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mercoledì 19 dicembre, 2018

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Un Natale alla riscoperta della vera Venezia

Venezia sta perdendo la sua identità, sempre più travolta da un turismo di massa che snatura i suoi luoghi e la trasforma in un grande parco giochi. Proprio ieri ero nel centro storico e una veneziana doc mi diceva:

Anche adesso che è dicembre Venezia non è più la stessa. Non si vedono più quelle nebbie che avvolgevano la città e creavano le atmosfere magiche alla Luchino Visconti….

Malgrado ciò, ci sono dei posti nei quali si percepisce l’anima vera della città, posti frequentati dai veneziani da sempre, fin dalla creazione della Repubblica di Venezia.

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L’Erbaria

Se deciderete di trascorrere qualche giorno a Venezia durante le vacanze di Natale, dedicate una mattina al Mercato di Rialto, uno dei luoghi più suggestivi di questa città.

Vi consiglio di andarci di giorno lavorativo quando il cuore di Rialto è vivo e pulsante e sentirete i commercianti urlare a gran voce la bontà delle loro merci e vedrete i colori vivaci della frutta e verdura esposte sui banchi fondersi con i vicini colori del pesce fresco in gran parte proveniente dalla laguna veneziana.                   

Testimonianza dell’origine locale del pesce è una lastra antica su una facciata della Pescaria che riporta le misure minime dei vari pesci perché fossero vendibili. I nomi sono scritti rigorosamente in dialetto veneziano. Lascio a voi la traduzione!

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La Pescaria


Il Mercato di Rialto ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia

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Rialto è una delle zone più antiche della città. Il suo nome originale era Rivoaltum e derivava dalla profondità del canale che affiancava la sponda occidentale del Canal Grande. Era il luogo perfetto per l’attracco delle grandi navi carche di merci che servivano per alimentare tutta Venezia e non solo. Una zona strategica per una città che viveva di scambi commerciali a livello internazionale, piazza per la vendita anche di prodotti preziosi come i tessuti, i gioielli e le pregiatissime spezie che arrivavano dall’Oriente.

Il nucleo commerciale nell’epoca d’oro della Repubblica di Venezia, era molto più grande di adesso e comprendeva oltre alla Pescaria, il mercato del pesce e all’Erbaria, quello ortofrutticolo, anche la Naranzeria per la vendita degli agrumi, la Beccaria per le carni e la Casaria per il latte e i formaggi.

C’erano poi la Ruga degli Oresi e degli Spezier, calli riservate ai venditori di gioielli, metalli preziosi e spezie e ancora La Spadaria dove si lavoravano le armi, la Frezzeria le frecce e la Calle dei Fabbri i metalli. Attraverso le Mercerie, dove si vendevano stoffe, sete e tessuti pregiati, si arrivava a Piazza San Marco, il salotto di Venezia.

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Bancogiro

Di tutto l’antico cuore commerciale, rimangono solo la Pescaria e l’Erbaria. I nomi degli altri luoghi sono ancora dipinti nei famosi “nizioeti“, le indicazioni stradali dipinti sui muri delle calli ma ormai Venezia è tappezzata di negozi “senz’anima”.

I Veneziani dell’epoca antica, molto bene organizzati e bravissimi gestori di tutte le attività sia pubbliche che private, istituirono nel 1600, proprio a Rialto, nel porticato che dà sul Campo San Giacomo – e dove altrimenti? – la prima forma di Banca di Credito dove i mercanti e commercianti si ritrovavano per le contrattazioni molto spesso a nome dei loro nobili padroni che non volevano “sporcarsi le mani” con il “vil denaro”. Il Bancogiro era il nome di quest’ istituto di credito.

Indovinate  che cosa è diventato? Un bacaro!


Il Bacaro o lo Street Food Veneziano

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Ai do mori

…E se vi viene fame? Se vogliamo continuare a ripercorrere la tradizione veneziana, non dobbiamo fermarci dai venditori di pizza o di panini preconfezionati ma dobbiamo “andar per bacari”.

I bacari sono le antiche osterie veneziane dove si mangia quasi sempre in piedi e scegliendo dal banco una varietà di “cicheti” accompagnati da “un’ombra de vin”. Per assaporare queste specialità veneziane – crostini con baccalà mantecato, sarde in saor, musetto, salumi e formaggi locali – possiamo rimanere nella zona di Rialto che è ricchissima di questi locali oppure allontanarci un po’.

Non starò qui a elencarvi i nomi dei migliori. Basta digitare bacari a Venezia di Luciano Pignataro e avrete l’imbarazzo della scelta. Magari andate in più di uno. Potete fidarvi, e buon appetito!

Copyright foto: Carla La Rocca

C. La Rocca

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