Venezia che tutelavano i loro interessi specifici (le lobby di oggi) ma si occupavano anche di aiutare i malati e i poveri, dedicandosi alle opere di beneficenza. La loro primaria funzione sociale era di carattere assistenziale e religioso.

Grazie alle cospicue donazioni che ricevevano e all’autotassazione dei confratelli, le Scuole Grandi disponevano di molto denaro liquido che investivano nella costruzione e abbellimento delle loro sedi. Gli appartenenti a queste confraternite laiche erano grandi mecenati e amanti dell’arte e fecero a gara per garantirsi il lavoro dei migliori architetti, pittori, decoratori e artigiani dell’epoca (Tintoretto, Tiepolo, Jacopo Palma il Giovane, Bellini).

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Sala San Giovanni – Scuola Grande San Giovanni Evangelista

Le Sedi

Le sedi delle Scuole erano palazzi dalle facciate decorate, ricchi di un patrimonio artistico notevole- oltre alle opere d’arte, anche arredi, suppellettili, immagini sacre e reliquie- che purtroppo venne disperso tra i mercanti d’arte e gli antiquari di tutto il mondo con la caduta della Repubblica di Venezia e con l’invasione napoleonica di inizio ‘800. 

Alla caduta della Serenissima le Scuole Grandi erano nove ma solo alcune sono riuscite a conservare parte del loro patrimonio artistico:

La Scuola Grande di San Rocco – istituita nel 1478 – nel Sestiere di San Polo

La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista – la più vecchia del 1261 – anch’essa nel Sestiere di San Polo

La Scuola dei Carmini – istituita nel 1594 – nel Sestiere di Dorsoduro

La Scuola Grande di Santa Maria della Carità, ora sede delle Gallerie del’Accademia

La Scuola Grande di San Marco, che oggi ospita l’Ospedale civile                                                

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Scuola di San Marco

Da non perdere assolutamente:

La Scuola Grande di San Rocco ovvero la Cappella Sistina di Venezia. Il regista americano Woody Allen, tra i più grandi estimatori della città, ha ambientato il suo film Tutti dicono I love you a Venezia e una scena tra Julia Roberts e Woody Allen si svolge nella Scuola Grande di San Rocco, dove i due parlano della passione della protagonista- storica dell’arte- per il Tintoretto.                                            

Il grande pittore è il protagonista assoluto degli stupendi dipinti che rende paragonabili le pitture delle sale alla Cappella Sistina del Vaticano.

Dovete sapere che i regolamenti per la costruzione delle Scuole Grandi erano molto rigidi e tutti questi edifici dovevano essere forniti di 2 grandi sale: una al piano terra per le cerimonie religiose, una al primo piano per le riunioni degli affiliati, collegata con una piccola stanza- detta stanza dell’albergo– destinata a contenere la mariegola (Madre Regola) ossia gli atti istitutivi della scuola stessa. 

Tintoretto ricevette l’incarico di decorare le sale in Campo San Rocco nel 1594 e si mise all’opera con i suoi discepoli e decorò la Sala Terrena con scene delle Sacre Scritture, nella Sala Superiore raccontò in una ventina di scene, storie dell’ Antico Testamento e nella Sala dell’Albergo, gli ultimi istanti della vita di Gesù.

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Tintoretto, salone superiore della Scuola grande di San Rocco

Potrei passare ore a descrivere i capolavori che si trovano nelle altre Scuole, opere del  Carpaccio, del Bellini, del Tiepolo ma vi lascio il piacere della scoperta…

Grande arte e grande Venezia.

 

Durante questo periodo #IoRestoaCasa i Musei Civici di Venezia vi invitano

di visitare le grandi opere online e il virtual tour

 

Copyright foto 1, 3 e 4: Wikipedia

Copyright foto 2: David Batten per www.evenice.it

C. La Rocca

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