Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

Nord Italia

Centro Italia

Sud Italia

 

I nostri itinerari

 

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Le nostre strutture

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Soggiorno nel borgo delle camelie: arte ed eventi nella Lucchesia

 

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Hai mai visitato Lucca? Hai mai ammirato la fioritura delle camelie? Ti sei mai vestito da ninja, insieme ai tuoi amici, in occasione dei Lucca Comics? È giunto per te il momento di organizzare un gruppo e partire alla scoperta di queste fantastiche esperienze che non potrai mai scordarti nella vita! Grazie a questo pacchetto di soggiorno nel Borgo delle Camelie, potrai fare questo e molto altro!

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Condizioni di utilizzo e prezzo 
per il soggiorno nel Borgo delle Camelie 

Fino a 4 persone ( 2 stanze ) € 160,00/notte per il gruppo.

Per ogni persona aggiuntiva € 25,00/notte. L’offerta varia in base al numero delle persone. 
Soggiorno minimo 4 notti. 

Con dooid sconto del 10% sulla tariffa (iva inclusa) per un soggiorno di almeno 7 notti!! 

Metodo di pagamento: tramite bonifico bancario.

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!!

Policy di cancellazione: gratuita fino a 30 giorni prima dell’arrivo, oltre questo termine verrà trattenuto il 50% del prezzo del soggiorno.

NB: si richiede un deposito cauzionale di € 400,00 per eventuali danni arrecati alla proprietà che verrà rimborsato al momento del check out (previo controllo della casa).

La struttura

Si tratta di una casa costruita intorno al 1784, dove inizialmente vivevano le suore. Verso gli inizi del 900, venne però trasformata in una piccola fattoria. Oggi, questo vecchio edificio è stato finemente restaurato, conservando l’esterno in pietra, pronto ad accogliere i turisti e regalando loro un soggiorno dal sapore dei tempi antichi. La struttura si colloca nel quartiere chiamato “vicinato” forse così denominato perché isolato, ma “vicino” al borgo vero e proprio. Questa zona è la parte più antica del paese e le sue mura potrebbero raccontare tantissime storie.

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Cosa fare durante il soggiorno nel Borgo delle Camelie

La Lucchesia è una zona toscana molto ricca di arte e cultura, ma anche di tantissimi eventi che richiamano turisti e/o appassionati da tutta italia e non solo.

La città di Lucca costituisce uno dei fiori all’occhiello della Toscana. La cittadina è protetta da delle mura sulle quali si può fare delle piacevoli passeggiate accompagnati dal fruscio degli alberi: da qui si vedono spuntare in mezzo ai tetti delle case, la celebre Torre delle Ore e la Torre del Guinigi. La visita prosegue verso il centro per ammirare il Duomo: Lucca è soprannominata la città delle cento chiese per l’elevato numero di santuari cosparsi all’interno delle mura. 

Girovagando per le vie in pietra della città, circondati da negozi di ogni tipo, capiterà sicuramente di arrivare in Piazza Napoleone, chiamata dai lucchesi Piazza Grande: qui è dove si svolgono la maggior parte degli eventi come ad esempio i Lucca Comics and Games oppure è sede di concerti come quelli del Lucca Summer Festival, dove nel periodo estivo ci sono gruppi e cantanti noti in tutto il mondo. 

Tornando verso il borgo delle camelie, ovvero Pieve e Sant’Andrea di Compito, l’arte e la natura si legano tra di loro.  Attraversando le vie di questi paesi, si possono apprezzare le camelie più spettacolari che crescono nei giardini, affacciandosi dalle mura dei parchi e delle ville storiche. Percorrendo la via principale di Sant’Andrea di Compito, che si snoda attraverso le case in pietra, le piccole strade, i muri in sasso, antichi edifici e alcune ville sei-settecentesche, rimarrai estasiato e deliziato da questo suggestivo paesino toscano.

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il soggiorno e tutto ciò che vorrai aggiungere alla tua esperienza di viaggio. 

Codice pacchetto: 201903141658

Offerta vacanze relax a Catania: intervallo di gusto

 

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Imperdibile offerta vacanze relax a Catania. La città siciliana, si affaccia sul Mar Ionio ed è dominata alle sue spalle dall’Etna, per scoprirne l’arte e le bellezze naturali. Grazie a questa offerta potrai concederti un intervallo dalla vita quotidiana e cedere al peccato di gola, grazie a una gustosissima cena di carne o di pesce. 

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Condizioni di utilizzo e prezzo
dell’offerta vacanze relax a Catania

200€ a coppia (menù di carne)

225€ a coppia (menù di pesce)

L’offerta comprende:

  • due notti in doppia Deluxe con colazione
  • degustazione e cena di quattro portate accompagnati da tre calici di vino DOC
  • servizio navetta da aeroporto/porto/stazione.
 

Metodo di pagamento: Acconto 99€, il resto presso la struttura. Si può prenotare in qualsiasi momento, anche last minute previa disponibilità.

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!! 

Policy di cancellazione:  non verrà rimborsato quanto versato, ma verrà data la possibilità di usufruire dell’offerta ENTRO I SEI MESI SUCCESSIVI.

Periodo di validità: tutto l’anno eccetto ponti e festività. Per soggiorni in questi particolari periodi ci sarà una maggiorazione sul prezzo dell’offerta. 

La struttura

Casa Provenza

Oasi ideale per soggiornare nel cuore barocco di Catania ed usufruire delle comodità delle sue camere personalizzate e completamente rinnovate negli spazi, arredi e colori.

Al quarto piano di un palazzo con ascensore, godrete dalla terrazza coperta, di una vista a 180° sul più bel prospetto del centro città, in zona a traffico limitato serale nei fine settimana.
Ideale per soggiorni di piacere, individuali o di gruppo, o viaggi d’affari, sarai “coccolato” dai gestori e dal personale attento e riservato. Connessione Wifi gratuita, disponibile in tutti gli ambienti interni ed esterni.

A disposizione, una zona lettura con guide ed informazioni stagionali, tour desk, libro-scambio e sala relax, con frigorifero e bevande, bollitore e tisane, tostapane e microonde.

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Cosa fare nel tuo weekend rilassante

Catania non è solo città d’arte!  Si affaccia su un mare dalle acque cristalline che è tutto da scoprire!
Bellissima è la Riviera dei Ciclopi, caratterizzata dal colore nero delle colate laviche arrivate fino al mare. Altrettanto belle e degne di nota, sono le Grotte di Ulisse per un bagno nelle acque limpide.  Al villaggio di pescatori di Acitrezza, dove per un’ora con il pedalò si visita l’area protetta con i Faraglioni e l’isola Lachea, non si può partire senza assaggiare la migliore granita con brioche della zona all’Eden Bar!

Ovviamente, è d’obbligo ammirare l’Etna, la cui sagoma fa di sfondo a tutta la città.

La cultura in questa città è veramente tanta oltre allo spettacolo che madre natura offre: la Cattedrale di Sant’Agata che domina la Piazza del Duomo, con il Municipio e la fontana dell’elefantino al centro, il Teatro Romano, la via Etnea e molto altro ancora! 

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Codice pacchetto: 201903081544

Soggiorno sull’appennino tosco-emiliano: fuga nella natura

Stanco della vita di tutti i giorni? Stressato dalla vita di città e dal lavoro? Vuoi concederti una pausa per rilassarti e svagarti, magari in mezzo alla natura respirando aria fresca e pulita? Allora abbiamo ciò che fa per te! Grazie a questo pacchetto potrai concederti una tregua dalla routine quotidiana dedicandoti ad attività all’aria aperta o semplicemente riposarti grazie a questa fantastica offerta di soggiorno sull’appennino tosco-emiliano!pacchetto-appennino-tosco-emiliano

Condizioni d’utilizzo e prezzo
del pacchetto soggiorno sull’appennino tosco-emiliano

Camera matrimoniale= 90€ a coppia

Nell’offerta è compreso: 

  • colazione
  • Cena ( a scelta: menù pizza o menù a più portate)

L’offerta è valida dal 01 Marzo 2019 al 31 Dicembre 2019 previa disponibilità.

Metodo di pagamento: in loco tramite carta di credito, bancomat o contanti. 
Possibile prenotare in qualsiasi momento previa disponibilità. 

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!! 

Policy di cancellazione: Gratuita entro 24 ore prima. 

La struttura

Albergo Ristorante La Torretta

In un’importante crocevia tra Bologna e Firenze, vicino a tutti i servizi ma a pochi km dallo splendido scenario del Parco Regionale dei due Laghi Brasimone e Suviana. Soggiorno all’insegna di relaxdivertimento e avventura. Accogliente bar con giardino per ottime colazioni e aperitivi. Ascensore per un comodo accesso alle camere. Ampio parcheggio riservato e ingresso privato diretto all’albergo, per una massima comodità e riservatezza. Ampio parcheggio per moto e biciclette al coperto.

pacchetto-appennino-tosco-emilianoCosa fare sull’appennino tosco-emiliano 

Castiglione dei Pepoli è un paesino di appena cinquemila abitanti. Immerso nel verde, si trova a settecento metri sul livello del mare, nel bel mezzo dell’appennino tosco-emiliano. Le attività da fare all’aria aperta sono innumerevoli.

Le più consigliate sono il trekking sul sentiero “Dalla Lana alla seta” e le gite in bicicletta: è possibile noleggiare bici con pedalata assistita, così da rendere meno faticose e più piacevoli le scampagnate. E per i più avventurosi, le uscite in bicicletta si possono estendere anche nei boschi! 

Per coloro che invece non disdegnano una bella passeggiata, ci sono moltissimi opportunità per ammirare ciò che madre natura ha da offrire: degno di nota sicuramente è il sentiero sui crinali del Lago del Brasimone, che da Febbraio 2019 è diventato centro di ricerca finanziato dall’Unione Europea. Ma non sono certo al di meno il Lago di Santa Maria nè il Lago di Suviana

Oltre a un paesaggio meraviglioso, Castiglione dei Pepoli offre anche molto a livello storico e culturale. Sicuramente da non perdere il Santuario di Boccadirio e il Castello  “Rocchetta Mattei.   

Nel periodo estivo, oltre alle tante attività locali, non si può non cogliere al volo l’occasione di andare alla ricerca di funghi porcini! Una vera prelibatezza del territorio, perché nasce tra Faggio, Quercia e castagno, di cui i boschi sono ricchi. 

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Codice pacchetto: 201902211516

Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

Petralia-sottana-eventi-2017

Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

Cison-di-valmarino-artigianato-vivo-2018

Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

La Costiera Amalfitana Meno Turistica

In piena estate, i nostri pensieri tendono a vagare verso luoghi come la pregiata Costiera Amalfitana. Probabilmente non c’è un aspirante viaggiatore sulla terra che non ne abbia mai sentita parlare, non l’abbia sognata o che sia stato effettivamente lì.

Il sogno di Amalfi

È veramente un sogno ed è esattamente come si vede nei film dell’epoca di Vittorio de Sica e di Sophia Loren. O quelli più recenti come Under the Tuscan Sun e The Talented Mr. Ripley. Quindi, dove sto andando con tutto questo? È il paradiso … giusto?

amalfi-coast-loren-de-sicaBeh, quasi. Le orde di turisti che fanno il loro pellegrinaggio verso Sorrento, Capri, Amalfi e Positano durante l’alta stagione (principalmente luglio e agosto), le hanno un po’ rovinate per il resto di noi. Con “il resto di noi” intendo quei viaggiatori che cercano un’esperienza più autentica; quelli di noi che vorrebbero entrare in una lunga conversazione (anche se mal riuscita) in italiano con uno locale al bar in piazza; quelli di noi che vorrebbero conoscere la signora che scrupolosamente ha fatto la pasta a mano per la nostra cena. Per “noi” che, se ne abbiamo la possibilità, i mesi di maggio, giugno e settembre saranno un’esperienza molto più gratificante.

Il paradiso di Maiori

La città di Maiori nel mese di maggio è stata il sogno dei viaggiatori che si considerano fra quelli “fuori dai sentieri battuti”. Da Salerno (stazione principale ben collegata sia dai treni ad alta velocità come Italo e le Frecce di Trenitalia) si può facilmente prendere un autobus (SITA) e raggiungere Maiori in circa un’ora. Le linee di autobus sono in pratica Salerno-Maiori-Amalfi e poi Amalfi-Positano-Sorrento. I taxi privati ​​sono disponibili ma molto costosi.

amalfi-maiori-limoniIl viaggio in autobus di per sé è un’avventura quasi garantita, direttamente da una scena cinematografica! La nostra cavalcata comprendeva infinite curve insidiose e il passaggio di altri autobus con, letteralmente, pochi centimetri in mezzo. Naturalmente c’erano una moltitudine di paesani che scendevano dalle loro Vespe o che fermavano il loro lavoro per dirigere gli autisti, entusiasticamente con gesti e urli come solo gli italiani sanno fare. Fa tutto parte della meravigliosa esperienza che è davvero unica in Italia.

Maiori offre un grazioso centro città, con numerosi negozi e ristoranti gestiti dalla gente del posto. Noterai immediatamente l’abbondanza di limoni. Sono dappertutto! Dai saponi ai profumi all’olio d’oliva al famoso liquore limoncello, sono l’orgoglio e la gioia di tutta la costa.

Ero stata anni prima a Sorrento e ricordavo con affetto un piatto di spaghetti al limone, che avevo cercato di ricreare più volte da allora. Ho iniziato la mia ricerca chiedendo in vari negozi se conoscevano un buon posto in cui li servivano. Un amichevole proprietario di un negozio (di limoni) mi ha dato un biglietto da visita di un ristorante in cui si poteva trovarli. Era tardi quella sera e così decidemmo di andare il giorno seguente a pranzo.

Appena siamo entrati e ho chiesto alla cameriera se veramente servivano gli spaghetti (in realtà tagliolini) al limone, il suo viso si è illuminato e lei ha esclamato con orgoglio: “Oh, è Lei! Mi hanno detto che sarebbe venuta oggi! Sì! Ce l’abbiamo!”

Sconcertata- mi chiedevo come potesse essere possibile che il proprietario del negozio della sera prima avesse potuto già contattare il ristorante e parlarle di noi. Poi mi sono ricordata: questa è l’Italia. Non solo l’Italia, ma l’Italia meridionale. Il clima è più caldo, le persone sono più calde e tutto è possibile.

tagliolini-limone-amalfi-maioriAbbiamo pranzato e mangiato i piatti più buoni dell’intero viaggio: focaccia calda con origano e olio d’oliva al limone, tagliolini al limone, il pescato del giorno, un’insalata di limone affettata (sorprendentemente buonissima!) e in fine un delizioso sorbetto al limone.

Siamo partiti sapendo che la nostra cameriera sorridente avrebbe detto al proprietario del negozio della sera prima che eravamo stati lì e che avevamo pranzato, apprezzando i suoi tagliolini al limone e che la tradizione sarebbe continuata. Non saremmo stati noi a rompere la catena di questo meraviglioso patrimonio.

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Naturalmente nel corso del nostro breve soggiorno di tre giorni, abbiamo visitato l’immancabile Amalfi, Positano, l’isola di Capri e Ravello – tutti luoghi mozzafiato e assolutamente che valgono la pena da vedere. Ma ogni sera ci sentivamo sollevati di tornare nella nostra piccola oasi di Maiori, dove la gente del posto sorrideva e annuiva con la testa mentre passeggiavamo lungo il lungomare, dove c’è ancora un pezzo autentico d’Italia lasciato per “il resto di noi”.

copyright foto: positanonews.it; thatsaleaf.com; vesuviolive.it; lonelyplanet.com

M. Contino

 

La bellezza di Cremona dai violini al Torrone

Cremona. Cremona è sinonimo di tante cose  belle. Potremmo iniziare con il violino, o forse il Torrone, o forse anche il Torrazzo, il campanile più alto d’Italia. Eppure, quando si digita “Cremona” nel motore di ricerca, l’auto suggerimento che appare é: “Vale la pena visitare Cremona?”

Vale la pena visitare Cremona? È come chiedere se il caffè è davvero tutto ciò dicono o un’altra marea di domande estremamente retoriche. Cremona è solo un’ora da Milano, eppure riceve poca attenzione da parte dei turisti.

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Stradivari ed i violini cremonesi

Secondo me, essendo un amante della musica di ogni genere, il più bel contributo di Cremona all’umanità è il violino. Arriverei al punto di sostenere che, se suonato correttamente, non c’è un suono creato dall’uomo più bello in tutto il mondo.

cremona-torrazzoNel 1600 la famiglia Amati iniziò a produrre violini a Cremona e presto i suoi alunni come Antonio Stradivari iniziarono a fare le proprie versioni. Stradivari ha apportato cambiamenti rivoluzionari al violino che avrebbe cambiato per sempre la musica. Il loro contributo al patrimonio mondiale era così importante che “il saper fare tradizionale del violino a Cremona” è stato dichiarato patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO. Visitare il Museo del Violino è d’obbligo mentre si è a Cremona. Esiste persino un consorzio di liutai che propone visite nelle botteghe e laboratori.

Piazza del Comune

Una delle piazze più fotografate e sbalorditive in tutta Italia, se non in tutta Europa, è Piazza del Comune. Tutto ciò che è caro ad una città di solito si trova nella sua piazza centrale e questo è vero anche nel caso di Cremona. Il suo Duomo e il Battistero nel loro accecante marmo bianco incastonato contro il mattone rosso insieme al Torrazzo sono tra i più suggestivi monumenti che vedrai ovunque in Italia.

La Cattedrale risale al 1107, anche se la facciata vista oggi risale probabilmente al XIV secolo. È considerata una delle chiese romaniche più belle d’Italia. Il suo Battistero ottagonale risale al 12 ° secolo. Dall’anno 1309, il Torrazzo di Cremona si erge orgogliosamente come una delle torri in mattoni più alte del mondo. A 112 metri, è il simbolo assoluto della città. L’orologio risalente al 1583 è il più grande orologio astronomico di tutto il mondo! Qui si trovano anche la Loggia dei Militi e il Palazzo Comunale.

Il Monastero di San Sigismondo 

Se ti piace trovare gioielli nascosti quando viaggi, devi fare il leggero sforzo per raggiungere il Monastero di San Sigismondo. Questa è una chiesa monumentalmente importante per molte ragioni. Una, fu dove Biancamaria Visconti sposò Francesco Sforza nel 1463. Non è un granchè? Invece sì, se si considera che questa unione ha unito le famiglie Visconti-Sforza dando origine al dominio della famiglia Sforza a Milano. La navata è interamente ricoperta di affreschi ed è uno dei migliori esempi di manierismo lombardo.

Per ancora più arte e persino strumenti musicali, puoi visitare il Museo Civico di Cremona “Ala Ponzone” che contiene oltre 2.000 pezzi di arte meravigliosa.

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Il Torrone

E ora per tutti voi ghiotti, che città italiana sarebbe Cremona senza il suo piatto distintivo? In questo caso, è noto come il Torrone. Inventato qui per nientemeno che il summenzionato matrimonio di Biancamaria e Francesco e creato a somiglianza del famoso Torrazzo. Nel 1911, si era fatto strada in America attraverso la famiglia Sperlari, che è ancora operante oggi.

La cucina qui è una succulenta combinazione di lonbarda e romagnola con piatti come i marubini (come i tortelloni) e formaggi come il Grana e il Provolone.

 

Il grazioso borgo alpino di Castelrotto

La regione del Trentino-Alto Adige è nota per gli sport invernali, ma è diventata sempre più popolare anche nei mesi più caldi. Oltre 450 km di sentieri escursionistici, laghi, aria fresca, grande ospitalità e molto altro la stanno mettendo in cima alla lista “da vedere” di molti viaggiatori. Oggi esploreremo il borgo di Castelrotto (Kastelruth) in provincia di Bolzano.

Castelrotto si trova a soli 45 minuti da Bolzano ed è la città più grande della zona conosciuta come l’Alpe di Siusi nelle Dolomiti. La città si trova ai piedi del più grande pascolo alpino in tutta l’Europa. Dato che la zona è nota per la sua bellezza naturale, iniziamo da lì!

Natura

Castelrotto si trova all’interno del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio e, come già accennato, ci sono oltre 450 km di sentieri escursionistici solo in questa zona circostante. Non è necessario essere un escursionista esperto perché ci sono molti sentieri per tutte le età e abilità. I sentieri sono ben segnalati e dotati di rifugi alpini dove potrete riposare e gustare la migliore cucina dell’Alto Adige.

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di prendere la seggiovia Marinzen dal centro della città per ritrovarti in pochi minuti immerso nella sua natura mozzafiato. Puoi scegliere di stare lì con i bambini e goderti lo zoo, il laghetto per la pesca, prendere il sole, assaggiare i piatti tipici o continuare verso vari sentieri.

Questa zona è un paradiso per gli appassionati di mountain bike, Parkour, nuoto, golf ed equitazione!

Il centro storico

C’è così tanto da vedere e da fare in questo piccolo villaggio. Nel 2018, Castelrotto è stato inserito nella lista esclusiva dei “Borghi più belli d’Italia” e quando avrai l’opportunita’ di visitarlo, capirai il perché. Questo caratteristico borgo medievale è costituito da negozietti, case padronali ed edifici nobili splendidamente dipinti e colorati nel pieno centro della città.

Il campanile della chiesa è il terzo più alto di tutto l’Alto Adige e i visitatori possono prenotare una visita ogni giovedì alle 17:00. Ci sono anche vari musei che mettono il visitatore in contatto con la cultura e le usanze locali che sono molto diverse dal resto d’Italia, tra cui un museo del costume tradizionale, un museo degli agricoltori e un museo della scuola questi solo per citarne alcuni.

Dal centro, puoi prendere il sentiero fino alla collina di Kofel, dove troverai i resti del castello, un bellissimo parco e sette cappelle del Calvario costruite alla fine del 17 ° secolo.

Pflegerhof è un altro luogo interessante da visitare se sei interessato alla cultura alpina. Questa fattoria coltiva erbe e specie vegetali autoctone per uso medicinale dal 1982. Hanno un negozio dove è possibile acquistare prodotti locali.

Anche il Castello di Trostburg si trova nelle vicinanze e comprende una visita molto ampia dei giardini e degli interni.

La Cucina tipica

Unica in stile tirolese, la cucina qui è un perfetto connubio di influenze mediterranee e alpine. I piatti tendono ad essere più pesanti di quelli del resto d’Italia e includono la pancetta, la salsiccia e gulasch. Gnocchi (canederli), risotti e polenta sono i primi piatti molto comuni mentre i salumi (speck) e formaggi alpini sono sempre a tavola. Il pane tipico e chiamato bretzel e un pane di segale più robusto e rustico del tipico pane italiano. La birra artigianale e i vini come il Lagrein (rosso) e il Gewürztraminer (bianco) sono tra le bevande preferite. Per dessert, ovviamente, è obbligatorio assaggiare lo strudel, la famosa torta Sacher e le deliziose torte strauben.

 

Il Borgo Marino di Sperlonga e la Villa di Tiberio

Se stai cercando una città costiera che vanta il titolo di uno dei “Borghi più belli d’Italia”, non cercare oltre Sperlonga. Situata lungo la costa tirrenica tra Roma e Napoli, Sperlonga ha il mix perfetto di storia, cultura e mare.

Sperlonga e Tiberio

La storia di Sperlonga risale all’epoca romana e il suo nome deriva da spelunca, latino per “grotta”. In realtà, l’imperatore Augusto trasformò la grotta in una residenza, ma fu il suo successore Tiberio a renderla famosa. Visse qui fino al 26 d.C. quando il tetto crollò mentre stava cenando.

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©polomusealelazio.beniculturali.it/

Incredibilmente, le statue e le sculture della villa non furono scoperte fino al 1957 mentre facevano una strada nuova! Puoi visitare l’Area Archeologica di Sperlonga nei fine settimana dalle 8:30 alle 19:30. L’intera area è protetta dal WWF dal 1995 con il nome di Oasi Blu e comprende oltre 10 ettari di terra e mare.

Il Centro Storico

Il centro storico di Sperlonga è un tipico borgo medievale e ti diletterai a serpeggiare tra i vicoli fiancheggiati da negozi caratteristici. Le due porte originali della città sono ancora visibili: Porta Marina e la Portella. Un tempo tre torri proteggevano Sperlonga dalle incursioni saracene: Torre Truglia (ancora intatta), Torre Capovento e Citarola.

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Ci sono due chiese che sono di grande importanza. Santa Maria di Spelonca fu costruita nel XII secolo ed è la più antica mentre la chiesa di San Rocco risale al XV secolo. Papa Clemente VII visse a Sperlonga a Palazzo Sabello nel 14 ° secolo.

Bandiera Blu

Le spiagge di Sperlonga vantano la prestigiosa Bandiera Blu da oltre 20 anni. Sperlonga vanta 10 km di spiagge sabbiose tra il Golfo di Gaeta e il Golfo di Napoli. Dal  borgo, è possibile raggiungere la spiaggia più famosa a piedi (Spiaggia di Levante o Spiaggia dell’Angolo) che si estende dalla Torre Truglia alla Grotta di Tiberio.

I bagnanti troveranno una varietà di sport acquatici come il windsurf, il kitesurf, il beach volley e molti tour operator che vi porteranno alle grotte appartate lungo la costa rocciosa.

La spiaggia per le famiglie è il tratto noto come la Spiaggia di Ponente. Questa spiaggia vanta una bella pista ciclabile che facilita l’accesso. Altre spiagge da visitare sono la Spiaggia del Lago Lungo, la Spiaggia della Sorgente, la Spiaggia di Bazzano, la Spiaggia delle Bambole e la Spiaggia dei 300 Scalini.

La cucina tipica

Essendo una città di mare, ovviamente, il menu è pesce e frutti di mare freschi! I piatti più tipici sono le sarde e le acciughe, le cozze e le vongole. Sperlonga è anche famosa per la sua interessante varietà di sedano bianco e olive di Gaeta.

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Vacanze nel Salento: profumi e tradizioni in Puglia

Puglia non è soltanto Gargano, Monti Dauni e Tavoliere delle Puglie. Puglia è molto di più, Puglia è anche Salento. Quella Penisola Salentina, il tacco dello Stivale, geograficamente compresa tra la Provincia di Lecce ed una parte di quelle di Brindisi e Taranto. C’è molto di più oltre ai paesaggi per le tue vacanze nel Salento!

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Profumi e tradizioni in Puglia

E’ Salento il colore della terra, delle verdi sfumature degli uliveti che costeggiano le strade; è Salento il cangiante azzurro del mare (“lu mare”). Salento è sole, “lu sule” che ti scalda il cuore tutto l’anno, non soltanto negli afosi mesi estivi. Salento è il vento (“lu ientu”) di Scirocco che soffia da sud, dall’Africa, caldo ed umido; Salento è anche il vento di Tramontana che arriva da nord, secco e fresco, che ti asciuga i panni stesi su in terrazza.

Salento è tradizione. Salento è musica, è danza, è la “pizzica” che ti fa ribollire il sangue nelle vene, ti scorre dentro, agita il tuo corpo e muove vorticosamente i tuoi piedi. Salento è la melodia del suo dialetto, che varia da un Comune all’altro, a soli pochi chilometri di distanza; Salento è il “griko” (eredità ellenica) parlato ancora in alcune realtà locali che, unite, caratterizzano la Grecìa Salentina. Salento è tutto l’anno, dalle sagre di paese prettamente estive ai mercatini di Natale e la fiera di Santa Lucia nel mese di dicembre.

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Salento è una passeggiata tra i piccoli borghi, da quello di Otranto a quello di Specchia (per citarne solo un paio). Salento è il profumo della passata di pomodoro fresco nelle case la domenica mattina; Salento sono i fichi fatti essiccare al sole dopo l’estate, in attesa di essere poi farciti con pezzettini di cioccolato o mandorla. Salento è degustare un ottimo bicchiere di Negramaro in riva al mare, accompagnato dai taralli. Salento è scoprire, nel centro storico di Lecce, l’antico mestiere del cartapestaio.

Salento è la pasta fatta in casa dalle nostre nonne e mamma, le orecchiette e le sagne ‘ncannulate. Salento è un’escursione in bicicletta ai Laghi Alimini o ai parchi naturalistici situati lungo le coste. Salento e’ un mix di culture, dall’eredità messapica a quella bizantina e saracena.

Salento sono le numerose grotte dislocate lungo il litorale adriatico. Salento è artigianato locale in terracotta prodotto nell’entroterra (Cutrofiano tra tutti). Salento è allegria, ospitalità, risate.

Tutto questo e molto di più è la “Salentoterapia” (di cui ha parlato un gruppo di scienziati). Che aspetti, vieni a scoprirlo da te!

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Copyright foto: Marzia Cafiero

Articolo di: M. Cafiero

 



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Il Duomo di Siena è la riapertura dei suoi pavimenti

Come dice il proverbio, “Quando l’opportunità bussa …” e fino al 31 luglio 2020, i visitatori avranno la straordinaria opportunità di vedere i pavimenti a mosaico del Duomo di Siena. Se stai pensando che questo non è un granchè, ripensaci. Lo stesso Giorgio Vasari li ha definiti “i più belli, i più grandi e magnifici mai realizzati”.

I pavimenti

Una volta che li hai visti con i tuoi occhi, sarai sicuramente d’accordo con lui. Un processo molto complesso di intarsi a mosaico e una tecnica nota come graffito furono usati nel Duomo per un periodo di cinque secoli. Il processo di graffito prevedeva la cesellatura o l’incisione dei disegni nelle lastre di marmo e poi il loro riempimento con stucco nero che è stato quindi completato posizionando l’intarsio di marmo colorato. Ci sono 56 pannelli unici ed estremamente dettagliati completati da oltre 40 artisti. Sorprendentemente, erano tutti di Siena tranne uno: Bernardino di Betto o “Pinturicchio”.

Ora, se non sei ancora convinto, sappi solo che i pavimenti sono così preziosi e delicati da essere coperti per buona parte dell’anno e aperti ai visitatori solo in determinati periodi. Inoltre, tieni presente che i pavimenti sono solo una parte dell’esperienza.

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©facebook.com/duomosiena/

Il Complesso del Duomo

L’intera Cattedrale è una meraviglia di ciò che l’uomo può realizzare. Questo è un enorme complesso in cui potresti facilmente passare l’intera giornata. Comprende la Cattedrale, la Libreria Piccolomini, la Porta del cielo, il Battistero, la Cripta, il Museo dell’Opera, il Facciatone, l’oratorio di San Bernardino e i giardini Costone. Ecco un riassunto molto conciso di ciascuno.

La Cattedrale

La Cattedrale di Santa Maria Assunta o il Duomo, è considerato uno dei più grandi capolavori gotici e romanici di tutti i tempi. Grandi come Nicola Pisano, Donatello, Michelangelo e Bernini scolpirono le statue che vediamo oggi. Gli affreschi, le vetrate e il coro sono tra i più impressionanti al mondo.

La Libreria Piccolomini 

Il Cardinale Piccolomini commissionò la costruzione della libreria nel 1492 accanto alla Cattedrale per conservare la straordinaria collezione di manoscritti e libri di suo zio (Papa Pio II). Pinturicchio realizzò gli affreschi però presta molta attenzione alla scena della canonizzazione di Santa Caterina diSiena perché una delle figure maschili è presumibilmente proprio Raffaello che si dice ebbe dipinto gli affreschi con Pinturicchio.

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©facebook.com/duomosiena/

La Porta del Cielo

La Porta del Cielo è il tetto della Cattedrale. Un’altra rara opportunità di accedere al livello superiore della Cattedrale che è stata chiusa al pubblico per secoli. I visitatori possono camminare sopra la navata e avere accesso a viste panoramiche sia all’interno che all’esterno della Cattedrale. Nota bene che il biglietto unico chiamato Porta del Cielo ti darà accesso all’intero complesso incluso il tour della Porta del Cielo.

Museo dell’Opera

Molte delle grandi Cattedrali oggi hanno spostato i loro capolavori più preziosi in un museo a parte e Siena non fa eccezione. Tre piani e numerose sale daranno ai visitatori la possibilità di vedere alcuni dei più grandi capolavori mai creati da vicino e, soprattutto, saranno conservati per sempre.

La Cripta

L’area conosciuta come la Cripta è assolutamente da vedere perché è stata scoperta solo nel 1999! Dopo essere stata nascosta per secoli, gli operai l’hanno scoperta durante un lavoro di espansione. Puoi immaginare la loro emozione quando hanno trovato un ciclo di affreschi del XII secolo?

Il Battistero

Come il Battistero del Duomo di Firenze, quello di Siena è un capolavoro del primo Rinascimento. Anche qui grandi personaggi come Lorenzo di Pietro, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Donatello hanno lasciato il loro segno indelebile. Il Fonte Battesimale è il punto focale assoluto.

Ultimo ma non meno importante, lasciati il tempo necessario per l’Oratorio di San Bernardino che ospita una vasta collezione di dipinti senesi dal XIII secolo in poi.

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Gli orari di riapertura

Il programma di riapertura è un po’ complicato, quindi ti consigliamo di consultare il sito Web ufficiale e acquistare i biglietti in anticipo prima della visita. Dal 13 giugno al 31 luglio tra le ore 10:30 e le 18:00 (ad eccezione della domenica in cui la Cattedrale è aperta dalle 13:30 alle 18:00), la Cattedrale con i suoi pavimenti e il Museo dell’Opera saranno aperti e visitabili gratuitamente.

A partire dal 1 ° agosto, l’intero complesso riaprirà al pubblico (ma i pavimenti saranno coperti tra il 1 ° agosto e il 17 agosto). Quindi, dal 18 agosto al 18 ottobre, i pavimenti saranno nuovamente scoperti per i visitatori.

Siena Opera della Metropolitana sito ufficiale

Caccamo: un viaggio indietro nel tempo

C’è un paese a circa 40 km da Palermo in cui non serve una macchina del tempo per tuffarsi nel passato. Stiamo parlando di Caccamo, il cui castello è uno dei più grandi e meglio conservati tra i castelli normanni in Sicilia e in Italia.

Ci troviamo sulla cima del monte San Calogero, a poco più di 500 metri dal livello del mare, con una vista mozzafiato sulla campagna siciliana e il lago Rosamarina, uno dei più grandi laghi artificiali della Sicilia.

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©ProLoco Caccamo

Il Castello è visitabile ogni giorno dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, ma se, come me, passate da Caccamo per caso e siete fuori tempo per una visita, vi attenderà comunque una piacevole sorpresa.

Sulle scale per raggiungere il castello una piccola porticina vi introduce alla Bottega nella Roccia, un piccolo angolo di meraviglia in cui il signore Giovanni Aglialoro attende i visitatori per custodire e trasmettere non solo siti, arte e paesaggio, ma anche storia, tradizioni e tantissimo altro.

Infatti, oltre a raccontare sapientemente la storia di Caccamo, il signor Giovanni delizierà i palati con degustazioni di prodotti tipici, come la crema di mandorle o di pistacchi, le confetture e un sorso di marsala. Tutti i prodotti e molti altri possono essere acquistati a prezzi modici.

Inoltre la bottega accoglie quella che era una piccola dimora contadina dei primi del ‘900, di cui Giovanni racconta la storia e illustra gli oggetti lì custoditi. È una minuscola cucina in maiolica bianca e blu. Ci sono pentole e utensili, un vecchio strumento per fare la pasta fresca e sul muro qualche foto datata, scattata dallo stesso Giovanni.

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©ProLoco Caccamo

Il signor Giovanni, dopo la degustazione, l’acquisto dei prodotti e la visita all’antica dimora, ci lascia con un paio di segreti per scattare delle belle foto, dei consigli su dove cenare e cosa assaggiare e infine con la richiesta di lasciare un indirizzo di posta elettronica, con l’impegno di comunicare tutte le iniziative che con passione, insieme alla sua associazione, organizzerà in futuro.

La lavanda in Toscana: la piccola Provenza Pisana

Quando pensi alla Toscana pensi a lussureggianti colline verdi e strade alberate di cipressi e, naturalmente, campi di girasoli; girasoli a perdita d’occhio in alcuni casi. Se non sei stato in Toscana, vorrei poterti dire che tutto questo è solo un mito, solo una trovata pubblicitaria per attirarti, ma in realtà è tutto vero. Quello che non sapevo era che alcune zone della Toscana sono anche conosciute per i loro campi di lavanda. Uno dei miei sogni è sempre stato quello di guidare attraverso la Provenza all’inizio dell’estate per ammirare questo fenomeno della natura, ma ora so che il mio viaggio può aspettare perché proprio qui nella provincia di Pisa si trova la piccola Provenza.

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©Marie Contino

Lavandula angustifolia

La lavanda (Lavandula angustifolia) ha una moltitudine di usi. I Romani ed i Greci la usavano per fare un’infusione con l’acqua che veniva usata per lavarsi ed è stata ampiamente usata nel corso della storia per scopi medicinali grazie alle sue proprietà anti-ansia (in particolare olio di lavanda).

Già nel 1600, veniva usata in cucina e si dice che la regina Elisabetta I usava marmellata di lavanda. Le possibilità sono infinite poiché ogni parte della pianta può essere utilizzata sia in piatti salati che dolci. È interessante notare che non esiste alcuna documentazione sul suo utilizzo nella Francia meridionale prima del 20 ° secolo e la miscela di spezie ormai famosa in tutto il mondo conosciuta come herbes de Provence è stata inventata negli anni ’70.

Mi considero un “appassionata di lavanda” e personalmente adoro l’aroma in tutto, dai saponi, creme, oli, i sacchettini per i cassetti e persino il gelato! Quindi, di recente, quando ho sentito che a meno di un’ora di distanza c’era la possibilità di vedere campi estesi di questa bellissima erba viola, sapevo che dovevo andare a vederli con i miei occhi.

“La Provenza in Toscana”

E così abbiamo fatto. Sulle strade tortuose tra Orciano Pisano e Pieve di Santa Luce si trova la “Provenza toscana”.

La strada è orrenda. Piena di buche e pezzi sciolti di asfalto. Ma mentre guardo ciò che mi circonda e mentre lo accolgo, mi rendo conto, ancora una volta, che la condizione della strada non conta davvero nulla. Ogni curva, svolta e piega, svela un altro pezzo della trapunta patchwork con i suoi colori, trame e caratteristiche uniche. Poi un contadino saluta con la mano e sorride calorosamente. Questo è tutto ciò che conta. Questa è l’Italia.

Non voglio essere fuorviante e affermare che ci sono campi di lavanda a perdita d’occhio, ma ce n’erano abbastanza per soddisfare il mio desiderio. L’anno scorso in questo periodo, la zona ha organizzato un vero e proprio festival della lavanda e se l’avessi saputo allora avrei sicuramente partecipato. Il 2020 è un anno strano su così tanti livelli e quindi, purtroppo, gli appassionati di lavanda come me dovranno aspettare fino al raccolto del 2021.

Per un paio d’ore, ci siamo persi in questo paradiso isolato lontani, lontani dalla brutale realtà di dover indossare la mascherina per il COVID-19. Le balle di fieno rotonde avvolte così strette sembravano scoppiare e sembravano essere in posa con orgoglio a guardia di ogni singolo campo arato. Gli unici suoni erano i pistoni martellanti in lontananza dei trattori che lavoravano la terra ed il ronzio laborioso delle api.

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©Marie Contino

Di sicuro non sono la sola ad apprezzare e avere un’affinità con questa pianta perché c’erano molte altre macchine ferme lungo la strada che scattavano foto o semplicemente godersi il panorama e l’aroma nell’aria. Uno dei campi aveva una carinissima panchina dipinta di viola- o meglio lavanda- perfettamente posizionata per gli spettatori per sedersi e ammirare il paesaggio.

Fa poca differenza se ti trovi davanti alla Gioconda o semplicemente alla bellezza naturale di un campo, gli italiani capiscono la bellezza davvero. Ecco, ancora una volta, questo pensiero è stato nuovamente confermato.

 

Articolo di Marie Contino

 

Torgiano: Storia e Gusto

Immerso nelle colline verdi dell’Umbria, a solo 15 km da Perugia, esiste un borgo da favola e si chiama Torgiano.

Le origini

Le origini di questo antico borgo umbro, immerso tra vigneti ed uliveti, risalgono con molta probabilità al periodo etrusco, come testimoniano alcuni reperti; ipotesi avvalorata anche dalla vicinanza con Bettona: antica roccaforte etrusca (Vettona). Il piccolo borgo deve il suo nome dalla leggenda del dio Giano bifronte, a cui venne dedicata la torre chiamata appunto “Torre di Giano”. Costruita nel tredicesimo secolo e di fatto simbolo di Torgiano, la Torre di Giano, o Torre Baglioni, è quanto rimane delle antiche fortificazioni che circondavano il borgo.

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©comune di Torgiano

Il centro storico

Entrati nel centro storico da Piazza Matteotti e percorrendo Corso Vittorio Emanuele II, è possibile arrivare all’Oratorio della Misericordia, affiancato dalla Chiesa di San Bartolomeo. Edificata alla fine del XIII secolo, questa deve il suo aspetto attuale alla ricostruzione, su disegno dell’architetto romano Antonio Stefanucci, conclusasi nel 1805.

La Chiesa di San Bartolomeo presenta una pianta basilicale ed una facciata rivestita in cotto, mentre il campanile a pianta quadrata è stato ricavato dall’antica torre che anticamente costituiva il cassero della porta orientale del castello. Alla base della torre si trova l’Oratorio della Misericordia, edificato nel 1587 e, successivamente, restaurato nel 1714. Attualmente l’oratorio è sconsacrato ma viene utilizzato per l’allestimento di mostre.

Di fronte alla chiesa si innalzano il seicentesco Palazzo Manganelli, il Palazzetto delle Manifatture Stocchi e l’antica dimora della Famiglia Falcinelli.

Percorrendo Via di Mezzo, si arriva a Piazza Baglioni dove sorge il Palazzo Comunale, ricostruito agli inizi del Novecento. Sull’altro lato della piazza sorge il barocco Palazzo Graziani-Baglioni che conserva al piano nobile una galleria affrescata di fine Seicento, una ricca biblioteca e numerose sale arredate con mobili d’epoca.

Palazzo Graziani-Baglioni, ospita inoltre il Museo del Vino; tra i più famosi musei enologici d’Italia e fortemente voluto da un’importante famiglia di viticoltori della zona, fu fondato nel 1974 e rappresenta la più completa raccolta di tecniche di viticoltura e di testimonianze della cultura vinicola presente in Italia.

Il vicino Oratorio di Sant’Antonio Abate, che sorge al termine di Corso Vittorio Emanuele II, venne costruito nel XV Secolo. Nei secoli successivi, l’edificio subisce un lento degrado che culmina nel 1960 con lo scioglimento della Confraternita di Sant’Antonio Abate. Ristrutturato in anni recenti, l’Oratorio ospita manifestazioni culturali e presenta ancora tracce delle decorazioni pittoriche originali. Lungo il lato più corto, all’esterno dell’edificio, è possibile ammirare l’affresco “Madonna col Bambino” della scuola di Domenico Alfani.

Alle spalle di Palazzo Graziani-Baglioni sorge la Chiesa di Santa Maria del Castello, contigua alla casa fattoriale dei Graziani è una delle chiese più antiche del borgo. Accreditata come sede della “Compagnia di Santa Maria” sin dal 1566. Degno di nota, al suo interno, è l’altare barocco, decorato con stucchi e dorature e l’affresco restaurato della “Madonna con Bambino” che occupa la nicchia al di sopra dei due ingressi della chiesa.

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©Massimo Castiello

Da gustare

Torgiano non è solo un borgo da visitare, ma soprattutto un borgo da gustare! Torgiano infatti è anche sinonimo di buon vino. I suoi prodotti vinicoli più importanti sono il Torgiano Rosso Riserva (unica DOCG umbra insieme al Sagrantino di Montefalco) ed il Torgiano DOC.

Non c’è modo migliore di degustare i vini tipici dell’area di Torgiano delle ricette tradizionali come la Torta al Testo, che deve il suo nome alla pietra arroventata al fuoco del camino su cui si cuoce l’impasto di sola acqua e farina; farcito poi con prosciutto e formaggio, o salsicce e verdura; la Schiacciata, una focaccia bassa cotta al forno e condita con olio, foglie di salvia o cipolla e, infine, la Torta di Pasqua, ottima accompagnata da affettati.

Sul versante dei dolci il Pan di Mosto o Mostaccioli sono il prodotto più tradizionale di Torgiano; biscotti secchi al mosto a forma di piccole ciambelle; mentre le Pinoccate, dolcetti natalizi di pinoli a forma di rombo alla vaniglia o al cioccolato e, infine, i Cammellati fatti con pane grattugiato, noci, cannella, miele e pinoli.

Le Isole Borromee sul Lago Maggiore

Il Lago Maggiore è condiviso dalle regioni settentrionali italiane del Piemonte e della Lombardia e dal Cantone svizzero del Ticino. Le sue splendide città sul lago sul versante piemontese includono Stresa, che rappresenta un punto di partenza perfetto per la nostra avventura sulle Isole Borromee!

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La Famiglia Borromeo

Il gruppo noto come Isole Borromee comprende Isola Bella, Isola Madre, Isola dei Pescatori e Isolino di San Giovanni. Il loro omonimo proviene dalla prestigiosa famiglia Borromeo che in realtà erano importanti commercianti di San Miniato (Toscana) nel XIII secolo. Sorprendentemente, l’Isola Bella e l’Isola Madre sono ancora di proprietà della famiglia Borromeo circa cinque secoli dopo! 

Le Isole

A partire da Isola Bella, la meta da non perdere è Palazzo Borromeo. Questo palazzo barocco fu costruito a partire dalla metà del XVII secolo da Vitaliano VI. Le venti sontuose sale tutte decorate con le migliori opere d’arte, arazzi e arredi ti stupiranno. Ancora più incredibile è la Galleria Berthier con 130 capolavori in mosaico e le grotte che sono state progettate per mantenere gli ospiti freschi nella calura estiva.

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©isoleborromee.it

I giardini, che includono il Teatro Massimo, sono assolutamente meravigliosi. Fontane, statue, obelischi, terrazze e un’incredibile varietà di flora rendono questo giardino barocco per antonomasia. Ci sono persino pavoni bianchi che vagano intorno per aggiungere all ‘atmosfera da fiaba.

L’Isola Madre è la più grande del gruppo e pure qui troverai un delizioso palazzo appartenente alla famiglia Borromeo che è aperto al pubblico. Ancora una volta, l’arredamento e l’arte ti toglieranno il respiro, ma lo fara’ anche il teatro delle marionette. Questa è una delle collezioni più apprezzate e complete di marionette al mondo.

L’immenso giardino inglese è di 8 ettari. Una straordinaria varietà di specie vegetali, alcune molto rare, prosperano in questo clima unico. Uno dei più singolari è probabilmente il protea che è originario del Sudafrica ma fiorisce in abbondanza sull’isola. Ma è il cipresso del Kashmir che è diventato il vero simbolo dell’isola. Originario del Tibet, fu portato qui nel 1860 e ora è il più grande e antico del suo genere in tutta Europa.

È interessante notare che l’Isola dei Pescatori è l’unica isola del gruppo ad essere abitata tutto l’anno. Come suggerisce il nome, è un antico villaggio di pescatori e la pratica è ancora comune. Questo piccolo borgo dell’isola non consente veicoli a motore, quindi una volta scesi dalla barca, passeggerai per le strette vie a piedi. È un ottimo posto per rilassarsi, provare alcuni piatti di pesce locali e immaginare come deve essere stata la vita centinaia di anni fa.

L’isolotto di San Giovanni è il meno visitato perché il suo palazzo e i suoi giardini sono chiusi al pubblico.

Se soggiorni a Stresa, puoi visitare il Parco del Mottarone e il Parco del Pallavicino. Da Stresa, puoi prendere i traghetti per raggiungere le isole. Controlla il sito ufficiale per le ore delle isole e le informazioni sui biglietti.

Articolo di Marie Contino