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mercoledì 19 dicembre, 2018

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Visita a un castello storico, dichiarato monumento nazionale nel 1979

Il castello, che sovrasta il paese, è stato edificato durante la signoria dei del Balzo, o Carafa, fra i torrenti Mordale (che attraversa la Cavatella) e il Vallone Grande, uno degli affluenti del fiume Biferno. Si sostituì ad una più antica torre di avvistamento databile alla seconda metà del XII secolo e di cui ancora si può vedere il perimetro. L’impianto che vediamo oggi, invece, dovrebbe risalire al XIII secolo, infatti l’edificio riporta gli elementi architettonici tipici dell’epoca angioina.

Civitacampomarano-castello-cambopasso

Castello di Civitacampomarano

La pianta del castello di Civitacampomarano è quadrangolare e le tre torri cilindriche che si possono ammirare (due perfettamente conservate e una parzialmente distrutta) sono accorpate nei muri maestri e, insieme alle merlature, evidenziano l’origine medievale dell’edificio. Un loggiato rinascimentale introduce particolari effetti chiaroscurali. Intorno all’intera struttura vi è un fossato che si affaccia sull’attuale Piazza Municipio che, dalla fine del ‘400 in poi, separava il castello dalla cinta muraria occidentale.

E’ ancora visibile, sull’estremo sud-ovest di questa, una quarta torre più piccola che oggi costituisce una delle case private costruite a ridosso delle mura. Interessante il portale trecentesco che, anticamente, collegava il castello all’abitato per mezzo di un ponte levatoio gettato su un ampio fossato.

Castello-angioino-campobasso-civitacampomarano

Il castello con le tre torri ancora visibili

Sulla facciata orientale vi è un blasone con lo stemma di Paolo di Sangro e si può ammirare un grifone raffigurato con due gigli capovolti, simbolo della definitiva sconfitta degli angioini (rappresentati dai gigli) da parte degli aragonesi (rappresentati dal grifone) per la conquista del Regno di Napoli. Paolo Di Sangro, uno dei famosi signori di Civita, tradì gli Angioini nella battaglia di Sessano del 28 giugno 1442; questo gli fruttò Civita e il castello stesso da Alfonso I d’Aragona, in cambio dell’aiuto offerto.

Castello-di-civitacampomarano-campobasso

Il cortile interno con la Fontana dei Fauni

Il cortile interno presenta una piazzola con la Fontana dei Fauni, che presenta quattro figure zoomorfe simmetricamente disposte attorno ad una colonna centrale, alla sommità della quale vi è un basamento.

I Carafa della Spina furono feudatari per un breve periodo di Civitacampomarano e il loro passaggio è rimasto impresso nella pietra che sta al di sopra dello stemma dei di Sangro. Il blasone dei Carafa è costituito da tre fasce orizzontali attraversate in diagonale da una spina.  

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Lo stemma dei Carafa

Intorno al perimetro del cortile, sotto il tetto, corre un sistema di grondaie in terracotta che raccolgono l’acqua piovana e la convogliano, attraverso due pozzi, in una grande cisterna situata al di sotto del calpestio ed ha una capienza di 120.000 litri.

Anticamente provvedeva al fabbisogno idrico di tutto l’abitato. Dal cortile si può accedere ai locali di servizio, alle stalle ed alle camere signorili situate al piano nobile, raggiungibili tramite una scala in pietra coperta. Al primo piano si trovano le stanze, il salone di rappresentanza. In origine, il soffitto a cassettoni delle stanze signorili riportava decorazioni.

Dichiarato Monumento Nazionale il 2 maggio del 1979 con Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stato acquistato dallo Stato nel marzo del 1988. Dopo un lungo lavoro di restauro è stato riaperto agni inizi del 2000. Nel 2007 il Castello di Civitacampomarano è stato sede dell’attività didattica di un progetto curato e diretto dal DIRES (Dipartimento di Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici dell’Università di Firenze – oggi DIDA). L’importante progetto era volto alla formazione, specializzazione e aggiornamento di operatori al fine di qualificare personale e imprese esistenti nei settori di restauro.

La distanza da Campobasso a Civitacampomarano è di 36 km percorribili in poco più di mezz’ora e ci sono autobus privati che si possono prenotare facilmente e che accompagnano i turisti al castello.

APERTURA CASTELLO ANGIOINO  

– dal 1 maggio al 30 settembre:
la domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore20.00;
– dal 1 ottobre al 30 aprile:
la domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore17.00;
– giornate festive ed aperture straordinarie previste dal MIBACT  Polo Museale del Molise;
– giorni infrasettimanali:
previa prenotazione telefonica e disponibilità del personale.

 Per informazioni, visita il sito web del comune di Civitacampomarano: www.comune.civitacampomarano.cb.it.

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A. Raucci

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