“ Innamorati dell’Italia attraverso i racconti dei nostri viaggiatori ”

giovedì 04 giugno, 2020

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Qual’è la meta irrinunciabile che nessun viaggiatore può farsi scappare? Il centro geografico d’Italia a Narni.

Storia di Narni

Narni è una città dell’Umbria meridionale ricca di bellezze storiche e naturalistiche. La sua storia risale al periodo protostorico, quando questa terra era abitata dal popolo degli Osco Umbri, una delle prime popolazioni italiche. Fu l’ultima roccaforte dell’Umbria prima che cadde e venne conquistata dell’Impero Romano.

Quando divenne una colonia romana, passò dal nome umbro di Nequinum al nome romano di Narnia, per il fiume che l’attraversa, l’attuale Nera, che in antichità veniva chiamato Nahar. Da qui nasce la radice del suo nome Nahar Narnia. Il nome Narnia non vi ricorda nulla? Lo scrittore britannico C.S. Lewis si ispirò a Narni per le sue famose “Cronache di Narnia” e ciò che descrive nei suoi romanzi rendono magnificamente l’idea dell’immagine di com’è il paesaggio narnese. Sapete come descriveva Narnia Bri il cavallo?

… Narnia, la felice terra con le montagne coperte d’erica e le colline coperte di timo. Narnia dai molti fiumi e le splendide valli, con le caverne muschiose e fitte foreste che risuonano del lavoro dei nani. Com’è dolce l’aria! Una sola ora trascorsa laggiù vale più di mille giorni passati in qualsiasi altro luogo…

 

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Il parco di Narni

Ed è esattamente come a Narnia che vi troverete l’accoglienza da parte del Fauno che custodisce il bosco dove risiede il centro d’Italia. All’interno di un rigoglioso bosco di lecci si cela segreta quest’opera monumentale. Questo bosco prende il nome di Cardona, per il ponte romano che si trova nel suo grembo. Ponte Cardona è il quarto ponte dell’acquedotto romano della Formina, antico manufatto lasciato in eredità dagli imperiali coloni di queste terre. Quest’opera architettonica è lunga 13 km, gran parte dei quali scavati a mano, nella pietra calcarea, dagli operai romani. Ha rifornito la città di Narni fino al secolo scorso, pensate che la sua operatività risale fino al primo ventennio del ‘900.

Sovrastante quest’opera nacque una strada, che venne nel corso del tempo, usata e accatastata come comunale, con il nome di strada della Formina. In questi 2000 anni di storia questo percorso fu attraversato a molte figure importanti per la storia nazionale, ma forse la più rilevante è stata quella di Francesco d’Assisi. Francesco, durante uno dei suoi ritiri spirituali, trascorse del tempo nell’Eremo che si trova in una frazione di Narni, esattamente vicino a dove sorge il Caput acquae, la prima delle sette sorgenti che alimentano l’acquedotto. Percorse la strada della Formina per giungere dal Sacro Speco di Sant’Urbano a Narni.

Ancora oggi si riesce a percepire l’influenza del suo passaggio e a comprendere quanto Francesco fosse innamorato di questa natura che è rimasta immutata nel corso dei secoli fino ad oggi. Nel 2014 uno studioso perugino, appassionato di geografia, iniziò la sua ricerca sul preciso punto in cui cade il centro geografico d’Italia con l’aiuto dell’I.G.M. e con l’ausilio delle tecnologie satellitari. Trovò che l’esatta ubicazione del centro geografico d’Italia si trova a Roma, mentre il centro geografico peninsulare d’Italia si trova a Narni. Questo studio rispolverò dall’armadio uno scheletro chiuso lì dentro dagli anni ’90, quando la proloco di Narni individuò e scelse ponte Cardona come centro convenzionale, poiché il meridiano centrale d’Italia attraversa Narni ma passa a qualche km dal ponte.

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Arte, cultura e natura a Narni

Dagli anni ’90 al 2014 l’area archeologica venne abbandonata a se stessa ma, dopo questo studio, un’associazione locale ha iniziato un‘opera di recupero della zona con un progetto che consiste nella realizzazione e nella conservazione di un un parco archeologico lungo tutti i 13 km di acquedotto. Ad oggi, l’associazione ha riaperto il primo tratto di strada che ricollega il centro storico della città fino a ponte Cardona. Un percorso di 5 km facilmente percorribili per tutti all’interno del bosco e sulle tracce dell’antico acquedotto romano. Un’esperienza unica dove poter ammirare che la natura e uomo coesistono in un modo equilibrato.

All’interno del parco sono possibili molteplici attività dalla visita museale e al giardino d’arte di villa Montiello, un complesso residenziale ottocentesco che si trova lungo il percorso, alle innumerevoli attività  che l’associazione il Bosco di Cardona offre tra sport outdoor, passeggiate animate e eventi. Il centro d’Italia è un luogo dove si riesce ancora oggi a percepire la sacralità di questa Terra e i ragazzi dell’associazione con il loro operare trasmettono questo antico legame ormai dimenticato tra uomo e natura.

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Vi invito a visitare i social network e il sito web per ulteriori informazioni in merito al luogo.

Copyright foto articolo e galleria: Pagina Facebook “Ponte Cardona: il centro geografico d’Italia”

Articolo di: V. Filippi

Redattore

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