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lunedì 24 giugno, 2019

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Non esiste poesia più grande del sussulto provocato dalla vista di Messina per chi arriva col traghetto dalla riva opposta dello stretto. La magia inizia respirando a pieni polmoni l’inebriante profumo del mare, che rimane dentro senza accorgertene per tutta la tua permanenza in città.

messina-capo-peloro-stretto

L’atmosfera è resa ancora più sublime da ciò che vedi: una lingua di terra, protetta dai monti che si alzano dietro la città, che si dispiega da nord a sud, riuscendo ad abbracciarla con lo sguardo.

Una volta scesi dal traghetto vi sono più punti panoramici dove ammirare questo paesaggio che acquista un fascino diverso ad ogni ora del giorno.

È da questi siti che si può essere incantati da quel fazzoletto di terra alla nostra sinistra che è la “fantastica” Cariddi, protesa verso Scilla, quasi a volerla toccare. Lì, su quella zona che oggi si chiama Capo Peloro, punta settentrionale della Sicilia, sorge il Pilone gemello a quello di Scilla, uno dei simboli del ritrovo estivo. La sua spiaggia è composta da fine sabbia dorata e le sue acque cristalline non hanno nulla da invidiare ad altre zone balneari della Sicilia e tali peculiarità si ritrovano anche in altre aree balneari della città.

Dall’alto è ben visibile anche la falce che costituisce il porto naturale di Messina, importante scalo commerciale per secoli. Secondo la leggenda, la sua forma è data dalla falce gettata in mare da Urano dopo che il figlio Krono lo evirò.

In questa zona, nota anche come lingua phari, si erge la statua della Madonna della Lettera che guarda verso la città di cui è patrona. La tradizione racconta che la Vergine scrisse una lettera, contenente una benedizione per gli abitanti di Messina, legata con una ciocca dei suoi capelli. Tale evento avrebbe dato vita alla festa della Madonna della Lettera che si svolge il 3 giugno. Alcune delle parole scritte in questa missiva sono riportate sul basamento: Vos et ipsam civitatem benedicimus.

Ma per apprezzare ancor di più la bellezza dello stretto di Messina bisogna salire sui colli San Rizzo, anima verde della città, consigliato a chi desidera passare un po’ di tempo all’ombra dei pini e godersi un picnic all’aria aperta. Chi sceglie di andare nelle sommità, non può esimersi dall’andare sul monte Dinnammare, nome derivante dalla storpiatura del termine latino bimaris. Qui, infatti, il panorama si allarga davanti ai nostri occhi ed è possibile non solo ammirare lo stretto, ma guardando più a sud, verso il mar Jonio, si può scorgere la cima del fumante vulcano Etna e, verso ovest, verso il mar Tirreno, le isole Eolie.

messina-fontana-orioneMessina però custodisce tesori che solo un osservatore più attento, ma anche guidato, può scoprire: la piazza Duomo con il suo orologio astronomico, secondo solo a quello di Praga; la chiesa dei Catalani; la chiesa di Santa Maria Alemanna; le varie fontane che si possono trovare per tutta la città, come la fontana di Orione del Montorsoli, allievo di Michelangelo; i palazzi decorati in stile Liberty, e tanto altro ancora.

Per non parlare del Museo Interdisciplinare ‘Maria Accascina’ e della sua collezione che racchiude esempi importanti del passato della città e dipinti dei più famosi Antonello da Messina e Caravaggio.

Tramonto-messina-e-dintorni-cosa-vedere

La città dello stretto è sicuramente da scoprire e la sua bellezza, nonostante i disastri naturali, come il terremoto del 1908 che la distrusse, si svela a chi, desideroso di apprezzare tutto ciò che ha da offrirgli, sceglie di visitarla.

Copyright foto tramonto: Marica Santoro

Articolo di: V.Miroddi

Redattore

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Commenti

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    • Cristina
      Cristina

      Sono stata in Sicilia ben 2 volte e soggiornato vicino Messina. Una città dove si vive bene, con monumenti storici, montagna a portata di mano e buona cucina

      Apr 12, 2019, 12:22 pm
      Rispondi
    • Veronica | Lost Wanderer
      Veronica | Lost Wanderer

      Messina la ricordo a tratti, quando ero piccola andavo tutte le estati con i miei genitori. Poche ore di aiuto da un capo all’altro della Sicilia ed eccoci lì, per due settimane. La causa era il lavoro di mio padre, eppure io aspettavo con ansia il momento di andarci. Ricordo poco delle strade, ma non posso dimenticare le feste folcloristiche, la villa con i giochi, le statue giganti in piazza vicino al porto; lo spettacolo dell’orologio e tutta la gente che rimaneva a fissarlo.
      Grazie per questo post che mi ha portato alla mente un periodo felice.

      Apr 12, 2019, 7:34 pm
      Rispondi
    • Michela
      Michela

      Messina è uno dei posti che vorrei tanto vedere prima o poi! Deve essere davvero una città interessante e il mare davvero stupendo ! Sono stata una sola volta in Sicilia ma ho visitato la zona di Catania

      Apr 29, 2019, 9:54 pm
      Rispondi
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