“ Innamorati dell’Italia attraverso i racconti dei nostri viaggiatori ”

mercoledì 19 dicembre, 2018

Italy

Un ottimo strumento per organizzare il tuo prossimo viaggio
Prenota con noi per migliorare questo servizio senza pubblicità
Scorri o filtra l'articolo dei tuoi desideri
Lasciati trasportare dai racconti dei nostri scrittori
Trova e prenota la camera per vivere l'esperienza che sogni
Prenotazione immediata o assistita

Filtri selezionati:

Articolo

Filtri selezionati:

Agosto e Settembre -10%

Il prezzo
più basso

I migliori
servizi

Scopri come

Dal Medioevo al Barocco: gli affreschi, le sculture e le tele preziose di artisti presenti in Molise

Venafro, un comune della provincia di Isernia, è la quarta città della regione per popolazione ed è situato nell’estremo Molise occidentale ai confini con il Lazio e la Campania.

Ha origini molto antiche, risalenti al popolo italico dei Sanniti, dove nel III secolo a.C. combatterono contro Roma durante le guerre sannitiche. Nell’89 a.C. Venafrum fu teatro di scontro decisivo contro Roma dove combattè con il gruppo dei popoli della Lega italica, nella cosiddetta Guerra sociale. Nel Medioevo fu invasa dai Longobardi e divenne, dal VI secolo, sede di una diocesi e importante centro di passaggio da Molise e Abruzzo per Napoli. Dal XV secolo fu di proprietà della famiglia Pandone, che contribuì alla ripresa economica del centro. Nel 1860 ospitò anche Vittorio Emanuele II in viaggio per l’incontro con Giuseppe Garibaldi.

Il centro storico si presenta sotto aspetto di borgo fortificato lungo la scarpata della montagna, distante dall’antico centro romano, identificato nella zona dell’anfiteatro. Il punto più alto del borgo è il Castello Pandone, mentre la cattedrale, seguendo lo schema delle antiche città normanno-longobarde, si trova fuori le mura. L’assetto urbanistico è molto preciso, scandito da cardo e decumano, e risente dell’influsso architettonico del barocco napoletano.

castello-pandone-venafro

Il Castello Pandone di Venafro

Il primo nucleo del castello è una struttura megalitica, i cui resti sono visibili alla base del mastio longobardo. Lo sviluppo del complesso fortificato si ebbe nella seconda metà del X secolo, ma grazie al conte longobardo Paldefredo, ed ai suoi successori, avvenne il potenziamento della fortezza, con l’elevazione di un recinto quadrangolare con almeno due torrioni. Con l’avvento dei Normanni, il castello e il borgo subirono ingenti danni per opera delle truppe di re Ruggero II d’Altavilla. Mentre nel periodo angioino furono realizzati un fossato e le tre grandi torri circolari a base tronco-conica.

Nel 1443, con gli aragonesi, il castello passò alla famiglia Pandone. Il conte Francesco commissionò l’ampliamento del fossato e la costruzione di una braga merlata, mentre Enrico III, all’inizio del Cinquecento, trasformò la struttura in residenza, facendo realizzare il loggiato, il giardino e l’importante decorazione pittorica (1522-1527) raffigurante i migliori cavalli del suo famoso allevamento. La tecnica usata per le rappresentazioni è quella dello stiacciato, un intonaco con figura a basso rilievo su cui poggiare il colore. Di ogni cavallo vengono riportati l’età, la razza, il nome, il colore del manto ed il simbolo H, ossia della scuderia di Henricus.

castello-pandone-venafro-cavallo

Cavallo che donò Enrico Pandone a Carlo V

All’interno si possono ammirare ancora uno scalone trecentesco, il piano nobile, il ballatoio cosiddetto dei Cavalli da Corsa, una loggia con arcate e la Sala del Cavallo di Carlo V, esemplare regalato all’imperatore, da parte di Enrico Pandone, in segno di riconoscenza per aver nominato il Conte Enrico duca di Boiano. Infine, i Saloni dei Conti, la Sala del Teatrino ed un particolare giardino completano la visita agli spazi interni del Castello.

Nelle sale si trovano opere del territorio molisano che sono state confrontate con altre, di proprietà statale, provenienti dai depositi dei Musei di Capodimonte e San Martino di Napoli, della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma e del Palazzo Reale di Caserta. Il percorso è diviso in due sezioni: il castello, con le sue valenze urbanistiche, architettoniche e decorative, e l’esposizione al secondo piano di affreschi sculture, tele, disegni e stampe, in un itinerario che documenta la cronologia (dal Medioevo al Barocco) e i diversi orientamenti culturali di committenti e artisti in Molise.

castello-venafro-pandone-sala

Sala con i quadri

Per informazioni sugli orari di apertura e le guide si può consultare il sito Internet: Comune di Venafro

copyright foto:  castellopandone.beniculturali.it

A. Raucci

Alloggi selezionati per te

Esegui il login
Ricordami
Hai perso la password?
Password Reset
Esegui il login