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martedì 12 novembre, 2019

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Ogni città ha il suo monumento simbolo. Percorrendo Corso Strada Nuova, una delle vie principali del centro di Pavia, si arriva a quello che Skyscanner, il motore di ricerca internazionale di voli, ha classificato come uno dei 30 ponti più belli d’Italia. Come dargli torto? Sto parlando del Ponte Coperto a Pavia, conosciuto anche come Ponte Vecchio (proprio come il famoso Ponte Vecchio di Firenze).

Ponte Coperto 

È lungo oltre 200 metri e collega il centro storico di Pavia a Borgo Ticino, un quartiere caratteristico situato lungo l’argine del fiume. È l’ideale se volete fare una passeggiata rilassante costeggiando il Ticino. 

Attraversando il ponte, girate subito a sinistra  e vi trovate in via Milazzo, una via molto pittoresca fatta di casette colorate, dove un tempo abitavano le lavandaie, che si recavano a lavare i panni nel fiume. La loro attività era così importante che all’inizio della via, in loro ricordo, è stata posta una statua di bronzo, chiamata Statua della Lavandaia.

Al numero 193 di via Milazzo non potete non notare la casa della Linguacciona. È chiamata così perché sulla facciata è posta la scultura del volto di una donna con la lingua di fuori, che simboleggia una pernacchia rivolta a tutti quelli che amano sparlare della gente. L’idea fu del proprietario della casa, il Signor Bergonzi, famoso imprenditore lavandaio, che, stanco dei continui pettegolezzi delle lavandaie sul suo conto, decise di dedicare loro questa statua. 

Ponte-coperto-pavia-storia

La storia

Le origini del ponte coperto sono molto antiche. Dobbiamo risalire all’epoca romana, quando Pavia si chiamava Ticinum, prendendo il nome dal fiume che l’attraversa. Già nell’epoca dell’imperatore Augusto era presente un ponte che collegava le due estremità del fiume ed ancora oggi abbiamo una traccia di ciò che ne è rimasto. Infatti, nei periodi di magra del Ticino, si può vedere un pilone, la cui posizione centrale ci fa capire che all’epoca la corrente del fiume scorresse dalla parte opposta.

Nel XIV secolo, sui resti di quello romano, venne costruito un nuovo ponte, che fu terminato nel 1354. Due secoli più tardi, Galeazzo II Visconti volle che il ponte avesse una copertura a tetto sorretta da cento piccoli pilastri in granito, caratteristica che lo rende così particolare. Successivamente, nella parte centrale venne aggiunta una piccola cappella e alle estremità due portali di ingresso.   

Purtroppo, arrivò la Seconda Guerra Mondiale. I bombardamenti lo danneggiarono moltissimo e nel Dopoguerra venne addirittura abbattuto. Nel 1949, però, fortunatamente venne ricostruito, anche se oggi è molto più largo e più alto e le arcate sono cinque invece di sette.

Nella parte centrale del ponte, potrete notare anche la testimonianza di una personalità molto importante che Pavia può vantarsi di aver ospitato, anche se solo per un anno. Si tratta dello scienziato Albert Einstein. Nel 2005, infatti, è stata posta una targa dedicata al 50° anniversario della sua morte.

Miti e leggende

Come ogni ponte che si rispetti, anche dietro la costruzione del ponte coperto è nascosta una leggenda. Si narra che fosse stato costruito proprio dal diavolo in persona, nella vigilia di Natale dell’anno 999, quando non esisteva ancora un ponte sul Ticino. C’era una nebbia molto fitta ed il diavolo si offrì di accompagnare alcuni pellegrini che abitavano in Borgo Ticino alla messa di mezzanotte in città, con un traghetto. Dopo averli portati, indicò loro l’ombra di un ponte fatto di nebbia e che sarebbe diventato di pietra solo in cambio dell’anima del primo che l’avrebbe poi attraversato. L’Arcangelo Michele, che era presente tra i fedeli, immolò un caprone al posto di un uomo, all’insaputa del diavolo. Durante i giorni di fitta nebbia, ancora oggi, il ponte ha un effetto molto suggestivo, perché sembra essere fatto veramente di nebbia. Lo potete vedere anche voi proprio così come lo videro i fedeli quella notte.

Eventi

Pavia ha un legame molto forte con il suo fiume. Infatti, il Ponte Coperto ed il Borgo Ticino ospitano ogni anno uno degli eventi più caratteristici della città: il Palio del Ticino, in cui si effettuano rievocazioni storiche, sfilate in costume e competizioni, tra cui la gara di tiro con l’arco e la gara dei barcè (le tipiche imbarcazioni del Ticino). Il palio vi aspetta a Pavia nel mese di giugno.  

ponte-coperto-a-pavia-palio-dooid

©visitpavia.com 

 

P. Cambielli

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