Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

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I nostri itinerari

 

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Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Escursioni in Montagna in Friuli

Un tuffo nella natura, escursioni in montagna e sciare tra bianchissime e soffici nevi; la balsamica brezza d’alta quota che rinfresca la mente e rigenera polmoni e anima; il sole che veglia dall’alto illuminando le ciaspole ai piedi e guidando i passi… Infatti è così che tutto si fa inverno, splendidamente, camminando per le montagne del Friuli Venezia Giulia

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Escursioni in Montagna in Friuli

La neve sta arrivando quest’anno ed è ora che bisogna approfittare della pre-vendita organizzata di tutto punto dagli enti di promozione turistica FVG e dalle scuole di sci del posto. Non è solo un’ottima opportunità per svolgere una salutare e corroborante attività fisica all’aperto ma anche un valido pretesto per andare alla scoperta di meravigliose realtà ambientali ammirandone gli sconfinati paesaggi e – perché no? – per concedersi un assaggio delle genuine bontà d’alpeggio tipiche di questi luoghi.

Piste sci fondo, alpinismo, lo snowboard, sleddog, lo snowpark, curling, e la lista non finisce più delle attività che svolgono qui in Friuli!

L’abbigliamento del caso richiede naturalmente indumenti adatti alle basse temperature, scarpe da trekking, bastoncini da camminata muniti di rondella invernale. E inoltre è opportuno (specie nelle escursioni giornaliere) munirsi di qualche capo di vestiario di ricambio, di bevande e di qualcosa da sgranocchiare durante il percorso prescelto nonché di un documento di identità valido, che non si sa mai.

Giova infine tenere a mente che l’ambiente montano va sempre tutelato con il giusto atteggiamento e assumere una condotta priva di schiamazzi e di manomissioni della segnaletica tra i sentieri, evitare di lasciare in giro rifiuti o mozziconi di sigarette, rispettare le specie botaniche presenti e gli animali selvatici son tutti segni di un comportamento civile che di certo farà la differenza, permettendo ai monti di mantenere la loro integrità nel tempo e di sorridere ancora alle generazioni future con il loro incontaminato candore.

Per scoprire di più, visita il sito ufficiale turismofvg.it

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copyright foto: www.turismofvg.it

Cosa vedere a San Miniato: uno dei borghi più belli nelle colline toscane

L’incantevole cittadina di San Miniato sorge sopra una collina lungo la Via Francigena ed è veramente un tesoro della Toscana. La sua posizione, il caratteristico borgo medievale e la cucina lo rendono una destinazione da non perdere durante qualsiasi visita in questa regione.

Situato esattamente a metà strada tra Firenze e Pisa lungo l’autostrada SGC che collega Firenze, Pisa e Livorno, è facilmente raggiungibile sia in auto che in treno. Arroccata sulle verdi colline che circondano le valli dell’Elsa e dell’Egola, la caratteristica principale è sicuramente la sua torre, che si scorge perfettamente anche in lontananza. 

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Cosa vedere a San Miniato

La torre, chiamata dagli abitanti del luogo la Rocca, fu costruita da Federico II intorno all’anno 1220 d.C. Durante la seconda guerra mondiale fu distrutta, ma fu successivamente ricostruita alla fine degli anni ’50 e può essere visitata oggi. La salita verso la cima merita la vista spettacolare che domina l’intera valle dell’Arno. Nelle giornate limpide, si vede anche il Mar Tirreno in direzione Pisa.

Vicino alla Rocca, non vorrai perderti la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio. Presenta elementi sia romanici che gotici. Proprio accanto alla Cattedrale, troverai anche il Museo Diocesano che contiene opere di Filippo Lippi, Jacopo Chimenti, Neri di Bicci, Fra Bartolomeo, Frederico Cardi (noto come Cigoli) e Verrocchio.

Se sei un appassionato d’arte, vorrai anche vedere la Chiesa di San Domenico che contiene opere in terracotta di Luca della Robbia, un affresco attribuito a Masolino da Panicale e un monumento funerario scolpito da Donatello.

Altre attrazioni importanti sono il Palazzo dei Vicari, il Palazzo Comunale e il Convento di San Francesco che si dice sia stato fondato da San Francesco durante la sua visita a San Miniato.

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San Miniato è il borgo medievale toscano per antonomasia. È stata votata come una delle venti città più belle di tutta Italia da Skyscanner.it nel 2018. È facilmente visitabile in un solo giorno, ma se vuoi apprezzare davvero la sua arte e la sua atmosfera, un pernottamento o più sarebbe l’ideale. Se decidi di dormire qui, ti unirai a grandi artisti come Michelangelo, Papa Clemente VII, Napoleone e innumerevoli altri. Mentre vaghi per le stradine alla ricerca della tua prossima fermata, assicurati di fermarti e apprezzare la bellezza che questa città offre praticamente da ogni angolo.

Il tartufo bianco

Se visiti San Miniato nei mesi autunnali puoi goderti i doni della stagione. Il famoso tartufo bianco celebrato da una famosa festa per tutto il mese di novembre. Questo pungente tubero è considerato una vera prelibatezza e troverai molti negozi che offrono oli e salse preziosi da portare a casa. Assicurati di provare almeno un primo come tagliolini al tartufo abbinato a un vino rosso locale. Altri pietanze tipiche sono piatti a base di funghi e selvaggina come cinghiale, lepre e fagiano. Non c’è davvero nessuna “cattiva” stagione da visitare poiché c’è sempre un evento di qualche tipo. Questa incantevole città e le colline circostanti sono bellissime, indipendentemente dal periodo in cui si decide di visitarla.

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Fiera del Tartufo ad Alba: 91° edizione del Festival del Tartufo Bianco

Tutti i weekend dal 9 ottobre all’ 5 dicembre 2021 Alba rinnova l’appuntamento con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: l’incontro tra cultura, territorio, esperienze sensoriali e gastronomiche.

La Fiera del Tartufo d’Alba

Con oltre 600 mila presenze, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba rappresenta l’evento clou per il turismo enogastronomico d’eccellenza. È tra i principali appuntamenti di richiamo turistico per il territorio di Langhe, Roero e Monferrato.
Dal 9 ottobre al 5 dicembre si rinnoveranno il mistero e il fascino del Tuber magnatum Pico, che in queste zone è diventato il simbolo di un patrimonio di esperienze collettive che unisce la ristorazione, l’ospitalità e l’autentico modo di vivere italiano.

La ricerca del tartufo è una pratica fondata su basi concretissime composte da indizi naturali, ma anche su eventi intangibili e non dimostrabili. Per i cercatori di tartufo, ad esempio, la Luna è parte integrante del percorso di cerca: tra le informazioni utili per determinare quando e dove trovare i tartufi, le fasi lunari scandiscono un tempo preciso.

Cosa offre la Fiera

Il cuore dell’evento è indubbiamente il Mercato Mondiale del tartufo bianco d’Alba, che si tiene ogni weekend durante la fiera. All’interno del Mercato troverete anche l’Alba Truffle Show, l’angolo dedicato alle dimostrazioni di cucina da parte di grandi chef, analisi sensoriali del tartufo, le Wine Tasting Experience® e molto altro ancora. Inoltre, qui è dove potrete comprare il vostro tartufo o i prodotti tipici.

Ma l’evento non è solo enogastronomia. È anche folklore, storia e intrattenimento!

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Negli ultimi anni si è molto ampliata e migliorata l’area riservata ai bambini. Giochi didattici realizzati da artigiani del legno e con materiali naturali e attività da fare con i genitori per imparare divertendosi a conoscere il territorio.

E poi ancora musica, balli e tanto divertimento in programma anche quest’anno alla Fiera del Tartufo ad Alba! (visita il sito ufficiale per il calendario completo degli eventi).

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Per Alba è indubbiamente un grandissimo evento che porta un gran flusso di visitatori. L’atmosfera di festa per le strade del paese, il vino che scorre a fiumi, l’odore del tartufo nell’aria che fa venire l’acquolina in bocca: è un evento assolutamente da non perdere! Come assolutamente da non perdere è la visita del territorio circostante. Approfitta della tua visita ad Alba per scoprire le terre del Barolo

copyright immagini: fieradeltartufo.org

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato

Nel cuore della Toscana, in una terra d’eccellenza e in un ambiente incontaminato, nasce un frutto magico: il pregiato Tartufo Bianco di San Miniato. Nel mese di novembre il centro storico di San Miniato, con le antiche vie e le storiche piazze, diventa il più grande laboratorio del gusto a cielo aperto d’Italia dove buongustai e visitatori si incontrano per apprezzare le eccellenze dell’enogastronomia. 

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©sanminiatopromozione.it

Pregiato, raro, costoso: è il tartufo bianco, il re della sua categoria. Si avvicina il periodo di punta per la raccolta di una delle prelibatezze gastronomiche più ricercate dagli chef e si moltiplicano gli eventi per promuoverlo e gustarlo.

Sarà spalmata su tre weekend la 50esima edizione. Il 13/14, 20/21, 27/28 novembre 2021, la città della Rocca sarà il centro di una proposta enogastronomica e turistica unica nel suo genere. 

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E quindi, che abbiano inizio le festività intorno al tartufo bianco reale!

 

Per tutti i dettagli visita la pagina Facebook di Fondazione San Miniato Promozione

 

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Una Cappella Insolita nelle Langhe: la Cappella del Barolo

Questa piccola cappella colorata non è certamente ciò che ti aspetti mentre viaggi attraverso questa meravigliosa terra che è la sede della Chiesa cattolica. D’altra parte, quasi nulla in Italia è ciò che ti aspetti. Come tanti altri luoghi, questa piccola cappella ha diversi nomi (a noi italiani ci piace confondere i turisti): la Cappella del Barolo o la Cappella delle Brunate o se proprio vuoi essere ufficiale, la Cappella di Santissima Madonna delle Grazie. 

Le Langhe del Piemonte

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©facebook.com/cerettowinery/

Situata in una regione molto più famosa per i suoi vini che per le sue chiese, la Cappella Barolo si trova a La Morra, in provincia di Cuneo. Le varietà DOCG di fama internazionale come Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto, Barbera e Moscato d’Asti regnano sovrane in questa zona conosciuta come le Langhe.

Costruita nel 1914 (“nuova di zecca” secondo gli standard italiani), la cappella originariamente serviva da riparo dalle tempeste per i lavoratori delle vigne. Fu acquistata nel 1970 dalla famiglia Ceretto insieme a 6 ettari di vigneto. La cappella era in condizioni terribili finché non è stata restaurata con una nuova apparenza  nel 1999.

L’artista americano Sol LeWitt (1928-2007) e lo scultore britannico David Tremlett l’hanno completamente trasformata in ciò che si vede oggi. Nota bene che la “cappella” non fu mai realmente consacrata dalla Chiesa, quindi la famiglia Ceretto e’ stata libera di approvare questa impresa originale. LeWitt ha trasformato l’esterno e Tremlett l’interno, ognuno con il suo tocco distintivo sul tema giocoso della cappella.

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©facebook.com/cerettowinery/

La Cappella del Barolo è aperta dalle 9:00 alle 19:00, ma la strada è chiusa alle auto la domenica, quindi arrivarci richiede un’escursione di 20 minuti  a piedi che può essere considerata un po’ faticosa. Nonostante ciò, molte persone scelgono di farla a piedi piuttosto che con la macchina e godersi il panoramo mozzafiato dei vigneti circostanti e delle colline delle Langhe.

Quindi, prepara un picnic e, naturalmente, portati dietro una bottiglia di vino Barolo!

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Visitare le necropoli etrusche nel Lazio: Tuscania e Tarquinia

Nella provincia laziale di Viterbo e nel cuore dell’antica terra etrusca della Tuscia, si trovano due delle più importanti necropoli della civiltà: Tuscania e Tarquinia. Le due città distano solo 25 minuti fra di loro e fanno un’ottima gita di un giorno dal vicino Lago di Bolsena, Saturnia, Viterbo o dalla costa dell’Argentario. Andiamo!

Tuscania

Gli insediamenti etruschi qui scoperti (7 in tutto) risalgono addirittura al VII secolo a.C. Nel IV secolo a.C. Tuscania era un fiorente villaggio collegato a Tarquinia. Concentrate in un raggio di 10 km attorno all’attuale colle e chiesa di San Pietro, le necropoli e le tombe oggi scoperte includono quelle dell’Ara del Tufo, Casa Galeotti, Madonna dell’Olivo, Peschiera e Pian di Mola.

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©https://www.facebook.com/MuseoArcheologicoTuscania/

Appena fuori le mura della città vecchia, si trova il Museo Archeologico che ha sede nell’ex convento francescano e ora Chiesa di Santa Maria del Riposo. Una scoperta molto significativa furono le tombe delle famiglie Curunas e Vipinana che comprendono sarcofagi e arredamenti che ci danno un quadro accurato di com’era la vita dell’aristocrazia etrusca. In più, c’è una vasta collezione di reperti romani.

Il borgo stesso è incantevole e mentre sei qui, ti consigliamo di visitare la Basilica di San Pietro, originariamente risalente all’VIII secolo e la Chiesa di Santa Maria Maggiore anch’essa in stile romanico.

L’antica via etrusco / romana, Via Clodia, attraversa Tuscania e collegava Roma con l’Etruria. Oggi è molto frequentata per chi ama il trekking ed escursioni a cavallo.

Tarquinia

A soli 25 km a sud ovest di Tuscania si trova l’antica civiltà di Tarquinia. Il nome ufficiale del sito è la Necropoli dei Monterozzi ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 2007. Quando la visiti, non c’è da meravigliarsi del perché.

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By AlMare – Own work, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=657901

Qui furono scoperte 6.000 tombe con la più antica risalente al VII secolo a.C. È la più bella e completa esposizione di affreschi etruschi che rivelano indizi inestimabili sul mondo di questa misteriosa civiltà. I dipinti raffigurano rituali quotidiani tra cui caccia, musica, danza e cerimonie religiose. Uno dei più famosi e ben conservati è la splendida Tomba dei Leopardi risalente al 473 a.C.

Il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia situato a Palazzo Vitelleschi custodisce inestimabili reperti databili dal IX secolo a.C. fino all’età romana.

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Ulrich Mayring, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons

A pochi chilometri dalla necropoli e dal museo si trova un altro importantissimo sito etrusco che vale assolutamente la pena visitare. I resti del Tempio dell’Ara della Regina risalgono al IV secolo a.C. e nel suo splendore misura 44 metri per 25. Qui fu ritrovato uno dei più importanti reperti etruschi mai scoperti, oggi conservato nel museo di Tarquinia: i “Cavalli Alati di Tarquinia”.

 

Che cosa aspetti?
Prenota subito all‘Hotel la Fonte del Cerro a Saturnia

Punto strategico nella Maremma Toscana per raggiungere in breve tempo sia il mare che le città del tufo e della Tuscia. L’Hotel in perfetto stile toscano si trova a pochi passi dalle terme di Saturnia e offre un ottima colazione con i prodotti tipici provenienti dalla proprio azienda agricola.

Partendo dalla nostra struttura potrai visitare…

22km

Pitigliano
a 38km  Il Giardino dei Tarocchi
a 42km Monte Amiata
a 50km Costa Argentario
a 52km Bolsena
a 65km  Civita di Bagnoregio
a 65km Tarquinia

 

 

 

 

 

Sagra del Marrone: Palazzuolo sul Senio in autunno

Torna la rinomata Sagra del Marrone e dei frutti del sottobosco – Vivi l’Autunno di Palazzuolo sul Senio! Rimane ancora una data per l’edizione 2021- il 31 ottobre. Scopriamo che cosa ci riserva l’edizione di quest’anno! 

La Sagra del Marrone a Palazzuolo sul Senio

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La Sagra del Marrone e dei frutti del sottobosco è un evento a carattere enogastronomico che Palazzuolo dedica ai prodotti tipici di questa terra. I marroni scelti sono infatti a km 0, selezionati da produttori locali e hanno una qualità e dolcezza straordinaria.

Il Marrone del Mugello IGP sarà dunque il protagonista delle domeniche ottobrine di Palazzuolo. Ma non sarà di certo solo! Sarà accompagnato infatti da funghi, tartufi, frutti del sottobosco, grezzi e trasformati, che verranno esposti, venduti e degustati in una variegata e profumatissima mostra–mercato allestita nel cuore del borgo medievale. 

In piazza si potrà trovare anche lo stand gastronomico con prodotti a base di marroni come la tradizionale torta, il castagnaccio, i tortellini e numerosi dolci. Quest’anno ci saranno anche gli gnocchi e la carne, per non parlare di altri tipici prodotti autunnali come le caldarroste e il vin brulè. 

La Sagra del Marrone e dei frutti del sottobosco è un’occasione per trascorrere una giornata in serenità, circondati da musica, folklore e stand gastronomici. 

E mentre sei in zona, non perderti altre attrazioni di questo borgo, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia!

Per tutti i dettagli, visita la pagina Facebook del Pro Loco Palazzuolo sul Senio.

*NB: Il Green Pass è obbligatorio

Leggi di più su Palazzuolo sul Senio e cosa vedere e fare. 

 

 




 

 


 

Case Siciliane Antiche: le Ville di Messina

Un po’ nascoste e silenti nella loro maestosità sono le ville di Messina. Ignote ai più, sono la testimonianza di vite molto diverse tra loro, che sono state motivo di orgoglio per la città. Recentemente ne sono state aperte al pubblico alcune e ognuna di queste ha sorpreso per l’eleganza, la storia e l’immancabile affaccio sul mare.

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Vialetto nella proprietà Cianciafara

Una “dimora storica di una famiglia storica”, come riferisce il sito web ad essa dedicato, è villa Cianciafara a Zafferia, a sud del centro città. È un luogo che racconta aneddoti di vite gelosamente custoditi e affidati alla memoria dell’erede della nobile famiglia, il prof.re Giuseppe Mallandrino, figlio di Pasquale e Nicoletta Cianciafara, ospite squisito e disponibile ad aprire la sua casa ai visitatori.  La villa ha subìto dei danni nel disastroso terremoto del 28 dicembre 1908 che ha cancellato una parte della città.

Il professor Mallandrino racconta di come il terribile evento è stato vissuto dal nonno materno, Filippo, la madre del quale ha perso la vita a causa dei crolli. La commovente storia del suo ritrovamento, avvenuto solo il 4 gennaio, è narrata nel libro L’ultimo principe sotto il vulcano

I Cianciafara sono una famiglia legata anche ad altri nomi ben noti, ad esempio uno dei cugini di primo grado del conte Filippo è Tomasi di Lampedusa, suo testimone di nozze nonché autore del Gattopardo.

Un altro nome importante è quello dei Filangieri, famiglia legata al capostipite Angerio, valente soldato normanno arrivato in Italia al seguito del re normanno Roberto il Guiscardo. I suoi discendenti prima furono chiamati “Filii Angerii” e in seguito noti come Filangieri. La proprietà, oltre la casa padronale, comprendeva una piccola cappella privata, alcune case coloniche e un vecchio frantoio dove oggi si conservano le foto, le acqueforti e le incisioni realizzate dal conte Filippo insieme con oggetti di collezione appartenuti alla famiglia. 

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Salotto della casa padronale di villa Cianciafara

Visitando la casa padronale non può passare inosservato il valore di una seconda e più ampia collezione: vi sono vari ritratti di famiglia che ne testimoniano le origini sia storiche che nobiliari; sono presenti gli stemmi dei Filangeri, dei Tasca e dei Cianciafara; opere d’arte, come i ritratti di Ferdinando e Maria Carolina, sorella della più famosa regina di Francia Maria Antonietta d’Austria, alcune incisioni di Durer, una Madonna col Bambino di Antonello da Saliba, e un dipinto di Giovanni Tommaso Laureti, il cui bozzetto si trova, invece, esposto al Louvre. 

Il gusto dei meravigliosi arredi  è quello delle ville del ‘700 siciliano, con divani e poltrone in stile Luigi Filippo. Al piano di sopra si trovano il camino e i lampadari in stile floreale e, nella sala della musica, una stupenda stufa austriaca appartenuta alla nonna di origini bergamasche.

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Villa De Pasquale, esterno.

A pochi minuti di strada, in via Marco Polo, merita una visita anche  la villa De Pasquale in stile Liberty fatta costruire da Eugenio De Pasquale, che ha fondato la sua fortuna su 15 ettari di terreno coltivati a gelsomino e zagara, che si estendevano dalla villa fino al mare. Oggi resta ben poco di queste terre, ma si conservano ancora gli edifici.

Villa De Pasquale è un raffinatissimo esempio del gusto dei suoi abitanti che rispecchia quello dell’epoca. De Pasquale e la moglie sono stati fini collezionisti, motivo per il quale troviamo sia all’esterno che all’interno della casa, sculture marmoree.

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Sala di rappresentanza di villa De Pasquale

Oltre a queste però ci sono vari dipinti, come quelli nella sala di rappresentanza e della musica al piano inferiore, mentre al piano superiore vi sono i libri e un grande tavolo che custodiva la collezione numismatica, oggi in restauro alla soprintendenza dei beni culturali di Messina.

A far sognare, è l’ultimo piano che ospita un gran salone da ballo. Come potremmo non immaginare, sognanti, le grandi feste, la musica, le ampie gonne volteggianti al centro della sala, i convenevoli tra gli invitati, splendenti nei loro vestiti da cerimonia. La sala, danneggiata nel terremoto di inizio secolo, è stata ricostruita nel 1912, mantenendo l’originario soffitto decorato con tavole raffiguranti particolari di dipinti celebri di Tiziano come L’amor sacro e l’amor profano. 

Sporgendosi dalla grande vetrata della sala, si possono ammirare degli scorci che fanno intuire di quale vista sullo Stretto potessero godere la famiglia e i suoi ospiti. Da qui si possono vedere anche il piccolo edificio, chiamato pantheon, dove essiccavano i fiori di gelsomino e zagara per farli diventare delicate essenze.

sanderson-bosurgi-case-antiche-sicilianeVilla De Pasquale non era certo l’unica ad essere prospiciente il mare, perché anche gli inglesi Sanderson, alla fine dell’Ottocento, godevano di tale posizione. Posta sul litorale messinese, in via Consolare Pompea, la villa Sanderson-Bosurgi (dal nome dei proprietari successivi) offre un esteso giardino che si estende per l’intera proprietà lungo tutta la collina.

Risalendo la china, si possono ammirare gli altri edifici, fino ad arrivare in cima dove è stata conservata una parte di uno dei villini, accanto ai quali ce n’è uno restaurato e adibito ad alloggio per gli studenti Erasmus.

La vista da lì è incantevole. Ci si può perdere ammirando lo spettacolare panorama che si presenta innanzi. Pur trattandosi ancora dello Stretto di Messina, la posizione insolita fa guardare ad esso con occhi nuovi, svelando dettagli differenti. Da questa prospettiva, possiamo ammirare i colori cangianti dell’appennino calabrese che la luce del sole modella ad ogni ora del giorno sussurrando all’anima, sempre affamata di bellezza autentica, che ciò che sta cercando è lì, che lo stupore di cui ha bisogno è davanti agli occhi.

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Villa Sanderson-Bosurgi

La villa Sanderson-Bosurgi, come del resto la Cianciafara e la De Pasquale, regala queste sensazioni e quasi porta a guardare con invidia a coloro i quali, a cavallo tra ottocento e novecento, ha potuto godere non solo di un panorama mozzafiato, ma anche della magnificenza e della storia che invadono questi splendidi luoghi.

Copyright foto articolo: Fabiana La Rosa e Gabriele Santor

Per scoprire ulteriori ville storiche in Toscana, leggi Le Ville di Viareggio!

Halloween in Friuli e il Ponte di Ognissanti

Halloween in Friuli e il Ponte di Ognissanti: tra la “notte delle streghe” di Halloween (ormai diffusa anche in territorio nostrano) e il giorno di commemorazione dei defunti, è indubbiamente fonte di suggestioni legate alla vita, alla morte e all’immortalità. Ma nulla vieta, anche in altri periodi dell’anno, di lasciarsi intrigare da una gita fuori porta improntata sul mistero per immergersi in mistici mondi fatti di leggende e di luoghi incantati ma anche di momenti di relax che permettano di nutrire lo spirito (e il corpo) in località indiscutibilmente affascinanti e dai sapori indimenticabili.

Halloween in Friuli: la Casaforte “La Brunelde”

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©imagazine.it

A questo proposito una capatina in Friuli è proprio quello che ci vuole: pochi giorni da trascorrere tra vallate e colline partendo da Fagagna, nella provincia di Udine: borgo variegato e molto ospitale, ricco di cultura, di tradizione e… di inspiegabili eventi.

Qui vi è una Casaforte detta “La Brunelde”. La dimora del Duecento fu edificata su rovine di epoca preromana, in cui si dice appaia il fantasma di Marco D’Arcano-Moruzzo, nobiluomo appartenuto a un antico casato del Friuli, ucciso e decapitato dai soldati della Serenissima nel 1421.

Castello di Villalta

Sempre a Fagagna c’è anche il più importante maniero medievale friulano: il Castello di Villalta, teatro di un festival pianistico e di eventi vari, ma a quanto pare tuttora infestato dal fantasma della bellissima dama Ginevra di Strassoldo. Stando ad alcune fonti Ginevra fu uccisa per vendetta dal conte Federico di Cucagna, al quale era stata promessa in sposa sin da bambina, perché nel 1344 si era invece maritata con Odorico di Villalta. Secondo un’altra versione Ginevra, dopo essersi trasformata in statua per vanificare gli insistenti approcci del conte Federico (che, per lo scorno subito, poi impazzì dal dolore), rimase per sempre al Castello ad attendere l’amatissimo consorte Odorico (partito per la guerra e mai più ritornato) e si dice che ancora adesso, durante le notti di luna piena, si odano i suoi strazianti lamenti nelle sale del maniero.

Ponte del Diavolo

A circa 40 chilometri da Fagagna e seguendo la Strada Statale 54, si giunge al comune di Cividale che, solo per la sua bellezza, si aggiudica a buon merito quantomeno una prolungata sosta. Fondata, secondo la tradizione, da Giulio Cesare e storicamente ragguardevole per essere stata la capitale longobarda del Friuli, Cividale sorge sulle sponde del fiume Natisone e vanta innumerevoli monumenti e luoghi di interesse: dalle dimore nobiliari (tra cui palazzo Conti-Paciani e villa Di Lenardo) alle Chiese (tra cui spicca il Duomo di Santa Maria Assunta, attiguo al Museo Cristiano); dall’Ipogeo Celtico (costituito da sotterranei scavati nella roccia di cui non si conosce né la datazione precisa né la destinazione d’uso) all’imponente e famigerato Ponte del Diavolo.

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©itinerando.net

Ed è proprio il Ponte del Diavolo a regalare al visitatore – oltre che una panoramica mozzafiato sul fiume – una curiosa leggenda. Si racconta infatti che le antiche genti di Cividale, avendo la necessità di erigere un ponte per meglio attraversare la città, non vi riuscissero a causa delle asperità morfologiche del luogo.

Quindi, allo scopo di concretizzare il loro proposito, decisero di chiedere aiuto al diavolo, che accettò di costruire il ponte in cambio dell’anima di chi per primo lo avesse attraversato. Tuttavia, dopo aver ottenuto in una sola notte la realizzazione del ponte, gli scaltri cividalesi non si fecero sacrificare: mandarono un cane ad attraversarlo per primo e al diavolo non restò che accontentarsi dell’anima della bestiola. Lasciando però a perenne memoria dell’impresa il grosso masso che si può vedere tra le due arcate del ponte, a quanto pare fatto scivolare dal grembiule della sua diavolessa nonna che gli aveva dato una mano per edificarlo.

La Cucina friuliana

Tra Cividale e Fagagna, come constatato, la distanza è breve. Ma in questi luoghi e lungo il percorso il vantaggio di un ristoro pienamente soddisfacente e alla portata del palato di tutti i viaggiatori non manca mai. Tante trattorie, anche  a conduzione familiare,  pronte ad accoglierli con entusiasmo e ospitalità per un tripudio di sapori tutti da scoprire!

Amore per la tradizione e ricette semplici di derivazione contadina sono gli ingredienti principali di una gustosa cucina. Essa utilizza i prodotti della terra e le carni degli allevamenti locali pur sempre con un occhio di riguardo ai prestigiosi vini e alle rinomate grappe.

 

 

Articolo di: M. Puhar

Cosa vedere a Bologna: itinerario a piedi

Bologna è una città più antica della stessa Roma. In questa città troviamo molte tracce storiche che vanno dall’età di ferro ad oggi. Nonostante la sua immensa cultura e la sua inestimabile arte, Bologna spesso è un luogo sconosciuto sia per i turisti stranieri che per i turisti italiani. Andiamo perciò a scoprire insieme che cosa vedere a Bologna

Piazza Maggiore

La visita di questa città non può certamente non iniziare dal cuore pulsante del capoluogo emiliano. Piazza Maggiore (o Piazza Grande) è il punto di raccolta sia civile che religioso del posto. Al centro si trova la famosa Fontana del Nettuno: soprannominata Il Gigante, questa opera è nata dalla collaborazione tra Portigiani, Laureti e Giambologna per celebrare l’operato di papa Pio IV. 

Sulla piazza si affacciano anche altri importanti edifici. Il Palazzo Comunale, di origine trecentesca, si trova qui insieme al Palazzo dei Banchi, alla Basilica di San Petronio e al Palazzo del Podestà. Gli edifici sono testimoni dell’immensa storia della città.

Piazza Maggiore custodisce anche una leggenda: secondo la superstizione non bisogna mai attraversare la piazza nel centro, ma sempre lungo il perimetro altrimenti gli studenti non raggiungeranno il traguardo della laurea. 

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Torre degli Asinelli

Ciò che più contraddistingue Bologna sono senza ombra di dubbio le sue torri. Ad oggi ne sono arrivate a noi meno di venti esemplari, ma in passato erano molte molte di più. La costruzione di queste torri aveva una doppia valenza: permetteva il controllo dall’alto per eventuali attacchi nemici e dava enorme prestigio alla famiglia che le commissionava. 

La Torre degli Asinelli, commissionata dall’omonima famiglia, è una delle più conosciute della città. La torre è alta circa 98 m ed è possibile raggiungere la vetta e ammirare il panorama della città.  Nelle giornate buone si può addirittura arrivare a vedere il mare e le Prealpi Venete. 

Un’altra torre importante è quella Garisenda, che purtroppo non è visitabile.

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Il complesso delle Sette Chiese

Ci troviamo in Piazza Santo Stefano. La piazza di forma triangolare accoglie la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di San Vitale e Sant’Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa del Martyrium, il Chiostro Medievale e il Museo di Santo Stefano. Gli edifici elencati risalgono a diverse epoche storiche e rendono questo complesso storico uno dei più bei monumenti romanici di Bologna e uno dei meglio conservati. Purtroppo però i lavori di modifica e di restauro hanno permesso di far arrivare fino a noi oggi solo quattro delle sette chiese iniziali. 

Archiginnasio

Senza alcun dubbio, Archiginnasio è il più bel palazzo di tutta Bologna ed uno dei più belli di tutta Italia. Il palazzo è formato da un meraviglioso portico con trenta arcate decorate e due logge che si trovano al piano superiore. L’Archiginnasio fu commissionato dal cardinale Carlo Borromeo con lo scopo di dare alla prestigiosa Università di Bologna una magnifica ed unica sede. L’Università di Bologna è la più antica e prestigiosa del mondo. Inoltre ha regalato a questa città il soprannome La Dotta

Pinacoteca Nazionale 

Nella Pinacoteca Nazionale di Bologna è custodita una delle più importanti raccolte museali italiane. Qui troviamo opere di Raffaello, Carracci, Perugino, Parmigianino, Vasari e molti altri nomi illustri. La Pinacoteca svolge un’importante funzione di tutela, conservazione e studio di queste opere prestigiose. 

Cosa mangiare a Bologna 

I bolognesi cucinano con amore, passione e forse un po’ con troppo gusto. Il ragù bolognese, le lasagne, i tortellini, la mortadella, la torta di riso – sono piatti che hanno portato fama mondiale a Bologna. Spesso la chiamano capitale gastronomica dell’Italia e ancora più spesso ”la Grassa”, proprio per questi motivi. La cucina bolognese è senza dubbio una delle più varie e deliziose del Bel Paese e non solo!

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Che cosa aspetti?
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Punto strategico per raggiungere in breve tempo molte delle maggiori città d’arte toscane ed emiliane senza rinunciare al contatto con la natura. L’albergo è perfetto per le famiglie e dispone sia di ristorante che di bar, dove gli ospiti potranno assaporare piatti tipici della cucina locale!

Partendo dalla nostra struttura potrai visitare…

17km

Santuario di Boccadirio
a 18km  Laghi Brasimone e Suviana
a 25km Castello Rocchetta Mattei
a 30km Outlet Barberino
a 62km Firenze
a 57km  Bologna
a 51km Prato