Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

Nord Italia

Centro Italia

Sud Italia

 

I nostri itinerari

 

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Le nostre strutture

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Soggiorno nel borgo delle camelie: arte ed eventi nella Lucchesia

 

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Hai mai visitato Lucca? Hai mai ammirato la fioritura delle camelie? Ti sei mai vestito da ninja, insieme ai tuoi amici, in occasione dei Lucca Comics? È giunto per te il momento di organizzare un gruppo e partire alla scoperta di queste fantastiche esperienze che non potrai mai scordarti nella vita! Grazie a questo pacchetto di soggiorno nel Borgo delle Camelie, potrai fare questo e molto altro!

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Condizioni di utilizzo e prezzo 
per il soggiorno nel Borgo delle Camelie 

Fino a 4 persone ( 2 stanze ) € 160,00/notte per il gruppo.

Per ogni persona aggiuntiva € 25,00/notte. L’offerta varia in base al numero delle persone. 
Soggiorno minimo 4 notti. 

Con dooid sconto del 10% sulla tariffa (iva inclusa) per un soggiorno di almeno 7 notti!! 

Metodo di pagamento: tramite bonifico bancario.

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!!

Policy di cancellazione: gratuita fino a 30 giorni prima dell’arrivo, oltre questo termine verrà trattenuto il 50% del prezzo del soggiorno.

NB: si richiede un deposito cauzionale di € 400,00 per eventuali danni arrecati alla proprietà che verrà rimborsato al momento del check out (previo controllo della casa).

La struttura

Si tratta di una casa costruita intorno al 1784, dove inizialmente vivevano le suore. Verso gli inizi del 900, venne però trasformata in una piccola fattoria. Oggi, questo vecchio edificio è stato finemente restaurato, conservando l’esterno in pietra, pronto ad accogliere i turisti e regalando loro un soggiorno dal sapore dei tempi antichi. La struttura si colloca nel quartiere chiamato “vicinato” forse così denominato perché isolato, ma “vicino” al borgo vero e proprio. Questa zona è la parte più antica del paese e le sue mura potrebbero raccontare tantissime storie.

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Cosa fare durante il soggiorno nel Borgo delle Camelie

La Lucchesia è una zona toscana molto ricca di arte e cultura, ma anche di tantissimi eventi che richiamano turisti e/o appassionati da tutta italia e non solo.

La città di Lucca costituisce uno dei fiori all’occhiello della Toscana. La cittadina è protetta da delle mura sulle quali si può fare delle piacevoli passeggiate accompagnati dal fruscio degli alberi: da qui si vedono spuntare in mezzo ai tetti delle case, la celebre Torre delle Ore e la Torre del Guinigi. La visita prosegue verso il centro per ammirare il Duomo: Lucca è soprannominata la città delle cento chiese per l’elevato numero di santuari cosparsi all’interno delle mura. 

Girovagando per le vie in pietra della città, circondati da negozi di ogni tipo, capiterà sicuramente di arrivare in Piazza Napoleone, chiamata dai lucchesi Piazza Grande: qui è dove si svolgono la maggior parte degli eventi come ad esempio i Lucca Comics and Games oppure è sede di concerti come quelli del Lucca Summer Festival, dove nel periodo estivo ci sono gruppi e cantanti noti in tutto il mondo. 

Tornando verso il borgo delle camelie, ovvero Pieve e Sant’Andrea di Compito, l’arte e la natura si legano tra di loro.  Attraversando le vie di questi paesi, si possono apprezzare le camelie più spettacolari che crescono nei giardini, affacciandosi dalle mura dei parchi e delle ville storiche. Percorrendo la via principale di Sant’Andrea di Compito, che si snoda attraverso le case in pietra, le piccole strade, i muri in sasso, antichi edifici e alcune ville sei-settecentesche, rimarrai estasiato e deliziato da questo suggestivo paesino toscano.

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Codice pacchetto: 201903141658

Offerta vacanze relax a Catania: intervallo di gusto

 

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Imperdibile offerta vacanze relax a Catania. La città siciliana, si affaccia sul Mar Ionio ed è dominata alle sue spalle dall’Etna, per scoprirne l’arte e le bellezze naturali. Grazie a questa offerta potrai concederti un intervallo dalla vita quotidiana e cedere al peccato di gola, grazie a una gustosissima cena di carne o di pesce. 

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Condizioni di utilizzo e prezzo
dell’offerta vacanze relax a Catania

200€ a coppia (menù di carne)

225€ a coppia (menù di pesce)

L’offerta comprende:

  • due notti in doppia Deluxe con colazione
  • degustazione e cena di quattro portate accompagnati da tre calici di vino DOC
  • servizio navetta da aeroporto/porto/stazione.
 

Metodo di pagamento: Acconto 99€, il resto presso la struttura. Si può prenotare in qualsiasi momento, anche last minute previa disponibilità.

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!! 

Policy di cancellazione:  non verrà rimborsato quanto versato, ma verrà data la possibilità di usufruire dell’offerta ENTRO I SEI MESI SUCCESSIVI.

Periodo di validità: tutto l’anno eccetto ponti e festività. Per soggiorni in questi particolari periodi ci sarà una maggiorazione sul prezzo dell’offerta. 

La struttura

Casa Provenza

Oasi ideale per soggiornare nel cuore barocco di Catania ed usufruire delle comodità delle sue camere personalizzate e completamente rinnovate negli spazi, arredi e colori.

Al quarto piano di un palazzo con ascensore, godrete dalla terrazza coperta, di una vista a 180° sul più bel prospetto del centro città, in zona a traffico limitato serale nei fine settimana.
Ideale per soggiorni di piacere, individuali o di gruppo, o viaggi d’affari, sarai “coccolato” dai gestori e dal personale attento e riservato. Connessione Wifi gratuita, disponibile in tutti gli ambienti interni ed esterni.

A disposizione, una zona lettura con guide ed informazioni stagionali, tour desk, libro-scambio e sala relax, con frigorifero e bevande, bollitore e tisane, tostapane e microonde.

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Cosa fare nel tuo weekend rilassante

Catania non è solo città d’arte!  Si affaccia su un mare dalle acque cristalline che è tutto da scoprire!
Bellissima è la Riviera dei Ciclopi, caratterizzata dal colore nero delle colate laviche arrivate fino al mare. Altrettanto belle e degne di nota, sono le Grotte di Ulisse per un bagno nelle acque limpide.  Al villaggio di pescatori di Acitrezza, dove per un’ora con il pedalò si visita l’area protetta con i Faraglioni e l’isola Lachea, non si può partire senza assaggiare la migliore granita con brioche della zona all’Eden Bar!

Ovviamente, è d’obbligo ammirare l’Etna, la cui sagoma fa di sfondo a tutta la città.

La cultura in questa città è veramente tanta oltre allo spettacolo che madre natura offre: la Cattedrale di Sant’Agata che domina la Piazza del Duomo, con il Municipio e la fontana dell’elefantino al centro, il Teatro Romano, la via Etnea e molto altro ancora! 

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Codice pacchetto: 201903081544

Soggiorno sull’appennino tosco-emiliano: fuga nella natura

Stanco della vita di tutti i giorni? Stressato dalla vita di città e dal lavoro? Vuoi concederti una pausa per rilassarti e svagarti, magari in mezzo alla natura respirando aria fresca e pulita? Allora abbiamo ciò che fa per te! Grazie a questo pacchetto potrai concederti una tregua dalla routine quotidiana dedicandoti ad attività all’aria aperta o semplicemente riposarti grazie a questa fantastica offerta di soggiorno sull’appennino tosco-emiliano!pacchetto-appennino-tosco-emiliano

Condizioni d’utilizzo e prezzo
del pacchetto soggiorno sull’appennino tosco-emiliano

Camera matrimoniale= 90€ a coppia

Nell’offerta è compreso: 

  • colazione
  • Cena ( a scelta: menù pizza o menù a più portate)

L’offerta è valida dal 01 Marzo 2019 al 31 Dicembre 2019 previa disponibilità.

Metodo di pagamento: in loco tramite carta di credito, bancomat o contanti. 
Possibile prenotare in qualsiasi momento previa disponibilità. 

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!! 

Policy di cancellazione: Gratuita entro 24 ore prima. 

La struttura

Albergo Ristorante La Torretta

In un’importante crocevia tra Bologna e Firenze, vicino a tutti i servizi ma a pochi km dallo splendido scenario del Parco Regionale dei due Laghi Brasimone e Suviana. Soggiorno all’insegna di relaxdivertimento e avventura. Accogliente bar con giardino per ottime colazioni e aperitivi. Ascensore per un comodo accesso alle camere. Ampio parcheggio riservato e ingresso privato diretto all’albergo, per una massima comodità e riservatezza. Ampio parcheggio per moto e biciclette al coperto.

pacchetto-appennino-tosco-emilianoCosa fare sull’appennino tosco-emiliano 

Castiglione dei Pepoli è un paesino di appena cinquemila abitanti. Immerso nel verde, si trova a settecento metri sul livello del mare, nel bel mezzo dell’appennino tosco-emiliano. Le attività da fare all’aria aperta sono innumerevoli.

Le più consigliate sono il trekking sul sentiero “Dalla Lana alla seta” e le gite in bicicletta: è possibile noleggiare bici con pedalata assistita, così da rendere meno faticose e più piacevoli le scampagnate. E per i più avventurosi, le uscite in bicicletta si possono estendere anche nei boschi! 

Per coloro che invece non disdegnano una bella passeggiata, ci sono moltissimi opportunità per ammirare ciò che madre natura ha da offrire: degno di nota sicuramente è il sentiero sui crinali del Lago del Brasimone, che da Febbraio 2019 è diventato centro di ricerca finanziato dall’Unione Europea. Ma non sono certo al di meno il Lago di Santa Maria nè il Lago di Suviana

Oltre a un paesaggio meraviglioso, Castiglione dei Pepoli offre anche molto a livello storico e culturale. Sicuramente da non perdere il Santuario di Boccadirio e il Castello  “Rocchetta Mattei.   

Nel periodo estivo, oltre alle tante attività locali, non si può non cogliere al volo l’occasione di andare alla ricerca di funghi porcini! Una vera prelibatezza del territorio, perché nasce tra Faggio, Quercia e castagno, di cui i boschi sono ricchi. 

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Codice pacchetto: 201902211516

Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

Petralia-sottana-eventi-2017

Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Ponte Cardona: a Narni il centro geografico d’Italia

Qual’è la meta irrinunciabile che nessun viaggiatore può farsi scappare? Il centro geografico d’Italia a Narni.

Storia di Narni

Narni è una città dell’Umbria meridionale ricca di bellezze storiche e naturalistiche. La sua storia risale al periodo protostorico, quando questa terra era abitata dal popolo degli Osco Umbri, una delle prime popolazioni italiche. Fu l’ultima roccaforte dell’Umbria prima che cadde e venne conquistata dell’Impero Romano.

Quando divenne una colonia romana, passò dal nome umbro di Nequinum al nome romano di Narnia, per il fiume che l’attraversa, l’attuale Nera, che in antichità veniva chiamato Nahar. Da qui nasce la radice del suo nome Nahar Narnia. Il nome Narnia non vi ricorda nulla? Lo scrittore britannico C.S. Lewis si ispirò a Narni per le sue famose “Cronache di Narnia” e ciò che descrive nei suoi romanzi rendono magnificamente l’idea dell’immagine di com’è il paesaggio narnese. Sapete come descriveva Narnia Bri il cavallo?

… Narnia, la felice terra con le montagne coperte d’erica e le colline coperte di timo. Narnia dai molti fiumi e le splendide valli, con le caverne muschiose e fitte foreste che risuonano del lavoro dei nani. Com’è dolce l’aria! Una sola ora trascorsa laggiù vale più di mille giorni passati in qualsiasi altro luogo…

 

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Il parco di Narni

Ed è esattamente come a Narnia che vi troverete l’accoglienza da parte del Fauno che custodisce il bosco dove risiede il centro d’Italia. All’interno di un rigoglioso bosco di lecci si cela segreta quest’opera monumentale. Questo bosco prende il nome di Cardona, per il ponte romano che si trova nel suo grembo. Ponte Cardona è il quarto ponte dell’acquedotto romano della Formina, antico manufatto lasciato in eredità dagli imperiali coloni di queste terre. Quest’opera architettonica è lunga 13 km, gran parte dei quali scavati a mano, nella pietra calcarea, dagli operai romani. Ha rifornito la città di Narni fino al secolo scorso, pensate che la sua operatività risale fino al primo ventennio del ‘900.

Sovrastante quest’opera nacque una strada, che venne nel corso del tempo, usata e accatastata come comunale, con il nome di strada della Formina. In questi 2000 anni di storia questo percorso fu attraversato a molte figure importanti per la storia nazionale, ma forse la più rilevante è stata quella di Francesco d’Assisi. Francesco, durante uno dei suoi ritiri spirituali, trascorse del tempo nell’Eremo che si trova in una frazione di Narni, esattamente vicino a dove sorge il Caput acquae, la prima delle sette sorgenti che alimentano l’acquedotto. Percorse la strada della Formina per giungere dal Sacro Speco di Sant’Urbano a Narni.

Ancora oggi si riesce a percepire l’influenza del suo passaggio e a comprendere quanto Francesco fosse innamorato di questa natura che è rimasta immutata nel corso dei secoli fino ad oggi. Nel 2014 uno studioso perugino, appassionato di geografia, iniziò la sua ricerca sul preciso punto in cui cade il centro geografico d’Italia con l’aiuto dell’I.G.M. e con l’ausilio delle tecnologie satellitari. Trovò che l’esatta ubicazione del centro geografico d’Italia si trova a Roma, mentre il centro geografico peninsulare d’Italia si trova a Narni. Questo studio rispolverò dall’armadio uno scheletro chiuso lì dentro dagli anni ’90, quando la proloco di Narni individuò e scelse ponte Cardona come centro convenzionale, poiché il meridiano centrale d’Italia attraversa Narni ma passa a qualche km dal ponte.

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Arte, cultura e natura a Narni

Dagli anni ’90 al 2014 l’area archeologica venne abbandonata a se stessa ma, dopo questo studio, un’associazione locale ha iniziato un‘opera di recupero della zona con un progetto che consiste nella realizzazione e nella conservazione di un un parco archeologico lungo tutti i 13 km di acquedotto. Ad oggi, l’associazione ha riaperto il primo tratto di strada che ricollega il centro storico della città fino a ponte Cardona. Un percorso di 5 km facilmente percorribili per tutti all’interno del bosco e sulle tracce dell’antico acquedotto romano. Un’esperienza unica dove poter ammirare che la natura e uomo coesistono in un modo equilibrato.

All’interno del parco sono possibili molteplici attività dalla visita museale e al giardino d’arte di villa Montiello, un complesso residenziale ottocentesco che si trova lungo il percorso, alle innumerevoli attività  che l’associazione il Bosco di Cardona offre tra sport outdoor, passeggiate animate e eventi. Il centro d’Italia è un luogo dove si riesce ancora oggi a percepire la sacralità di questa Terra e i ragazzi dell’associazione con il loro operare trasmettono questo antico legame ormai dimenticato tra uomo e natura.

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Vi invito a visitare i social network e il sito web per ulteriori informazioni in merito al luogo.

Copyright foto articolo e galleria: Pagina Facebook “Ponte Cardona: il centro geografico d’Italia”

Articolo di: V. Filippi

La Valtournenche: la valle del mio cuore

Valtournenche e Cervinia sono i luoghi del mio cuore. Ho i ricordi dei primi passi con la macchina fotografica sotto la guida di mio padre, lui che aveva conquistato il Cervino dal versante svizzero e che amava fotografarlo più di ogni altra cosa al mondo. Poi ci sono i momenti trascorsi con i miei amici all’area picnic durante gli eventi rurali, le parole più belle che mi sono state scritte e rivolte finora, tutto ciò è conservato nel più profondo di questo cuore.

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©Stefania Grasso

Queste fotografie che ho scelto di abbinare rappresentano il Cervino immortalato alla fine della via principale di Cervinia in una giornata estiva sotto un cielo incredibilmente limpido. Amo tantissimo fotografare questa montagna incorniciata dai fiori, un simbolo di purezza, di assoluta maestosità.

E poi c’è la Becca, la montagna che svetta quando si inizia a salire verso Valtournenche, sembra ogni volta accoglierti tra le braccia di questa immensa valle, tra le montagne del mio cuore, sembra voler dire bentornata finalmente a casa.

Scopri la regione della Valle d’Aosta

 

Articolo e foto: Stefania Grasso

Visita virtuale Raffaello: la mostra alle Scuderie del Quirinale

La più grande mostra che sia mai stata organizzata in tutto il mondo su l’artista Raffaello Sanzio, adesso è disponibile anche online! La mostra fisica è stata inaugurata il 5 marzo e per i pochi giorni che è stata aperta al pubblico ha avuto un enorme successo in fatto di presenze.

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©facebook.com/ScuderieQuirinale/

Il contenuto della mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale

La mostra- evento “Raffaello. 1520-1483” è disponibile online sul sito internet e sui social dedicato all’esposizione. Attraverso anche il canale Youtube sarà possibile immergersi in diversi percorsi attraverso le sale della mostra. Sarà inoltre possibile approfondire in modo minuzioso le varie opere esposte. Il video racconto della mostra intitolato “Una passeggiata in mostra” è online dal 26 marzo per poter accompagnare gli appassionati tra la vita, la morte e le opere di Raffaello. Grazie ad esso gli spettatori potranno passeggiare tra le stanze delle Scuderie e ammirare la mostra. Ma oltre a questo, si potranno apprendere episodi della vita dell’artista fino ad arrivare alla sua precoce morte a soli 37 anni a causa di un’infezione respiratoria (si ricorda inoltre che le salme dell’artista si trovano nel Pantheon di Roma). Uno degli eventi più attesi per il 2020 in cui si celebrano i 500 anni dalla morte dell’artista!

Molte delle opere sono arrivate in questa occasione alle Scuderie grazie a prestiti importanti a livello sia nazionale che internazionale. La Velata degli Uffizi, la Madonna Alba proveniente dalla National Gallery di Washington, il ritratto di Baldassarre Castiglione dal Louvre sono solo alcune dei capolavori esposti in occasione di questo sensazionale evento. 200 le opere esposte, di cui 120 opera di Raffaello: dipinti, disegni, arazzi e le lettere per comprendere meglio la produzione artistica. Tra i vari capolavori troveremo anche la pala di Santa Cecilia giunta alle Scuderie direttamente dalla Pinacoteca di Bologna.

Veramente tanto da vedere e da imparare con la possibilità di poterlo fare comodamente dal divano di casa propria. Da non perdere sono appunto gli approfondimenti su Raffaello e le lezioni che parlano del grande artista.

Altre info sulla mostra virtuale di Raffaello

Molti i nomi illustri che hanno collaborato con le Scuderie del Quirinale per poter assicurare un evento senza eguali: la Galleria degli Uffizi tra questi e poi ancora la Galleria Borghese, i Musei Vaticani e anche il Parco Archeologico del Colosseo. La mostra è a cura di Maria Faietti e Matteo Lafranconi, con un importante contributo da parte di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro.

Il programma originario dell’esposizione vedeva la sua chiusura il 2 giugno e rappresentava un’imperdibile opportunità per poter ammirare dal vivo i lavori del famoso pittore urbinate.

Tutti i link per la visita virtuale alle Scuderie del Quirinale

Sito ufficiale delle Scuderie del Quirinale: www.scuderiequirinale.it/media/una-passeggiata-in-mostra

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L’Oasi di Sant’Alessio conosiciuto come “Il giardino dell’Eden”

Oggi mi rivolgo a voi, amanti della natura e della fotografia. Se volete passare una giornata un po’ diversa, circondati dal verde ed a contatto con gli animali, e non sapete dove andare, quello che fa per voi è l’Oasi di Sant’Alessio. È un’area naturale protetta che si trova, come dice il nome, nel paese di Sant’Alessio con Vialone, a soli 6 chilometri da Pavia ed a 25 chilometri a sud di Milano. L’entrata del parco corrisponde all’ingresso del castello di Sant’Alessio, fortificazione del XIV secolo, ed è situata proprio nel centro del paese. Per trovarlo, insomma, non avrete difficoltà.

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La storia dell’oasi

L’Oasi è stata fondata nel 1973 da Antonia e Harry Salamon, che acquistarono anche il castello. La loro idea era quella di creare un’area faunistica in cui gli animali, in particolare quelli appartenenti alle specie in pericolo di estinzione, potessero essere protetti e ripopolarsi naturalmente. Pensate che il parco è stato il primo centro in Italia a credere che questi animali selvatici non avessero avuto difficoltà a reinserirsi in natura ed infatti sono costantemente seguiti da vicino da una squadra di studiosi e specialisti.

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Cavallo selvatico

È solo, però, nel 1994 che l’area è stata resa visitabile, grazie agli amici della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Oggi si possono osservare da vicino varie specie di animali, che vivono sia in libertà sia in ambienti ricostruiti per loro, come le gabbie e le voliere per gli uccelli. Sono presenti mammiferi, come il capriolo, il castoro, lo scoiattolo ed il cavallo selvatico, rettili ed uccelli.

Il sito ufficiale dell’Oasi di Sant’Alessio consiglia diversi percorsi che si possono seguire perché possiate visitarla nel migliore dei modi:

Visitare il parco

Il percorso europeo

Sono stati ricostruiti i luoghi dell’Europa meridionale dal clima più umido ed è caratterizzato da una grande foresta. Gli animali che potete ammirare sono più che altro uccelli: upupe, cicogne, aironi ed il Martin Pescatore, che per la prima volta al mondo si è riprodotto proprio in questo parco.  Le voliere che sono state messe servono alla riproduzione delle specie, che vanno poi a ripopolare varie zone della Lombardia e di altre regioni. Un esempio significativo è la Cicogna Bianca, che mancava dall’Italia da ben cinque secoli. In questo percorso troverete anche paludi e stagni di Gru e Fenicotteri selvatici ed un laghetto. Attualmente il personale dell’Oasi sta restaurando un corso d’acqua, che sarà in futuro popolato da pesci dei fiumi della Pianura Padana. 

Visita delle farfalle e dei colibrì

Nello stesso ambiente potete trovare sia i colibrì che una grande specie di coloratissime farfalle, che sono allevate per tutta l’estate grazie alla grande quantità di fiori e piante utili alla crescita dei bruchi. L’allevamento comincia ad aprile e continua fino all’inverno, dove poi si interrompe e riprende la primavera successiva. 

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Papilio Grecchi – Farfalla

Il percorso tropicale

Questa zona è dedicata agli acquari, ai rettili ed agli insetti. Potete trovare una serie di animali tropicali molto suggestivi che abitano le zone tropicali della Terra, tra cui il camaleonte, il formichiere, le tartarughe, l’uccello del Paradiso ed il bradipo. 

Passeggiando per l’oasi, poi, ad un certo punto vi imbatterete in una garzaia, ossia il luogo in cui gli aironi costruiscono il loro nido. È molto importante perché è fatta da centinaia di nidi di aironi che ogni anno, tornando dall’Africa, nidificano proprio in questo luogo ed è la più grande garzaia che l’uomo sia mai riuscito a creare.

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Bradipo didattilo

Altre attività

Oltre alla visita di tutti questi fantastici animali, il parco propone diversi laboratori didattici per le scuole ed alcuni eventi, come la dimostrazione della pratica della falconeria. Se vorrete passare la giornata all’oasi, avete la possibilità sia di pranzare nel bar interno, sia di portarvi il cibo da casa e fare un bel picnic all’aria aperta nell’apposita area, attrezzata anche in caso di maltempo.

Insomma, è un parco adatto proprio a tutti, adulti e bambini. L’ha visitato anche il famoso regista Ermanno Olmi, che è talmente rimasto colpito dalla sua bellezza tanto da definirlo “il giardino dell’Eden”.

Cosa aspettate a visitarlo? L’Oasi è aperto da febbraio all’8 novembre. Si consiglia di visitare il sito ufficiale per l’orario che varia in base alla stagione e le tariffe di ingresso.

 

 

Copyright foto 1: viviparchi.eu

Copyright foto 2, 3 e 4: oasisantalessio.it 

Parco Naturale Valle Del Ticino

Non lontano dal Lago Maggiore, esiste il Parco Naturale Valle del Ticino, detto anche “Parco dei Lagoni di Mercurago“, compreso tra le città di Arona, Dormelletto e Oleggio Castello.

Infatti, è possibile accedere a una delle varie entrate che portano all’interno di questo luogo fuori città. Prima di ognuna è disponibile un parcheggio dove lasciare la propria automobile per poi proseguire a piedi; per chi invece arriva in stazione ad Arona, può usufruire della linea autobus Comazzi.

Scegliendo di entrare dalla parte di Arona, frazione Mercurago, è possibile richiedere la cartina del parco per girare senza problemi, rivolgendosi direttamente alla sede operativa-centro visita del parco. Ci sono, comunque, mappe del luogo all’inizio di ogni entrata e sparse per il percorso interno.

©commons.wikimedia.org

L’itinerario è diviso in 4 percorsi tematici: percorso azzurro per le zone umide (inteso i laghi presenti all’interno), percorso viola per l’archeologia (che vi guida verso resti storici), percorso rosso per indicare i boschi e percorso arancione per le attività produttive che vengono svolte all’interno del parco.

Troverete queste indicazioni sulla cartina, ma anche abbinati ai nomi dei sentieri, che in realtà sono toponimi con un preciso significato.

Una volta all’interno sembra quasi di essere in un altro posto, lontano dal traffico e dai negozi.

Inizia un mondo diverso, fatto di ghiaietta e sassolini che scricchiolano sotto i piedi dando già una sensazione di pace. Fronde che si chiudono ad arco e che poi si riaprono per dar vista agli spazi aperti coi laghetti. Sentieri leggermente più tortuosi ma con pendenze limitate, adatte a tutti. Cinguettii, e vita del bosco. Ma anche panchine di tanto in tanto per potersi sedere immersi nella natura o a contemplare il lago, dove è possibile anche fare picnic o spuntini. Ciclisti, corridori, qualcuno a cavallo.

Insomma, per sportivi e camminatori ma anche per passeggiate più tranquille e rilassanti.

Informazioni utili:

Lunghezza percorso 8 km

Tempo di percorrenza 4 ore

Orario di apertura al pubblico: 6-22

 

 

Tiriamoci su con il tiramisù: il tipico dolce italiano

Quasi tutti sulla terra hanno assaggiato, o almeno hanno sentito parlare, di uno dei dessert più famosi e deliziosi di tutto il pianeta: l’unico, l’incomparabile tiramisù. Fuori dall’Italia, molte persone non sanno il significato del nome di questo dolce. Scopriamo le origini e la sua storia.

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Le origini

Le origini del tiramisù, come tante ricette, sono in qualche modo in discussione. Le due regioni che discutono i suoi inizi sono Friuli Venezia Giulia e Veneto. Secondo l’Accademia del Tiramisù, il dolce risale dalla città di Treviso già dalla metà del 700 o l’inizio del 800. È ampiamente riconosciuto che sia stato usato nei bordelli per energizzare sia i clienti che le maitresse. La combinazione di ingredienti, in particolare tuorli d’uovo e zucchero, veniva comunemente usata nella zona come una specie di elisir per persone fragili come bambini, donne in gravidanza e persino anziani. Apparve per la prima volta nel menu del Le Becchiere di Treviso alla fine degli anni ’60.

In una classe a parte

Come tutte le cose deliziose in Italia gli va dato un titolo e quindi è stato registrato come prodotto agroalimentare tradizionale. Come già accennato, vi è un’accademia ad essa dedicata e persino una Coppa del mondo di Tiramisù che si tiene ogni anno. Gli italiani sono tradizionalisti quando si tratta di cibo, ma c’è spazio per l’immaginazione nella categoria “Tiramisù creativo” in cui i vincitori degli anni passati hanno vinto con le loro versioni come al mojito e alla cannella e zenzero.

Versioni della ricetta classica

Non si può discutere sul fatto che la ricetta classica richieda cinque ingredienti di base: savoiardi, mascarpone, uova, caffè e cacao in polvere. I biscotti del savoiardo sono fondamentali perché hanno la consistenza giusta per assorbire il liquido senza trasformarsi in poltiglia e sono facili a posizionare a strati. La combinazione di uova (fresche e crude) e di mascarpone ricco e decadente fornisce una quantità enorme di calorie e proteine. Il cacao in polvere e l’espresso forniscono il tocco in più di caffeina e sapore.

Quindi prenditi l’ispirazione e inventati la tua versione speciale di questo classico dessert proprio perché tutti avremmo bisogno di qualcosa per tirarci su!

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L’eremo dei Frati Bianchi immerso tra natura e fiori rari

L’arrivo della primavera è un momento atteso da tutti, soprattutto dagli amanti delle scampagnate nell’estrema bellezza del verde che Madre Natura ci ha donato. L’itinerario che vi proponiamo è un mix di natura e cultura nella Provincia di Ancona.

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L’eremo dei Frati Bianchi a Cupramontana

Nelle Marche a 505 metri sul livello del mare e circondato completamente da alberi e piante, collocato sulla montagna, questo eremo è un piccolo gioiello spesso sconosciuto e non debitamente apprezzato. Il nome deriva dal colore del saio indossato dai frati che vi hanno vissuto per secoli, ma oltre che per questa curiosità, questo luogo è conosciuto anche come l’eremo delle Grotte del Massaccio. Si tratta di magnifiche grotte incastonate nella parete rocciosa della montagna e dove ancora oggi sono conservate le celle dei monaci.

Tutto intorno al nostro eremo troviamo un bosco ricco di vegetazione. Qui possiamo trovare molte specie rare che non si trovano frequentemente nel resto della regione. Infatti, questo luogo fa parte delle aree protette delle Marche. La flora qui è molto variegata e, come abbiamo già detto, rara come ad esempio il giglio rosso, l’ontano nero o le orchidee piramidali. Questo bosco dona un pizzico di magia all’eremo, regalando anche un grande fascino a tutto l’ambiente in cui ci troviamo. La quiete e il silenzio regnano sovrano dando pace e tranquillità ai visitatori che vi sopraggiungono: i soli rumori che si possono sentire sono il canto degli uccelli o lo sgorgare dell’acqua dalla piccola fonte nelle vicinanze.

Inoltre, qui è possibile celebrare le proprie nozze! Un luogo da favola per un momento indimenticabile nella vita di ognuno. Ma non è finita qui: c’è anche la possibilità di passare la notte all’interno di una delle celle e vivere così come vivevano i veri Frati Bianchi.

Per informazioni aggiuntive, approfondimento o per prenotazioni, visita il sito dedicato.

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Itinerario nelle colline di Cupramontana

Il giro che vi consigliamo di seguire, ha una durata di circa un ora. Partendo dal parcheggio ai piedi della collina, troverete una strada bianca non percorribile in auto che conduce poi all’eremo. Vi troverete a percorre questo cammino avvolti da una fitta vegetazione con arbusti rigogliosi e alti alberi. In poco tempo, raggiungerete così l’eremo dei Frati Bianchi. Una volta arrivati qui ci sono due opzioni: la prima, quella di fermarsi a visitare l’eremo e le grotte di cui abbiamo già parlato, oppure la seconda, ovvero quella di proseguire costeggiando il torrente. Seguendo le indicazione per San Giovanni, si potrà godere di magnifici panorami sul monte Murano, per poi raggiungere un piccolo insediamento di case e poi proseguire fino al parcheggio di partenza tramite una strada asfaltata pur sempre avvolta nel verde.

Vivere la montagna: la Sila

Le montagne offrono luoghi e panorami imperdibili per gli amanti del relax e dello sport, sia d’estate che d’inverno. Inclusa tra la provincia di Crotone e quella di Catanzaro troviamo la Sila Piccola, un piccolo scrigno di preziosi scorci da scoprire.

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La Sila

Prospero di tesori paesaggistici e culturali, con antiche tradizioni ancora ben radicate. Questo territorio è diviso in frazioni, in ogni frazione troviamo alberghi, punti ristoro ed attività ricreative.

Villaggio Mancuso, è il più antico e famoso villaggio turistico montano della Sila, insieme al grande Parco nazionale della Sila (Riconoscimento UNESCO), un angolo di natura affascinante, colmo di itinerari suggestivi e ricco di flora e fauna.

Un’altra perla del territorio Calabrese silano è il lago Passante, sito nel cuore della Sila Piccola, tra le maestose montagne, incantevole scenario alpino, soprattutto in inverno quando un bianco manto nevoso trasforma questo meraviglioso paesaggio in una cartolina.

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Cosa mangiare in montagna a la Sila

Qui la gastronomia ha antiche radici e regala da sempre prodotti genuini. Possiamo definire la Calabria “terra del gusto” specializzata nella produzione di vini e prodotti tipici. La Sila offre diverse varietà pregiate di funghi: rositi, porcini e cantarelli, serviti nelle diverse tavernette con pasta fresca, quali tagliatelle e cavatelli e insieme ai formaggi tipici (il famoso Caciocavallo) e alle carni.

Organizza la tua gita e scopri le bellezze delle località montane della Calabria, tra relax, benessere, sport e avventura.

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Cosa vedere nelle Madonie: come scoprire il loro fascino grazie ad un albero

Le strade tortuose che si arrampicano sulla montagna, divenendo man mano più strette e anguste, i colori del paesaggio che cambiano, passando dalle tonalità calde del rosso e dell’arancio a quelle fredde del verde, del bianco e del grigio. La strada sembra non finire mai, si ha l’impressione di essere in marcia da molte ore e man mano che si procede, non si riesce ancora ad immaginare cosa si potrà trovare una volta giunti a destinazione. Bastano però pochi km e qualche curva lenta e tortuosa per accorgersi che quello che si è premurosamente immaginato con la fantasia non basta nemmeno descrivere quello che si ha davanti: un castello di quelli mai visti prima d’ora, scavato nella roccia, con le pareti ripide e lisce, con diverse feritoie che sembrano occhi che spiano chi giunge dalla strada man mano sempre più profonda e in discesa. 

Castello di Sperlinga

Da lontano quel castello sembra una semplice roccia naturale adagiata su di un costone roccioso, ma una volta giunti sotto le sue mura, essa ci schiaccia e ci sottomette con la sua imponenza facendoci sentire minuscoli come dei granelli di sabbia e al tempo stesso ci sorprende per la genialità dei suoi abitanti che hanno fatto di una cavità rocciosa, una rocca inespugnabile.

È il Castello di Sperlinga, città della provincia di Enna, un tempo comunità di Longobardi che arrivarono in Sicilia dal Nord Italia nel XII secolo, lasciando una preziosa eredità, il particolare dialetto “gallo-italico”, ancora parlato dalla gente e tutelato come patrimonio tradizionale.

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Polizzi Generosa e la sua natura

Ma questo è solo l’inizio del viaggio che dalla provincia di Enna, ci farà scoprire la vicina provincia di Palermo e i suggestivi comuni limitrofi. Siamo a pochi km dalle Madonie, un massiccio montuoso di 2000 metri sulla costa settentrionale della Sicilia, al cui interno si trova l’omonimo parco naturale regionale, protetto e istituito nel 1989. Ogni viaggio racchiude una storia ed è proprio questo ciò che affascina ed arricchisce dentro il viaggiatore. Sulle Madonie uno dei tanti racconti è legato alle tradizioni natalizie e al rapporto stretto tra l’uomo e la natura: a Polizzi Generosa, comune di 3337 abitanti situato nella parte centro-meridionale del Parco delle Madonie (come anche in gran parte dei comuni del territorio) esiste una storia molto singolare che genera attrazione turistica ed interesse scientifico.

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È quella di un abete, chiamato Abies nebrodensis,  una rara varietà che in Sicilia si trova solo da quelle parti. Nel 1957 un gruppo di botanici notò dei particolari abeti che nulla avevano a che fare con quelli maggiormente diffusi nel territorio e dopo un’attenta analisi giunsero alla conclusione che si trattava proprio dell’Abies nebrodensis, ormai ridotto a pochissimi esemplari a causa del disboscamento sfrenato e senza scrupoli voluto dall’ingegneria edilizia e navale. Erano rimasti solo una ventina di alberi circa, tutti racchiusi in un fazzoletto di terra a circa 1500 metri di quota nel Vallone Madonna degli Angeli. L’abete fu dichiarato specie in pericolo critico di estinzione e iniziò da quel momento un processo di salvaguardia dalla distruzione grazie al ripopolamento delle aree circostanti e alla formulazione di leggi severe in tutto il Parco delle Madonie.

Ad oggi il nobile albero è a tutti gli effetti “l’Abete delle Madonie”, simbolo della rinascita di questi luoghi un po’ isolati e dal fascino nascosto. È anche “l’albero della vita” poiché l’uomo in passato lo utilizzava per costruirsi la casa e scaldarsi con la sua legna durante gli inverni rigidi, con temperature che ancora oggi si aggirano intorno ai -10°C.  Anche per questo motivo c’era e c’è tutt’ora rispetto e considerazione per questo albero considerato quasi sacro e frutto della provvidenza. Oggi grazie agli interventi di conservazione e ripopolamento, è possibile ammirare l’Abete delle Madonie in tutto il suo splendore con i suoi 25m di altezza massima, la sua sezione centrale ramificata a forma di croce che gli abitanti chiamano in dialetto siciliano Arvulu cruci cruci e gli aghi appuntiti e corti.

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Attività nel Parco delle Madonie

Se siete amanti della natura e vi sentite un po’ esploratori, il Parco delle Madonie con i suoi 16 comuni che ne fanno parte, è un’ottima alternativa turistica alle altre mete siciliane sulle catene montuose principali come i Nebrodi, i Peloritani e l’Etna, nonché un’ulteriore possibilità anche per coloro che solitamente preferiscono andare sulle Alpi per sciare o fare escursioni.

Sulle Madonie è possibile fare passeggiate sui sentieri principali attrezzati, fare birdwatching, fare escursioni a cavallo o in mountain bike, visitare grotte e cavità naturali, siti geologici con presenza di fossili, escursioni lungo i corsi d’acqua e itinerari su sci da fondo o da alpinismo durante i periodi di maggiore innevamento. Scegliere la Sicilia d’inverno offre al viaggiatore anche la possibilità di cambiare scenario turistico spostandosi di pochi km e puntando sulla fascia costiera, più calda e temperata rispetto all’entroterra siculo. Con poche ore di macchina ci si accorge tranquillamente che spostandosi di diversi Km, cambia l’aria, cambiano i colori, cambiano gli scenari e se amate fare turismo enogastronomico, cambiano anche i sapori, il tutto in una sola vacanza. Se amate fare un viaggio per le vostre vacanze e renderlo più intrigante e vario, allora la Sicilia è la vostra meta.

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Altre informazioni potrete trovarle nel sito web del Parco delle Madonie e sul sito di Artemisia.

Visite virtuali musei: l’arte a casa tua

Appassionati d’arte fatevi sotto. Non sempre il tempo ci è sufficiente per esplorare posti nuovi, conoscere città lontane e visitare musei in maniera approfondita. Ecco allora che arriva la tecnologia in nostro soccorso. Alcuni dei più famosi musei italiani mettono a disposizione un tour virtuale per mostrare opere dal valore inestimabile.

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Musei online

Una sorta di visita panoramica che ci trasmette su uno schermo immagini ad altissima risoluzione esplorabili in 3 dimensioni. Così da casa, in tutta comodità e tranquillità possiamo girare la nostra penisola semplicemente con qualche click. Dai Musei Vaticani al Duomo di Milano e agli Uffizi di Firenze. La visita non è certamente la stessa che si può fare “dal vivo”, ma è comunque molto interessante e fa bene alla cultura. Inoltre ci permette, in alcuni casi, di ammirare dei particolari che dal vivo ci sfuggono.

Quasi tutti i musei italiani aderiscono all’inziativa del Mibac #iorestoacasa e tra i migliori siti spiccano i Musei Vaticani a Roma, dove è possibile vedere anche la Cappella Sistina, e la Pinacoteca di Brera di Milano, che non solo ci offre la vista di alcuni dipinti ad altissima definizione (fra cui alcuni di Caravaggio), ma anche video che ci svelano alcune curiosità.

I tour virtuali ci accompagnano anche in siti archeologici e monumenti come i mercati di Traiano o l’Ara Pacis, sempre a Roma.

Anche alle Scuderie del Quirinale, con la mostra “Raffaello. 1520-1483” ci offre una serie di video e approfondimenti che ci permettono di ammirare alcune delle più belle opere del pittore rinascimentale.

Dove manca il sito specifico ci aiuta Google Earth Pro. Dopo averlo installato gratuitamente ed aver abilitato la vista 3d degli edifici è possibile visitare alcuni luoghi storici come il Colosseo e la Fontana di Trevi a Roma o la cattedrale di San Marco a Venezia.

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