“ Innamorati dell’Italia attraverso i racconti dei nostri viaggiatori ”

giovedì 21 febbraio, 2019

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Storia dell'abete più raro al mondo

Le strade tortuose che si arrampicano sulla montagna, divenendo man mano più strette e anguste, i colori del paesaggio che cambiano, passando dalle tonalità calde del rosso e dell’arancio a quelle fredde del verde, del bianco e del grigio. La strada sembra non finire mai, si ha l’impressione di essere in marcia da molte ore e man mano che si procede, non si riesce ancora ad immaginare cosa si potrà trovare una volta giunti a destinazione. Bastano però pochi km e qualche curva lenta e tortuosa per accorgersi che quello che si è premurosamente immaginato con la fantasia non basta nemmeno descrivere quello che si ha davanti: un castello di quelli mai visti prima d’ora, scavato nella roccia, con le pareti ripide e lisce, con diverse feritoie che sembrano occhi che spiano chi giunge dalla strada man mano sempre più profonda e in discesa. 

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Castello di Sperlinga

Da lontano quel castello sembra una semplice roccia naturale adagiata su di un costone roccioso, ma una volta giunti sotto le sue mura, essa ci schiaccia e ci sottomette con la sua imponenza facendoci sentire minuscoli come dei granelli di sabbia e al tempo stesso ci sorprende per la genialità  dei suoi abitanti che hanno fatto di una cavità rocciosa, una rocca inespugnabile.

È il Castello di Sperlinga, città della provincia di Enna, un tempo comunità di Longobardi che arrivarono in Sicilia dal Nord Italia nel XII secolo, lasciando una preziosa eredità, il particolare dialetto “gallo-italico”, ancora parlato dalla gente e tutelato come patrimonio tradizionale.

Ma questo è solo l’inizio del viaggio che dalla provincia di Enna, ci farà scoprire la vicina provincia di Palermo e i suggestivi comuni limitrofi. Siamo a pochi km dalle Madonie, un massiccio montuoso di 2000 metri sulla costa settentrionale della Sicilia, al cui interno si trova l’omonimo parco naturale regionale, protetto e istituito nel 1989. Ogni viaggio racchiude una storia ed è proprio questo ciò che affascina ed arricchisce dentro il viaggiatore. Sulle Madonie uno dei tanti racconti è legato alle tradizioni natalizie e al rapporto stretto tra l’uomo e la natura: a Polizzi Generosa, comune di 3337 abitanti situato nella parte centro-meridionale del Parco delle Madonie (come anche in gran parte dei comuni del territorio) esiste una storia molto singolare che genera attrazione turistica ed interesse scientifico.

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Veduta panoramica di Polizzi Generosa

È quella di un abete, chiamato Abies nebrodensis,  una rara varietà che in Sicilia si trova solo da quelle parti. Nel 1957 un gruppo di botanici notò dei particolari abeti che nulla avevano a che fare con quelli maggiormente diffusi nel territorio e dopo un’attenta analisi giunsero alla conclusione che si trattava proprio dell’Abies nebrodensis, ormai ridotto a pochissimi esemplari a causa del disboscamento sfrenato e senza scrupoli voluto dall’ingegneria edilizia e navale. Erano rimasti solo una ventina di alberi circa, tutti racchiusi in un fazzoletto di terra a circa 1500 metri di quota nel Vallone Madonna degli Angeli. L’abete fu dichiarato specie in pericolo critico di estinzione e iniziò da quel momento un processo di salvaguardia dalla distruzione grazie al ripopolamento delle aree circostanti e alla formulazione di leggi severe in tutto il Parco delle Madonie.

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Abete delle Madonie

Ad oggi il nobile albero è a tutti gli effetti “l’Abete delle Madonie”, simbolo della rinascita di questi luoghi un po’ isolati e dal fascino nascosto. È anche “l’albero della vita” poiché l’uomo in passato lo utilizzava per costruirsi la casa e scaldarsi con la sua legna durante gli inverni rigidi, con temperature che ancora oggi si aggirano intorno ai -10°C.  Anche per questo motivo c’era e c’è tutt’ora rispetto e considerazione per questo albero considerato quasi sacro e frutto della provvidenza. Oggi grazie agli interventi di conservazione e ripopolamento, è possibile ammirare l’Abete delle Madonie in tutto il suo splendore con i suoi 25m di altezza massima, la sua sezione centrale ramificata a forma di croce che gli abitanti chiamano in dialetto siciliano Arvulu cruci cruci e gli aghi appuntiti e corti.

Se siete amanti della natura e vi sentite un po’ esploratori, il Parco delle Madonie con i suoi 16 comuni che ne fanno parte, è un’ottima alternativa turistica alle altre mete siciliane sulle catene montuose principali come i Nebrodi, i Peloritani e l’Etna, nonché un’ulteriore possibilità anche per coloro che solitamente preferiscono andare sulle Alpi per sciare o fare escursioni.

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Escursioni e sci sulle Madonie

Sulle Madonie è possibile fare passeggiate sui sentieri principali attrezzati, fare birdwatching, fare escursioni a cavallo o in mountain bike, visitare grotte e cavità naturali, siti geologici con presenza di fossili, escursioni lungo i corsi d’acqua e itinerari su sci da fondo o da alpinismo durante i periodi di maggiore innevamento. Scegliere la Sicilia d’inverno offre al viaggiatore anche la possibilità di cambiare scenario turistico spostandosi di pochi km e puntando sulla fascia costiera, più calda e temperata rispetto all’entroterra siculo. Con poche ore di macchina ci si accorge tranquillamente che spostandosi di diversi Km, cambia l’aria, cambiano i colori, cambiano gli scenari e se amate fare turismo enogastronomico, cambiano anche i sapori, il tutto in una sola vacanza. Se amate fare un viaggio per le vostre vacanze e renderlo più intrigante e vario, allora la Sciilia è la vostra meta.

Altre informazioni potrete trovarle nel sito web del Parco delle Madonie (http://www.parcodellemadonie.it/) e sul sito di Artemisia (http://www.artemisianet.it).

Copyright foto: www.luomoconlavaligia.it; meridionews.it, http://dryades.units.it, www.balarm.it

A. Gianna

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