Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

Nord Italia

Centro Italia

Sud Italia

 

I nostri itinerari

 

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Le nostre strutture

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Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Visitare le necropoli etrusche nel Lazio: Tuscania e Tarquinia

Nella provincia laziale di Viterbo e nel cuore dell’antica terra etrusca della Tuscia, si trovano due delle più importanti necropoli della civiltà: Tuscania e Tarquinia. Le due città distano solo 25 minuti fra di loro e fanno un’ottima gita di un giorno dal vicino Lago di Bolsena, Saturnia, Viterbo o dalla costa dell’Argentario. Andiamo!

Tuscania

Gli insediamenti etruschi qui scoperti (7 in tutto) risalgono addirittura al VII secolo a.C. Nel IV secolo a.C. Tuscania era un fiorente villaggio collegato a Tarquinia. Concentrate in un raggio di 10 km attorno all’attuale colle e chiesa di San Pietro, le necropoli e le tombe oggi scoperte includono quelle dell’Ara del Tufo, Casa Galeotti, Madonna dell’Olivo, Peschiera e Pian di Mola.

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©https://www.facebook.com/MuseoArcheologicoTuscania/

Appena fuori le mura della città vecchia, si trova il Museo Archeologico che ha sede nell’ex convento francescano e ora Chiesa di Santa Maria del Riposo. Una scoperta molto significativa furono le tombe delle famiglie Curunas e Vipinana che comprendono sarcofagi e arredamenti che ci danno un quadro accurato di com’era la vita dell’aristocrazia etrusca. In più, c’è una vasta collezione di reperti romani.

Il borgo stesso è incantevole e mentre sei qui, ti consigliamo di visitare la Basilica di San Pietro, originariamente risalente all’VIII secolo e la Chiesa di Santa Maria Maggiore anch’essa in stile romanico.

L’antica via etrusco / romana, Via Clodia, attraversa Tuscania e collegava Roma con l’Etruria. Oggi è molto frequentata per chi ama il trekking ed escursioni a cavallo.

Tarquinia

A soli 25 km a sud ovest di Tuscania si trova l’antica civiltà di Tarquinia. Il nome ufficiale del sito è la Necropoli dei Monterozzi ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 2007. Quando la visiti, non c’è da meravigliarsi del perché.

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By AlMare – Own work, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=657901

Qui furono scoperte 6.000 tombe con la più antica risalente al VII secolo a.C. È la più bella e completa esposizione di affreschi etruschi che rivelano indizi inestimabili sul mondo di questa misteriosa civiltà. I dipinti raffigurano rituali quotidiani tra cui caccia, musica, danza e cerimonie religiose. Uno dei più famosi e ben conservati è la splendida Tomba dei Leopardi risalente al 473 a.C.

Il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia situato a Palazzo Vitelleschi custodisce inestimabili reperti databili dal IX secolo a.C. fino all’età romana.

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Ulrich Mayring, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons

A pochi chilometri dalla necropoli e dal museo si trova un altro importantissimo sito etrusco che vale assolutamente la pena visitare. I resti del Tempio dell’Ara della Regina risalgono al IV secolo a.C. e nel suo splendore misura 44 metri per 25. Qui fu ritrovato uno dei più importanti reperti etruschi mai scoperti, oggi conservato nel museo di Tarquinia: i “Cavalli Alati di Tarquinia”.

Tiriamoci su con il tiramisù: il tipico dolce italiano

Quasi tutti sulla terra hanno assaggiato, o almeno hanno sentito parlare, di uno dei dessert più famosi e deliziosi di tutto il pianeta: l’unico, l’incomparabile tiramisù. Fuori dall’Italia, molte persone non sanno il significato del nome di questo dolce. Scopriamo le origini e la sua storia.

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Le origini

Le origini del tiramisù, come tante ricette, sono in qualche modo in discussione. Le due regioni che discutono i suoi inizi sono Friuli Venezia Giulia e Veneto. Secondo l’Accademia del Tiramisù, il dolce risale dalla città di Treviso già dalla metà del 700 o l’inizio del 800. È ampiamente riconosciuto che sia stato usato nei bordelli per energizzare sia i clienti che le maitresse. La combinazione di ingredienti, in particolare tuorli d’uovo e zucchero, veniva comunemente usata nella zona come una specie di elisir per persone fragili come bambini, donne in gravidanza e persino anziani. Apparve per la prima volta nel menu del Le Becchiere di Treviso alla fine degli anni ’60.

In una classe a parte

Come tutte le cose deliziose in Italia gli va dato un titolo e quindi è stato registrato come prodotto agroalimentare tradizionale. Come già accennato, vi è un’accademia ad essa dedicata e persino una Coppa del mondo di Tiramisù che si tiene ogni anno. Gli italiani sono tradizionalisti quando si tratta di cibo, ma c’è spazio per l’immaginazione nella categoria “Tiramisù creativo” in cui i vincitori degli anni passati hanno vinto con le loro versioni come al mojito e alla cannella e zenzero.

Versioni della ricetta classica

Non si può discutere sul fatto che la ricetta classica richieda cinque ingredienti di base: savoiardi, mascarpone, uova, caffè e cacao in polvere. I biscotti del savoiardo sono fondamentali perché hanno la consistenza giusta per assorbire il liquido senza trasformarsi in poltiglia e sono facili a posizionare a strati. La combinazione di uova (fresche e crude) e di mascarpone ricco e decadente fornisce una quantità enorme di calorie e proteine. Il cacao in polvere e l’espresso forniscono il tocco in più di caffeina e sapore.

Quindi prenditi l’ispirazione e inventati la tua versione speciale di questo classico dessert proprio perché tutti avremmo bisogno di qualcosa per tirarci su!

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L’Hotel La Fonte del Cerro Hotel a Saturnia

Saturnia è una cittadina nel cuore della Maremma Toscana. Resa famosa per le sue sorgenti termali e le splendide cascate, Saturnia è la meta perfetta per una vacanza rilassante pur avendo la libertà di visitare le mete vicine. L’Hotel La Fonte del Cerro è la tua casa lontano da casa durante il tuo soggiorno a Saturnia.

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L’Hotel La Fonte del Cerro 

Questo hotel era una volta un casale del XVIII secolo con più alloggi che usava a l’epoca. È stato recentemente ristrutturato per mantenere il suo autentico fascino toscano pur offrendo tutti i comfort moderni ai suoi ospiti.

la-fonte-del-cerro-saturniaTutte le camere e gli appartamenti sono arredati con autentici mobili antichi del XVIII secolo, inclusi letti in ferro battuto (alcuni sono a baldacchino), armadi, e lampade fatte a mano. Ogni camera è dotata di asciugacapelli, frigorifero e aria condizionata. Alcune vantano accoglienti caminetti o balconi con vista mozzafiato della campagna maremmana. Gli appartamenti dispongono di piccoli angoli cottura completamente forniti di elementi essenziali.

Una delle cose più apprezzabili del soggiorno a La Fonte del Cerro è che molte delle delizie servite al buffet della colazione sono in realtà di provenienza locale e coltivati ​​direttamente nella fattoria. Cereali, miele, olio d’oliva e vino sono solo alcune delle prelibatezze che potrai assaggiare.

Saturnia

L’hotel si trova a soli 5 minuti a piedi dalle famose terme di Saturnia. Indipendentemente dalla stagione, l’acqua rimane costante a 37,5 gradi C. Le proprietà terapeutiche di queste acque sulfuree sono note da almeno 3.000 anni. Arrivano persone da tutta l’Italia per curarsi o semplicemente per rilassarsi. Le Cascate del Mulino producono ben 800 litri d’acqua al secondo!

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A chi piace, c’è un bellissimo campo da golf a 18 buche, l’unico in Italia progettato dall’architetto californiano Ronald Fream, dove i golfisti possono godersi una partita tutto l’anno grazie al microclima unico di Saturnia creato dai vapori termali.

Le spa deluxe sono un’altra opzione per coloro che desiderano coccolarsi con i vari trattamenti disponibili. Anche le piste ciclabili, l’escursionismo e l’equitazione sono i passatempi preferiti quando si visita Saturnia.

Due dei “Borghi più belli d’Italia” si trovano a breve distanza dall’hotel: Pitigliano e Montemerano. Entrambi sono esattamente ciò che si immagina quando si pensa alla Toscana.

Nei dintorni

Le opzioni sono davvero infinite quando si soggiorna a La Fonte del Cerro perché in circa un’ora, in qualsiasi direzione, si possono raggiungere mete spettacolari.

Se ti dirigi verso il Mar Tirreno, puoi visitare uno dei parchi all’aperto più unici di tutta l’Italia: il famoso Giardino dei Tarocchi a Capalbio. In solo un’ora, arrivi alla famosa Costa dell’Argentario con destinazioni come Orbetello e Porto Ercole e persino l’Isola del Giglio.

Andando verso est vi porterà al Lago di Bolsena e alle famose città scavate nel tufo come Civita di Bagnoregio e Orvieto.

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Oppure andando verso nord, arriverai in uno dei paesaggi più famosi e fotografati del mondo…la Val d’Orcia con tutti i suoi borghi. 

Il Monte Amiata (1.738 mt), è una meta invernale ma è incantevole tutto l’anno con numerosi sentieri e paesaggi squisiti.

 

Montemerano: Uno dei borghi più belli della Maremma Toscana

Montemerano è uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Situato nella Maremma Toscana, Montemerano è a soli 10 minuti dalle famose sorgenti termali di Saturnia. Scopriamo insieme cosa vedere in questo pittoresco borgo toscano.

È difficile non innamorarsi di Montemerano; tutto è esattamente come immagini la Toscana. La sua posizione, arroccata in cima a una collina circondata da un mosaico di uliveti, grano e vigneti; i suoi vecchi muri e palazzi in pietra; i suoi vicoli stretti che come una ragnatela si estendono dalle piazze agli archi che segnano le porte del borgo; le sue osterie dove sorseggiare autentici vini toscani e degustare piatti fatti in casa. Se suona come il paradiso, hai ragione, lo è davvero.

Montemerano raggiunse la fama intorno all’anno 1000 quando gli Aldobrandeschi presero il controllo e costruirono il castello. Nel corso dei secoli successivi  la città cadde sotto dominio di Orvieto, Siena e poi dei Medici.

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Cosa vedere a Montemerano

Secondo noi, questo è il tipo di viaggio preferito perché mentre le città d’arte sono favolose, pensiamo che chiunque visiti la Toscana abbia bisogno di trascorrere un po’ di tempo in borghi come Montemerano per rilassarsi e immergersi veramente nella cultura. Tutto è concentrato nel minuscolo centro storico.

Porta Grossetana è la porta settentrionale che si apre al centro storico mentre Porta del Ponte è l’ingresso meridionale. Il paese è racchiuso da una “triplice cinta muraria” di varie epoche che racconta la storia di Montemerano. Le più antiche circondano il castello nel punto più alto del paese; la seconda e la terza sono datate tra il XIII e il XVI secolo.

Se ami scattare lo scatto perfetto, questo posto è per te! A parte le pittoresche strade acciottolate e balconi ad ogni svolta, le viste panoramiche fino al Monte Amiata, la costa dell’Argentario e persino l’Isola del Giglio ti lasceranno senza fiato!

La semplice chiesa romanica di San Giorgio risale al XIV secolo. Ci sono numerose opere d’arte inestimabili all’interno delle sue mure risalenti al XIV al XVII secolo, ma di gran lunga la più famosa è la Madonna della Gattaiola che fondamentalmente il dipinto ha un buco. Si pensa che il suo scopo fosse quello di far passare i gatti attraverso il muro per mantenere la chiesa libera dai topi.

Altre due piazze completano il centro storico: Piazza del Forno e Piazza Campanile che racchiude l’antico campanile e l’antica Chiesa di San Lorenzo trasformata in teatro.

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La cucina tipica

Prima di lasciare Montemerano, devi gustare alcuni piatti tipici in una delle vecchie trattorie. Montemerano è famosa per i suoi tortelli ripieni di ricotta ed erbette e conditi con il ragù. Un altro piatto da provare è l’acquacotta, una gustosa zuppa condita con un uovo in camicia. Durante le varie sagre, sia la trippa che il lampredotto sono da provare. In fine, prenditi una bottiglia di olio d’oliva degli uliveti locali molto rinomato in tutta la Maremma.

 

Visitare Bolsena e il suo bellissimo lago

Nel cuore dell’antica regione etrusca conosciuta come la Tuscia e vicino al confine con la Toscana, si trova il bellissimo lago e la città di Bolsena. Questa città medievale offre una perfetta vacanza con il suo caratteristico centro storico e il bellissimo lago. Si trova nelle vicinanze di altre principali attrazioni turistiche. Scopriamo cosa vedere a Bolsena!

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La sua storia

Bolsena è un paese di circa 4.000 abitanti con un bellissimo centro storico medievale, un castello e, ovviamente, un lago spettacolare.

Il lago di Bolsena si formò circa 300.000 anni fa quando la vicina catena dei Monti Volsini eruttò creando questo enorme cratere.

In epoca etrusca questa zona si chiamava Velzna (l’attuale Orvieto) ed era una delle 12 città etrusche che componevano i dodecapoli. Dopo la conquista dei Romani, la ribattezzarono Volsinii e la trasferirono nell’odierna Bolsena. Era posizionata lungo l’antica Via Cassia romana che, secoli dopo, si rivelò più un ostacolo perché rendeva la città vulnerabile a frequenti incursioni.

Dopo l’invasione longobarda, Bolsena conobbe una rinascita anche perché l’antica Via Cassia divenne la via Francigena, strada principale per Roma e per la Terra Santa.

Collegiata di Santa Cristina

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Le impronte di Santa Cristina

Situata fuori dal centro storico, nella parte bassa della città, si trova la Collegiata di S. Cristina. Eretta nell’XI secolo in vero stile romanico, fu successivamente ristrutturata con l’attuale facciata rinascimentale. Alcune delle colonne all’interno risalgono all’epoca romana.

Questa chiesa è vicina al cuore dei bolsenesi perché Cristina è la Santa patrona del paese. Nell’anno 292 d.C., questa figlia di un funzionario romano si convertì al cristianesimo contro la volontà del padre. Fu torturata e gettata nel lago di Bolsena con un peso legato al collo ma miracolosamente la roccia galleggiò portandola in superficie salvando la ragazza e facendo diventare credenti gli spettatori e gli scettici. Ogni anno, il 23 e 24 luglio, la città celebra la sua festa con una rievocazione storica e un festival.

La cappella a lei dedicata è adornata con dei bellissimi affreschi. La grotta di Santa Cristina custodisce una lastra di basalto contenente le impronte della Santa mentre discendeva verso il lago quel famoso giorno. Anche i suoi resti sono conservati qui.

Un altro miracolo avvenne alla Collegiata nel 1263, il Corpus Domini. Il marmo macchiato dell’ostia sanguinante è conservato nella Cappella dei Miracoli.

La Rocca Monaldeschi 

Il centro storico è una combinazione di architettura medievale e rinascimentale con la sua dominante e magnifica Rocca Monaldeschi. Questo castello quadrato con quattro torri fu eretto tra il XIII e il XIV secolo dagli Orvietani. Oggi, la Rocca ospita un museo che comprende reperti risalenti all’epoca etrusca e romana oltre ai pezzi più recenti. La vista panoramica dall’alto è spettacolare!

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Poco prima di entrare nelle mura del centro storico, fermatevi all’ex Chiesa di San Francesco che risale al XIII secolo. Ora è stata trasformata in un teatro che può ospitare fino a 300 persone. La facciata è gotica e all’interno della pianta a navata unica, sono ancora visibili bellissimi affreschi.

Il Lago di Bolsena

Dal centro, puoi scendere nella parte più nuova di Bolsena e percorrere le bellissime vie fiancheggiate da giganteschi alberi di sicomoro verso il lago. Il lago stesso è in realtà il più grande lago vulcanico di tutta Europa con una profondità al centro 150 metri.

Qui si praticano tutti i tipi di sport acquatici dalla pesca, alla vela, al kayak e al nuoto. Le rive sono sabbiose e larghe in alcuni punti rendendolo una bella alternativa alle spiagge sovraffollate nella tarda primavera e in estate. Numerosi sono anche i luoghi per il birdwatching oltre a piste ciclabili e ai sentieri di trekking.

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La cucina tipica

Il pesce di lago è un alimento base nella cucina tradizionale e il piatto più famoso è in assoluto la Sbroscia. Questo antico piatto è composto da pesce di lago come il luccio, persico, anguilla e coregone che viene stufato con cipolle, erbe e patate. Viene servito su pane raffermo e tostato con olio d’oliva.

Nei dintorni

Bolsena dista solo un’ora di macchina dalle famose terme e cascate di Saturnia e circa 40 minuti dalla bellissima Val d’Orcia e Pitigliano. I famosi borghi collinari scavati nel tufo, Orvieto e Civita di Bagnoregio, sono ancora più vicini!

Che cosa aspetti?
Prenota subito all‘Hotel la Fonte del Cerro a Saturnia

Punto strategico nella Maremma Toscana per raggiungere in breve tempo sia il mare che le città del tufo e della Tuscia. L’Hotel in perfetto stile toscano si trova a pochi passi dalle terme di Saturnia e offre un ottima colazione con i prodotti tipici provenienti dalla proprio azienda agricola.

Partendo dalla nostra struttura potrai visitare…

22km

Pitigliano
a 38km  Il Giardino dei Tarocchi
a 42km Monte Amiata
a 50km Costa Argentario
a 52km Bolsena
a 65km  Civita di Bagnoregio
a 65km Tarquinia

 

 

 

 

 

Alla scoperta di Vieste e del “Pizzomunno” di Max Gazzé

“Oh mio Pizzomunno, tu ignora quell’onda beffarda che affonda il tuo amore indifeso…“. Ecco, comincia così, con le parole stupende di Max Gazzé la curiosità che ci ha spinti ad andare a cercare questo “gigante di bianco calcare che aspetta tutt’ora”. Che cos’è Pizzomunno? Dove si trova? Che cosa ha intorno?

vieste-pizzomunno

Per trovare questo incredibile monumento dell’erosione naturale di una gigantesca scogliera di calcare bianco bisogna andare in Puglia, a Vieste (Foggia), lungo una delle coste più belle del creato e all’interno del Parco Nazionale del Gargano.

Tredicimila abitanti, un clima caldo quasi tutto l’anno e ovviamente spiagge spettacolari che attirano turisti di tutto il mondo. Questa è Vieste, cittadina di origine greco-bizantina divenuta meravigliosa sotto il dominio Angiò e tutt’oggi fermata nel tempo, con quel centro storico accoccolato su se stesso, tra vicoli e case bianchi come il latte, davanti a un mare che più azzurro non si può.

Molti i monumenti da ammirare: la Concattedrale di Maria Santissima Assunta (XVIII secolo), il Castello Svevo dei tempi di Federico II, l’arco gotico della Porta di Alt che era un tempo l’ingresso principale dalle mura medievali. Un altro arco, Arco di San Felice, è invece un buco scavato dal mare in una muraglia di roccia … la stessa erosione che ha creato le tante grotte marine della costa locale e anche il cono calcareo di Pizzomunno.

Il Pizzomunno

vieste-pizzomunno-apuliaAd esso è legata la leggenda dell’amore infelice tra il pescatore Pizzomunno e la giovane Cristalda (secondo alcune versioni nominata invece “Viesta”, da cui il nome della città), delle sirene che tentavano di rapirlo ma della sua fedeltà verso la donna amata. Fu allora Cristalda ad essere rapita dalle sirene e annegata in mare. Pizzomunno allora si tramutò in roccia e rimane così, ad attendere il suo amore, che torna in estate con l’alta marea ad abbracciarlo!                  

Se andate a Vieste fuori stagione troverete clima gradevole quanto basta per godervi il mare e prezzi molto bassi nelle strutture ricettive. Ottimo periodo in questo senso anche il primo autunno. Ma se volete prenotare per l’estate, fatelo molto in anticipo perché davvero è difficile trovare stanze libere quando arrivano le folle di turisti. 

 foto copyright: www.bbparallelo41.it, www.tenutapadrepio.com 

Visitare il borgo di Pitigliano nella Maremma toscana

Conosciuta come la “Piccola Gerusalemme” della Toscana, il borgo di Pitigliano in provincia di Grosseto toglie il fiato dalla sua bellezza. Fu ricavato da un ammasso roccioso di tufo e sembra letteralmente sospeso nell’aria.

Pitigliano nella Maremma toscana

Questa parte della Toscana meridionale è conosciuta come la Maremma e si estende da Grosseto fino alla costa dell’Argentario del Mar Tirreno. Pitigliano dista solo 20 km dalle famose terme di Saturnia e appena 45 km da un altro spettacolare borgo scavato nel tufo, Civita di Bagnoregio.

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Abitata fin dal neolitico, Pitigliano divenne poi un’importante città etrusca e successivamente romana. Secoli dopo passò sotto il dominio senese e poi al Granducato di Toscana. Pitigliano prese il nome di “Piccola Gerusalemme della Toscana” perché a partire dal XVI secolo fu sede di una numerosa comunità ebraica. Ancora oggi si notano le influenze della cultura ed è possibile visitare il quartiere ebraico.

Ufficialmente uno dei Borghi più Belli d’Italia, le cose da vedere a Pitigliano sono tante, ma comunque visitabile in un giorno o anche mezza giornata.

Il Centro Storico

Questo è uno di quei borghi in cui vuoi semplicemente vagare per le viuzze e per il labirinto di vicoli quasi nella speranza di perderti. Ovunque ti giri c’è un altro bellissimo balcone, una caratteristica porta in legno o un negozietto con un prodotto tipico e qualche prelibatezza.

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Palazzo Orsini

Il suggestivo Palazzo Orsini risale al 1200 quando fu sotto il dominio della famiglia Aldobrandeschi. Ricostruito dalla famiglia Orsini nel XV secolo, oggi ospita due importanti musei: il Museo Archeologico e il Museo Diocesano di Arte Sacra.

L’Acquedotto Mediceo

Composto da due arcate giganti che poggiano su 13 arcate minori, l’acquedotto che la famiglia Medici fece costruire a metà del 1600 è un’opera ingegneristica eccezionale. L’acqua sfocia in tre fontane una delle quali è la spettacolare Fontana delle Sette Cannelle.

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Il Ghetto

Sotto gli Orsini, Pitigliano era una delle poche città che non discriminava gli ebrei e questo portò centinaia di immigranti a trasferirsi qui. Nel 1598 costruirono una sinagoga che è stata recentemente restaurata e che può essere visitata. Pitigliano divenne una sorta di rifugio sicuro anche durante la seconda guerra mondiale, quando molti abitanti del luogo aiutarono a nascondere le famiglie ebree. C’è un museo ebraico situato nella sinagoga.

La Cattedrale

A prima vista, la Cattedrale di San Pietro e Paolo probabilmente non è quello che ti aspetteresti di vedere in una città medievale toscana. Sebbene l’edificio stesso esistesse probabilmente già nel XIII secolo, la sua facciata barocca fu rifatta nel 1700. La torre dell’orologio adiacente era in origine la torre di guardia a protezione della città.

La Chiesa di San Rocco

Questa è la chiesa più antica di Pitigliano risalente originariamente al XII secolo. L’interno è decorato con bellissimi affreschi così come gli stemmi di famiglia delle varie famiglie regnanti.

Il Santuario della Madonna delle Grazie

Poco prima di arrivare a Pitigliano, lungo la Strada Statale 74, si trova il Santuario della Madonna delle Grazie. Risale al 1400 e nei secoli divenne monastero francescano e importante meta di pellegrinaggio. Consigliamo una fermata qui perché offre uno dei migliori panorami di Pitigliano!

Le Vie Cave

Gli ingegnosi Etruschi scavarono nel tufo una serie di vie che utilizzarono per protezione, la comunicazione e il trasporto di merci tra la loro rete di città e le loro necropoli. Vie Cave collega Pitigliano a Sovana, è lunga circa 7 km e in alcuni tratti, profonda fino a 20 metri. Fu scavato interamente a mano! Puoi prenotare escursioni guidate sia a piedi che a cavallo!

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La Cucina

Alcuni dei piatti di Pitigliano sono tipici della Maremma e altri riflettono la cultura ebraica. Ad esempio, il dolce più famoso chiamato lo Sfratto di Goym, o talvolta semplicemente sfratti, si trova solo qui e nella vicina Sovana.

Questo delizioso biscotto a forma di tronco, o di bastone, ha una storia oscura. Deriva dal 1600 quando Cosimo II emanò un’ordinanza che obbligava tutti i residenti ebrei ad essere sfrattati e confinati nel ghetto della città. Molto probabilmente questo avvenne con l’uso della forza e di bastoni, ed è per questo che sia la forma che il nome del biscotto ricorda l’evento.

Un altro piatto famoso è una specie di crepe molto sottile chiamata migliaccio che di solito viene servita come dessert. I piatti salati includono i famosi gnocchi di pane al cinghiale.

Nella zona si producono sia vini rossi che bianchi e il più famoso è sicuramente il Bianco di Pitigliano DOC.

Il Castello Rocchetta Mattei: Veramente Unico

Innanzitutto,  chiariamo subito che questo non è un Castello qualunque. Il Castello della Rocchetta Mattei non è medievale, né svevo, né aragonese. Potrebbe essere il Castello meno aspettato della Emilia-Romagna, oppure dell’Italia, eppure eccolo lì in tutto il suo mistico, magico splendore.

A solo un’ora da Bologna sugli Appennini, la “Rocchetta” si alza maestosa nel cielo. A prima vista, questa mostruosità surreale ti lascerà a bocca aperta. Ti verrà il dubbio se in realtà sei ancora in Italia o se sei stato trasportato in un paese delle meraviglie da un racconto di Lewis Carroll. Ora che sei curioso, ecco la storia dietro questo capolavoro architettonico.

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Cesare Mattei

Per comprendere appieno la “Rocchetta”, bisogna prima capire da chi l’ha ideata. Il conte Cesare Mattei era un brillante studioso, politico e medico che inventò l’elettroomeopatia. Nasce a Bologna nel 1809. Nel 1850 acquistò il terreno dove sorgeva precendentemente una fortezza ridotta in ruderi. Mattei dedicò il resto della sua vita alla continua costruzione del suo castello, ai suoi studi e alla medicina.

Quando morì nel 1896, la famiglia continuò a costruire il castello fino al 1959 anno in cu fu venduto. Nel 2005 la Cassa di Risparmio di Bologna l’ha acquistato e ha avviato un imponente progetto di restauro tuttora in corso.

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Il Castello

Un eclettico mix di stili architettonici, la “Rocchetta” è un piacere per gli occhi per chiunque abbia inclinazioni artistiche! La tomba di Mattei è conservata all’interno di una cappella destinata a riflettere la moschea-cattedrale di Cordoba, in Spagna, la Mezquita. Il cortile riproduce l’Alhambra di Granada con autentiche piastrelle di maiolica.

Ogni angolo che giri, ogni scala che sali, ovunque il tuo sguardo vaga, ti trasporterà in un mondo mitico e ti farà girare la testa in una frenesia medievale-moresca-neoclassica.

Cesare Mattei ebbe molti ospiti illustri che lo visitarono negli anni e che furono anche suoi pazienti. Una delle stanze più sentimentali è la “Sala dei 90” che ha progettato per il suo 90° compleanno quando aveva programmato di invitare altre 89 persone che avevano anche loro 90 anni. Sfortunatamente, questo suo sogno non si è mai realizzato perché è morto all’età di 87 anni.

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Il simbolismo e l’ironia sono ovunque! Mettiti alla prova: quanti esempi riuscirai a trovare mentre vaghi per le stanze?

Alcuni degli arredi originali sono sopravvissuti nel corso degli anni, ma la maggior parte è stata distrutta o saccheggiata durante la seconda guerra mondiale.

Per dettagli su come visitare e visite guidate, visitare il sito ufficiale.

Altri Castelli unici in Italia: Sammezzano in Toscana e La Scarzuola in Umbria

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Consigliamo l’albergo
 La Torretta a Castiglione dei Pepoli!

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Raccolta del tartufo in Toscana: Volterra e San Miniato

Arrivo a Volterra per la raccolta del tartufo percorrendo l’antica strada volterrana, che in questo periodo sembra inerpicarsi sulla collina attraverso un bosco da favola. All’improvviso, dopo l’ennesima curva, appare in alto il vecchio borgo medioevale. La radio inizia a funzionare male e spesso anche i telefoni cellulari hanno qualche problema, a testimoniare che la straordinaria bellezza di Volterra si è mantenuta intatta nei secoli anche per la sua ubicazione.       

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Decido di rimandare alla prossima primavera una visita alla città. Parcheggio l’auto davanti alle rovine del teatro romano. M’incammino a piedi verso porta Fiorentina, una delle aperture di queste alte mura duecentesche. Il mio amore per l’enogastronomia e la mia curiosità mi hanno spinto qui, patria del prezioso tartufo bianco.   

I tartufi sono funghi ipogei, ovvero crescono sottoterra, nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi, in particolare querce e lecci, con i quali stabiliscono un rapporto simbiotico. Il più pregiato è il tartufo bianco, il Tuber Magnatum, dal latino Magnatus che significa appunto ricco, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. In Toscana le zone più vocate per la raccolta del tartufo sono San Miniato e, appunto, Volterra.

Ho appuntamento con una giovane tartufaia. Io che credevo che quest’antica tradizione della raccolta del tartufo appartenesse agli uomini sono felice di stringere la mano di Irene, che arriva vestita di verde militare con scarponcelli comodi. Unico vezzo femminile, lo smalto colorato. Mi dice che la raccolta del tartufo va praticata correttamente, in modo da non mettere a rischio la conservazione di questo patrimonio naturale unico al mondo. Si vede che è orgogliosa della sua terra.

Irene mi spiega che per diventare tartufai bisogna sostenere un esame. Dopo si ottiene il tesserino, che lei orgogliosamente mi mostra. Ma fondamentale è avere un cane da tartufi e l’apposito strumento, il cosiddetto vanghino. Faccio quindi la conoscenza di “Brad” (come il famoso attore americano) che però risponde al richiamo ‘Bredde’ alla toscana, come l’ha abituato il suo addestratore. È un bel meticcio nero con degli sbuffi bianchi e si vede che adora la sua padroncina. Bredde ci accompagnerà e guiderà nella raccolta del tartufo.

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È emozionante notare come quest’antica tradizione sia portata avanti con tanto entusiasmo da una bella ragazza moderna. Sapevo di tartufai che non davano da mangiare al proprio cane il giorno prima di andare a tartufi, ma Bredde mi sembra in ottimo stato.

Apprendo che la raccolta del tartufo è libera nei boschi e nei terreni non coltivati. Poi esistono delle tartufaie controllate. Dal 1998 l’associazione tartufai dell’alta Val di Cecina, che riunisce i tartufai di Volterra e dei comuni limitrofi, ha come scopo la conservazione e la tutela di questi terreni.   

Di solito, la raccolta del tartufo bianco chiude alla fine di dicembre, ma era comunque permesso andare per boschi dal 15 Gennaio per la raccolta dei cosiddetti tartufi marzuoli o marzolini, meno profumati e pregiati.

Sono comunque buoni sia spezzettati nel burro e poi spalmati su crostini caldi oppure, e questa è una ricetta che rubo a Irene che anche in cucina sembra essere brava e soprattutto innovativa: Carpaccio di baccalà con olio extra vergine d’oliva, scaglie di tartufi marzolini e una macinata di pepe.

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L’Albergo La Torretta a Castiglione dei Pepoli nell’Appennino tosco-emiliano

Castiglione dei Pepoli è un paesino situato nell’appennino tosco-emiliano in mezzo alla natura. È il luogo ideale per trascorrere giorni rilassanti all’aria aperta e visitare la vicina Bologna, i laghi e altre attrazioni nelle vicinanze. L’Hotel La Torretta è il luogo ideale per il tuo soggiorno relax!

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L’Hotel

La Torretta si trova a Castiglione dei Pepoli a soli 3 km dal casello autostradale Badia. Castiglione è un paese immerso nel verde esattamente tra Firenze e Bologna. Le 14 camere sono molto spaziose e dotate di scrivania e TV a schermo piatto. Il Wi-Fi è gratuito. L’ascensore permette gli ospiti di raggiungere tutte le camere in comodità. 

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Se stai viaggiando con la famiglia, l’albergo dispone delle camere familiari e offre un programma di intrattenimento serale e un’area giochi.

E quando sei un ospite de La Torretta avrai una bellissima piscina alla tua disposizione.

Il Ristorante e Pizzeria

In più al bar con giardino che offre ottime colazioni e aperitivi, La Torretta dispone di un ottimo ristorante e pizzeria con un menu tipico della zona. Lasciati coccolare dallo staff in un ambiente veramente accogliente e familiare. 

Assaggerai i piatti tipici di eccellenza con gli ingredienti genuini e rigorosamente fatti in casa come tortelloni, tortellini, lasagne, tagliatelle, roast beef, tagliate, fiorentine e molto altro ancora. Le specialità sono i funghi porcini e tartufo.

Castiglione dei Pepoli

Il grazioso centro storico di Castiglione dei Pepoli costruito con le pietre del territorio è veramente caratteristico. La Chiesa di San Lorenzo risale dal XVI secolo e la torre campanile dal XVIII. 

Escursioni all’aria aperta

Quando scegli La Torretta per la tua vacanza o weekend all’insegna del relax, scegli di avvicinarti alla natura. A poca distanza si trova il rinominato Parco Regionale dei due Laghi Brasimone e Suviana dove puoi goderti del lago e dei numerosi sentieri sia a piedi che con mountain bike. Il noleggio bici è un servizio offerto agli ospiti de La Torretta! Oppure il vicinissimo bacino di Santa Maria dove uno può pescare, fare trekking, oppure fare un giro a cavallo.

Il sentiero “Via della Lana e della Seta” è uno dei più rinomati dell’appenino tosco-emiliano e collega Prato a Bologna passando proprio attraverso Castiglione dei Pepoli.

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Nelle vicinanze

Oltre che la natura, La Torretta è vicinissimo al Santuario di Boccadirio, una destinazione di pellegrinaggio importantissima. 

Il Castello Rocchetta Mattei dista solo 40 minuti dalla struttura ed è uno dei castelli più interessanti in Italia. Ideato dell’eccentrico Cesare Mattei a partire dal 1850, il Castello è un mix di stili architettonici dall’arabo al gotico al medievale. Assolutamente da vedere!

Per chi ama lo shopping e gli sconti, a Castiglione ci sono tanti negozi e poi gli outlet di Barberino si trovano a soli 15 minuti di macchina.

Come se non bastasse, le fantastiche città d’arte di Firenze e Bologna sono facilmente raggiungibili in poco tempo.

Eventi

Di sicuro non mancano diversi eventi durante l’anno. D’estate goditi un po’ di fresco e la raccolta dei funghi porcini. A luglio, si svolge l’evento rally RAAB che attira gli appassionati da più di 40 anni. Se invece l’enogastronomia fa per te, allora di agosto c’è il grande evento “Montagna in Fiera” e “Tartufest” ad ottobre.

 

Che cosa aspetti?
Prenota subito a
Castiglione dei Pepoli!

 

Partendo dalla nostra struttura potrai visitare…

17km

Santuario di Boccadirio
a 18km  Laghi Brasimone e Suviana
a 25km Castello Rocchetta Mattei
a 30km Outlet Barberino
a 62km Firenze
a 57km  Bologna
a 51km Prato