Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

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Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Tolmezzo: Uno dei luoghi più belli della Carnia

Se hai già visitato alcune delle destinazioni e delle grandi città più famose d’Italia e stai cercando una nuova esperienza per la prossima avventura, che ne dici del Friuli-Venezia Giulia? In questo articolo vi porteremo sulle Alpi Carniche per conoscere la bellissima cittadina di Tolmezzo.

Le Alpi Carniche

Questa catena delle Alpi corre lungo il confine italo-austriaco, in particolare nella regione Friuli e parte del Veneto, e in Slovenia. Cime come il Monte Coglians raggiungono quasi i 2.800 metri. Queste vette calcaree caratteristiche furono nominate dalla provincia romana detta Carnia, di probabile origine celtica.

 

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Tolmezzo

Il comune di Tolmezzo è ancora considerato il capoluogo della Carnia. Si trova ai piedi del monte Amariana e lungo il fiume Tagliamento, entrambi divenuti simboli della città. Il suo centro storico risale al XIV secolo e la parte più antica è la zona denominata Borgàt.

Da piazza Mazzini si può iniziare la visita con la Chiesa di Santa Caterina, originariamente edificata nel 1400 ma poi ricostruita nel Settecento. Oltre a molti negozi caratteristici, ristoranti e bar, qui si trova la residenza più antica di Tolmezzo, Casa Ianesi.

Spostandoti verso piazza XX settembre, troverai il Duomo di Tolmezzo, o la Cattedrale di San Martino, originariamente costruito nel Duecento ma successivamente ricostruito nel Settecento.

Da non perdere il Palazzo Linussio (detto anche Caserma Cantore) costruito nel 1741 per il più famoso residente e imprenditore di Tolmezzo, Jacopo Linussio. Questo grandioso edificio fu sia la sua residenza privata che fabbrica tessile (considerata una delle più importanti d’Europa dell’epoca) ed è un ottimo esempio di architettura veneziana.

Durante il medioevo Tolmezzo fu cinta da mura e comprendeva un totale di diciotto torri. Oggi uno dei pochi resti è la Porta di Sotto.

Il Museo Carnico si trova all’interno del Palazzo Campeis ed è una tappa obbligata per chiunque sia interessato a saperne di più sulla storia e la cultura unica di questa zona.

A soli 10 km da Tolmezzo, a Zuglio è possibile visitare un foro romano che risale al I secolo a.C., un’area archeologica e un museo. Il sito è raggiungibile anche tramite la pista ciclabile asfaltata Tolmezzo-Imponzo-Zuglio di 8 km.

L’aria di montagna

C’è qualcosa da fare in ogni stagione per quelli di voi che amano la natura e l’aria aperta. Il lago di Cavazzo dista solo 15 minuti da Tolmezzo ed è il lago naturale più grande del Friuli. Popolare in estate, troverai bagnanti, picnic e appassionati di sport acquatici che si godono la sua incantevole riva e l’acqua brillante.

 

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Anche i sentieri sono numerosissimi nella zona. Le escursioni più conosciuti sono quelle del Monte Dauda, ​​il Monte Strabut e il Monte Amarinutte, nonché un’escursione spirituale che collega le antiche pievi della Carnia, Il Cammino delle Pievi.

Anche in Carnia e nei dintorni di Tolmezzo sono diffusi percorsi ciclabili e per mountain bike. In particolare sono ben note la Tolmezzo- Arta Terme, la Tolmezzo- Ovaro e la Tolmezzo- Cavazzo Carnico.

Per quelli di voi che amano gli sport invernali, c’è qualcosa anche per voi. Il comprensorio sciistico Ravascletto Zoncolan dista circa 20 km da Tolmezzo. La funivia del Monte Zoncolan (quasi 2.000 metri) è aperta anche d’estate per panorami ed escursioni spettacolari.

La Cultura e la cucina

La regione del Friuli offre una prospettiva dell’Italia del tutto unica per la sua posizione geografica lungo il confine sia sloveno che austriaco. La Carnia fa un ulteriore passo avanti con aspetti sia culinari che culturali che non vedrai da nessun’altra parte del paese.

Alcuni dei piatti unici della Carnia e assolutamente da non perdere durante la visita includono la pasta ripiena, i Cjarsons. Possono essere sia dolci che salati e sono tipicamente serviti con una deliziosa salsa a base di burro fuso e farina di mais tostato, la Morchia. Un altro alimento base è il frico a base di formaggio cotto con varie aggiunte come patate o erbe aromatiche. Tutti questi piatti e altro, ovviamente, possono essere abbinati ai vini DOC e DOCG della provincia di Udine, molti coltivati ​​sulle colline tolmezzesi circostanti.

Come arrivare

In auto, Tolmezzo si trova lungo l’autostrada A23 che collega Tarvisio e Udine. In treno ci sono le principali stazioni ferroviarie della Carnia e Udine con autobus e treni regionali in partenza ad ogni ora per Tolmezzo.

Itinerari storici a Bassano del Grappa: viaggio sulle orme dei soldati

Uno sparo in lontananza. Trincee tra le montagne nel gelido clima invernale del Monte Grappa. Questo è lo scenario che si trovavano di fronti i nostri bisnonni durante la prima guerra mondiale nelle impervie cime dei Monti bassanesi. ll generale tedesco Otto Von Below sapeva bene che conquistare queste cime rappresentava un nodo fondamentale per la conquista della pianura padana.

Lasciarsi alle spalle Asiago, il Piave e il monte Grappa era quello che il fronte austro-germanico progettava per la conquista di tutto il Nord Italia. Il generale Diaz lo sapeva bene e cercò di rinforzare le forze difensive italiane per scongiurare tale evento che avrebbe rappresentato sicuramente la sconfitta della guerra da parte nostra.

I primi giorni furono battaglia di feroci offensive tedesche che arrivarono a scalfire a difesa italiana costretta ad indietreggiare fino al Piave, fiume che diventerà il teatro di un’epica resistenza del battaglione italiano costringendo i nemici a passare alla guerra di trincea che non portò i suoi frutti vista la tenacia dei nostri soldati, molto spesso giovanissimi ed inesperti come quelli del 99’ mandati in trincea appena maggiorenni.

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Tutti questi territori ed il famoso ponte di Piave localizzato a Bassano, sono ancora visitabili.

Dalle gallerie sul Monte Pasubio create durante la guerra tra le montagne vicentine, alle numerose trincee presenti sull’Altopiano di Asiago.

Questi splendidi paesaggi ricchi di storia e traspiranti di dolore per le numerose perdite avute dai nostri soldati per poter salvare la patria sono un must per tutti coloro che amano i borghi.

Bassano oggi è una splendente cittadina che sorge sulle rive del fiume Piave precedentemente citato.

Sullo sfondo ci sono il Monte Grappa e tutti gli altri monti visitabili tramite strade sterrate che ancora ricordano i percorsi tortuosi e complicati, intrapresi per i vari rifornimenti dei soldati durante le fasi più importanti della Grande Guerra.

 

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Per gli amanti dello sport, la mountain bike è il mezzo più comodo per rilassarsi e allo stesso tempo immergersi completamente tra queste montagne sacre.

 

Copyright foto: mycornerofitaly.com; lifeintravel.it

 

Articolo di: J. Rasia

Visitare Bressanone: Un gioiello dell’Alto Adige

La regione dell’Alto Adige è la destinazione invernale più popolare d’Italia e per una buona ragione. Oltre alle infinite possibilità di godersi la vita all’aria aperta, la regione offre storia, enogastronomia e una cultura unica. Bolzano è la città più grande seguita da Merano e Bressanone, o Brixen. In questo articolo “visiteremo” Bressanone e dopo averlo letto siamo certi che vorrai fare lo stesso.

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Scopriamo Bressanone

Bressanone si trova a soli 45 km a nord est di Bolzano ed è ben collegata con Trento e Bolzano con treni regionali in partenza ogni mezz’ora. In più si trova sulla linea ferroviaria del Brennero che collega Innsbruck a Verona. Questa città di poco più di 20.000 abitanti ha un’altitudine di 560 metri. La maggior parte dei residenti qui parla tedesco come prima lingua seguita dall’italiano.

È la città più antica della regione con menzione già nell’anno 901 dC come Prihnsa. Entro l’anno 1000 dC, fu costruita la sua Cattedrale e subito dopo fu murata la città. Per secoli è servita da ponte tra la Germania e l’Italia. Divenne ufficialmente parte del Regno d’Italia solo dopo la prima guerra mondiale. Oggi gran parte del suo centro storico è considerato barocco, con importanti modifiche agli edifici e alle chiese avvenute in questo periodo.

Cosa fare a Bressanone

Quindi, ora che conosci un po’ di più su questa fantastica città, è tempo di scoprire cosa vedere e cosa fare qui durante la tua visita. Precisiamo innanzitutto che Bressanone è una meta da favola in ogni periodo dell’anno, non solo in inverno.

Piazza del Duomo

La sua Cattedrale risale all’anno 980 dC ma fu ricostruita nel XII secolo dopo che un incendio la distrusse. Oggi è considerata stile barocco dopo aver subito una ricostruzione importante nel XVIII secolo. Qui potrai visitare uno degli edifici più importanti dell’intera regione: il chiostro. Affreschi abbelliscono i soffitti e gli archi risalenti al periodo gotico. In questa stessa piazza troverai la Cappella di San Giovanni, la Chiesa di Nostra Signora e la Chiesa di San Giacomo.

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Musei ed altri luoghi da vedere

Il Palazzo Vescovile, o il Palazzo Imperiale, (Hofburg Bressanone) è una tappa obbligata per il suo significato storico ma anche perché oggi ospita il Museo Diocesano. Oltre 70 sale espongono tesori dell’intera regione, compreso il Duomo di Bressanone. C’è una sezione speciale dedicata ai presepi.

Qualcosa di molto particolare e unica è il Museo della Farmacia. Situato in una residenza costruita 500 anni fa, il museo ha una fantastica esposizione di medicinali utilizzati nel corso dei secoli. La farmacia è ancora gestita dalla famiglia Peer da sette generazioni!

Il Museo della Torre Bianca è facile da trovare perché è esattamente come dice il nome. Il famoso punto di riferimento è il campanile della Chiesa di San Michele nel centro del paese. La torre alta 73 metri contiene oltre 40 campane che sono capaci di suonare oltre 100 melodie diverse! Goditi il concerto ogni giorno alle 11:00.

Nelle vicinanze

I mezzi pubblici sono ottimi in questa regione e se avete tempo, oltre a visitare la meravigliosa città di Bolzano, dovreste anche programmare un po’ di tempo per vedere la Fortezza (Franzensfeste). Costruita tra il 1833 e il 1838, questo è il più grande edificio storico dell’intera regione. Oggi ospita varie mostre ed eventi durante l’anno. Chiuso nei mesi di gennaio e febbraio. Visita il sito ufficiale per maggiori informazioni.

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Una cappella di campagna a Bressanone

Il Monastero Agostiniano di Novacella è un’altra priorità, secondo noi, per la sua vastità e bellezza. Circondato da dolci colline e vigneti, l’imponente complesso ospita un collegio, un’azienda vinicola, centri congressi e alloggi privati. Per maggiori informazioni, visitare il sito ufficiale.

Gli sport e le attività all’aria aperta

Gli sport invernali di tutti i tipi sulle vette scoscese delle Dolomiti sono probabilmente ciò per cui Bressanone è più conosciuta. A 2.500 metri di altitudine, il comprensorio sciistico della Plose vanta la pista sciistica più lunga della regione per sciatori esperti (la Trametsch). Ma non ti preoccupare perché c’è una pista per tutti, dai principianti (scuole di sci disponibili) agli esperti e anche lo sci notturno per gli estremisti. La Plose dista solo 9 km da Bressanone ed è disponibile una navetta. Acquistando lo skipass Valle Isarco ti permette di goderti sia la Plose che la vicina Gitschberg Jochtal.

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Nei mesi estivi, la zona è diventata quasi popolare quanto d’inverno tra i turisti, in particolare le famiglie con bambini piccoli. Ci sono infiniti sentieri escursionistici, piste ciclabili, zoo, meleti, parchi avventura e sport fluviali e lacustri di ogni tipo.

In fine, prova il meglio della cucina bressanone (un mix di mediterranea e alpina) partecipando ad una degustazione guidata o anche a cavallo o in bicicletta. Bressanone è famosa soprattutto per i suoi vini bianchi come il Kerner e il Riesling.

 

 

Come arrivare alla Baita Segantini: itinerari di trekking

Baita Segantini (2170 m.) a Passo Rolle è un eccezionale belvedere sulle Pale di San Martino e non solo. Famosa per la sua storia, per la sua centralità e per la posizione particolarmente panoramica, è uno dei trekking più classici delle Dolomiti, uno dei luoghi più fotografati e affascinanti del Trentino da ammirare in ogni periodo dell’anno.

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Il paesaggio che la circonda è semplicemente indescrivibile: le Pale di San Martino sono così vicine che sembra possibile toccarle con un dito.

Fu costruita nel 1936 dall’artista Alfredo Paluselli, che qui visse in solitudine per 35 lunghi anni. Paluselli costruì Baita Segantini ricavandola da un secolare tabià di Bellamonte che acquistò, smontò, trasportò con il carro e ricostruì lì dove ora sorge la Baita.

Prima di fare questo, dovette tracciare con badile e piccone la strada che ancora oggi sale fino a lì (ricavata da un vecchio percorso risalente alla prima guerra mondiale).

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La baita è raggiungibile attraverso tre itinerari diversi percorribili in ogni stagione, anche in inverno con le ciaspole:

Da Passo Rolle

L’itinerario da Passo Rolle alla Baita è un facile trekking di 40 minuti che passa accanto la suggestiva Capanna Cervino, così chiamata per via della somiglianza del Cimon della Pala con il fratello delle alpi centrali. È possibile parcheggiare in due punti: presso il parcheggio piccolo di Passo Rolle (qui si trovano facilmente le indicazioni per la Capanna e la Baita) o presso il parcheggio grande, il quale si congiunge con il percorso sopra descritto con una breve passeggiata di 400 m.
Tempo di percorrenza: 40 minuti, dislivello 200 m.

Dalla Val Venegia

Salendo dalla Val di Fiemme svoltare verso il passo Valles e poco dopo parcheggiare presso la località Pian dei Casoni. Da qui si prosegue lungo la strada forestale della Val Venegia fino a raggiungere la Malga Venegiota, da qui si può godere di una vista incantevole sul Monte Mulaz (mt. 2906), sulla Cima dei Bureloni (mt. 3130), sulla Cima della Vezzana (mt. 3192, la cima più alta delle Pale di San Martino), e lo spettacolare Cimon della Pala (mt. 3186, una delle più famose cime dolomitiche in assoluto). Seguendo sempre la strada forestale si arriva alla famosa Baita Segantini. Tempo di percorrenza: circa due ore, dislivello di mt. 550

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Da Malga Juribello

Per questo percorso parcheggiare a 5km di distanza da passo Rolle nell’area con chiare indicazioni per Malga Juribello (il parcheggio si trova dopo Passo Rolle per chi arriva da San Martino, per chi invece arriva da Predazzo si trova a circa due km dopo Paneveggio). Da qui seguire il facile sentiero per malga Juribello, una volta raggiunta deviare in direzione di Capanna Cervino e poi proseguire per Baita Segantini seguendo le facili indicazioni. Il percorso tra Malga Juribello e Capanna Cervino sarà dominato (sulla sinistra) dalla cima Castellazzo, sulla quale si potrà intravedere la statua in marmo bianco del Cristo Pensante.
Tempo di percorrenza: circa due ore, dislivello di mt. 332.

 

Durante l’estate è attivo un servizio di bus navetta che da Passo Rolle porta alla Baita Segantini.

 

Copyright foto articolo: Angela Pierdonà

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli: Uno dei migliori in Europa

Napoli, magnifica città della Campania, è una delle destinazioni più gettonate dell’intera penisola. Questa mega città ha così tanto da offrire che ti potrebbe sorgere la domanda, “Ma come faccio a vedere tutto?” Per te, e per tanti turisti come te, abbiamo scelto il Museo di Capodimonte come una delle principali attrazioni della città perché si colloca costantemente tra i musei più visitati in Italia sia dagli Italiani che dai turisti stranieri.

Capodimonte si trova appena fuori dal centro cittadino. Questo è un enorme complesso che si estende per oltre 130 ettari di bosco e comprende il Palazzo Reale, diverse logge e residenze.

Carlo di Borbone

Originariamente accantonata e conservata come riserva di caccia per il re Carlo di Borbone, il quale nel 1738 decise di costruire una grande reggia per la sua residenza a Napoli dove avrebbe potuto esporre anche la sua vasta collezione d’arte ereditata dalla madre, Elisabetta Farnese.

La Reggia di Capodimonte vedrà il susseguirsi di tre dinastie: i Borboni, i Bonaparte e i Murat, ed infine, la Casa Savoia. Nel corso degli anni, ognuna ha contribuito enormemente a varie aggiunte sia alla collezione d’arte che al parco, inclusi gli appartamenti reali e grandi sale come la Sala della Culla, il Salone delle Feste e la Salottina di Porcellana.

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Le collezioni

Capodimonte possiede una delle collezioni d’arte più belle e vaste di tutta Europa, dal XII secolo fino all’arte contemporanea. Il secondo piano contiene il più pregiato e cuore del museo, la Collezione Farnese. Elisabetta fu l’ultima della famiglia Farnese e possiamo ringraziarla per l’incredibile contributo della sua famiglia e la conservazione di alcune delle più belle opere d’arte mai create. I ritratti di Tiziano, Michelangelo, Raffaello, Masaccio, Parmigianino, Carracci, Ribera e Giordano sono solo alcuni dei grandi di questa vasta collezione.

Al primo piano troverete anche l’Appartamento Reale. Questo magnifico spazio contiene arredi originali e repliche di vari mosaici e murales trovati negli scavi di Pompei.

Certo, si possono tranquillamente passare più giorni ad apprezzare tutti i pezzi all’interno del museo, ma dopo la Collezione Farnese, un’altra tappa obbligata è la sezione intitolata Le Arti a Napoli dal 1200-1700 che comprende opere di Caravaggio e una vasta collezione proveniente da varie chiese di tutto il sud Italia.

La sezione di arte moderna comprende opere di Warhol ma poi c’è anche la collezione dell’armeria, l’arte nouveau di Mele e molto altro ancora!

La Porcellana di Capodimonte

Non perderti il Salottino di porcellana o la Galleria delle porcellane che è fatta interamente, come avrai indovinato, di porcellana. La cosa sorprendente di questo spazio è che in realtà fu costruito per Maria Amalia di Sassonia presso il Palazzo Reale di Portici e fu smontato e trasferito qui, pezzo per pezzo, nel 1866.

Fu Carlo e sua moglie Maria Amalia a dare il via alla lunga tradizione della fine porcellana a Napoli negli anni Quaranta del Settecento. Volevano replicare la porcellana tedesca all’epoca prodotta dalla fabbrica di Meissen. Non solo hanno perfezionato il processo aggiungendo una nuova tecnica chiamata sottovetro, ma alla fine hanno superato l’azienda di Meissen sia nella qualità che nella produzione.

Oggi, non solo puoi vedere il salottino ma anche l’intera collezione di alcuni esemplari di porcellana più raffinati e preziosi in esistenza nella Galleria delle porcellane del museo.

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Il Reale Bosco

Sebbene siano nati come riserva di caccia per il re Carlo, l’ampio parco noto oggi come Reale Bosco gode di una vista favolosa sul Vesuvio, sul Golfo di Napoli e sulla città stessa. Specie rare di piante sono state importate nel corso dei secoli e sono cresciuti alla grande grazie al clima mite di cui Napoli gode quasi tutto l’anno. Concedeti un po’ di tempo durante la tua visita per girovagare i vari percorsi tra le numerose fontane, statue e altri edifici storici.

Come visitare

Capodimonte è raggiungibile sia dalla metropolitana che le linee autobus, via taxi, o prendendo la linea A dell’autobus City Sightseeing tour di Napoli.

Il sito ufficiale è sicuramente il modo migliore per pianificare una visita e per controllare gli orari di apertura e le restrizioni Covid.

I Suoni Dimenticati delle Alpi Apuane

Ieri, dopo circa tre mesi, sono tornato in montagna. Ho trovato una giornata libera e non c’ho pensato due volte. Ho fatto lo zaino, ho preso la mia fedelissima Canon, e sono partito!

Da più di un anno esploro le Alpi Apuane, con lunghe passeggiate, scalando pareti rocciose, raggiungendo vette, e ogni volta mi torna sempre in mente il motivo per cui lo faccio. Principalmente perché mi piace farlo, e questo basterebbe, però c’è anche un altro motivo: il silenzio! Non fraintendetemi, se vai in montagna odi molti suoni: il cinguettio degli uccellini, il gracchiare delle cornacchie, il richiamo delle poiane, il fruscio dello scorrere dell’acqua del ruscello o di una fonte naturale, poi c’è il vento che agita i rami e le foglie, e così via.

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Il Silenzio

Quindi, il silenzio di cui parlo è anche accompagnato da questi suoni, poi quando giungi in vetta ecco che avviene la magia. Improvvisamente non vi è più nessun suono. Niente di niente!
Ammiri il paesaggio come sospeso nel vuoto. Ovviamente devi oltrepassare i mille metri d’altitudine sennò questa “magia” non avviene. Nell’uso comune la montagna si distingue dalle colline e dall’altopiani se il rilievo supera i 500/600 metri, quindi consiglio a tutti di oltrepassare i mille metri se si vuole vivere questa esperienza visiva/uditiva.

Monte Pisanino

Tornando alla mia scampagnata di ieri; era davvero troppo tempo che non mi concedevo un’intera giornata in montagna, sulle Alpi Apuane. Questa volta ho optato per il M. Pisanino. Vi starete chiedendo: in Garfagnana, quindi in provincia di Lucca, c’è un monte che si chiama “Pisanino”?

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Eh sì, la leggenda narra di due soldati pisani, accusati di tradimento, che fuggirono verso la Garfagnana. Inseguiti dalle truppe pisane, uno di loro morì. L’altro arrivò ferito presso un’abitazione in cui vivevano un uomo e sua figlia, che si presero cura di lui. Il soldato non disse il proprio nome e allora cominciarono a chiamarlo “il pisanino“. La giovane ragazza si innamorò del soldato, il quale, nonostante le sue cure, morì. Lo seppellirono poco distante dall’abitazione e la ragazza tutti i giorni andava a piangere sulla tomba. Ogni sua lacrima si trasformò in una pietra e in poco tempo si formò il più alto monte delle Apuane, chiamato appunto il “Pisanino”.

Come arrivare

Da Lucca ci si arriva giungendo a Piazza del Serchio sino al lago di Gramolazzo, prima di Minucciano, e poi percorrendo una stretta via sterrata che ti conduce al Rifugio Val Serenaia. A quel punto parcheggi l’auto e ti trovi ai piedi del monte. Si tratta di una montagna imponente, difficile da scalare.
Inizialmente ti trovi immerso in un bosco fittissimo di faggi, noci, aceri, e dopo circa un’ora di salita il bosco sparisce alle tue spalle. Si apre uno scenario unico: speroni, creste rocciose, roccia nuda, in alcuni punti scoscesa, quasi a picco. Sono talmente estasiato dal panorama che mi fermo a fotografarlo oppure mi piazzo lì su di un lembo di roccia e semplicemente osservo.

Giunto a circa 1700 m. sul Pizzo d’Altare mi rendo conto che è troppo tardi per raggiungere la vetta del Pisanino e decido di tornare indietro. Troppo occupato ad ammirare il paesaggio, a fotografarlo, che in quel momento perdo l’attimo e il tempo vola.

Nella discesa mi rendo conto di come le valli fossero così scavate, scoscese, imperfette ma allo stesso tempo perfettamente costruite, dove il terreno è stato lavorato nel tempo. È lì, dove tutto dev’essere.

Torno all’auto soddisfatto della giornata e mi volto dando un ultimo sguardo al Pisanino, lo saluto, dandogli appuntamento alla prossima volta.

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Copyright foto: Michael Gaddini

Articolo di: M. Gaddini

Breuil-Cervinia ai piedi del Cervino

Tutti conoscono il famoso monte Cervino che svetta a 4.470 metri nel cielo al confine italo-svizzero. La località sciistica che si trova appena sotto è Breuil-Cervinia e dopo aver letto questo articolo, se non ci sei ancora stato, siamo sicuri che si inserirà tra le destination top del 2022.

Dov’è Breuil-Cervinia?

Siamo nella Valle d’Aosta precisamente nella Valtournenche. Questa graziosa cittadina di meno di 1.000 abitanti ha un’altitudine di 2.000 metri. In passato era principalmente una destinazione invernale, ma negli ultimi decenni le cose sono cambiate con persone provenienti da tutta Europa (e oltre) che si riversavano qui anche nei mesi più caldi.

Una destinazione invernale

La stragrande maggioranza dei visitatori è attratta qui per le infinite possibilità all’aperto durante tutto l’anno. La stazione sciistica di Cervinia è aperta da metà ottobre fino all’inizio di maggio, rendendola una delle stagioni più lunghe nel mondo. Quando scegli Cervinia per la tua vacanza di sport invernali, non scegli uno, ma ben tre comprensori sciistici! Breuil-Cervinia, Valtournenche e Zermatt, in Svizzera, sono tutte collegate tra loro da piste e impianti di risalita in modo conveniente. Stiamo parlando di ben 150 km di piste!

Per gli amanti dello sport invernale

Le attività spaziano dallo sci alpino allo snowboard, dal freeride all’heliski, dallo sci alpino allo snowpark. Ci sono scuole di sci per tutte le età, ristoranti e strutture e, naturalmente, anche il noleggio dell’attrezzatura da sci. Non manca davvero niente! Visita il sito ufficiale Cervinia Ski Paradise per tutti i dettagli.

Anche d’Estate

Nei mesi estivi molte piste a Cervinia si trasformano in percorsi per trekking e mountain bike. In realtà, anche d’estate si può ancora sciare sul Plateau Rosa e sui ghiacciai del Ventina. La zona è un paradiso per gli amanti dell”arrampicata, l’alpinismo e il rafting nelle numerose sorgenti d’acqua dolce.

Se non sei particolarmente atletico o avventuroso, non preoccuparti perché Cervinia è anche un luogo ideale per fare semplici passeggiate e fare percorsi enogastronomici. La zona è famosa per il suo formaggio Fontina e il vino Blanc de Morgex et La Salle tra molti altri.

Il lago di Layet (noto anche come il Lago Blu) è assolutamente da vedere con splendidi riflessi del Cervino nelle sue acque cristalline. Il lago Goillet invece è un lago artificiale arginato che è ugualmente splendido.

O magari ti piacerebbe giocare una partita a golf al Golf Club del Cervino, il campo più alto d’Italia. Questo percorso a 18 buche offre una vista mozzafiato sul Cervino, davvero un’esperienza da fare almeno una volta nella vita!

Il caratteristico centro storico offre negozi di lusso e botteghe artigiane per non parlare dei numerosi panifici, pasticcerie e ristoranti che preparano prelibatezze tipiche.

Come arrivare

Se scegli di venire in auto, l’autostrada A5 collega Aosta a Milano. In treno, la stazione più vicina è Châtillon / Saint-Vincent, dove puoi prendere un autobus per Breuil-Cervinia. Sono disponibili autobus anche da Milano, Torino e Aosta.

Cosa vedere a Roma: Il Pantheon

La capitale italiana di Roma è la destinazione turistica numero uno d’Italia e una delle principali destinazioni di viaggio in tutto il mondo. La culla della civiltà occidentale offre di tutto, dalla storia antica ad alcuni dei migliori negozi di alta moda in Europa se non nel mondo. C’è così tanto da vedere qui che si potrebbe facilmente passare un anno intero senza vedere tutto! Quindi, per quelli di noi che hanno solo pochi giorni, abbiamo compilato una guida dettagliata delle 5 migliori attrazioni della Città Eterna da non perdere assolutamente. Cominciamo dal primo in assoluto, il Pantheon.

Il Pantheon: La destinazione prima in classifica

Il Pantheon è stato continuamente classificato come l’attrazione turistica numero uno a Roma, vedendo ben sette milioni di visitatori ogni anno.

I suoi titoli da record

Questa meraviglia architettonica detiene alcuni record sorprendenti tra cui la meglio conservata, la più grande cupola in mattoni nella storia dell’architettura, il primo tempio costruito per la gente comune, il primo tempio pagano romano ad essere consacrato in una chiesa cristiana e in fine, il più imitato di tutti i classici monumenti. Si dice che il grande Michelangelo stesso abbia affermato che il Pantheon era “un disegno fatto dagli angeli, non dagli uomini”.

Una meraviglia dell’architettura

A pensare che si avvicina al suo anniversario di 2000 anni, la struttura originale risale all’anno 25 aC! Il Pantheon come lo vediamo oggi fu completato intorno al 128 d.C. sotto l’imperatore Adriano, succeduto a Traiano durante il culmine dell’Impero Romano. È interessante notare che Adriano fece fare l’iscrizione del Pantheon con le seguenti parole: “Fu costruito da Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta” accreditando l’edificio originale circa 150 anni prima.

La sua stupefacente costruzione ha sbalordito i più grandi architetti che il mondo abbia mai conosciuto. Sedici colonne di granito alte più di 14 metri ciascuna adornano l’ingresso. Una parte del granito rosa fu importato da Assuan dell’antico Egitto. La porta di bronzo è alta ben 7 metri.

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Una sfera perfetta

Entrerai in uno spazio etereo che è una sfera perfetta, il che significa che l’altezza della cupola è uguale al suo diametro, 43 metri per l’esattezza. Fu appositamente progettato in questo modo per posizionare tutti gli dei allo stesso livello. Al centro della cupola c’è un cerchio perfetto, l’Oculus, che fu disegnato per far entrare la luce naturale in quanto non ci sono finestre. Ma quando piove? Naturalmente, gli architetti geniali di quei tempi pensarono anche a questo e costruirono i pavimenti con una pendenza perfetta in modo che l’acqua potesse defluire in modo efficace.

Il suo design ispirò architetti rinascimentali tra cui il grande Palladio. Oltre l’Oceano Atlantico, anche la tenuta Monticello di Thomas Jefferson fu modellata prendendo spunto dal Pantheon.

I Monarchi e Raffaello

Oggi il Pantheon è il luogo di sepoltura di alcuni dei Monarchi tra cui Vittorio Emanuele II, suo figlio Umberto I e la moglie di Umberto, la regina Margherita. Qui si trova la tomba di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi, nientemeno che Raffaello.

Come visitarlo

Dalla sua conversione in chiesa cristiana nell’anno 609 d.C., il Pantheon funge ancora da Basilica di Santa Maria dei Martiri, dove si tiene regolarmente la messa. Per visitare il Pantheon in questo momento è obbligatoria la prenotazione nei fine settimana e il Green Pass.

Visitare il sito ufficiale per tutti i dettagli.

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Laceno in Campania: Perfetto in tutte le stagioni

È probabile che tu non abbia sentito parlare tanto della regione Campania oltre alle sue famose coste di Amalfi e Cilento, la sua magnifica città di Napoli o le rovine di Pompei. La verità è che la Campania ha molto da offrire se si è disposti a darle una possibilità ed esplorare le zone interne. Questo articolo ti porterà all’insegna dell’avventura in provincia di Avellino in una zona conosciuta come Laceno.

Parco Regionale dei Monti Picentini

Laceno dista solo un’ora e mezza di auto da Napoli e si trova all’interno del Parco Regionale dei Monti Picentini nel comune di Bagnoli Irpino. È facile non rendersi nemmeno conto che questa regione ha altre montagne a parte il Vesuvio. Intendiamoci, questo tratto dell’Appennino non rivaleggia certo con le Dolomiti o le Alpi, ma tuttavia ci sono cime che raggiungono i 1.800 metri.

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Lago Laceno

Perchè dovresti andarci

Ciò che rende questa zona così speciale è che pochissimi turisti (compresi gli italiani al di fuori della regione) arrivano qui, poiché in genere optano per le destinazioni più popolari del nord Italia sia per gli sport invernali che per le vacanze estive. Questo può darti un enorme vantaggio in termini di convenienza e disponibilità!

Andiamo a scoprire cosa fare a Laceno in qualsiasi stagione dell’anno.

Stare all’aria aperta tutto l’anno

Nella tarda primavera, estate e inizio autunno, troverai temperature miti anche in piena estate grazie alla sua posizione di 1.000 metri. Questa è una bellissima zona nota per i suoi vasti prati verdi con bestiame al pascolo e cavalli, nonché per l’agricoltura. Le attività all’aria aperta sono infinite dall’equitazione al trekking o in bicicletta lungo i vari sentieri.

Aperte al pubblico in piena estate, da non perdere le Grotte del Caliendo. Queste grotte naturali sono state scoperte solo negli anni ’30 da un contadino locale. Un’altra fantastica esperienza è il sentiero Fiumara di Tannera che si snoda tra cascate e ruscelli mozzafiato. Contattare Laceno Trekking per ulteriori info.

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Una cascata sul sentiero Fiumara di Tannera

Meraviglie invernali

Per chi preferisce i mesi invernali, Laceno è dotata di circa 25 km di piste e 2 impianti di risalita. Adatto a tutti i livelli, compresi i bambini molto piccoli, Laceno non è solo sci. Qui si pratica lo snowboard, le ciaspole e lo snow tube. Ci sono numerosi hotel, ristoranti e tutto ciò di cui potresti aver bisogno per la tua vacanza invernale proprio qui a Laceno. Dai punti più alti (Raiamagra a 1.667 metri), nelle giornate limpide si può godere il panorama del Golfo di Salerno! Contattare laceno.net per tutti i dettagli oppure visitare la loro pagina Facebook.

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Belvedere a Bagnoli Irpino

Bagnoli Irpino

Ti consigliamo di visitare il borgo di Bagnoli Irpino che fu abitato prima dai Longobardi e poi dai Normanni prima dell’anno 1000 d.C. Entrambi i regni eressero castelli che sono ancora in piedi fino ad oggi. Il Rione della Giudeca nel centro storico è la parte più antica del paese e risale al 1300 d.C.

Puoi fare di Bagnoli Irpino o Laceno la tua base di partenza se hai intenzione di rimanere diversi giorni. Probabilmente dovrai venire in macchina poiché sia ​​le linee ferroviarie che quelle degli autobus sono scarse.

 

 

 

 

 

 

Le Tre Cime di Lavaredo nelle Dolomiti Bellunesi

Uno dei fondali più iconici delle Dolomiti italiane sono le tre cime frastagliate conosciute, appunto, come le Tre Cime di Lavaredo. A cavallo tra l’Alto Adige e il Veneto, queste montagne si ergono nel cielo azzurro e offrono uno scenario da cartolina tutto l’anno.

Patrimonio Unesco

Essendo così vicine al confine austriaco, le Tre Cime di Lavaredo sono anche chiamate Drei Zinnen in tedesco. La più alta delle tre raggiunge i 2.999 metri ed è giustamente chiamata, Cima Grande. Insieme ad altre vette del gruppo dolomitico, le Tre Cime sono state ufficialmente riconosciute dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 2009. Le famose cime si trovano all’interno di un più ampio parco protetto (Parco naturale Tre Cime) che ha sede a Bolzano.

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Le Tre Cime e il lago ghiacciato di Misurina

Il Trekking: l’attività più amata

Indipendentemente dalla tua esperienza escursionistica e dalle tue capacità fisiche, la cosa meravigliosa delle Tre Cime è che praticamente chiunque può godersele da vicino! Le escursioni più gettonate sono i sentieri 101 e 105 che partono entrambi dal Rifugio Auronzo e si dividono in varie direzioni a seconda del vostro livello di abilità. Il sito Tre Cime Trek include mappe dei percorsi e tante informazioni su tutti i vari percorsi della zona.

Gli arrampicatori si diletteranno con le numerose opzioni disponibili dall’arrampicata libera e un totale di 25 salite diverse. Molto apprezzata anche la mountain bike e dal Rifugio Auronzo si può infatti percorrere la panoramica pista ciclabile con una bici da strada.

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Le Tre Cime viste dal lago di Misurina

Quando visitare

Per gli escursionisti e i ciclisti, i mesi migliori per godersi la vita all’aria aperta alle Tre Cime sono sicuramente maggio, giugno e inizio settembre. Luglio e agosto sono l’alta stagione e la zona può essere estremamente affollata. I prezzi possono salire significatamente in questo periodo.

L’Inverno alle Tre Cime

Se hai intenzione di visitare Le Tre Cime ad inizio primavera o durante i mesi invernali per goderti gli sport invernali , presta molta attenzione a questa parte: il Monte Agudo (Auronzo) è dotato di due impianti di risalita e di circa 20 km di piste ed è adatto a bambini molto piccoli o da principianti fino agli sciatori esperti.

Misurina è un’altra opzione e comprende il campo scuola della Loita e l’area del Col de Varda (quota 2.106 m). Se ti capita di visitare tra i mesi di gennaio e marzo, non perderti gli eventi durante la luna piena. Lo slittino, lo sci, le ciaspolate e il pattinaggio sul ghiaccio sul Lago d’Antorno con le Tre Cime di Lavaredo e il chiaro di luna sullo sfondo saranno un’esperienza che non dimenticherai mai! Consulta il sito ufficiale delle Tre Cime Dolomiti per maggiori dettagli.

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Misurina

Misurina è una piccola frazione di Auronzo di Cadore. A 1.756 metri sul livello del mare, è ricoperta di neve circa sei mesi all’anno. È un ottimo punto di partenza per escursioni tutto l’anno e nei mesi più caldi si può anche godere del suo splendido lago. Appena a nord del lago, non perderti una visita al Museo della Prima guerra mondiale che puoi raggiungere con il bus navetta.

Auronzo di Cadore

Questa è una cittadina di diverse migliaia che è dotata di tutto ciò di cui un visitatore ha bisogno dalle strutture ricettive, ristoranti, negozi e molte attività per famiglie. C’è il Parco Avventura Tre Cime e il fun bob più lungo del mondo! Il suo lago di Santa Caterina ospita tornei internazionali di canoa e dragon boat.