Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

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Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Le Lame Rosse e il Lago di Fiastra nelle Marche

No, non stai guardando una foto di una formazione rocciosa da qualche parte in Arizona o Utah, ma in Italia. Proprio quando si pensa che questo paese non potrebbe offrire di più, ci sorprende ancora una volta. Le formazioni rocciose delle Lame Rosse in provincia di Macerata sono molto insolite e una piacevole sorpresa per un’avventura fuori dalla norma. Ecco cosa devi sapere.

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Photo by ITASVE is licensed with CC BY-SA 4.0.

Le Lame Rosse 

Le Lame Rosse fanno parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che si estende tra l’Umbria e le Marche, queste strane formazioni rocciose si sono formate a causa di milioni di anni di erosione. Il risultato di questo processo naturale di erosione dello strato calcareo ha fatto si che  la roccia argillosa sottostante ricca di ossido di ferro venisse esposta rendendo evidente così  la tonalità rossa. Lame Rosse deriva dal verbo lamare che nel dialetto locale vorrebbe dire franare. 

Solo per vedere questi pilastri marziani sarebbe una ragione sufficiente per il viaggio, ma c’è di più. Il sentiero delle Lame Rosse è di circa 3,5 km ed inizia dalla diga del Lago di Fiastra. Non è affatto un percorso difficile con solo 200 metri di dislivello. Puoi prenotare una visita guidata o scegliere di farlo da solo.

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Le Gole del Fiastrone quando aperte* sono spettacolari con un sentiero che da quello delle Lame Rosse devia per seguire il fiume Fiastrone. C’è anche il valore aggiunto delle Grotte dei Frati dove i monaci benedettini locali venivano a pregare in silenzio già nel X secolo. Le grotte appartate fungevano anche da perfetto nascondiglio dalle truppe naziste durante la seconda guerra mondiale.

*Nota che l’apertura del canyon varia di anno in anno e dovrai verificare con l’autorità del parco prima di iniziare la tua escursione.

Lago di Fiastra 

Il Lago di Fiastra è un bacino artificiale che è stato arginato a metà degli anni ’50 per generare energia elettrica dal fiume Fiastrone. Questo lago è sorprendentemente pulito e completamente sicuro per il nuoto e la pesca. C’è anche una piccola spiaggia e molti sentieri intorno al lago per escursioni a piedi o in bicicletta.

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Liverottis, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

San Lorenzo al Lago

La piccola, ma moderna cittadina di San Lorenzo al Lago è stata costruita intorno alla chiesa di San Lorenzo del XII secolo che conserva magnifici affreschi. Qui troverai ristoranti, alcune sistemazioni alberghiere e strutture per il campeggio. Se hai intenzione di pernottare, questa è probabilmente la soluzione migliore.

 

 

 

Il Duomo di Siena è la riapertura dei suoi pavimenti

Come dice il proverbio, “Quando l’opportunità bussa …” e quest’estate, i visitatori avranno la straordinaria opportunità di vedere i pavimenti a mosaico del Duomo di Siena. Se stai pensando che questo non è un granchè, ripensaci. Lo stesso Giorgio Vasari li ha definiti “i più belli, i più grandi e magnifici mai realizzati”.

I pavimenti

Una volta che li hai visti con i tuoi occhi, sarai sicuramente d’accordo con lui. Un processo molto complesso di intarsi a mosaico e una tecnica nota come graffito furono usati nel Duomo per un periodo di cinque secoli. Il processo di graffito prevedeva la cesellatura o l’incisione dei disegni nelle lastre di marmo e poi il loro riempimento con stucco nero che è stato quindi completato posizionando l’intarsio di marmo colorato. Ci sono 56 pannelli unici ed estremamente dettagliati completati da oltre 40 artisti. Sorprendentemente, erano tutti di Siena tranne uno: Bernardino di Betto o “Pinturicchio”.

Ora, se non sei ancora convinto, sappi solo che i pavimenti sono così preziosi e delicati da essere coperti per buona parte dell’anno e aperti ai visitatori solo in determinati periodi. Inoltre, tieni presente che i pavimenti sono solo una parte dell’esperienza.

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©facebook.com/duomosiena/

Il Complesso del Duomo

L’intera Cattedrale è una meraviglia di ciò che l’uomo può realizzare. Questo è un enorme complesso in cui potresti facilmente passare l’intera giornata. Comprende la Cattedrale, la Libreria Piccolomini, la Porta del cielo, il Battistero, la Cripta, il Museo dell’Opera, il Facciatone, l’oratorio di San Bernardino e i giardini Costone. Ecco un riassunto molto conciso di ciascuno.

La Cattedrale

La Cattedrale di Santa Maria Assunta o il Duomo, è considerato uno dei più grandi capolavori gotici e romanici di tutti i tempi. Grandi come Nicola Pisano, Donatello, Michelangelo e Bernini scolpirono le statue che vediamo oggi. Gli affreschi, le vetrate e il coro sono tra i più impressionanti al mondo.

La Libreria Piccolomini 

Il Cardinale Piccolomini commissionò la costruzione della libreria nel 1492 accanto alla Cattedrale per conservare la straordinaria collezione di manoscritti e libri di suo zio (Papa Pio II). Pinturicchio realizzò gli affreschi però presta molta attenzione alla scena della canonizzazione di Santa Caterina diSiena perché una delle figure maschili è presumibilmente proprio Raffaello che si dice ebbe dipinto gli affreschi con Pinturicchio.

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©facebook.com/duomosiena/

La Porta del Cielo

La Porta del Cielo è il tetto della Cattedrale. Un’altra rara opportunità di accedere al livello superiore della Cattedrale che è stata chiusa al pubblico per secoli. I visitatori possono camminare sopra la navata e avere accesso a viste panoramiche sia all’interno che all’esterno della Cattedrale. Nota bene che il biglietto unico chiamato Porta del Cielo ti darà accesso all’intero complesso incluso il tour della Porta del Cielo.

Museo dell’Opera

Molte delle grandi Cattedrali oggi hanno spostato i loro capolavori più preziosi in un museo a parte e Siena non fa eccezione. Tre piani e numerose sale daranno ai visitatori la possibilità di vedere alcuni dei più grandi capolavori mai creati da vicino e, soprattutto, saranno conservati per sempre.

La Cripta

L’area conosciuta come la Cripta è assolutamente da vedere perché è stata scoperta solo nel 1999! Dopo essere stata nascosta per secoli, gli operai l’hanno scoperta durante un lavoro di espansione. Puoi immaginare la loro emozione quando hanno trovato un ciclo di affreschi del XII secolo?

Il Battistero

Come il Battistero del Duomo di Firenze, quello di Siena è un capolavoro del primo Rinascimento. Anche qui grandi personaggi come Lorenzo di Pietro, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Donatello hanno lasciato il loro segno indelebile. Il Fonte Battesimale è il punto focale assoluto.

Ultimo ma non meno importante, lasciati il tempo necessario per l’Oratorio di San Bernardino che ospita una vasta collezione di dipinti senesi dal XIII secolo in poi.

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Gli orari di riapertura del 2022

Il programma di riapertura è un po’ complicato, quindi ti consigliamo di consultare il sito Web ufficiale e acquistare i biglietti in anticipo prima della visita. Dal 26 giugno al 31 luglio e di nuovo dal 18 agosto fino al 18 ottobre sarà possibile visitare i pavimenti scoperti anche con una guida esperta. 

 

Siena Opera della Metropolitana sito ufficiale

Visitare Castellabate nel Cilento

Castellabate si trova sul tratto della costa tirrenica noto come il Cilento. Meno conosciuto dai turisti rispetto alla più pubblicizzata Costiera Amalfitana, questa zona va da Capaccio-Paestum a Sapri ed è altrettanto bella.

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Cosa vedere a Castellabate

Castellabate significa letteralmente “castello dell’abate” e si riferisce a San Costabile Gentilcore che divenne abate e iniziò la costruzione del Castello dell’Angelo nell’anno 1123. Oggi è possibile visitare il Castello che si trova nel cuore del centro storico. Si dice che ci furono passaggi segreti sottomarini per la fuga durante le incursioni saracene.

Vicino al Castello, non vorrai perderti il ​​famoso Belvedere San Costabile per una vista mozzafiato sulla costa. Nelle giornate limpide, puoi vedere la Costiera Amalfitana e l’isola di Capri. Si consiglia di andare al tramonto oppure, se è possibile, andare in due momenti diversi durante il giorno!

Poiché il centro storico si trova su una collina (altezza 289 metri), i suoi vicoli e le viuzze sono minuscole e ripide. Il meglio è di trascorrere un po’ di tempo perdendosi a fare shopping e ad assaporare i deliziosi aromi mentre ti imbatti in piccole piazzette.

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©facebook.com/castellabatelive24/

La chiesa di Santa Maria di Giulia risale al XII secolo e vale la pena visitare i suoi splendidi pavimenti in maiolica. Anche la Cappella del Rosario risalente al XV secolo è sbalorditiva e vale la pena visitarla se è aperta.

Santa Maria di Castellabate

Ricorda che Castellabate ha diverse frazioni che la circondano e devono far parte della tua visita. Uno di questi è Santa Maria di Castellabate. Spesso quando vedi le foto di Castellabate, in realtà sono i famosi portici di Santa Maria di Castellabate. Conosciuto come Porto delle Gatte, i portici furono costruiti nel XII secolo per i pescatori. Ora, le aperture illuminate degli archi (che ricordano gli occhi di gatto) non sono solo un punto di riferimento della zona, ma ospitano anche molti negozi, bar e ristoranti.

Il Santuario di Santa Maria a Mare è una semplice chiesa dedicata alla Vergine Maria e celebrata ogni 15 agosto con una processione e una festa. L’attuale edificio risale al 19 ° secolo, ma i documenti mostrano che sicuramente ci fu un edificio già nel 11 ° secolo.

San Marco

Un’altra frazione di Castellabate è la città costiera di San Marco. San Marco era in realtà la città romana di Erculia. La sua Spiaggia della Grotta ha una grotta naturale dove sono stati scoperti reperti paleolitici, nonché una città e necropoli romane sottomarine.

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Le spiagge

Ed ora giunto al motivo per cui la maggior parte delle persone visitano durante i mesi estivi, le spiagge. Tutta la costa del Cilento è nota per le sue spiagge di Bandiera Blu e Castellabate non fa eccezione. Ecco quelle che vorrai visitare durante il tuo soggiorno: Spiaggia del Pozzillo, Marina Piccola, Zona Lago di Castellabate, Spiaggia Grotta di San Marco e Punta Licosa, la più selvaggia di tutte.

copyright foto: Paul Barker Hemings (foto 1); facebook.com/castellabatelive24/ (foto 2)

Lavanda in Fiore a Castellina Marittima: l’Evento da non perdere

Se hai letto il nostro articolo precedente sulla fioritura della lavanda in provincia di Pisa allora saprai di già che si tratta del periodo tra metà giugno e la fine di luglio (per lo meno, il picco). Un’azienda agricola ha organizzato un calendario di eventi all’insegna dell’arte, la musica, la natura, e soprattutto, la lavanda! Scopriamo Lavanda in Fiore!

L’evento Lavanda in Fiore è stato ideato da Terre di Creta che dal 2009 oltre che alla lavanda coltiva vite, olivo, cereali di varietà antiche e legumi. E’ una piccola azienda familiare che rigorosamente usa i metodi biologici e biodinamici.

Ogni weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 12 giugno fino al 24 luglio 2022 offre un’esperienza da vivere in compagnia e in mezzo alla natura. 

Se sei mattiniero, magari il bike tour tra le colline pisane e i campi di lavanda fa per te! Oppure una degustazioni dei vini, oli, e altri prodotti a km 0 al suono di un concerto al vivo con il profumo dei fiori che ti circonda. 

In alcuni giorni saranno presenti anche gli esperti olistici con le sessioni di massaggio (shiatsu), yoga, e somatic coaching per citarne alcune. 

Per il programma di Lavanda in Fiore, info e prenotazioni visitare il sito ufficiale di Terre di Creta e la loro pagina Facebook.

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Lo splendido borgo di Rotondella nella Basilicata

Nel profondo della penisola nella Basilicata si trova il borgo collinare di Rotondella. Chiamata così per la sua posizione unica che si affaccia sul Mar Ionio, la Rotunda Maris è anche chiamata “Il Balcone dello Ionio”. Questa è una tappa imperdibile se stai trascorrendo qualche giorno nella zona di Matera o lungo la costa ionica. Scopriamo cosa aspettarci quando la visiti.

La sua storia in breve

Rotondella è menzionata per la prima volta nel XIII secolo, ma sicuramente fu abitata già nel Neolitico e certamente fu influenzata dall’espansione della Magna Grecia nella penisola italiana. Al XVI secolo è databile l’insediamento circolare che sembra spiraleggiare sulla sommità del colle (in realtà, Rotondella è praticamente montuosa a quasi 600 metri).

Il centro storico

Nel centro storico la maggior parte di ciò che vedrai risale al XVII e XVIII secolo. Uno dei luoghi più caratteristici di tutto il borgo sono gli archi in pietra detti Lamie di Bitonte dal nome della famiglia Bitonte che regnò nel XVII secolo. Da qui puoi anche godere di una vista panoramica a 360°!

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A proposito di panorami incredibili, non perdetevi il belvedere con vista sul Mar Ionio e sul Golfo di Taranto che si estende dalla Puglia alla Calabria. Da questa prospettiva è veramente “Il Balcone dello Ionio”.

Ci sono diversi palazzi reali che vanno dal XVI al XIX secolo con il più antico di essi il Palazzo Rondinelli. Costruito dalla famiglia Agnesi, Palazzo Rondinelli conserva ancora intatta la sua torre di avvistamento (conosciuta come la Torre del Carcere) risalente all’anno 1518. Per panorami ancora più mozzafiato da un punto di osservazione più alto, mi raccomando, sali fino in cima alla torre. Non te ne pentirai!

Tra le chiese ricordiamo la Chiesa Madre o la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificata alla fine del 1500 con molte aggiunte nel corso dei secoli. La Chiesa di Sant’Antonio fu l’ultimo convento dedicato al santo in tutta la regione e risale all’anno 1650.

Il fascino di Rotondella

Ma oltre a tutti questi edifici storici, per la maggior parte dei turisti, la parte migliore di Rotondella sarà semplicemente passeggiare senza meta tra i suoi vicoli stretti, le scalette e gli affascinanti archi. È uno dei borghi più autentici di tutta Italia e vorrai concederti del tempo per apprezzarlo a fondo parlando con i suoi orgogliosi residenti, assaggiandone i piatti e il vino, e se sei fortunato, partecipando alle sue feste.

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Cosa assaggiare

Ci sono tre piatti in particolare che si possono trovare solo in questa zona, quindi devi per forza provarli mentre sei qui. Due di questi sono primi piatti: Pastizze (una sorta di calzone ripieno di carne, uova e formaggio) e Frizzùli ca’ middiche (pasta fatta in casa condita con pangrattato fritto o ragù di carne). Per soddisfare i più golosi, prova il Sospiro, una sfoglia a forma di spirale che riprende la forma di Rotondella stessa. Le albicocche crescono particolarmente bene in questa zona, quindi noterai che molte ricette le includono.

Nei dintorni

Se viaggi in auto, sarai molto vicino ad altre fantastiche attrazioni naturali come le Gole di Candela, ai piedi del Monte Coppolo. Attraverso guide esperte come Basilicata Adventure possono essere organizzate escursioni di trekking, passeggiate a cavallo e persino rafting a un prezzo molto ragionevole. Si pensa che lo stesso monte Coppolo sia il luogo dell’antica città di Lagaria, fondata da Epeio che costruì il cavallo di Troia.

Le feste da non perdere

Tra le feste più amate a Rotondella ricordiamo la festa di Sant’Antonio (patrono) il 13 giugno; la sagra dell’albicocca a fine giugno e inizio luglio; e la festa estiva di Rotondella da fine luglio fino alla prima metà di agosto. Nella stagione invernale, da non perdere la singolare festa dei falò dedicata a Sant’Antonio d’Abate (17 gennaio).

Leggere ancora su cosa vedere in provincia di Matera: Il Sasso Caveoso e Barisano a Matera; Policoro e Nova Siri

Se stai cercando alloggio in zona, consigliamo

l’Agriturismo Terrazzo sul Sinni a Rotondella

 

copyright foto Lamie di Bitonte: Anna Nicoletta Menzella, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Visitare Bolgheri sulla Costa degli Etruschi: Oltre il buon vino

Proprio quando pensi di aver scoperto (o almeno letto) di tutti i borghi più belli della Toscana, scopri che ce n’è sempre un altro sull’orizzonte. Perchè da queste parti, la bellezza sembra infinita. Bolgheri si trova a breve distanza dalla costa, ha dei vini straordinari e la via per arrivarci ti porterà su una delle strade più belle del mondo. Non è un’esagerazione; il Viale dei Cipressi di Bolgheri continua a classificarsi tra le prime cinque strade più panoramiche del pianeta.

Sulla Costa degli Etruschi

Situata a meno di 10 km nell’entroterra della famosa costa degli Etruschi tra Bibbona e Castagneto Carducci, Bolgheri rende facile una gita di mezza giornata da qualsiasi parte della provincia di Pisa. Il parcheggio è complicato, quindi è meglio parcheggiare fuori dalle mura del borgo se riesci a trovare un posto. Esistono vari tour privati che comprendono il trasporto se preferisci. Oppure, molti scelgono di pedalare e godersi con calma il paesaggio lungo il viale.

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Il Viale dei Cipressi

Quindi, tornando al discorso del paesaggio…arrivare a Borgheri è metà del divertimento. Il tratto di quasi 5 km sembra uscito direttamente dalla scena di un film. Il Viale dei Cipressi è una bellissima strada rettilinea fiancheggiata da oltre 2.500 cipressi secolari. È così mozzafiato che ha persino ispirato il poeta Giosuè Carducci a scrivere la sua famosa poesia intitolata “Davanti a San Guido” (dal nome della cappella esagonale di San Guido che si trova all’inizio del viale). Carducci è stato il primo autore italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1906.

Se sei appassionato della fotografia, allora il momento giusto per percorrere il viale è prima del tramonto o anche subito dopo l’alba, che è considerata “l’ora d’oro” per catturare gli scatti migliori.

I vini di Bolgheri

Noterai i vigneti su entrambi i lati e le varie cantine che hanno reso Bolgheri così famosa. Non solo Bolgheri è la zona d’origine dei cosiddetti vini “Supertuscan”, ma vanta anche di ben tre vini protetti sotto l’etichetta DOC: Bolgheri Rosso DOC, Bolgheri Superiore DOC e Bolgheri Sassicaia DOC. A Guidaberto della Gherardesca è attribuito il maggior contributo alla viticoltura di Bolgheri ed è proprio lui che all’inizio del 1800 ideò il viale dei cipressi.

Naturalmente, molte delle cantine sono aperte per degustazioni e visite guidate e dal 2021 la prima edizione di Bolgheri Divino si è tenuta all’inizio di settembre. Una tavola stravagante è stata apparecchiata sul viale stesso che si estendeva per un intero chilometro dove veniva servito un autentico menu toscano insieme a oltre 3.500 bicchieri di vini Bolgheri DOC. Durante l’anno l’associazione pro loco organizza numerosi eventi, soprattutto nei mesi estivi.

Dentro le mura

La famiglia Della Gherardesca ha una lunga storia con Bolgheri e ancora oggi il suo stemma adorna il castello all’ingresso del borgo. Originariamente risalente al XIII secolo, la torre fu ricostruita alla fine del 1800 e perciò è in ottimo stato. Altri monumenti all’interno del borgo sono la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo e quella di Sant’Antonio.

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Per un centro così piccolo, rimarrai piacevolmente sorpreso da quanti ristoranti ci sono! Se sei un fanatico dei souvenir autentici fatti a mano, allora troverai sicuramente un pezzo unico in una delle tante botteghe artigiane di Bolgheri. Uno dei più impressionanti è quello del maestro scultore di terracotta Gabriele Fantozzi che dal 1991 crea paesaggi toscani tridimensionali e ritratti dall’aspetto realistico.

Per saperne di più su Bolgheri, i suoi vini, la sua storia, e gli eventi, visitare il sito ufficiale del Consorzio di Bolgheri

 

Riserva Naturale del Berignone: Masso delle fanciulle e Masso degli specchi

La Toscana si sa è una terra magica, ricca di delizie per gli occhi e per la gola. Nella zona di Volterra, esattamente fra Saline di Volterra e Pomarance esiste una bellissima riserva naturale, detta del Berignone che nasconde un paesaggio idilliaco e selvaggio.

Qui il fiume Cecina offre infatti una vera e propria piscina naturale con tanto di piccole cascate alte un paio di metri…un paradiso immerso nel verde della vegetazione e dei grandi massi.

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Il nome “Masso delle Fanciulle” deriva da un’antica leggenda: tre ragazze, preda delle eccessive morbose attenzioni di un signorotto locale cercarono rifugio proprio fra questi alberi e quando videro il masso pensarono di buttarsi in acqua per salvarsi, mentre purtroppo morirono annegate.

Una versione più felice vuole invece che questo sia semplicemente il luogo in cui le giovani donne facevano il bagno al riparo da occhi indiscreti.

Se avete voglia di immergervi ancora di più nella natura e non vi spaventano i fuoripista potete proseguire a piedi, o per meglio dire a nuoto risalendo il fiume: dove infatti si interrompe il sentiero è possibile proseguire in acqua fino al Masso degli Specchi, così chiamato perché con il sole splendente l’acqua si riflette sulle rocce rendendole quasi degli specchi.

Conosciuta solo dai locali, ma piuttosto piena nei fine settimana estivi, la Riserva e i suoi massi sono un itinerario insolito ma molto affascinante.

Indicazioni di percorso

Scendendo da Volterra verso il mare, in direzione Cecina, si arriverà a Saline di Volterra dove dovrete girare per Pomarance. Ad un certo punto, dopo il ponte sul fiume Cecina troverete sulla sinistra un’indicazione per “Masso delle Fanciulle”. Ad un certo punto la strada diventa sterrata e potreste trovare un fiume da guadare (in base alla stagione e alle piogge). Se l’acqua fosse troppo alta potrete lasciare l’auto e proseguire a piedi, altrimenti troverete più avanti un altro parcheggio. Lasciata l’auto, vi immergerete in un bosco che vi condurrà sulle sponde del fiume.

Copyright foto articolo: fotoincammino.it

La lavanda in Toscana: la piccola Provenza Pisana

Quando pensi alla Toscana pensi a lussureggianti colline verdi e strade alberate di cipressi e, naturalmente, campi di girasoli; girasoli a perdita d’occhio in alcuni casi. Se non sei stato in Toscana, vorrei poterti dire che tutto questo è solo un mito, solo una trovata pubblicitaria per attirarti, ma in realtà è tutto vero. Quello che non sapevo era che alcune zone della Toscana sono anche conosciute per i loro campi di lavanda. Uno dei miei sogni è sempre stato quello di guidare attraverso la Provenza all’inizio dell’estate per ammirare questo fenomeno della natura, ma ora so che il mio viaggio può aspettare perché proprio qui nella provincia di Pisa si trova la piccola Provenza.

Lavandula angustifolia

La lavanda (Lavandula angustifolia) ha una moltitudine di usi. I Romani ed i Greci la usavano per fare un’infusione con l’acqua che veniva usata per lavarsi ed è stata ampiamente usata nel corso della storia per scopi medicinali grazie alle sue proprietà anti-ansia (in particolare olio di lavanda).

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Già nel 1600, veniva usata in cucina e si dice che la regina Elisabetta I usava marmellata di lavanda. Le possibilità sono infinite poiché ogni parte della pianta può essere utilizzata sia in piatti salati che dolci. È interessante notare che non esiste alcuna documentazione sul suo utilizzo nella Francia meridionale prima del 20 ° secolo e la miscela di spezie ormai famosa in tutto il mondo conosciuta come herbes de Provence è stata inventata negli anni ’70.

Mi considero un “appassionata di lavanda” e personalmente adoro l’aroma in tutto, dai saponi, creme, oli, i sacchettini per i cassetti e persino il gelato! Quindi, di recente, quando ho sentito che a meno di un’ora di distanza c’era la possibilità di vedere campi estesi di questa bellissima erba viola, sapevo che dovevo andare a vederli con i miei occhi.

“La Provenza in Toscana”

E così abbiamo fatto. Sulle strade tortuose tra Orciano Pisano e Pieve di Santa Luce si trova la “Provenza toscana”.

La strada è orrenda. Piena di buche e pezzi sciolti di asfalto. Ma mentre guardo ciò che mi circonda e mentre lo accolgo, mi rendo conto, ancora una volta, che la condizione della strada non conta davvero nulla. Ogni curva, svolta e piega, svela un altro pezzo della trapunta patchwork con i suoi colori, trame e caratteristiche uniche. Poi un contadino saluta con la mano e sorride calorosamente. Questo è tutto ciò che conta. Questa è l’Italia.

Non voglio essere fuorviante e affermare che ci sono campi di lavanda a perdita d’occhio, ma ce n’erano abbastanza per soddisfare il mio desiderio. 

Per un paio d’ore, ci siamo persi in questo paradiso isolato lontani, lontani dalle varie problematiche quotidiane. Le balle di fieno rotonde avvolte così strette sembravano scoppiare e sembravano essere in posa con orgoglio a guardia di ogni singolo campo arato. Gli unici suoni erano i pistoni martellanti in lontananza dei trattori che lavoravano la terra ed il ronzio laborioso delle api.

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Di sicuro non sono la sola ad apprezzare e avere un’affinità con questa pianta perché c’erano molte altre macchine ferme lungo la strada che scattavano foto o semplicemente godersi il panorama e l’aroma nell’aria. Uno dei campi aveva una carinissima panchina dipinta di viola- o meglio lavanda- perfettamente posizionata per gli spettatori per sedersi e ammirare il paesaggio.

Fa poca differenza se ti trovi davanti alla Gioconda o semplicemente alla bellezza naturale di un campo, gli italiani capiscono la bellezza davvero. Ecco, ancora una volta, questo pensiero è stato nuovamente confermato.

 

Articolo di Marie Contino

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Punto strategico nella bellissima Valdera per raggiungere in breve tempo sia il mare che le città d’arte. L’Agriturismo in perfetto stile toscano si trova in mezzo al verde e vicino a Casciana Terme e Chianni.

Partendo dalla nostra struttura potrai visitare…

a 15km 

Casciana Terme
a 29km  Volterra
a 41km  San Gimignano
 a 53km  Pisa
 a 55km  Costa degli Etruschi
 a 85km  Florence
 a 81km  Siena

 

 

 

 

 

Scoprire la città di Leopardi, Recanati

Recanati è una città murata medioevale nelle Marche, formatasi nel XII secolo dall’unione di tre castelli. Il risultato è una città collinare più lunga del solito, che fa un’impressione sorprendente quando ci si avvicina in auto.

Chi era Giacomo Leopardi?

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Recanati è famosa per Giacomo Leopardi: celebre poeta, filosofo e filologo (lo studio delle lingue). Le sue parole sono ovunque si guardi nel centro della città: dai monumenti su pietra con iscrizioni alle decorazioni minime kitsch. Recanati è soprannominata la “città della poesia” e questa dedica si trova anche sui segnali stradali.

Leopardi era un uomo affascinante. Aveva una memoria fotografica, che gli permetteva di imparare un libro ogni ora e in questo modo consumò la vasta libreria del padre. Durante la sua vita imparò otto lingue, acquisendo da solo il greco e l’ebraico da una Bibbia poliglotta all’età di 14 anni. Sfortunatamente, il suo studio autopunitivo peggiorò il suo già cattivo stato di salute. Oggi tra i giovani di tutta Italia scherzano: “se studi troppo ti ritroverai gobbo e cieco come Leopardi”.

Piazza Leopardi

Recanati, come tutte le città italiane, ha una bellissima piazza principale. In quella di Recanati troverai il Municipio, la Torre Civica e una statua del poeta posizionata al centro.

Ci sono due bar dai quali è possibile ammirare i palazzi circostanti e osservare la gente. Il Café De La Paix è perfetto per un cappuccino a metà mattinata o un aperitivo in prima serata. In estate, ci sono posti a sedere all’aperto e musica dal vivo nei fine settimana.

In inverno, è un rifugio accogliente: amichevole e pieno fino all’orlo. Prova un caldo punch all’arancia, un liquore alla frutta servito caldo. La piazza ha una fantastica gelateria in cui troverai il gusto Yogurt delle Alpi (yogurt al miele con i pastacchi). Solo per assaggiarlo, vale la pena una visita a Recanati!

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Villa Colloredo

Recanati ha un parco alle due estremità, entrambi meritano una passeggiata. Il parco di Villa Colloredo custodisce delizie come un giardino delle farfalle, un roseto e un’area per le tartarughe. Forse non ti sei mai reso conto che osservare le tartarughe che masticano le foglie di lattuga è molto rilassante. All’interno del Parco di Villa Colloredo è situato un pub, l’Old Garden. I proprietari sono gli stessi dell’ Old Way (Skasa), un pub irlandese nel centro. Entrambi hanno una buona selezione di birre artigianali importate.

Colle dell’Infinito

Il Parco del Pincio è il luogo in cui troverai il Colle dell’Infinito, il luogo preferito di Leopardi a cui fa riferimento nei suoi scritti. Gode ​​di un’eccezionale vista panoramica sulla campagna e sulle montagne dell’Appennino. È un piccolo parco con ampi viali di alberi ombrosi.

Casa Leopardi

Il Parco è vicino sia alla tomba di Leopardi (o parte della sua tomba) che alla sua vecchia casa, Casa Leopardi, che comprende la biblioteca di famiglia. Dalle finestre di casa si può affacciarsi sulla piazza come faceva Leopardi alla casa del cocchiere. Qui vide la figlia del cocchiere, di cui Leopardi scrisse una delle sue poesie più famose “A Silvia“.

Per raggiungere Recanati con i mezzi pubblici ci sono autobus da Porto Recanati, Macerata e Ancona. C’è un autobus diretto dagli aeroporti e dalla stazione ferroviaria di Roma, che parte una volta al giorno e impiega 4 ore.

Altro da vedere in zona

Se visiti Recanati, ci sono tantissimi luoghi interessanti nelle vicinanze. Il vicino borgo di Loreto con una magnifica cattedrale, nota per il suo santuario. Osimo invece possiede un labirinto di grotte e cunicoli. Ci sono un sacco di bellissimi borghi collinari in cui passeggiare, tra cui Montelupone, Montecassiano e Castelfidardo: la capitale internazionale dei produttori di fisarmoniche.

Puoi raggiungere la spiaggia di Porto Recanati in 20 minuti in autobus o in auto, oppure un viaggio leggermente più lungo ti porterà alle spiagge intorno al Monte Conero, che sono meravigliose. Sono molto più selvagge, con una vista impressionante del Monte Conero mentre immergi i piedi nell’acqua limpida. La vicina Sirolo è una tappa perfetta per un gelato o un aperitivo dopo una giornata di mare.

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Articolo e foto di: Ella Beeson

Alla scoperta dei girasoli nelle Marche

La campagna marchigiana è nota per i suoi dolci terreni agricoli punteggiati da paesini collinari che, per alcune settimane a luglio, si accendono di gialli campi di girasoli.

Molti dei borghi di questa splendida regione sono stati insigniti del titolo de “I Borghi Piu Belli d’Italia”, 23 appunto. Uno di questi è Cingoli, conosciuto come “Il balcone delle Marche”. Nelle giornate limpide, la maggior parte dei borghi offre panorami mozzafiato, con la costa adriatica a est e gli Appennini a ovest.

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Il modo migliore per vedere le Marche e i suoi girasoli è in auto. Oppure noleggia una bicicletta e scegli una pista ciclabile che percorre le strade di campagna. Questo sito Web è ottimo per trovare piste ciclabili in tutto il mondo.

Qualunque sia il tuo mezzo di trasporto, noterai le colline coltivate d’ulivi e viti, che donano un olio eccellente e dei vini superbi. Ma nessuno di questi è paragonabile alla straordinaria esposizione della stagione dei girasoli.

I girasoli sono al loro apice solo per poche settimane, che è ciò che lo rende un tale piacere. In generale, la stagione va da metà giugno fino all’inizio di agosto. Tuttavia, se stai cercando i petali gialli perfetti, dovrai arrivare nel mezzo di questo arco temporale. L’inizio e la metà di luglio è probabilmente la soluzione migliore per i girasoli nelle Marche e nelle regioni limitrofe: la Toscana e l’Umbria. Ma tieni presente che i fiori sbocceranno prima più a sud ti trovi.

È un raccolto in rapida crescita che prospera al sole, da cui viene dato il nome in inglese sunflower che ha lo stesso significato che in italiano, cioè girare verso il sole. La stagione dei girasoli segna il passaggio dai rigogliosi prati primaverili alla calda estate, durante la quale il panorama è caratterizzato da sfumature di giallo e marrone.

Passando per la campagna, vedrai la gente del posto che si prende cura dei loro raccolti, dall’agricoltura su larga scala ai piccoli orti per la tavola della propria famiglia. Tutti i marchigiani sembrano avere il pollice verde.

Per coloro che non hanno lo spazio sufficiente per coltivare un orto, molti paesini hanno un mercato contadino disponibile in piazza. Se stai visitando la zona, questi mercati sono un modo meraviglioso per iniziare la giornata. All’inizio della stagione, magari un cesto di fragole profumatissime per fare merenda oppure in piena estate, una bella fetta di anguria. Per sapere quando e dove si svolgono i mercati locali, vale la pena chiedere al tuo hotel o B&B in quanto le informazioni non sono facili da trovare online.

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Il modo perfetto per vedere le Marche è scegliere alcuni bellissimi borghi collinari da visitare e fare sosta di una notte oppure semplicemente fermarti per qualche ora per un gelato o un caffè in piazza. Quindi, mentre guidi lungo le strade di campagna, puoi goderti il panorama della campagna e, se scegli il momento giusto, dei girasoli.

Articolo e foto di: Ella Beeson