Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

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Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

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foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

La Repubblica di San Marino: uno Stato affascinante

La Repubblica di San Marino è uno stato sovrano situato all’interno dei confini delle due regioni l’Emilia-Romagna e le Marche. Come la Città del Vaticano, Monaco o Liechtenstein, è un microstato o uno stato molto piccolo con pochissime persone. San Marino è uno dei paesi più ricchi del mondo e visitarlo è un’esperienza unica. È quasi come visitare un paese all’interno di un paese!

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La breve storia di San Marino

Con meno di 40.000 persone e una superficie di appena 61 chilometri quadrati, San Marino è uno degli stati sovrani più piccoli al mondo. I suoi residenti hanno uno dei redditi pro capite più alti al mondo e anche una delle più alte aspettative di vita (84 anni).

La leggenda vuole che San Marino sia stata fondata da Marinus, un tagliapietre della Dalmazia (Croazia) fuggito dalle persecuzioni sotto l’imperatore Diocleziano. Nel 301 d.C., il primo gruppo di immigrati arrivò a San Marino ed alcuni primi documenti mostrano che nel IX secolo d.C. si era già formata una repubblica. Sorprendentemente, nel corso della sua storia e durante le guerre intraprese attorno ai suoi confini, San Marino mantenne la sua indipendenza ad eccezione di due sole volte (nel 1503 e 1739) quando fu brevemente occupata dalle forze militari. Quindi ora che sai che è un posto meraviglioso, scopriamo cosa vedere.

Il centro storico

Anche la capitale si chiama San Marino e il suo centro storico si trova sul Monte Titano, precisamente dove si dice si siano stabiliti Marinus e i primi immigrati. Nel 2008 è entrato a far parte dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Racchiuso da mura in pietra e ad un’altezza di 750 metri, San Marino è a dir poco spettacolare.

Le torri

torre-san-marinoCi sono tre fortezze (una delle quali ospita un museo di armi storiche) con torri che conferiscono alla città il suo aspetto caratteristico. Sono collegate da un sentiero noto come il “Passo delle Streghe” il cui nome si pensa abbia origine dal suono del vento ululante e anche probabilmente dal fatto che era un luogo di ritrovo di stregoni durante il Medioevo. Oggi è possibile accedere al sentiero in pietra con la funivia.

Il Duomo

Numerose chiese adornano il centro storico tra cui la Basilica del Santo (il Duomo) che per gli standard europei, è quasi “moderna”. Costruita a metà del 1800, la Basilica ospita le reliquie di San Marino. Se sei interessato alla vita del Santo, un altro sito importante è l’Oratorio di San Pietro che ospita due letti scavati nella roccia i quali si crede siano quelli di Marino e Leo e che abbiano poteri curativi.

Il Palazzo Pubblico

In Piazza della Libertà troverai il Palazzo Pubblico che è ancora dove si riunisce il governo di San Marino e dove puoi assistere al cambio della guardia ogni 30 minuti.

I musei

Piazza Titano ospita il Museo di Stato con oltre 5.000 opere che vanno dal periodo neolitico fino al XIX secolo. Altri musei interessanti includono il Museo della Tortura con alcuni dispositivi di tortura molto spaventosi e un museo delle cere.

Francobolli, monete, e lo shopping

Un altro fatto interessante su San Marino è che ha uno dei primi sistemi postali conosciuti in tutto il mondo, che fu istituito all’inizio del 1600. La sua tradizione di francobolli è sopravvissuta nel corso dei secoli e molti vengono qui appositamente per collezionare francobolli e monete (non fa parte dell’Unione Europea ma usa l’Euro come valuta).

Lo shopping è un altro motivo principale per cui italiani ed europei affollano San Marino. A parte tutta la bella merce e souvenir, i prezzi sono allettanti perché i turisti possono godere del privilegio di acquisti tax-free.

La cucina è, ovviamente, superba e ricorda quella delle vicine tradizioni culinarie dell’Emilia-Romagna e delle Marche.

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Il fantastico borgo abruzzese di Capestrano

Nella provincia abruzzese dell’Aquila e alle porte del più grande parco nazionale d’Italia, il Gran Sasso, si trova il paese di Capestrano. Questo piccolo borgo offre ai visitatori un’esperienza unica per la sua  ricca storia, per la cultura e per la squisita bellezza naturale dell’Abruzzo. Non tutti i turisti riescono a visitare questo tipo di luogo quasi nascosto ma quando lo fanno, l’esperienza che vivono è come nessun altra.

La storia di Capestrano

Con meno di 1.000 abitanti, Capestrano è a meno di un’ora di macchina dal capoluogo l’Aquila. La sua storia risale agli antichi Piceni che abitarono in queste parti nel VI secolo a.C.

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©Sailko

Lasciarono una delle statue più famose di tutta Italia proprio qui a Capestrano. Conosciuto come il “Guerriero di Capestrano“, questa statua in pietra calcarea alta 2 metri raffigurante un re piceno fu ritrovata in un campo negli anni ’20. Ora è ospitato accanto alla sua controparte femminile nella città abruzzese di Chieti presso il Museo Archeologico.

Il centro storico

Il centro storico di Capestrano è interamente racchiuso tra antiche mura ed è un misto di architettura medievale e rinascimentale. La chiesa di Santa Maria del Rosario è dove si trova la tomba di Antonio Piccolomini e, secondo la leggenda, fu anche il luogo in cui fu battezzato San Giovanni di Capestrano.

San Giovanni di Capestrano

Nacque qui nel 1386, Giovanni da Capistrano un frate francescano e prete cattolico noto come il “santo soldato” per aver guidato una crociata contro l’Impero Ottomano a Belgrado all’età di 70 anni. Nel 1447  iniziò la costruzione di un convento il quale è stato continuamente ampliato nel corso dei secoli. Oggi i visitatori possono vedere manoscritti e tutti i tipi di oggetti appartenenti al santo nel museo e nella magnifica chiesa.

San Pietro ad Oratorium

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©capestranodascoprire.it

Un altro incredibile fatto su Capestrano è che è una delle pochissime città in cui sono state trovate quadrate del Sator. Insieme a Pompei, Roma e Siena, queste quadrate di cinque parole sono conosciute come palindromi. Quella di Capestrano si trova sulla facciata dell’Abbazia benedettina di San Pietro ad Oratorium appena fuori dal paese.

Il Castello Piccolomini

Appena fuori dal paese, vicino al fiume Tirino e all’abbazia, si trova il Castello Piccolomini (noto anche come Castello Mediceo). La struttura originaria risale al XIII secolo ma divenne proprietà della famiglia Piccolomini nel 1400 e fu successivamente venduta a Francesco de Medici.

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©capestranodascoprire.it

La sua posizione strategica permetteva alle famiglie dominanti di tenere d’occhio la via dei pastori (conosciuta come la transumanza) che in determinati periodi dell’anno avrebbe portato fino a 30.000 pastori attraverso le montagne fino a Foggia. Oggi la Via della Transumanza, insieme alla Via Francigena, è ampiamente conosciuta come uno dei cinque pellegrinaggi più importanti d’Italia.

Tutti i siti sopra citati sono visitabili contattando l’Associazione Pro Loco di Capestrano.

Il lago Capo d’Acqua 

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©capestranodascoprire.it foto di Denis Palbiani

Già che sei in zona non puoi perderti di vedere il lago di Capo d’Acqua (scritto anche Capodacqua) conosciuto come “l’Atlantide d’Abruzzo”. Nel 1965 una parte del fiume Tirino è stata arginata ed è ora utilizzata per produrre energia idroelettrica. Le sorgenti naturali delle montagne sfociano costantemente nel lago rendendolo uno dei più incontaminati e insoliti di tutta Italia. La visibilità arriva fino a 40 metri di profondità! Ma non è nemmeno tutto! Ci sono due antichi mulini che risalgono probabilmente al Medioevo che sono completamente sommersi e lo sono da centinaia di anni. La compagnia di immersioni Atlantide ha l’esclusività del lago e può organizzare esperienze di immersioni subacquee.

La cucina

Il vicino fiume Tirino fornisce per secoli deliziose trote fresche e ancora oggi è un alimento base della dieta di Capestrano. La troverai nei menù preparata in più modi così come nei sughi per la pasta. Anche i gamberetti d’acqua dolce sono comunemente usati. Lo zafferano fu scoperto in questa zona nel 1200 e da allora è diventato il più pregiato del mondo. Anche la famosa pizza fritta e legumi come i ceci e le lenticchie sono degli alimenti locali. Le mandorle sono usate in dolci e biscotti come gli amaretti. I vini includono Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano e Pecorino.

 

Il Porto Antico e l’Acquario, tutto il mondo marino a due passi dalla city

boiosfera-acquario-di-genovaIl Porto Antico rappresenta il fulcro del fenomeno turistico genovese e l’Acquario di Genova ne è il cuore pulsante.
Se è vero infatti che l’area progettata e realizzata da Renzo Piano, architetto genovese noto nel mondo, presenta diverse e tutte accreditate attrazioni per il turista che decida di fare una tappa a Genova, ancor più certo è che l’Acquario, uno dei più importanti in Europa per numero e varietà di specie animali presenti, ha lanciato a livello esponenziale le presenze sul territorio cittadino ed ha, da solo, rappresentato la ragione per cui i vacanzieri provenienti dall’Italia e da tutti i paesi del mondo hanno cominciato, qualche tempo fa, ad inserire nei loro itinerari la capitale ligure.

Il Porto Antico

genova-centro-acquario-offerteIl Porto Antico è vicino al centro di Genova, di conseguenza la visita all’uno permette variazioni sull’altro, nonché al Centro Storico ricchissimo di vestigia medievali, di palazzi e di chiese talmente belle che valgono una visita qui.
Con tutto ciò, oggi che il turismo si è diffuso su tutta questa città che il mondo intero finalmente ha finito per conoscere nelle sue infinite bellezze e ricchezze, l’Acquario funge ancora da attrazione centrale, da visitare per prima e da giustificare abbondantemente una puntata ed un soggiorno a Genova.

L’Acquario

Ideata per il 1992, in occasione del quinto centenario della scoperta dell’America e inaugurata nell’anno successivo, l’area offre l’opportunità di attraversare l’intera estensione avendo l’impressione di camminare tra i pesci. E’ proprio la presenza quasi tattile, che dà al visitatore la sensazione di coesistere nell’acqua con le più diverse qualità di animali marini, a far sì che chi si addentra fra queste stanze ne esca stupefatto tanta è la familiarità che viene ad assumere con l’ambiente e la fauna che lo abita. Una sensazione che permane anche a visita ultimata perché colpisce l’intimo e l’animo di tutti coloro che vogliano concedersi questa indimenticabile esperienza.
Nella Grande Nave Blu, poi, il sogno di toccare davvero i pesci diventa realtà, perché ciò è consentito, nel rispetto della salvaguardia degli stessi abitatori marini.

biosfera-acquario-genovaAll’Acquario la familiarizzazione con i delfini diventa realtà, il più simpatico e socievole abitatore dei mari è a portata di mano, così come sarà possibile conoscere le abitudini delle tartarughe, delle foche dei trichechi e persino dei pinguini, animali che si radunano a gruppetti e costituiscono insiemi che sono esempi curiosissimi di socializzazione reciproca.

Un capitolo a parte è rappresentato dalla vasca degli squali, che percorrono senza sosta gli spazi a disposizione con la loro fisionomia inconfondibilmente severa e persino un po’ sinistra. Davanti allo squalo si guarda in silenzio, nella conservazione del rispetto che questi animali incutono in ciascuno di noi, per la loro fierezza e l’eleganza veloce del nuoto. Mentre in ogni altro angolo della struttura tutto è allegria, vociare e ridere di divertimento diffuso. Per tutti i dettagli e info biglietti, visita il sito ufficiale: Acquario di Genova.

Nell’ambito del Porto Antico ci sono ristoranti diversi, per ogni esigenza, eleganti o famigliari e locali di ristoro di ogni genere. Sarà possibile gustare le specialità liguri e genovesi così come la cucina più tradizionalmente italiana. Ma sarà consentito anche di fermarsi soltanto per un caffè o un cappuccino se si intende proseguire rapidamente la visita per la città. L’area è abitualmente affollata dalla gente tanto è il richiamo che essa rappresenta per tutti.
Non mancano le strutture per chi lavora. Un moderno ed accogliente coworking può ospitare a poca distanza coloro che si trovino da queste parti per motivi professionali ed abbiano bisogno di una base che funga da studio o una scrivania ove appoggiarsi. Il coworking è una modalità moderna che permette di stazionare anche a chi non abbia qui gli uffici della propria azienda e mette a disposizione i servizi necessari a svolgere il proprio lavoro in tutte le sue espressioni. Fa parte delle più attuali modalità di “lavoro intelligente”.

porto-acquario-genova-offerteProgetti di Renzo Piano prevedono infine la bonifica di tutto il tratto di costa cittadina presente tra il Porto Antico e la zona della Fiera e la realizzazione, tra l’altro, di un porticciolo turistico con agio per l’attracco di barche di maggiori o minori dimensioni. Il tutto a due passi dagli hotel, dai ristoranti e da tutta la vita pulsante della city. Sarà quindi possibile avvicinarsi al centro di Genova non soltanto con i tradizionali mezzi via terra ma anche provenendo dal mare. Tale progetto, attualmente denominato Blue Print, ha suscitato l’interesse attivo del sindaco e della giunta comunale di Genova, recentemente installatisi a Palazzo Tursi.

Copyright foto 1: liguriaforyou.com

Copyright foto 2: c-way.it

Copyright foto 3: delphinarium.it

Copyright foto 4: marinaportoantico.it

Un castello tutto da scoprire a Pavia

Se si pensano ai castelli della Lombardia, di primo acchito ci viene subito in mente il Castello Sforzesco di Milano, con la sua imponenza ed il suo bellissimo parco. In quest’articolo, invece, ve ne faccio conoscere uno che è meno noto, ma non di minore importanza e bellezza: il castello Visconteo di Pavia.

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©museicivici.pavia.it

La storia

È di epoca medievale ed è chiamato Visconteo perché prende il nome da un membro di una delle più importanti famiglie di Milano, i Visconti. Sto parlando di Galeazzo II Visconti, Signore di Milano, che nel 1359 conquistò Pavia e si trovò così bene che volle che nella città si costruisse il palazzo della sua abitazione. Galeazzo II non perse tempo, infatti i lavori di costruzione iniziarono dall’anno successivo e pensate che durarono solo 5 anni. Diventò, così, una raffinata residenza di corte.

Il castello è a pianta quadrata, composto da quattro torri quadrangolari ed è circondato da un fossato. Se andrete a visitarlo vedrete che oggi il fossato è vuoto, come quello del castello Sforzesco di Milano, ma inizialmente l’acqua che lo riempiva era quella del Naviglio, il canale navigabile che Galeazzo II fece costruire per avere un collegamento diretto con Milano. Venne costruito su due piani ed al suo interno si trova una corte circondata da portici.

Una delle curiosità che riguardano il castello è che inizialmente era circondato da un enorme parco, che oggi, purtroppo, non si può più ammirare. Ma i pavesi sono fortunati, perché una porzione di parco è rimasta. Si trova alla periferia di Pavia e corrisponde a quello che oggi è conosciuto come Parco della Vernavola. Il parco serviva a collegare la dimora di Galeazzo II Visconti al mausoleo della sua famiglia, ovvero la Certosa di Pavia.

La seconda curiosità che vi svelo è che c’è un’importante personalità legata al castello: il poeta Francesco Petrarca. Il suo mecenate era proprio Galeazzo II, che lo invitò a Pavia affinché contribuisse alla creazione della biblioteca del castello, proprio negli anni in cui il castello prendeva forma.

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©scuderiepavia.com

In seguito, vi citerò un’altra curiosità legata al castello ed alla città di Pavia.

Il castello rimase intatto per due secoli, fino al fatidico anno 1525, l’anno della battaglia di Pavia combattuta tra Spagnoli e Francesi. Entrambi ambivano alla conquista della città. Purtroppo venne abbattuta l’area settentrionale del castello insieme a due torri.

I Musei Civici di Pavia

Dal 1951 il castello è stato acquistato dal Comune e restaurato. Oggi è la sede di tutte le sezioni dei Musei Civici di Pavia ed ospita anche mostre temporanee. Le sezioni dei Musei Civici comprendono opere di archeologia, pittura e scultura dall’età romana e medievale fino al Risorgimento italiano. Alcune importanti sono:

  •  La sala azzurra, chiamata così per il colore della decorazione degli affreschi.
  • Sezione altomedievale, con opere del periodo in cui, ebbene sì, Pavia fu capitale d’Italia. Ecco svelata l’ultima curiosità. Ciò avvenne nel periodo corrispondente al regno longobardo (più precisamente dal VI all’VIII secolo a.C., ovvero da quando i Longobardi invasero l’Italia alla caduta del regno per opera dei Franchi di Carlo Magno).
  • Sala del modello ligneo del Duomo di Pavia, in cui è presente uno dei più grandiosi modelli ancora intatti.
  • Pinacoteca Malaspina, con opere di Antonello da Messina.
  • Sale con opere del ‘700 ed ‘800, in cui potete trovare quadri di pittori pavesi ed anche altri molto conosciuti, tra cui Francesco Hayez, Tranquillo Cremona e Giovanni Segantini.
  • Sala del Museo pavese del Risorgimento Italiano, con importanti spazi dedicati a Garibaldi ed alla famiglia pavese dei Cairoli, molto apprezzata da Garibaldi.
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    ©museicivici.pavia.it

Ma il castello non è solo arte e storia. Durante tutto l’anno, nei giardini, si svolgono vari eventi, come concerti e spettacoli e tra le manifestazioni di quest’estate non posso non citare la festa della birra e lo Street Food. Il prossimo evento sarà dedicato agli amanti della gastronomia e del buon vino. Sto parlando dell’Autunno Pavese, la più grande manifestazione enogastronomica della provincia di Pavia. Quest’anno la sua 68° edizione e ancora da definire.

 

 

Terre del Barolo: Castello e Museo del vino

A pochi chilometri da Alba, nel cuore delle colline delle Langhe, troverai le terre del Barolo, luogo di nascita del “re dei vini”.

Vino Barolo

Il vino Barolo è ottenuto dal nebbiolo, un vitigno a bacca nera del Piemonte (molto probabilmente derivato dalla parola “nebbia”). Spesso è descritto sia come “re dei vini” sia come “vino adatto ai re”. Questo vino viene prodotto esclusivamente in Piemonte nelle terre del Barolo, che comprendono: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e parti di Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Roddi e Verduno.

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©scoopnest.com

Il suo castello

Una terra piena non solo di profumi intensi e panorami mozzafiato, ma anche di una storia millenaria: i romani, i longobardi, Carlo Magno e i saraceni lasciarono in questa zona il loro segno. In realtà, difendersi da quest’ultimi, fu proprio il motivo per cui fu costruito il suo magnifico castello.

Perfettamente incastonato nel paesaggio, il Castello di Barolo rappresenta più di cinque secoli di storia e l’affascinante vita delle persone che vivevano qui. Intorno all’anno 1250, il maniero e i suoi possedimenti divennero proprietà della famiglia di banchieri Falletti. Successivamente, il castello fu ricostruito da Giacomo e Manfredo Falletti dopo essere stato gravemente danneggiato nelle guerre del XVI secolo. La sua nuova facciata è rimasta intatta fino alla morte di Juliette Colbert, l’ultima marchesa della famiglia Falletti, meglio conosciuta come Giulia di Barolo. Era una donna di spicco nel panorama intellettuale dell’epoca, con idee innovative e quindi non sempre apprezzata dalla borghesia del regno. Fu lei a battezzare il primo vino omonimo all’inizio del 1800 e a rifornirne la cantina del re Carlo Alberto di Savoia.

Il castello è aperto al pubblico: al suo interno è possibile ammirare la sala con lo stemma di famiglia, gli arredi in stile impero appartenuti alla stessa Marchesa Colbert e la biblioteca di cui era responsabile Silvio Pellico, consigliere dei marchesi Falletti e patriota che contribuì all’Unità d’Italia.

Museo del vino Barolo

Dal 2010, il Castello ospita anche il Museo del Vino (acronimo WiMu). È considerato il museo del vino più innovativo in Italia e tra i più importanti in Europa. È un itinerario interattivo ed esperienziale (con audioguida o da solo) che parte dalla terrazza panoramica del terzo piano e scende verso le cantine nel seminterrato.

Il viaggio inizia con mostre che collegano geologia, astrologia e cicli di vita oltre che a illustrare come il vino è cambiato nel corso dei secoli. Dalla mitologia al mondo moderno, dall’arte alla letteratura, al cinema e allo stile di vita, rappresentando in definitiva il legame tra storia, tradizioni agricole e identità locale. Il suo designer François Confino descrive l’esperienza:

“Ho visitato diversi musei dedicati al vino nel mondo. Ma nessuno di loro ha parlato delle straordinarie dimensioni culturali del vino. Era fondamentale creare un corso museale creativo e poetico per i visitatori. Non un luogo dove si impara come si produce il vino, ma un posto per parlare del rapporto tra noi e esso “.

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©www.tgtourism.tv

Il WiMu è aperto tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:00, con l’ultimo ingresso alle 18:00. Per i dettagli completi, visitare il sito ufficiale. Naturalmente, la visita non sarebbe completa senza degustazione di vini e numerose etichette disponibili per l’acquisto.

E se la tua visita nel Piemonte non si ferma qui, scopri di più su questa magnifica regione!
Scopri il Piemonte! 

Mostra di Marc Chagall a Rovigo

Per la prima volta in Italia apre nelle sale di Palazzo Roverella a Rovigo un’importante esposizione dedicata a Marc Chagall.

Circa 70 opere provenienti dai musei russi di Mosca e di San Pietroburgo ma anche dalla collezione privata dell’artista. Capolavori come la “Passeggiata” all’”Ebreo in rosa”, a “Il matrimonio”, “Il Gallo”, “Il guanto nero” e altri.

Gli animali fantastici, le persone e i villaggi che volano, i cieli e i tetti che si toccano, gli angeli, sono tutti elementi che Chagall ha attinto dalla tradizione favolistica russa per trasformarli negli elementi originali della propria sintassi espressiva, mentre deriva dal mondo ebraico e cristiano ortodosso delle icone la cifra intellettuale e spirituale della sua opera.

Chagall ha codificato un linguaggio e una sintassi espressiva che divengono nella sua opera elementi di arricchimento e di originalissima definizione formale senza mai interferire con il mondo delle emozioni e dell’affettività, continuando a parlare ancora oggi, come pochi altri, alla nostra sensibilità postmoderna.

Visita il sito ufficiale di Palazzo Roverella

Fino al 17 gennaio 2021

 

Ufficio stampa: Studio ESSECI 

Visitare Gubbio, la città medievale umbra

E ancora, un’altra favolosa città medievale nella provincia di PerugiaGubbio. Dagli anfiteatri romani ai palazzi medievali e alla cucina discreta, a Gubbio non manca niente!

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Un po’ di storia

Gubbio non è affatto una piccola città. Con circa 30.000 persone, Gubbio si trova ad un’altitudine di oltre 500 metri sul pendio del Monte Ingino sull’Appennino.

Questa zona fu popolata nell’età del bronzo dall’antico popolo umbro (preromano). Nel XV secolo qui furono rinvenute una serie di tavolette in bronzo con iscrizione in lingua umbra. Conosciute come le Tavolette Iguvine, queste sono alcuni degli esempi più rari al mondo di questo periodo storico e si trovano proprio qui a Gubbio!

I romani ribattezzarono la città Ignuvium dopo la loro conquista nel II secolo a.C. e costruirono un imponente anfiteatro che era uno dei più grandi dell’Impero e che poteva ospitare fino a 6.000 spettatori.

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Il centro storico

Risalente al XIII secolo, il centro storico è circondato dalle mura e dalle porte medievali originali. Cinque vie parallele compongono il centro dandogli una leggera sensazione simile a un labirinto.

Porta dei Morti

Mentre cammini per le vie, molto probabilmente noterai che molte delle vecchie case hanno due porte. Questo è un fenomeno interessante riscontrato in alcune città medievali conosciute come la porta dei morti. La ragione di ciò non è del tutto chiara. Sebbene il nome suggerisca che fosse una porta, infatti, utilizzata per spostare il defunto dalla casa, un altro motivo probabile potrebbe essere stato quello di fornire protezione alla persona che rispondeva alla porta posizionandola ad un livello superiore da quello della strada.

Palazzi

Gubbio è piena di palazzi e chiese spettacolari che terranno impegnato qualsiasi visitatore per diversi giorni, ma se il tempo non lo consente, queste sono le cose assolutamente da vedere.

Da dove cominciare? Piazza Grande ovviamente! Perché è proprio così … grande! Questa spettacolare piazza comprende Palazzo Pretorio e Palazzo dei Consoli (ospita il museo civico dove si trovano le Tavole Iguvine). Questa non è la tua piazza tipica in quanto è stata effettivamente costruita su un livello rialzato ed è sostenuta dai favolosi archi che la rendono così pittoresca. Da qui, puoi godere il panorama circostante visto dall’alto.

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Il Palazzo Ducale è un raro esempio di architettura rinascimentale in questa città medievale. Commissionato dal Duca Federico di Montefeltro, lo studio è squisitamente scolpito in legno intarsiato. C’è anche un museo all’interno.

A competere per il titolo di uno degli edifici più belli di Gubbio è il Palazzo del Bargello. Oggi ospita il Museo della Balestra. La fontana di fronte è conosciuta come la Fontana dei Matti che prende il nome da una leggenda popolare. Quindi, se vuoi diventare un cittadino onorario “matto” di Gubbio, corri tre volte intorno alla fontana e spruzzati dell’acqua addosso.

Le chiese

Ogni bella città ha un bellissimo Duomo e Gubbio non fa eccezione. Dieci archi ogivali rendono speciale questa chiesa originariamente dell’anno 1000.

L’Umbria è sinonimo della vita di San Francesco d’Assisi e una delle chiese più spettacolari (la Chiesa di San Francesco) fu costruita subito dopo la morte del santo sulla proprietà della famiglia Spadalonga che si ritiene abbia dato rifugio a San Francesco.

Un altro sito storico legato alla vita di San Francesco è la Chiesa di San Francesco della Pace (o dei Muratori). Si ritiene che sia qui che Francesco fece il patto con un lupo che stava terrorizzando Gubbio.

Dal centro si può prendere la funivia fino al Monte Ingino e visitare la Basilica di Sant’Ubaldo. Questa salita di 500 metri è un’esperienza sensazionale e offre viste mozzafiato di Gubbio dall’alto. All’interno della chiesa si trova il corpo perfettamente conservato del Patrono di Gubbio, Sant’Ubaldo. Anche qui si trovano i celebri ceri per la “Discesa dei Ceri” che si tiene ogni anno il 15 maggio in onore di Sant’Ubaldo.

Sorprendentemente, Gubbio ha anche detenuto il record per l’albero di Natale più grande del mondo! Ogni anno, un gigantesco albero di Natale a LED viene illuminato sul Monte Ingino.

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La cucina di Gubbio

Gubbio è famosa per le sue sostanziose zuppe e minestre a base di legumi e per una focaccia chiamata crescia. Invece Friccò è una deliziosa combinazione di agnello, anatra, pollo e coniglio saltati nel vino bianco. Questa zona produce dei ottimi funghi e tartufi.

Lo scrittore e viaggiatore Guido Piovene definì Gubbio una “sublime monotonia” per i suoi blocchi di pietra grigia e i palazzi costruiti in modo simile. Facci sapere se sei d’accordo!

Se ti è piaciuto leggere su Gubbio, scopri altri borghi nell’Umbria! 

 

Cosa vedere a Matera oltre i Sassi

Nel precedente articolo su Matera abbiamo esplorato il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, ovvero la parte rupestre della città antica. La seconda parte si concentrerà su altre parti della città (e non solo) che dovrebbero essere sicuramente incluse in ogni visita a Matera. Ti daremo anche consigli su cosa mangiare mentre sei qui! Andiamo!

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I musei

Partiamo evidenziando alcuni musei che non sono stati menzionati in precedenza. Non lontano da Sasso Caveoso, si trova il Museo Archeologico, Museo Ridola. Nella zona circostante sono stati trovati tanti manufatti risalenti al 6.000 a.C., incluse armature in bronzo. Se sei affascinato dalla Matera rupestre, allora ti piacerà anche MuDeSca, o Museo dello Scavo, situato nel Sasso Barisano.

Uno dei più recenti musei della città rende omaggio a una collezione d’arte che spazia dal medioevo al moderno: il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna situato all’interno di Palazzo Lanfranchi.

A Sasso Caveoso, un’altra imponente collezione di sculture si trova all’interno del MUSMA, o Museo della Scultura Contemporanea.

Per un elenco completo del sistema museale di Matera, visita questo link.

La Cripta del Peccato Originale

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©criptadelpeccatooriginale.it

Uno dei siti più visitati appena fuori Matera, e considerato un must assoluto da qualsiasi guida esperta, è la Cripta del Peccato Originale. Denominata la “Cappella Sistina dell’arte rupestre”, questa cappella è un favoloso paese delle meraviglie sotterraneo affrescato. Pensare che questo capolavoro dell’VIII secolo completato da uno o più artisti sconosciuti è stato scoperto all’inizio degli anni ’60 da un gruppo di ragazzini!

La Cisterna del Palombaro

È inoltre possibile visitare il sistema idrico sotterraneo noto come Cisterna del Palombaro. Portare l’acqua ai suoi abitanti è sempre stata una sfida per Matera e così è stato ideato un sistema di cisterne per risolvere il problema. Palombaro si trova sotto Piazza Vittorio Veneto ed è navigabile in barca!

I luoghi naturali

Ci sono parchi naturali e riserve situati nei dintorni di Matera per chi vuole esplorare fuori città. Il Parco della Murgia Materana è un luogo affascinante tra Matera e Montescaglioso che è un patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Qui troverai più grotte e interi villaggi (Murgecchia, Murgia Timone e Trasanello) scavati nel paesaggio calcareo che risalgono al Paleolitico, al Neolitico, al Bronzo e all’Età del Ferro. Per non parlare delle chiese rupestri e di oltre 1.200 specie di animali e piante.

La cucina materana

Le tradizioni culinarie di Matera sono rimaste molto intatte per secoli a causa del suo isolamento geografico. Molti piatti sono simili a quelli della vicina Puglia e rispecchiano le tradizioni agricole e pastorali della zona. I piatti sono sostanziosi e spesso a base di verdure o legumi.

Il Pane Materano è il buonissimo pane di grano duro che può pesare fino a 2 kg! Anche la pasta è prodotta esclusivamente con semola di grano duro e molte volte, ancora a mano. Le varietà includono orecchiette, cavatelli e strascinati. Uno dei piatti caratteristici di Matera sono le Orecchiette alla Materana servite con una ricca salsa di pomodoro (spesso a base di agnello), mozzarella e pecorino e poi cotte al forno.

Se il tempo è freddo, è il momento di gustare uno di questi piatti tradizionali a base di legumi, cereali e verdure che riscalderanno sia la pancia che il cuore: Ciallédd, Crapiata e Cutturidd.

Probabilmente il dolce più famoso sono le deliziose strazzate. Questi biscotti sono fatti di pasta di mandorle con un pizzico di limone e liquore! Buonissimi!

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Dante e Beatrice nella Chiesa di Santa Maria dei Cerchi

Vicinissima al Duomo di Firenze ed a Piazza della Repubblica si trova una piccola chiesetta denominata Santa Margherita dei Cerchi, una delle più antiche del centro storico. Il nome deriva da Santa Margherita d’Antiochia (patrona delle partorienti) e dalla famiglia Cerchi, che detenne il patronato della chiesa dal 1353 dopo i Portinari. All’interno della chiesa è presente una pala d’altare raffigurante la Madonna di Neri di Bicci (noto pittore Fiorentino). Questo luogo può raccontarci due piccole storie, che tuttavia parlano di argomenti sempre vicini al cuore italiano: L’amore e la cucina.

Una piccola storia d’amore

Si dice che sia proprio in questa chiesa che il primo incontro fra Dante e Beatrice sia avvenuto (descritto poi da Dante nella Vita Nova). Tutt’oggi, le spoglie di Beatrice riposano in questa chiesa. sulla sua tomba è facile trovare delle rose e dei piccoli foglietti di carta in cui i Fiorentini consegnano a Beatrice le loro pene d’amore.

Una piccola storia di gusto

In questa chiesa ha ancora sede la Venerabile Compagnia dei Quochi, storica confraternita oggi facente parte della più ampia Associazione Cuochi Fiorentini. Nella chiesa sono tutt’oggi conservate le spoglie dei più antichi membri della confraternita stessa, che è dedicata a San Pasquale Baylón, santo famoso per essere l’inventore dello Zabaione (La crema si chiamava inizialmente Crema di San Baylón, poi storpiata in Sambajon sino ad ottenere il moderno nome di Zabaione).

Foto a cura di: C.F.Ottaviani

Articolo di: C.F.Ottaviani

DiVin Ottobre lungo la strada del vino e dei sapori del Trentino

CON DIVIN OTTOBRE TUTTO IL BELLO DELL’AUTUNNO

Nuova edizione per la rassegna ideata per raccontare le meraviglie di questa stagione, che regala agli ospiti l’incantevole spettacolo del foliage, le tradizionali feste del raccolto e la possibilità di degustare le specialità tipiche del periodo. L’appuntamento è per tutti i fine settimana del mese di ottobre su diversi territori della provincia, dalle colline di Trento alla Valsugana, dalla Vallagarina alla Piana Rotaliana, dalla Valle di Cembra alle Giudicarie fino al Garda Trentino.

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©tastetrentino.it

Passeggiare tra i mutevoli colori della natura, che si accendono delle più calde cromie dell’autunno, sorseggiare un bicchiere di vino rosso accompagnati dal crepitio dei primi fuochi accesi per scaldare l’atmosfera, lasciarsi coccolare da un piatto caldo e conquistare dall’inconfondibile sapore delle caldarroste.

Tante le iniziative in programma, come ogni anno, in tutti i weekend del mese di ottobre, per la 15° edizione della rassegna DiVin Ottobre, organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino in collaborazione con i propri soci e inserita nel calendario delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

Spazio dunque a trekking guidati nei boschi e nei vigneti, feste dedicate ai prodotti simbolo del periodo, come zucche, castagne e radicchio, ma anche mais e patate, visite in cantina, alla scoperta dei segreti della vinificazione, degustazioni guidate a base di eccellenze del territorio, accompagnati dalla saggezza e dalla esperienza dei produttori.

Il Primo Weekend: 2 al 4 ottobre

Si parte da venerdì 2 a domenica 4 ottobre, ore 10.00, con Un Inkino all’autunno, tra le colline di Trento, con visita guidata in cantina, passeggiata e un pic nic tra i vigneti. Un’iniziativa che si replicherà nelle stesse modalità in tutti i fine settimana del mese.

A Cavedine, in Valle dei Laghi, sabato 3 ottobre, a partire dalle 10.30, si svolge Il ciclo della vite/vita, giornata itinerante alla scoperta delle varie fasi produttive della vite che inizia con una visita in apicoltura seguita da quella in vigneto con degustazione, pranzo in agritur e chiusura del pomeriggio in distilleria. L’occasione si ripeterà sabato 10 e sabato 17 ottobre.

Ad Ala, sabato 3 e domenica 4 ottobre, dalle 9.00 alle 18.00, è invece in programma Enotour di ottobre, percorso “multisensoriale” con degustazione itinerante tra i vigneti di vini e prodotti locali. Anche in questo caso, l’iniziativa si ripeterà in tutti i weekend di ottobre.

Vero e proprio tuffo nelle tradizioni dell’Alpe Cimbra con Herbsttorgelen Zimbar, in programma domenica 4 ottobre, dalle 10.00, a Luserna: trekking enogastronomico alla scoperta delle prelibatezze della cucina locale. In Valle di Cembra, sempre domenica 4 ottobre, ma a partire dalle 16.00, ad Altavalle c’è infine Musica&Gusto (link), aperitivo musicale dedicato alle eccellenze enogastronomiche locali.

Il Secondo Weekend: 9 al 11 ottobre

Il secondo weekend di ottobre vede protagonista il Marzemino con La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera, in programma domenica 11 ottobre. Una giornata speciale nella “Città del Vino” di Isera alla scoperta di questo tipico vino rosso che in questa zona ha saputo esprimersi al meglio. Oltre a degustazioni e menù a tema Marzemino, la giornata prevede la premiazione del concorso La Vigna Eccellente, primo e unico in Italia e in Europa che premia non il miglior vino ma il vitigno più curato e l’agricoltore che lo ha coltivato.

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©tastetrentino.it

Il Terzo Weekend: 15 al 17 ottobre

Il terzo weekend è invece dedicato al Müller Thurgau, vitigno tipico della Valle di Cembra, con la XXXIII Rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, in programma da giovedì 15 a sabato 17 ottobre a Trento presso Palazzo Roccabruna-Enoteca Provinciale del Trentino che proporrà oltre 50 etichette dei vini candidati al Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau.

Venerdì 16 ottobre, dalle ore 18.00, è invece a calendario un aperitivo speciale in cantina, sulle colline di Martignano di Trento, con Coralli e Bollicine per conoscersi e condividere esperienze davanti ad un calice di Trentodoc attraverso il Gioco dei Coralli, un gioco di carte nato dall’incontro di otto donne trentine.

Sabato 17 ottobre torna protagonista con Caneve en festa, cena itinerante, con partenza scaglionata tra le 16 e le 19.30, tra le vie del borgo di Cembra Lisignago alla scoperta di sapori e saperi locali.

Il Quarto Weekend: 24 al 25 ottobre

Sabato 24 e domenica 25 ottobre, a partire dalle 18.00, ci si sposta in Valsugana, precisamente a Roncegno Terme, per Aperitivo con l’autunno con degustazioni di prodotti del territorio tra golose elaborazioni – anche a base di castagne – curate da uno chef e abbinati a salumi, formaggi e vini della zona.

In alternativa, si può scegliere di partecipare alla Sagra della Ciuìga di San Lorenzo Dorsino, dove verrà celebrato questo particolare salume presidio Slow Food ottenuto dall’incontro tra carne di maiale e rapa bianca nella cornice di uno dei “Borghi più belli d’Italia”, tra mercato tipico dedicato al food e all’artigianato, appuntamenti musicali e possibilità di degustare i piatti della tradizione a base di questa specialità nei ristoranti convenzionati.

Il Quinto Weekend: 31 ottobre al 1 novembre

Oltre al secondo appuntamento della Sagra della Ciuìga, in programma per sabato 31 e domenica 1 novembre, l’ultimo weekend di ottobre dà appuntamento agli appassionati di vino con Reboro. Territorio & Passione, in programma sabato 31 ottobre in Valle dei Laghi: un evento dedicato a questo speciale vino, frutto di un progetto condiviso tra alcune cantine locali, e momento in cui verranno proposti momenti di approfondimento e speciali abbinamenti in cantina.

In più, tutti i sabati di ottobre…

Tutti i sabati di ottobre, dalle 9.30 in poi, è inoltre in programma Taste&Bike – Speciale Marzemino, una giornata alla scoperta del lato più enogastronomico della Vallagarina, tra Rovereto, Mori, Isera e Nogaredo. Il tour, che comprende laboratorio di cucina, pranzo e varie degustazioni, prevede tappe in diverse aziende della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che possono essere raggiunte in e-bike o, se si preferisce, autonomamente in auto.

DiVin Ottobre fa parte del calendario di manifestazioni enologiche denominato #trentinowinefest. Durante le manifestazioni sarà possibile degustare anche le mele de La Trentina.

Per scoprire l’elenco completo degli appuntamenti, dettagli e costi e rimanere aggiornati in tempo reale, visitare il sito ufficiale.

#divinottobre
#trentinowinefest
#stradavinotrentino

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Ufficio stampa Strada del Vino e dei Sapori del Trentino