Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

Nord Italia

Centro Italia

Sud Italia

 

I nostri itinerari

 

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Le nostre strutture

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Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Un itinerario in provincia di Teramo: la Strada del Vino Controguerra

La regione d’Abruzzo si è affermata negli ultimi tempi. Conosciuta per i suoi paesaggi mozzafiato dalle montagne al mare, la sua gente amichevole, la cucina deliziosa e anche… i suoi vini. Gli itinerari di degustazione stanno diventando sempre più popolari e la provincia di Teramo è particolarmente nota per i suoi borghi collinari circondati da vigneti. In questo articolo ti porteremo sulla Strada del Vino Controguerra.

I Vini di Teramo

In Abruzzo, e in tutta Italia per quanto riguarda, il Montepulciano d’Abruzzo DOC regna sovrano. Sulle colline Teramane, dal 2003 è riconosciuto il Montepulciano Colline Teramane DOCG.

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Controguerra è diventato un vino DOC nel 1996. Con questa etichetta sono coltivati esclusivamente in 5 comuni riconosciuti della provincia di Teramo  un’ampia varietà di vini rossi, bianchi e spumanti. Cabernet, Ciliegiolo, Novello, Pinot Nero, Merlot, Passerina, Chardonnay, Malvasia, Passito Bianco, Riesling e Spumante per citarne alcuni!

Prima tappa: Colonnella

Il nostro viaggio inizia nel piccolo paese di Colonnella (a pochi chilometri nell’entroterra dalla costa Teramana). Ad un’altitudine di 300 metri, offre una bellissima vista panoramica sulla zona circostante.

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Il centro storico risale al medioevo anche se la maggior parte dei monumenti risalgono al XVIII e XIX secolo. È famoso soprattutto per la sua Scalinata, un’imponente scalinata nel centro storico costruita tra gli anni ’20 e ’30. Sono inoltre visitabili due cisterne romane.

Controguerra: il cuore della produzione

Controguerra ha conservato gran parte del suo antico passato ed è anche un grazioso borgo collinare. Il suo Torrione risale al XIII secolo ed è un vero simbolo della città.

Le chiese più antiche sono la Chiesa dell’Icona (1600) con uno splendido affresco e la Chiesa di San Rocco risalente al XVI secolo. Oltre al suo vino, Controguerra è noto anche per il suo olio d’oliva di alta qualità.

Ancarano: terra degli dei

Si dice che il nome Ancarano derivi dalla dea Ancaria venerata dai Piceni che occuparono questo territorio quasi 3000 anni fa. Il centro storico conserva ancora le mura e le porte originali risalenti al IX secolo. Diverse le chiese da visitare tra cui la Madonna della Pace (campanile originale ancora in piedi) e la Madonna della Misericordia (XV-XVI secolo).

Come accompagnare i vini: i piatti tipici 

La cucina abruzzese è genuina e gustosa e alcuni piatti da provare in assoluto sono la pasta alla chitarra fatta in casa condita con pomodoro con le pallottine (polpette) o cacio e pepe. Teramo è famosa soprattutto per le scrippelle che sono una sorta di crepe servite sia come lasagne (o timballo in questa zona) che arrotolate e servite in brodo (scrippelle ‘mbusse). Tra i piatti di carne non possono assolutamente mancare gli arrosticini di carne di maiale, agnello, capra, e persino di pesce sulla costa. 

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Cosa aspetti?
Prenota presso l’Hotel Il Casale a pochi km dalla Strada del Vino Controguerra!

Dall’hotel,  potrai visitare…

a 6 km 

Tortoreto
a 12 km  Controguerra
a 20 km  San Benedetto del Tronto
a 30 km  Civitella del Tronto
a 50 km  Parco Nazionale di Gran Sasso 
   
   

 

 

Copyright Foto: 1) Comune di Controguerra; 2) Wikimedia Commons

L’eremo dei Frati Bianchi immerso tra natura e fiori rari

L’arrivo della primavera è un momento atteso da tutti, soprattutto dagli amanti delle scampagnate nell’estrema bellezza del verde che Madre Natura ci ha donato. L’itinerario che vi proponiamo è un mix di natura e cultura nella Provincia di Ancona.

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L’eremo dei Frati Bianchi a Cupramontana

Nelle Marche a 505 metri sul livello del mare e circondato completamente da alberi e piante, collocato sulla montagna, questo eremo è un piccolo gioiello spesso sconosciuto e non debitamente apprezzato. Il nome deriva dal colore del saio indossato dai frati che vi hanno vissuto per secoli, ma oltre che per questa curiosità, questo luogo è conosciuto anche come l’eremo delle Grotte del Massaccio. Si tratta di magnifiche grotte incastonate nella parete rocciosa della montagna e dove ancora oggi sono conservate le celle dei monaci.

Tutto intorno al nostro eremo troviamo un bosco ricco di vegetazione. Qui possiamo trovare molte specie rare che non si trovano frequentemente nel resto della regione. Infatti, questo luogo fa parte delle aree protette delle Marche. La flora qui è molto variegata e, come abbiamo già detto, rara come ad esempio il giglio rosso, l’ontano nero o le orchidee piramidali. Questo bosco dona un pizzico di magia all’eremo, regalando anche un grande fascino a tutto l’ambiente in cui ci troviamo. La quiete e il silenzio regnano sovrano dando pace e tranquillità ai visitatori che vi sopraggiungono: i soli rumori che si possono sentire sono il canto degli uccelli o lo sgorgare dell’acqua dalla piccola fonte nelle vicinanze.

Inoltre, qui è possibile celebrare le proprie nozze! Un luogo da favola per un momento indimenticabile nella vita di ognuno. Ma non è finita qui: c’è anche la possibilità di passare la notte all’interno di una delle celle e vivere così come vivevano i veri Frati Bianchi.

Per informazioni aggiuntive, approfondimento o per prenotazioni, visita il sito dedicato.

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Itinerario nelle colline di Cupramontana

Il giro che vi consigliamo di seguire, ha una durata di circa un ora. Partendo dal parcheggio ai piedi della collina, troverete una strada bianca non percorribile in auto che conduce poi all’eremo. Vi troverete a percorre questo cammino avvolti da una fitta vegetazione con arbusti rigogliosi e alti alberi. In poco tempo, raggiungerete così l’eremo dei Frati Bianchi. Una volta arrivati qui ci sono due opzioni: la prima, quella di fermarsi a visitare l’eremo e le grotte di cui abbiamo già parlato, oppure la seconda, ovvero quella di proseguire costeggiando il torrente. Seguendo le indicazione per San Giovanni, si potrà godere di magnifici panorami sul monte Murano, per poi raggiungere un piccolo insediamento di case e poi proseguire fino al parcheggio di partenza tramite una strada asfaltata pur sempre avvolta nel verde.

Rocche e Castelli della Romagna e delle Marche

Stai passando le vacanze sulla Riviera Romagnola e ne hai abbastanza di spiagge e mare? Seguiteci nella visita di ben tre castelli, una gita di mezza giornata nell’entroterra e nella storia. Questa gita inizia sulle colline proprio sopra Rimini, dove a pochi chilometri, trovate Coriano.

Rocche-e-castelli-romagnaCoriano è al giorno d’oggi famosa per essere la città natale di Marco Simoncelli, un pilota morto nel 2011 durante una gara a Sepang in Malesia – è infatti possibile visitare un museo a lui dedicato. In passato Coriano è stato il primo avamposto dei Malatesta fuori dalla città di Rimini. La sua funzione era quella di proteggere la città dai frequenti attacchi e fornire rifugio alle guardie. Costruito nel 1328, oggi restano solo le rovine, ma passeggiare in mezzo pietre così antiche ricoperte di erba è davvero suggestivo.

Dopo Coriano scendete nella valle del Fiume Conca e a Osteria Nuova girate a destra, passate il ponte e continuate per Montefiore Conca: non potete sbagliare, perché vedrete il castello di fronte a voi. A un certo punto la strada si fa piuttosto ripida, quindi guidate piano  lungo le curve immaginando carri medioevali risalite la strada fino al villaggio di Montefiore per vendere uova e ortaggi. In cima alla collina sorge il castello di Montefiore.

montefiore-castelli-e-rocche-della-romagnaLa Rocca di Montefiore Conca fu costruita con funzioni esclusivamente difensive prima del 1300 e, meno di mezzo secolo dopo, già ampliata con funzioni residenziali. È stato uno dei più importanti castelli dei Malatesta fino alla metà del 1400. In seguito è passato di signore in signore a causa della sua posizione strategica, come si può ben intuire dalla vista di una delle sue terrazze panoramiche. È possibile visitare l’interno del castello e apprezzare reperti archeologici e opere d’arte.

Il castello è anche sede di numerosi eventi e l’intero paese di Montefiore fa parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia“.

Come uscirete da Montefiore, vedrete da lontano il castello di Tavoleto. Guidando da Montefiore, può darsi che non incontrerete alcuna auto lungo la strada. Arrivando al castello vi accorgerete subito di quanto sia diverso da quello di Montefiore. In effetti, si tratta di una costruzione recente sui resti dell’antico castello. Antica infatti è la storia del castello di Tavoleto. Il paese era il confine dei domini dei Montefeltro, e il suo castello è stato teatro di numerose battaglie tra questi e i loro nemici, i Malatesta. Così, quando Federico da Montefeltro sconfisse Sigismondo Malatesta e conquistò definitivamente Tavoleto, distrusse il castello esistente per costruirne un altro al posto di quello (opera di Francesco di Giorgio Martini).

Castelli-e-rocche-romagna-marcheQuesto accadeva nel 1458 e il castello resistette fino alla metà del XIX secolo. Da allora numerosi interventi hanno portato all’edificio attuale. Tavoleto è stata anche teatro di una sanguinosa battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale, quando un battaglione di Gurkha assaltò all’arma bianca e liberò il paese, importante a causa della sua posizione strategica.

Potete rendervi conto di questo guardando il panorama della valle del fiume Foglia da una grande terrazza sulla strada proprio di fronte al castello, prima di tornare a Rimini e alle sue spiagge e al suo mare.

Copyright foto: www.visitriminipesarourbino.it; www.iluoghidelsilenzio.it; www.italiainfoto.com

La Spianata Castelletto a Genova

Per molto tempo Genova è stata poco conosciuta, forse vista con sospetto, sia dai trasferisti del lavoro ma ancor più dai turisti, che consideravano la città poco più che una bretella di passaggio fra la Riviera di  Levante e quella di Ponente e viceversa.

Da qualche decennio a questa parte, però, la realtà si è trasformata o almeno conosce momenti di trasformazione anche molto rapida. Possiamo porre come data di inizio l’apertura al pubblico dello stupendo Acquario, localizzato nel Porto Antico, una delle strutture più importanti d’Europa nel proprio genere. L’Acquario è servito da richiamo per il turismo nazionale ed internazionale ed, attraverso di esso, Genova ha cominciato ad essere conosciuta tanto dagli italiani quanto all’estero. Così il turismo ha preso a fermarsi in città e a diffondersi fra le strade sia del centro sia delle sue periferie più belle.

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Spianata Castelletto

In questo quadro di trasformazione ambientale sociale e, di conseguenza, economica di Genova una vera e propria cartina tornasole della presenza turistica in città è rappresentata dalle frequentazione a quella che i genovesi chiamano secondo denominazione tradizionale la “Spianata Castelletto”. Si trova nel bel mezzo della Circonvallazione a Monte, la lunga serie di corsi e di viali che da piazza Manin va, attraverso anche una certa tortuosità, alla Stazione Principe

Il Panorama

Il panorama, dalla Spianata Castelletto, è assolutamente suggestivo sia di giorno sia nelle ore notturne. Con la luce, infatti è possibile avere una visone di grande effetto sulla città intera e sul porto in particolare e, da una parte e dall’altra, le due riviere a perdita d’occhio. A calar del sole, Genova si illumina di luci innumerevoli ed offre a chi osserva dalla Spianata uno spettacolo di rara intensità. Luci fisse e luci mobili, perché la città, ed il porto in particolare, di notte vivono ancora.

Gli spazi della Spianata girano tutto attorno ad un agglomerato di eleganti case ottocentesche ed offrono così una visuale a larghissimo raggio. Verso levante, in lontananza, le zone di Punta Chiappa e Camogli, dall’altra parte il mare verso Arenzano.

I Locali

A Castelletto è possibile, oltre a rinfrancare il proprio animo attraverso una vista stupenda ed unica al mondo, soddisfare esigenze di carattere prettamente enogastronomico. Fra le case un noto ristorante offre le proprie specialità, sulla parte ovest un pub frequentato abitualmente da giovani mette a disposizione non soltanto panini e birre.

E sul lato levante due gelaterie di grande prestigio, una tradizionalmente genovese e l’altra tipicamente siciliana; sono in realtà due fra i caffè migliori a Genova dove è possibile degustare oltre a deliziosi aperitivi, speciali cioccolate calde, volendo con panna, nell’inverno, ed una infinita gamma di gusti di gelato e semifreddo e granite nella stagione estiva. Proprio con i caldi di giugno, luglio ed agosto le due gelaterie sono prese d’assalto e frotte di giovani liberi da impegni scolastici, soprattutto la sera, stazionano nei pressi, che sono da sempre punti di incontro e di aggregazione.

Poco distante una vineria coi tavolini all’aperto offre libagioni di ogni tipo, con grande scelta di champagne, brut e prosecchi assieme a snack utilissimi a rompere l’effetto dell’alcool.

Come arrivarci

Presa tutta assieme la Spianata Castelletto rappresenta un vero e proprio quartiere dalle caratteristiche particolarissime, vicino al centro eppure sollevato rispetto ad esso, di grande panoramicità, facilmente raggiungibile con il bus numero 36 ed adatto a trascorrervi anche delle mezze giornate passando da un punto all’altro e sfruttando ognuno dei richiami che mette a disposizione.

Attraverso due ascensori, è possibile arrivare direttamente dal centro o discendervi comodamente. Il biglietto utilizzato per l’autobus serve cumulativamente anche per l’ascensore essendo l’uno e l’altro di proprietà della Azienda Municipalizzata dei Trasporti.

Non molto lontano, la caratteristica funicolare di Sant’Anna un tempo con trazione ad acqua ed ora elettrica per ragioni di sicurezza. Corso Solferino e corso Armellini con i meravigliosi imponenti ippocastani i cui frutti sono utili, secondo i racconti dei vecchi, se conservati in tasca, a tenere lontani gli effetti del raffreddore. E piazza Manin, altro punto di socializzazione e ritrovo per gli abitanti ed anche per chi venga da fuori.

La vicinanza con il centro offre possibilità di avvicinamenti rapidi ai e dai maggiori hotel genovesi e dalla city, che ha in piazza De Ferrari e via XX Settembre i poli eclatanti per gli affari, lo shopping ed anche per il passeggio.

Genova conosce un rilancio turistico in questi anni che ha pochi confronti altrove, scoperta di recente, ma facente capo ad una gloria ed a una tradizione cittadina che affonda le proprie radici lontano nel tempo. 

Dove alloggiare a Catania: Casa Provenza B&B nel cuore del centro storico

Catania è una delle città più affascinanti della Sicilia. Un vivace centro storico con l’Etna sullo sfondo, incombente se pur allo stesso tempo protettore dei Catanesi da migliaia di anni. Allora, dove alloggiare per la tua avventura siciliana? Casa Provenza B&B nel cuore della città, ovviamente!

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 Casa Provenza Bed & Breakfast

Non c’è luogo migliore per il tuo soggiorno a Catania. Casa Provenza si trova letteralmente a pochi metri da tutte le maggiori attrazioni nel cuore del centro storico. Piazza Duomo con la Chiesa di Sant’Agata, lo storico Teatro Bellini, il famoso mercato del pesce e non finisce qui! Questa città è conosciuta per la sua movida a tutte le ore del giorno e della notte quindi avrai una scelta illimitata di bar, ristoranti, street food, pub e piano bar dove potrai goderti il ​​meglio della cultura, del cibo e della musica siciliana.

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Sarai anche a pochi passi da Via Etnea, dove potrai prendere un autobus praticamente per qualsiasi direzione, inclusa la spiaggia o un tour verso le principali destinazioni fuori città.

Il B&B recentemente ristrutturato si trova al quarto piano (con ascensore) e vanta una terrazza con vista per gli ospiti dove poter gustare un aperitivo o la colazione inclusa in ogni soggiorno. Nonostante sia in pieno centro, è in una zona a traffico limitato, prevalentemente pedonale.

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Le sue camere sono coloratissime e dotate di aria condizionata e bagno con doccia, nonché materassi e cuscini in memory foam. Tutte le camere sono dotate di TV a schermo piatto e dispongono di balcone, terrazza o finestra. La connessione Wi-Fi è disponibile gratuitamente in tutta la struttura.

Il parcheggio pubblico è disponibile nelle immediate vicinanze (a 200 m.) oppure, può essere organizzato nei garage in zona con un piccolo supplemento giornaliero.

Lo staff di Casa Provenza è sempre accogliente e disponibile ad aiutare i suoi ospiti in tutto compreso un servizio trasporto supplementale a richiesta. 

Catania

Il centro storico è patrimonio mondiale dell’UNESCO, un eclettico mix di architettura barocca influenzata dai tanti “ospiti” che hanno lasciato il segno nei secoli.

Alcuni dei punti salienti che tutti devono vedere sono la Chiesa di Sant’Agata in Piazza Duomo, l’Anfiteatro greco, il Palazzo dei Chierici, il Palazzo degli Elefanti e gli storici mercati Piscarìa e la Féra o Luni.

Nella zona immediata

Le spiagge di Catania sono sia rocciose che sabbiose e la più conosciuta è di gran lunga la famosa Playa di Catania. Chilometri di sabbia dorata e innumerevoli scelte di stabilimenti balneari, bar, e ristoranti tutti a breve distanza dal centro storico.

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Altre destinazioni includono la “Terra di Aci”, un totale di 9 paesi che iniziano con la parola “Aci”. La più famosa di queste è probabilmente Aci Trezza con le sue pregiate acque turchesi e le strane formazioni rocciose conosciute come faraglioni.

Probabilmente il più ovvio è un tour di uno dei vulcani più attivi della terra, l’Etna, che può essere vissuto in diversi modi a seconda delle tue preferenze. L’hotel può aiutarti ad organizzare un tour con una guida esperta in un veicolo a 4 ruote motrici o forse, preferisci il trekking, o magari, una combinazione di entrambi. Ci sono molte possibilità e sono tutte disponibili a pochi metri dalla struttura.

A meno di 2 ore di distanza

Se stai ancora cercando di più e hai tempo, c’è molto altro da fare in un raggio di 2 ore da Casa Provenza.

Il Sicilia Outlet Village si trova ad Agira a circa 45 minuti a ovest di Catania e offre le grandi firme in un bellissimo centro commerciale all’aperto.

Se la natura è la tua passione, non vorrai perderti le Gole dell’Alcantara che si trovano a solo un’ora a nord di Catania. Madre Natura ha davvero superato se stessa quando il fiume ha scavato queste meravigliose gole e scogliere.

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Si prosegue da Alcantara a Taormina, una delle mete più ambite di tutta Italia. Vanta il secondo anfiteatro greco più grande di tutta la Sicilia!

Se scegli di dirigersi a sud, in soli 70 km sarai a Siracusa dove potrai visitare l’isola di Ortigia e il Castello Maniace.

Sul lato opposto dell’isola, all’estremo ovest di Catania, in sole 2 ore potresti essere ad Agrigento in visita alla Valle dei Templi! Camminerai tra gli dei mentre esplori il più grande contributo dell’architettura greca ancora esistente oggi al di fuori della Grecia stessa.

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Come puoi vedere, Catania è una città che offre un po’ di tutto e Casa Provenza è il luogo perfetto in cui godersela!

Cosa aspetti?
Prenota il tuo soggiorno presso il B&B Casa Provenza

Da Casa Provenza puoi visitare…

a 12 km 

Aci Trezza
a 55 km  Taormina
a 58 km  Alcantara Gorge
a 63 km  Sicilia Outlet Village
a 70 km  Siracusa
a 165 km  Agrigento
   

 

 

 

 

 

La Strada del Vino delle Colline Pisane: un itinerario

Ormai tutti sanno che il territorio del Chianti in Toscana è famoso per le sue etichette di fama mondiale, ma Pisa ha una sua Strada del Vino che si sta facendo un nome anche per sé. La Strada del Vino delle Colline Pisane è circa 70 chilometri di paradiso enogastronomico attraverso alcuni dei paesaggi più belli del pianeta.

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I Vini delle Colline Pisane

Il Chianti DOCG è stato insignito della sua etichetta nel 1927 ed è ora prodotto nelle province di Arezzo, Firenze, Pistoia, Pisa, Prato e Siena. Più specifico per Pisa è il Bianco Pisano di San Torpè DOC, il Montescudaio DOC e il Terre di Pisa Rosso e Sangiovese. Cosa potrebbe accompagnare un buon bicchiere di vino meglio che un olio d’oliva di alta qualità, del Pecorino toscano e del tartufo bianco e nero? È tutto qui, quindi se ancora non ti è venuta l’acquolina in bocca, sicuramente ti verrà prima di concludere la lettura di questo articolo!

San Miniato

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Il tuo viaggio inizia (o finisce) a San Miniato, un borgo collinare di una bellezza mozzafiato lungo la Via Francigena. Insieme al suo caratteristico centro storico, alla sua torre duecentesca conosciuta come la Rocca di Federico II e a varie altre chiese e musei, San Miniato è probabilmente più famosa per i suoi pregiati tartufi bianchi. Infatti, ogni anno* richiama migliaia di persone da tutta l’Italia e dall’estero per la sua fiera internazionale del tartufo.

Peccioli

Il nostro viaggio prosegue verso Peccioli, altro grazioso borgo  collinare a circa 30 minuti da San Miniato. Da lontano, il suo unico campanile vi introduce alla Chiesa di San Verano del XII secolo nel centro storico. Nelle immediate vicinanze, il piccolo paese di Ghizzano è particolarmente famoso per le sue cantine e per la sagra dell’Olio Nuovo a febbraio*. Se stai viaggiando con i più piccoli, puoi visitare il Parco Preistorico all’aperto con i suoi giganteschi dinosauri. Per gli avventurosi e sportivi c’è il Parco di Pecciolo Avventura, un percorso in pieno centro storico che offre qualcosa per tutte le età.

Terricciola

Da Peccioli, dirigiti pochi chilometri a sud-ovest fino all’antica città etrusca di Terricciola. È qui che ha sede l’attuale Associazione Strada del Vino e dove si svolgono numerosi eventi enogastronomici* durante l’anno. La Notte Bianca e i Calici di Stelle nel periodo estivo e in occasione della vendemmia, la Festa dell’Uva e del Vino a settembre.

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Chianni

Andando in direzione sud troverai Chianni, altro borgo di origine etrusco con una storia ricchissima e un centro storico pittoresco. Oltre al vino, è anche nota per la sua Sagra del Cinghiale* che si tiene a novembre. Il vicino paesino di Rivalto invece è noto per i marroni con la sagra dedicata* in ottobre.

Lajatico

Ultima, ma certamente non meno importante, del nostro tour è Lajatico, patria del tenore di fama mondiale Andrea Bocelli. Oltre a visitare le cantine, fermati a vedere il suo famoso Teatro del Silenzio, un anfiteatro all’aperto che può essere visitato in qualsiasi periodo dell’anno senza biglietto.

Questo itinerario è solo una possibilità fra tante per poter gustare i vini Pisani ed i suoi paesaggi. Cin cin!

Prenota subito all’Agriturismo Due Ponti a Chianni

La location perfetta per gustare la Strada del Vino!

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Punto strategico nella bellissima Valdera per raggiungere in breve tempo sia il mare che le città d’arte. L’Agriturismo in perfetto stile toscano si trova in mezzo al verde e vicino a Casciana Terme e Chianni.

Partendo dalla nostra struttura potrai visitare…

a 15km 

Casciana Terme
a 29km  Volterra
a 41km  San Gimignano
 a 53km  Pisa
 a 55km  Costa degli Etruschi
 a 85km  Firenze
 a 81km  Siena

 

*Eventi non garantiti causa Covid-19

Per ulteriori dettagli, visita il sito ufficiale Strada del Vino delle Colline Pisane.

 

 

 

 

 

Valsanzibio e il Giardino di Villa Barbarigo

Potreste scegliere di visitare i dintorni della pittoresca Galzignano Terme (Padova) per diverse ragioni… Tuttavia vi invito a tralasciare per qualche istante i Colli Euganei e la Chiesa di Sant’Eusebio per seguirmi alla scoperta del Giardino di Villa Barbarigo. Mentre ci dirigiamo verso Valsanzibio (frazione di Galzignano Terme) vi indicherò tre ragioni per cui visitare questa perla seicentesca con l’arrivo della bella stagione!

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Peschiera dei Fiumi e Portale di Diana

Il Giardino Monumentale di Villa Barbarigo

Villa Barbarigo è una villa veneta risalente al XVII secolo (1665-1696).  È stata commissionata su volere del nobile Francesco Zuan Barbarigo. Dobbiamo la ricca simbologia del complesso a Gregorio Barbarigo, figlio primogenito e Cardinale di Padova (successivamente Vescovo e Santo).  L’architetto e fontaniere Luigi Bernini era una delle figure principali coinvolte nella realizzazione del progetto. La Villa e i suoi dintorni, infatti, dovevano rappresentare in tutta la loro grandiosità non solo l’importanza della famiglia, ma anche la riconoscenza al Nostro Signore, per aver salvato i nobili Barbarigo dalla Peste. Nonostante i proprietari della Villa si sono succeduti nel tempoil progetto ideato dai fondatori rimane pressoché immutato. Villa Barbarigo ha ricevuto importanti premi e riconoscimenti come “Il più bel giardino d’Italia” (2003) e “Il terzo giardino più bello in Europa” (2007). 

Il Giardino Monumentale conta circa 150.000 mq e offre al suo visitatore la possibilità di seguire un percorso simbolico, con regole precise, che lo porterà dalla dimensione terrena alla purificazione. 

Il percorso comincia alla soglia del Paludo e del Portale di Diana, un tempo ingresso principale alla Villa. Dietro al Portale troviamo le Peschiere con le relative fontane e statue. Ciascuna di queste porta incisioni di motti sui propri basamenti. In tutto il Giardino conta circa 70 statue, 16 fontane, 800 alberi, cascate, ruscelli, giochi d’acqua e piccole costruzioni.

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Labirinto in bosco

Di particolare interesse è il Labirinto, lungo circa 1,5 km. Al centro vi troviamo una torretta con una guardia che sorveglia i coraggiosi visitatori. Per percorrerlo si impiegano circa 20 – 30 minuti e trovo che sia una tappa immancabile!

Seguendo la mappa, che viene solitamente fornita all’ingresso, troverete la Grotta dell’Eremita, ricostruita nel 2005, e l’Isola dei Conigli, che appare come una piccola oasi isolata, popolata solamente da conigli. È molto interessante scoprire il significato celato dietro queste due tappe, che si soffermano sulle condizioni umane come la solitudine e l’immanenza.

Poco dopo ci si trova di fronte al Monumento del Tempo, rappresentato da Crono, e si viene introdotti alle Fontane delle Insidie. In origine queste fontane dovevano ricordare al visitatore, sfinito dal percorso, che non era ancora finita! Ci si trova infine davanti all’imponente Scalea del Sonetto, presidiata da due statue di lonze e decorata dai famosi versi incisi tutti da scoprire! Il nostro punto di arrivo si trova proprio di fronte: è il Piazzale delle Rivelazioni con le 8 statue allegoriche. Purtroppo questo Piazzale non è visitabile, ma si può comunque godere di una bella vista del suo interno e della facciata della Villa.

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La Grotta dell’Eremita

Nell’insieme, il Giardino è visitabile autonomamente, grazie ad una piantina che viene fornita all’ingresso a ciascun visitatore. Invece, con un supplemento sul biglietto, si può scegliere di effettuare una visita guidata standard o superior. Consiglio la visita standard a chi già conosce un po’ la storia di Villa Barbarigo e vuole scoprire qualcosa sulla vastissima simbologia del Giardino. Personalmente, ho trovato una guida competente, preparata e molto disponibile. La sua esposizione era così coinvolgente, che il tempo era proprio volato!

Un Giardino barocco tutto da scoprire attraverso una moltitudine di simboli che accompagnano il visitatore dall’inizio alla fine. E perché no, magari con un piccolo extra sul biglietto e l’aiuto di una guida, la sua lettura sarà più immediata e portata di tutti!

A voi la scelta del motivo per cui visitare la perla di Valsanzibio!

Per ulteriori informazioni e visite guidate: Giardino Valsanzibio

 

foto copyright: A. Birsa, valsanzibiogiardino.it

Verona: non solo città dell’amore

Verona sbuca ai piedi del Lago di Garda, nel cuore del Nord Italia. Una piccola, discreta Vecchia Signora, che nei secoli ha difeso la sua singolarità e che, oggi, contempla le proprie tradizioni come parte della città stessa.

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Chi visita il centro storico potrà senz’altro notare che la maestosa Piazza Brà sembra curata come il giardinetto della villa di due anziani amanti della floricoltura, il moderno business si limita alle vetrine dei negozi, anch’esse sobrie e discrete, all’interno di muri secolari. Siamo nella città di Carlo Scarpa, dove, se si deve restaurare qualcosa, non lo si maschera e, sempre e in ogni caso, tutto deve restare il più possibile così come è stato costruito. 

Per chi sale i gradini del Teatro Romano verso l’ora del tramonto, poi, non sarà difficile comprendere il fascino e il mistero descritti da Shakespeare. Verona è la città degli amanti, viottoli e angoli bui la distinguono più di ogni altra città. Tana di artisti e scrittori, la sua storia è costellata da leggende.

Eppure, nonostante si siano scritte tragedie, amori dannati ed elogi dell’inquietudine, i veronesi vivono ancora nella loro piccola dimensione abitudinaria. Tollerano a malapena i rumori molesti dei quartieri universitari e guardano con sospetto tutti i forestieri. 

verona-cosa-vedereChi avrà la fortuna di visitarla durante il Carnevale, dovrà senz’altro farsi raccontare la storia della maschera di “Madonna Verona“, in un vicolo vicino a piazza Sant’Anastasia, in via Don Bassi, all’interno dell’omonimo Piano Bar. La proprietaria avrà senz’altro l’onore di spiegarvi da dove proviene La Madonna Verona“, ma vi consiglio di andare a trovarla in tarda notte, quando le cantinette vi avranno già servito l’ultimo bicchiere di Valpo” e vi avranno mandato al vostro destino. 

Infatti, dietro a tanto impeto emotivo e a tanta vena artistica, si cela il rituale sacro e assoluto dell’aperitivo, il pilastro, il vespro serale del veronese DOC.

Non potrete non onorare l’antico costume, all’imbrunire, tra i muri della Città Vecchia. Le cantine sono innumerevoli, tutte al pianterreno, con pochi tavolini che appena si notano lungo la via. Verso le sette, i veronesi chiudono le loro preziosissime e onoratissime giornate di duro lavoro e si trovano tutti lì, all’ombra dei loro bicchieri di “Valpo”, a parlare di quanto si vendemmiava bene al tempo che fu e, sicuramente, ad illustrarvi meglio di chiunque altro i bar dove bere meglio a Verona.

Copyright foto articolo: http://www.thepicta.com

La meravigliosa cittadina di Tortoreto sulla Costa Teramana

Lungo il mare Adriatico, in Abruzzo, si trova la graziosa cittadina balneare di Tortoreto. Questa è una destinazione che offre davvero di tutto, dalle bellissime spiagge al pittoresco centro storico e alla deliziosa cucina tipica! Scopriamo di più su Tortoreto!

Il nome deriva da tortore a causa della loro forte presenza secoli fa. La cosa bella di questa cittadina è che il centro storico medievale si trova a circa 300 metri sul livello del mare e la parte più nuova è il lido balneare. Questa città è super adatta alle famiglie e ai turisti.

Tortoreto Vecchio

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©facebook.com/turismocultura.tortoreto/

Iniziamo la nostra gita nel centro storico di Tortoreto Alto. La Torre dell’Orologio è ancora in piedi e risale alle mura originali del IX secolo. Altri punti di interesse sono la Chiesa di Santa Maria della Misericordia (1348) con i suoi meravigliosi affreschi del Bonfini. Ancora più antica è la Chiesa di San Nicola (XI secolo) ricostruita nel XVI secolo e dedicata al santo patrono, San Nicola di Bari.

L’evento più importante dell’anno della città è la rievocazione storica insieme al Palio del Barone che si tiene nel mese di agosto per commemorare gli eventi del 1234.

Ci sono numerosi punti in cui vorrai avere la tua macchina fotografica pronta per catturare le viste spettacolari del mare, della valle e del Gran Sasso.

Il Lido

Tortoreto è una delle località balneari più desiderabili dell’intero tratto conosciuto come la Costa Teramana. Famosa per la sua sabbia soffice e dorata e con stabilimenti balneari di ogni calibro, qui ce n’è davvero per tutti i gusti.

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©facebook.com/turismocultura.tortoreto/

Si può vantare dei riconoscimenti prestigiosi come la Bandiera Blu e la Bandiera Verde (premio dei pediatri per le spiagge ideali per bambini) e la Bandiera Gialla per le sue incredibili piste ciclabili. In tutta Italia sono solo 30 i comuni insigniti della Bandiera Gialla e, insieme a Tortoreto, sono stati riconosciuti anche i comuni limitrofi di Giulianova e Pineto. E come se non bastasse, in più proprio a Tortoreto si trova un parco acquatico aperto da giugno ad agosto dove c’è divertimento a volontà per tutta la famiglia. (vedi il sito ufficiale OndaBlu)

Uno dei monumenti più famosi del lungomare è La Sirena, la statua e fontana costruita nel 1982 in bronzo massiccio.

La Cucina

L’intera zona è piena di bar, ristoranti, piano bar, e negozi specializzati che offrono il meglio di questa zona dell’Abruzzo. Naturalmente, il pescato del giorno è sempre nel menu e di più fresco non c’è! Alcuni dei preferiti sono le cozze allo zafferano (coltivate in Abruzzo!). Altri piatti tipici di tutta la regione sono i famosi spaghetti alla chitarra e gli arrosticini di agnello allo spiedo.

I vini prodotti nelle immediate vicinanze includono il Montepulciano d’Abruzzo DOC, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG, e Trebbiano DOC.

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Itinerario alternativo a Napoli: tre peculiarità da non perdere!

Napoli la conosciamo tutti come la città della musica, della pizza, degli splendidi angoli artistici che regala, delle sue vie, introvabili altrove, colorate, folcloristiche in una sola parola, uniche. Ci si illude di poterla scoprire tutta in una giornata sola ma si perderebbero altre curiose rivelazioni legate a questa località. La precedenza va certamente a Piazza Plebiscito, San Gregorio armeno, Castel dell’Ovo, Mergellina e questo basterebbe a riempire la nostra memoria di arte e bellezza. Ma Napoli non è solo questo, ha ancora tanto altro da offrire. Andiamo a scoprire un itinerario alternativo a Napoli, con tre particolari di questa città assolutamente da non perdere! 

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Stazione dell’Arte

In quale città prendere la metropolitana è come passeggiare per un museo liberamente accessibile e senza dover acquistare il biglietto? Qui diventa possibile! Ogni fermata è una vera e propria galleria d’arte. Aperta nel 1993 e rinnovata tra il 2004 e il 2005 grazie alla maestria di otto artisti contemporanei. Una delle ultime inaugurate è la stazione Toledo, insignita come più bella d’Europa dalla CNN e dal DAILY TELEGRAPH. Grandi mosaici realizzati da Kentridge arricchiscono le pareti, con processioni di oggetti e figure legati alla tradizione partenopea e illuminata da migliaia di luci a led, che viaggiano sulla scala cromatica degli azzurri. La metro, solitamente legata alla velocità, qui pare invitare a soffermarsi e procedere con calma perdendosi con il naso all’insù.

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Napoli Paint Stories

Restando in tema di arte i ragazzi di Napoli Paint Stories accompagnano attraverso interessanti tour guidati alla scoperta della urban art. Napoli, infatti, possiede opere uniche al mondo in fatto di graffiti e murales per mano di artisti napoletani come Cyop&Kaf, Gola, Diego Miedo ed internazionali come Banksy, C215, Jorit. E proprio di Jorit è il bellissimo volto del San Gennaro, alto più di 15 metri, personificato in un operaio amico dell’artista, sulla facciata di un palazzo del quartiere Forcella. È sua peculiarità scegliere la gente comune, che abita i quartieri per ritrarre santi e Madonne, così’ da regalare maggiore umanità alle persone. E sempre di Jorit, il murales dedicato alla carriera di Massimo Troisi ed inaugurato nel 64 esimo compleanno dell’attore che lo vede protagonista in tre scene di film tra cui quella del bacio con la Cucinotta nel Postino.

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Kayak a Napoli

E se volete vedere Napoli davvero da un altro punto di vista basta provare l’esperienza del kayak, si perché offre anche questo, una splendida escursione sul mare per beneficiare di ville neoclassiche, rovine romane, il piccolo borgo di Marechiaro ed innumerevoli scorci che si possono ammirare solo dall’acqua. Le migliori associazioni sportive di Kayak realizzano ogni anno un programma ricco di tour via mare per vivere questa città in modo diverso ed arrivare fino a grotte, insenature, spiaggette incantevoli.

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E se Napoli è solo una tappa della tua visita in Campania, 
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