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giovedì 21 novembre, 2019

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Da un errore a piatto d'eccellenza teramano

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Scrippelle-abruzzesi-come-si-fannoDopo i bagordi e le abbuffate di Natale, soprattutto con le tavole imbandite e le cucine invase di dolci, anche in Abruzzo i buoni propositi del nuovo anno si legano al cibo.

Ovviamente leggerezza e mangiar sano si traducono con deliziose ma leggere portate della tradizione. Le fredde temperature invernali, poi, si accostano perfettamente con uno dei piatti teramani per eccellenza: le scrippelle ‘mbusse.

Da sempre contese tra francesi ed abruzzesi, questa pietanza ha antiche origini. Si data, infatti, la nascita intorno al primo decennio dell’800 a causa di un maldestro e banale errore.

Le-scrippelle-abruzzesi-come-si-fannoInnanzitutto, per i non-teramani, le scrippelle ‘mbusse sono delle semplici e delicate crespelle, quasi delle frittatine molto fini e simili alle crêpes francesi. Gli unici ingredienti delle crêpes abruzzesi, però, sono farina, acqua e uova. L’unicità di queste crespelle sta nel modo in cui sono condite. Né sugo, né Nutella ma solo brodo di gallina o di pollo. Le scrippelle, appena tolte dalla padella, infatti vengono spolverate di parmigiano e arrotolate su se stesse e poi tuffate nel brodo bollente.

Proprio il brodo, agli inizi dell’800, diede vita a questo piatto. Enrico Castorani, assistente cuoco nella mensa degli ufficiali francesi con sede a Teramo, era solito preparare le crêpes in sostituzione del pane. Una sera, come da consuetudine, Enrico si apprestava a servire la cena quando, per sbaglio, rovesciò le crêpes in un recipiente di brodo fumante. Per mascherare questo sbaglio, Castorani decise comunque di servire questa portata come un primo piatto. Non c’è bisogno di sottolineare il successo di queste crespelle, divenute oggi il piatto simbolo della tradizione culinaria teramana!

Come-si-fanno-le-scrippelle-abruzzesiIl bizzarro nome di questo piatto scrippelle ‘mbusse (‘mbusse in dialetto abruzzese vuol dire bagnate!) è di derivazione francese, mescolato con il dialetto locale. L’etimologia del nome crespelle pare derivare infatti dal francese “crêpe s’appelle”, il termine scrippelle infatti altro non è che la sua forma dialettale.  

Oltre all’origine del nome e alla rivendicazione degli abruzzesi per le crêpes, le scrippelle non hanno molto a che fare con le crêpes d’oltralpe. Per quanto riguarda gli ingredienti, infatti il latte di quelle francesi viene sostituto con l’acqua per la variante made in Abruzzo e servite con un primo piatto, non come un semplice snack dolce.

Per una breve fuga romantica o un weekend fuori con amici, meglio un piatto di scrippelle ‘mbusse fumante con vista Gran Sasso che una crêpe con Nutella sotto la Tour Eiffel, no?

A. Falasca

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