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martedì 21 maggio, 2019

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Riti scaramantici e propiziatori per il nuovo anno in Abruzzo

capodanno-2019-tradizioni-in-abruzzoIl Capodanno rappresenta da sempre una fase di passaggio dal vecchio al nuovo anno, quasi un nuovo inizio interiore, dove i buoni propositi ne fanno da padrona. Questa festa sempre attesa è caratterizzata da magia e riti scaramantici, radicati negli usi e nelle tradizioni locali.

Molte consuetudini sono comuni a tutta l’Italia, mentre altre sono localizzate solo in territorio abruzzese.

Come per il periodo natalizio, anche per l’inizio del nuovo anno il fuoco ma soprattutto l’acqua giocava un ruolo molto importante. Anni fa, quando non era comune avere l’acqua corrente in casa, l’acqua gnove ovvero l’acqua nuova, presa dalle donne alle prime ore dell’alba con le loro conche, veniva portata agli amici e ai vicini come dono, ripetendo una frase di buon auspicio “Bon giorne e bon Caperanne, cheste jè l’acqua gnove che te porte l’anne”.

acqua-tradizioni-di-capodanno-in-abruzzoL’acqua, come elemento purificatore, per entrante nel nuovo anno puliti e privi di ogni peccato.

A Pettorano sul Gizio, ad esempio, in provincia dell’Aquila, è leggenda quella che a mezzanotte il fiume Gizio arrestasse il suo corso e la sua acqua si trasformasse in oro. Molti, infatti, anche dai paesi vicini, si recavano sulle rive del fiume per attingere alla preziosa acqua. Sempre la stessa leggenda narra infatti che, un anno, una donna andò con la sua conca a prendere l’acqua e tornata a casa si accorse che il recipiente era colmo di oro!

L’acqua anche come legame tra persone. Sempre nelle zone interne dell’Aquilano infatti era uso comune considerare due persone che nello stesso momento si lavavano con la stessa acqua gnove come compari o comare.

Mistero e oscurità aleggiavano la notte del 31 dicembre, fino ad arrivare ad ipotizzare che allo scoccare della mezzanotte la ragazza non ancora fidanzata che avesse guardato in uno specchio, a lume di candela, avrebbe visto il volto del suo futuro marito. Più che un rito propiziatorio, un rito molto inquietante!!!

È ancora radicata, anche ai giorni nostri, la convinzione che ciò che si fa il 1° gennaio si farà e si ripeterà tutto l’anno. Distruggere quindi il male, il vecchio e la tristezza per dare inizio al rinnovamento totale. Questo rinnovo avviene la sera di San Silvestro quando a mezzanotte dai balconi e dalle finestre delle abitazioni abruzzesi si vedono volare piatti, stoviglie e bicchieri.

Grande attenzione, poi, si faceva il primo giorno dell’anno anche alla prima persona che si incontrava. Questa persona infatti voleva indicare il presagio, per fortuna o sfortuna, nel corso dell’anno: un anziano stava a significare una vita longeva; un gobbo era simbolo di fortuna; mentre un bambino o un prete non lasciavano presagire nulla di buono…

fuochi-artificiali-tradizioni-di-capodanno-in-abruzzoLa tradizione si mescola sempre con la religione, il 31 dicembre è tuttora vivo il rito del Te Deum (Dio ti lodiamo), un inno cristiano di ringraziamento dell’anno trascorso.

Per concludere, gli attuali festeggiamenti del nuovo anno come fuochi d’artificio, cenoni, grandi abbuffate, balli, musica e allegria assumono un significato liberatorio e anch’esso allo stesso tempo purificatorio, per indicare il rinnovamento in modo gioioso, nel segno del nuovo anno.


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A. Falasca

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