Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

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Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

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Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Villa Taranto: Una gita ai Giardini Botanici sul Lago Maggiore

“Un bel giardino non ha bisogno di essere grande, ma deve essere la realizzazione del vostro sogno anche se è largo un paio di metri quadrati e si trova su un balcone.”

Il Capitano scozzese Neil McEacharn è stata una figura fondamentale per la nascita dei Giardini Botanici di Villa Taranto, nel 1931, eletti da Buzzfeed nel 2014 e da Theneeds nel 2017 come i giardini più belli del mondo. Questa citazione ci fa capire quale fosse la sua più grande passione oltre alla marina: la botanica

Giardini-Terrazzati-Giardini-Botanici-di-Villa-TarantoIncastonati in una cornice di unica bellezza a Pallanza (Verbania), fra il Lago Maggiore e i monti, i giardini sono un’ottima alternativa per una gita sul lago, a pochi chilometri e facilmente raggiungibili sia da Stresa che dalle Isole Borromee.

L’intento del capitano Neil McEacharn, quando acquistò la proprietà dalla Marchesa di Sant’Elia, era di trasformarla in un giardino all’inglese e la sua posizione era perfetta, in quanto la zona gli ricordava l’amata e nativa Scozia. Fu così che migliaia di piante vennero importate da ogni parte del mondo, costruiti i “Giardini terrazzati”, il “Giardino d’inverno”, il “Giardino palustre”, una serra, fontane, piscine, vasche per ninfee e fior di loto. Nel 1940 i lavori terminarono e i Giardini Botanici di Villa Taranto aprirono al pubblico nel 1952.

Giardini-Botanici-di-Villa-TarantoDa marzo a fine ottobre / inizio novembre, seguendo un percorso ben segnalato, è possibile passeggiare tra circa 1.000 piante e circa 20.000 varietà e specie di particolare valenza botanica. Il tutto in un tripudio di colori, dove il verde del giardino e delle piante la fa da padrona, regalandovi ad ogni passo un senso di serenità e pace con voi stessi.

Partendo dall’ingresso troverete un erbario, un edificio in cui sono esposti preziosi e delicati “quadri naturali”. Proseguirete poi per il “Viale delle Conifere”, dove potrete ammirare la sequenza di rari esemplari di conifere provenienti da tutto il mondo e, dopo essere passati in mezzo a splendidi corridoi incorniciati da profumatissimi fiori, che cambiano a seconda delle stagioni, arriverete alla Fontana dei Putti e al Mausoleo dove è sepolto il Capitano.

Victoria-Cruziana-Giardini-Botanici-di-Villa-TarantoUna tappa al Labirinto delle Dahlie e alla Sierra Victoria è d’obbligo. Sarete accolti da un grande varietà di piante tropicali e subtropicali, tra cui spicca l’enorme ninfea equatoriale Victoria Cruziana, originaria del Paraguay e dell’Argentina. Le sue foglie sfiorano i due metri di diametro. 

Continuando arriverete alla vera attrazione dei Giardini Botanici di Villa Taranto, la ciliegina sulla torta: la bellissima Villa costruita secondo lo stile architettonico della Normandia e i giardini terrazzati. Cascate, piccole vasche e giochi d’acqua adornano questi giardini composti da una serie di aiuole perfettamente curate. Il tutto dominato dall’occhio vigile della statua bronzea del Pescatore, che sembra godere della vista mozzafiato che si apre davanti ai suoi occhi e controllare che tutti i lavori vengano eseguiti alla perfezione.

Giardini-Botanici-di-Villa-TarantoSia che siate amanti della natura, sia che vogliate passare una giornata di tranquillità in famiglia o con gli amici in una meravigliosa oasi di pace del Piemonte, i Giardini Botanici di Villa Taranto sono una meta imprescindibile. Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

Sul sito ufficiale www.villataranto.it/ potrete tutte le informazioni e acquistare biglietti.

Orari 2021:
Aperto tutti i giorni (salve nuove restrizioni)
– Da maggio ad agosto: 9.00 – 18.00 (ultimo ingresso)
– settembre: 9.30 – 17.30 (ultimo ingresso)
– ottobre e novembre: 9.30 – 17.00 (ultimo ingresso)

Prezzi:
– Adulti € 11.00
– Ragazzi (da 6 a 14 anni) € 5.50

 

 

 

 

Copyright foto: (foto 1) villataranto.it; (foto 2, 3, 4) Paola Cambielli

Passeggiate guidate a Lonato del Garda

Stai cercando qualcosa da fare all’aria aperta? Non guardare oltre perché  sabato 22 e domenica 23 maggio a Lonato del Garda (BS) potrai passeggiare fra i giardini della Casa Museo del Podestà ed il parco della Rocca Domenica.

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La Fondazione Ugo Da Como propone un itinerario bellissimo con uno scenario naturalistico e con una guida che ti spiegherà tutto ciò che vedrete. 
Alle ore 15.00, partirai per una passeggiata fra i giardini della Casa del Podestà e il parco della Rocca, dove verrai portato alla scoperta della flora e della fauna del complesso monumentale della Fondazione Ugo Da Como.

Da qui potrai goderti la Basilica di San Giovanni Battista e la Torre Civica insieme alle antiche mura del 300 erette dalla famiglia Visconti. 

I fiori e le piante sembrano infinite tra queste di spicco sono la magnolia, il tasso, l’ulivo, l’abete, e l’edera e molte altre.

Potrai proseguire poi al parco della Rocca viscontea-veneta immerso fra gli ulivi, pioppi e betulle. Avrai modo di vedere le varie specie di volatili che si recano in una voliera accanto un boschetto di querce.

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La Rocca è uno dei più importanti monumenti lombardi da qui do avrai una vista panoramica della intera pianura bresciana, di Lonato, e del Lago di Garda. 

Proprio di fronte alla Rocca si trova la collina della Rova, dove Napoleone Bonaparte si posizionò contro gli austriaci nella Battaglia di Lonato del 1796. Da qui, proseguirai a visitare il Museo ornitologico Gustavo Adolfo Carlotto, con una collezione di 700 esemplari tassidermizzati, con la guida specializzata ancora al vostro fianco ad accompagnarvi durante questo viaggio immerso tra storia e natura. 

Passeggiare con il tuo amico a 4 zampe

Domenica il 23 maggio invece partendo alle ore 10 potrai portare il tuo amico a 4 zampe (o anche senza) per una passeggiata insieme a te. Il bellissimo percorso collega la Rocca di Lonato alla collina della Valsorda. La guida vi farà scoprire la botanica lungo questo percorso. Questi luoghi sono ricchi non solo di flora ma anche di fauna come scoiattoli, upupe e rapaci che con un po’ di fortuna è possibile vederli in volo in prossimità del lago.

Per chi desidera, al rientro, si può visitare la Rocca. 

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Come partecipare

Il costo delle attività è di 10€ per gli adulti, 8€ per i bambini (under 14).
È consigliato l’utilizzo di scarpe e abbigliamento comodi.
La prenotazione è obbligatoria. Tel. 030/9130060, prenotazioni@fondazioneugodacomo.it
Informazioni – www.roccadilonato.it

Ufficio Stampa Studio Agorà

Il Coloratissimo Borgo di San Giuliano a Rimini

Ormai si sa, per noi amanti dell’avventura il ritorno in zona gialla significa solo una cosa: poter tornare a viaggiare! Tralasciando il fatto che abbiamo già prenotato la nostra vacanza estiva (in un posto che sogno di visitare da sempre, ma per quello dovrete aspettare ancora un po’), questo weekend siamo tornati alle origini e abbiamo scelto di visitare un borgo vicino a casa. Fedele alla nostra nemica/amica (si sa della punta di astio che c’è tra Emilia e Romagna) riviera romagnola, siamo andati alla scoperta di un borgo di pescatori a due passi (letteralmente) da Rimini: Borgo San Giuliano.

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I Colori del Borgo

Passeggiando per le stradine di San Giuliano, ci siamo stupiti di quanta vita ci potesse essere in un borgo così piccolo, ma così accogliente. Pensate che sono presenti ben tre bed and breakfast dove potrete alloggiare! Per non parlare dei locali stupendi e super curati dove fermarsi a mangiare e fare aperitivi! La cura di cui parlo l’ho ritrovata proprio nelle facciate delle case. Ognuna diversa dall’altra, di un colore differente, e con uno stile originale. Case che sprigionano amore per il proprio borgo e voglia di farsi conoscere da ogni mmh come dire… mattone! I sangiulianesi (chissà se si chiamano veramente così?) sono consapevoli di quanto il loro borgo sia instagrammabile e unico e cercano di curarlo e decorarlo riservandogli ogni più piccola attenzione!

Borgo San Giuliano di Fellini

Borgo San Giuliano è diventato celebre anche grazie a Federico Fellini. Il regista, infatti, innamoratosi di questo borgo, decise di girare alcune scene dei suoi film proprio qui! La caratteristica principale di questo borgo sono i suoi murales e le sue case colorate e tra queste, vi accorgerete subito degli innumerevoli omaggi che gli abitanti riminesi hanno deciso di fare a Fellini, come il murales dedicato alla celebre “Dolce vita”.

Come vi ho anticipato (e come noterete dalle foto), San Giuliano è un tipico borgo di pescatori. Ho notato, infatti, che in molte case (oltre ai murales dedicati) sono presenti delle targhe col nome del pescatore che abitava in quella determinata casa e la relativa barca. Mi sono accorta che molte delle barche avevano un nome che richiamava quello del “padrone”, quasi come se fosse una persona appartenente alla famiglia!

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Eventi

In tipico stile del borgo romagnolo, in occasione degli anni pari durante settembre, si celebra la “Festa de’ Borg”, una vera e propria festa di paese, in occasione della quale la città si trasforma in un palco a cielo aperto, ospitando spettacoli teatrali, musica e, ovviamente, gastronomia tipica di ogni tipo! Credo proprio che la consiglierò a tutti gli amanti delle sagre (leggi: mia mamma).

20 minuti a piedi dal lungomare riminese

Passeggiando per le stradine del borgo, ci siamo ritrovati (per puro caso) nel centro di Rimini! Quindi, se avete voglia di farvi anche un giretto al mare, con 20 minuti di camminata, vi ritroverete già sul lungomare romagnolo. Vi consiglio una sosta al famosissimo chiosco “Del Kursaal”, famosissima piadineria del riminese, dove abbiamo preso un cassone tipico con pomodoro e mozzarella (che a Bologna chiamiamo “crescione”), per poi gustarcelo proprio sul lungomare (recentemente rinnovato).

Vi lascio con una domanda: di che colore dipingereste la vostra casa, se viveste in un borgo così? Spero di avervi fatto scoprire una piccola perla, tra colori e cinema! 

Articolo e foto di Alice Cavalieri (visita il suo blog per leggere di più)

Altri luoghi consigliati in zona:

Santarcangelo in RomagnaRepubblica di San Marino, il borgo di San Leo

 

Hotel Pian delle Vigne sulla Riviera dei Cedri in Calabria

La Calabria è nota per i suoi paesaggi unici, le persone genuine così come per la sua cucina, e il suo mare. Ormai tutti conoscono Tropea, ma c’è un altro tratto di costa più a nord altrettanto stupendo e spesso meno affollato. Stiamo parlando della meravigliosa Riviera dei Cedri. Una volta presa la decisione di passare le vacanze in questo paradiso, rimane solo da decidere dove alloggiare: Hotel Pian delle Vigne, ovviamente!

Hotel Pian delle Vigne

Situato a Praia a Mare, l’Hotel Pian delle Vigne si trova nella parte settentrionale della Riviera dei Cedri, lunga 80 km.

pian-delle-vigne-calabriaTutte le 20 camere sono dotate di aria condizionata, Wi-Fi, un bagno privato e un balcone. Molte delle camere si affacciano sul Golfo di Policastro dove si può godere di tramonti spettacolari. C’è anche una graziosa terrazza con vista sul mare dove gli ospiti possono gustare un bicchiere di vino o un aperitivo.

Il Ristorante

Soggiornando a Pian delle Vigne, potrai goderti il suo ristorante con un antico frantoio risalente al 1700. Ulivi secolari, bouganville rampicanti e un pergolato ricoperto di uva fragola fanno da cornice a questa incantevole atmosfera affacciata sul golfo. Il menu offre sempre il pescato fresco del giorno ed altre ricette tipiche regionali che utilizzano solo gli ingredienti locali più freschi.

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Puoi gustare una deliziosa colazione in terrazza inclusa nel tuo soggiorno oppure puoi scegliere l’opzione di mezza pensione.

Se viaggi con il tuo amico a quattro zampe, Pian delle Vigne accetta cani di piccola e media taglia!

Il Mare

Certo, chi viene qui viene principalmente per il mare. Praia a Mare vanta sia la Bandiera Blu che la Bandiera Verde per le sue acque incontaminate e le spiagge a misura di bambino. Il litorale lungo questo tratto varia dalla sabbia fine ai piccoli ciottoli.

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Numerosi sono i lidi attrezzati dove è possibile noleggiare un ombrellone e una sdraia ma non mancano neppure i tratti di spiaggia libera. Soggiornare a Pian delle Vigne ti dà il vantaggio in più di avere la possibilità di andare con una navetta dall’hotel fino ad un lido convenzionato vicino all’Isola di Dino.

L’Isola di Dino è un luogo privilegiato per lo snorkel, le immersioni subacquee, i tour in barca delle varie grotte marine o semplicemente per passeggiare sull’isola a piedi.

San Nicola Arcella è una spiaggia obbligatoria a pochi chilometri a sud, assolutamente da non perdere! Famosa per il suo arco naturale che il mare e il vento hanno eroso nel tempo, l’incomparabile Arcomagno. Ammirare il tramonto dalla “finestra” dell’ Arcomagno è un’esperienza senza paragone. 

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Vale la pena esplorare l’intera costa dove le spiagge vanno dalla sabbia fine alle scogliere rocciose. Oltre alla sua spiaggia, il paese di Diamante* merita sicuramente una sosta per gli incantevoli murales che adornano l’intero centro storico. Un po’ più a sud, la località costiera di Santa Maria del Cedro* ospita un museo dedicato al cedro, omonimo della riviera.

Inoltre dall’hotel sei a soli 15 minuti da Maratea, una delle migliori località balneari della Basilicata!

Altro da vedere 

Se vuoi trascorrere un giorno o due lontano dalla spiaggia, puoi visitare il Parco Nazionale del Pollino dove puoi fare escursioni, mountain bike, fare rafting e visitare borghi remoti come Papasidero.

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Se sei davvero avventuroso, puoi fare parapendio proprio a Praia a Mare con un istruttore qualificato che ti accompagnerà in “volo” mentre sorvoli il mare turchese.

L’accogliente personale dell’Hotel Pian delle Vigne ti farà sentire perfettamente a casa e felice di aver scelto Praia a Mare in Calabria per le tue vacanze!

*articoli in arrivo!

Cosa aspetti?
Prenota presso l’Hotel Pian delle Vigne a Praia a Mare

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Dall’hotel,  potrai visitare…

a 6 km 

Isola di Dino
a 10 km  San Nicola Arcella
a 15 km  Maratea
a  km  Parco Nazionale del Pollino
a 110 km  Cosenza
   
   

 

 

Cosa vedere a Napoli: itinerario di un giorno

 

Siehe Napel und stirb! (Vedi Napoli e poi muori!)
Johann Wolfgang von Goethe

L’ormai celeberrima frase del poeta tedesco esprime alla perfezione tutto ciò che è veramente questa città: un luogo meraviglioso da vedere almeno una volta nella vita che vi lascerà senza fiato. Andiamo a scoprire che cosa vedere a Napoli!

Piazza del Plebiscito

Una delle tappe obbligatorie, e perciò prima nella lista di cosa vedere a Napoli, è Piazza del Plebiscito. Da anni punto di ritrovo per i napoletani, questa piazza accoglie turisti, visitatori e appassionati di concerti. Sul perimetro di questa magnifica piazza, si affacciano alcuni dei più importanti edifici del capoluogo campano: la chiesa di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale.

L’inizio della costruzione di questa chiesa risale al 1809, ma verrà ultimata soltanto 30 anni dopo. È caratterizzata da un grande colonnato abbellito nel corso degli anni che dona una bellezza unica alla chiesa e alla piazza stessa. In stile ionico, questo edificio religioso è uno dei simboli di Napoli. L’interno della chiesa segue lo stile della facciata ed è arricchito da numerose opere risalenti al 1800. 

Palazzo Reale, invece, fu realizzato nel 1602 ca. per l’imminente arrivo del Re Filippo III, che però non è mai arrivato. Oggi è uno dei must per chi visita questa città. Tantissime bellezze da vedere presso Palazzo Reale: dall’appartamento reale alla Cappella Reale per poi passeggiare tra i fantastici giardini e ammirare il Teatrino di Corte. Il patrimonio artistico custodito tra queste mura è davvero immenso. 

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Museo Cappella Sansevero

In tutto il mondo si parla del Cristo Velato: una scultura a opera di Giuseppe Sanmartino, che rappresenta il Cristo deposto coperto da un velo. Tale opera è ospitata nel Museo Cappella Sansevero, dove sono custodite tantissime altre realizzazioni artistiche del passato di un valore unico ed inimitabile. Un alone di mistero avvolge questo Museo grazie alla presenza di simboli esoterici e religiosi. Infatti, è una delle caratteristiche che più affascina.

Duomo di Napoli e San Gennaro

Come tutti sappiamo, Napoli è devotissima al suo Patrono: San Gennaro. Ogni anno si celebra la liquefazione del sangue del Santo con una grande festa (leggi di più sulla Festa di San Gennaro). Le reliquie del Santo sono custodite nel magnifico Duomo di Napoli, un elegante edificio ricchissimo di arte e dipinti. 

Complesso Monumentale di Santa Chiara

Si tratta di un importantissimo edificio religioso dedicato all’omonima Santa. La Basilica, di carattere gotico, è composta da quattro chiostri monumentali ed è circondata da 66 pilastri alternati da archi. Gli interni sono arricchiti da numerosi affreschi risalenti al 1700 che rappresentano per lo più scene del Vecchio Testamento. Inoltre, qui si trova un Museo che conserva alcuni tesori scampati al bombardamento della Seconda Guerra Mondiale. 

Napoli Sotterranea e la Galleria Borbonica

Napoli è letteralmente una città profonda, così tanto da avere anche una versione sotterranea. Scavata nel tufo per costruire la città di sopra, scopriamo un mondo fatto di anfratti, frotte e cunicoli sotterranei. Napoli Sotterranea è stata impiegata per diversi utilizzi nel corso della storia: è stata fonte di acqua, rifugio durante la guerra, discarica e anche rifugio per i delinquenti. Grazie ai recuperi e ai restauri, oggi il percorso sotterraneo è visitabile dai turisti.

Il percorso più famoso in assoluto è la Galleria Borbonica. Si tratta di un percorso militare che doveva consentire la fuga da Palazzo Reale verso il mare in caso di assedio. Purtroppo questo incredibile progetto non è mai stato portato a termine a causa di imprevisti con gli scavi. 

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Spaccanapoli

La vera vita napoletana si trova proprio qui, nel quartiere chiamato Spaccanapoli. Il nome deriva dal fatto che la strada taglia effettivamente a metà dai Quartieri Spagnoli a Forcella. In questa zona di Napoli si trovano edifici e palazzi molto antichi. Tantissime le opere e i monumenti storici oltre ad essere il vero cuore pulsante della città. Per le vie del quartiere riecheggeranno i profumi tipici di questa terra, accompagnati dal calore e dalla vivacità degli abitanti. 

La lista di cosa vedere a Napoli sarebbe veramente lunga. Ogni angolo di questa città racchiude qualcosa di unico. Vi proponiamo anche un itinerario alternativo di questa città, con luoghi meno conosciuti e meno turistici, ma pur sempre di inestimabile bellezza. 

Cosa mangiare a Napoli

Durante la visita a Napoli non si può assolutamente rinunciare a mangiare una bella pizza come la tradizione napoletana vuole! Magari con la mozzarella di bufala, tipica della zona. La cucina napoletana è caratterizzata da sapori semplici, classici della vita popolare e di mercato. Si potrebbe fare una lista infinita dei piatti tipici della cucina locale, ma rammentiamo solo i più famosi: babà, sfogliatella, pastiera, zeppole di San Giuseppe, casatiello e molto altro ancora. 

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Cogne nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso

In Valle d’Aosta a pochi chilometri dal confine francese si trova il grazioso borgo di Cogne. Questo villaggio alpino è favoloso tutto l’anno e sempre più visitatori amano godere del suo piacevole clima sopratutto in tarda primavera e in estate.

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Cogne: nel cuore del Gran Paradiso

Cogne si trova infatti all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso che è condiviso tra la Valle d’Aosta ed il Piemonte. Di tutte le possibilità all’interno del parco stesso, molti visitatori ritengono che la Valle di Cogne offra la migliore esperienza. Il centro visitatori del parco si trova proprio qui in questa valle.

Con meno di 1.500 abitanti ed i suoi classici chalet di montagna in legno e pietra, l’atmosfera di Cogne in ogni stagione è accogliente e vi farà sentire come a casa vostra. La lingua ufficiale è sia il francese che l’italiano.

Il massiccio del Gran Paradiso con un’altitudine di oltre 4.000 metri, fa da sfondo a qualsiasi punto di osservazione.

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I percorsi di trekking, mountain bike e passeggiate a cavallo abbondano e non ti preoccupare perché c’è ne sono per tutte le età e per tutti i livelli. Uno dei percorsi più frequentati ti porta da Cogne alle famose cascate di Lillaz scavate dal torrente Urtier, a meno di 5 km di distanza dal centro del borgo. Salendo fino a quasi 1.800 metri, sarai in grado di vedere il punto più alto delle cascate e sicuramente, quello più spettacolare.

Il prato di Sant’Orso è un vasto pascolo verde a Cogne di circa 50 ettari. A volte indicato come il “mare verde”, Sant’Orso vanta di un percorso pedonale lungo 2 km molto simile alle famose passeggiate che in genere si fanno lungomare. Nei mesi estivi, è il luogo perfetto per fare un picnic, far volare un aquilone o prendere il sole delle Alpi mentre si osservano i contadini raccogliere il fieno. In inverno, il prato è sede di gare di sci nordico.

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Cultura

Impossibile non rimanere incuriositi dalla cultura alpina di Cogne, soprattutto dal cibo e dalla musica. Un gruppo musicale folcloristico noto come Lou Tintamaro è stato formato negli anni ’50 per preservare i canti, i costumi e le danze tradizionali di Cogne. Molti eventi durante l’anno includono sia il gruppo di adulti che dei bambini.

Il merletto a tombolo (Les Dentellières de Cogne) è una tradizione che risale a oltre 400 anni fa. L’arte iniziò quando un gruppo di suore benedettine fu costretto a lasciare il loro monastero a Cluny, in Francia, e stabilirsi ad Aosta. Hanno tramandato cosi’ la loro arte alle donne locali e ancora oggi ci sono circa 40 donne che continuano a produrre merletti usando lo stesso identico metodo di secoli fa.

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Naturalmente, una delle prelibatezze culinarie che Aosta ha contribuito al mondo è la sua Fontina, prodotta nello stesso identico modo dal XII secolo. Il segreto del suo sapore è il latte crudo delle mucche di Aosta che pascolano nei vasti pascoli alpini. Alla sua prelibatezza in genere si abbina un vino rosso come il Nebbiolo!

In qualsiasi stagione, siamo sicuri che amerai ogni istante della tua esperienza a Cogne!

 

 

 

 

Cosa vedere a Oristano sulla costa occidentale della Sardegna

Oristano è una città abbastanza grande situata sulla costa occidentale dell’isola della Sardegna. Come la maggior parte dell’isola, il maggior vanto di Oristano è sicuramente le sue spiagge. Is Arutas, con la sua sabbia bianca e ciottolosa è considerata, una delle spiagge più belle di tutto il mondo. È anche noto per l’ippica annuale, La Sartiglia, che si svolge durante la stagione di Carnevale.

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Breve storia

Come la maggior parte dell’Italia e dell’Europa, Oristano fu popolata da Greci, Fenici, razziati dagli Arabi e in seguito dagli Spagnoli e dai Piemontesi. Le influenze di queste popolazioni possono essere viste ovunque dall’architettura di Oristano al suo abito tradizionale e persino alla cucina.

Cosa vedere a Oristano

Nessun centro storico sarebbe completo senza una piazza principale e Oristano non fa eccezione. Piazza Eleonora prende il nome da Eleonora di Arborea, uno dei più potenti giudici ed eroina della Sardegna. Questa bella piazza ha la statua dell’eroina come punto focale.

Molto probabilmente la Cattedrale di Santa Maria Assunta risale al XII secolo, ma dopo numerosi attacchi nel corso dei secoli, la sua ricostruzione più recente ebbe luogo a metà del 1700, come è evidente dal suo classico stile barocco. Le reliquie di San Archelao, patrono di Oristano, sono reperibili qui.

La Torre di San Cristoforo (conosciuta anche come Torre di Mariano II) si trova nel cuore della città in Piazza Roma. Costruito nel 1290 allo scopo di difendere la città dai frequenti attacchi dei pirati, è alto diciannove metri.

Un altro edificio importante è il Palazzo Arcivescovile che ospita numerose opere d’arte preziose. Molti dei pezzi furono trasportati sull’isola dalla Toscana durante il dominio piemontese sotto i Savoia.

I musei includono l‘Antiquarium Arborense situato in Piazza Corrias che è un’impressionante collezione acquisita dalla città da un privato. È inoltre dotato di touchscreen e adatto a tutta la famiglia.

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Spiagge

Sarebbe assolutamente impossibile da non rammentare alcune delle splendide spiagge vicino a Oristano. Come accennato in precedenza, Is Arutas (noto anche come Cabras) è in cima alla lista. La sua spiaggia è in realtà fatta di ciottoli di quarzo che variano di colore dal bianco crema al rosa pastello al verde. È famoso per lo snorkeling e il surf.

San Giovanni di Sinis funge anche da sito archeologico di Tharros, città fenicia e successivamente romana. Le rovine non furono scoperte fino alla metà del 1800 e ora sono, insieme a quelle di Nora, le uniche rovine romane che rimangono sull’isola. La spiaggia di Torregrande è la più vicina di Oristano ed è caratterizzata da sabbia soffice e dorata e numerosi servizi, dagli sport acquatici ai bar e agli stabilimenti balneari.

L’estate è, ovviamente, il momento più popolare da visitare, ma grazie al suo clima subtropicale mediterraneo, Oristano è piacevole tutto l’anno. Anche nei mesi di dicembre e gennaio, le temperature medie giornaliere sono intorno ai 14 ° C. 

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Cucina

La zona è famosa per il suo forte vino bianco noto come Vernaccia. Un liquore tradizionale chiamato Mirto è composto da bacche autoctone simili a un mirtillo. Le foglie di mirto vengono anche utilizzate nella preparazione del porceddu di maiale arrosto. Il formaggio di pecora, il Pecorino Sardo è ampiamente consumato in tutta l’isola ed esportato anche nella penisola. Essendo sulla costa, il pesce svolge un ruolo importante nella cucina di Oristano e include la bottarga nota anche come “oro sardo” o “caviale mediterraneo”. Fondamentalmente sono le uova di muggine oppure di tonno che vengono salate e stagionate. Questo semplice prodotto è usato in cucina come antipasto da servire a crudo con un filo d’olio, oppure utilizzato anche per condire la pasta.

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San Nicola Arcella e la spiaggia di Arcomagno in Calabria

Continuando il nostro viaggio lungo la Riviera dei Cedri in Calabria e dirigendoci verso sud dalla graziosa Praia a Mare, ci imbattiamo in una delle spiagge più belle del mar Tirreno, San Nicola Arcella.

San Nicola Arcella

Sembra logico iniziare il nostro tour dal motivo principale per cui la maggior parte delle persone visita questa località: il mare. Il magnifico Mar Tirreno che, da queste parti, ha vinto il prestigioso Premio Bandiera Blu e le cui sfumature  turchesi, lapislazzuli e smeraldo si fondono con le onde in arrivo.

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La Spiaggia della Marinella è il tratto di spiaggia più grande di San Nicola Arcella e vanta di tutte le comodità di cui potresti aver bisogno per una favolosa giornata di sole.

Qui puoi noleggiare un pedalò, l’attrezzatura per lo snorkeling, fare tour guidato in barca e persino fare delle immersioni. I lidi abbondano e con il passare degli anni, i tratti di spiaggia dove è possibile sistemare il proprio ombrellone e telo stanno sempre diminuendo. Se visiti in alta stagione, è meglio arrivare molto presto per assicurarti il ​​posto.

L’Arcomagno è il luogo che forse ha reso San Nicola Arcella più celebre di tutti. Questo è uno degli spot più caratteristici e fotografati dell’intera costa calabrese. Come suggerisce il nome, questo massiccio arco è stato eroso dalle onde che si infrangono creando una baia nascosta veramente unica.

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Questa piccola spiaggia è ombreggiata quasi tutto il giorno perché la formazione rocciosa alta 20 metri blocca la luce del sole. L’ora più magica è quella del tramonto perché quando gli ultimi raggi del sole tramontano verso ovest, l’apertura dell’Arcomagno forma una finestra perfetta ed a dir poco, è spettacolare!

Il Borgo

Il centro storico di San Nicola Arcella si trova leggermente sopra il livello del mare a circa 100 metri. Il punto di riferimento visibile da qualsiasi punto del borgo è la chiesa principale, San Nicola da Tolentino. Risale al XVII secolo ed è dedicata al santo patrono della città.

Mentre ti aggiri per il piccolo centro storico dove sembra che il tempo si sia praticamente fermato, noterai immediatamente tutti i bellissimi murales dipinti che raffigurano la storia della città che risale all’antica Grecia. Si tratta di un progetto abbastanza recente dell’artista Angelo Rago.

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Dal belvedere di Corso Umberto I, goditi la vista del mare e della costa, fino a Maratea nella vicina Basilicata (a nord). D’estate è anche il punto di ritrovo dell’intrattenimento serale, in stile calabrese.

Torre Crawford

Proprio come l’Arcomagno è il simbolo della città, così è la famosa Torre Crawford, che prende il nome dallo scrittore americano Lord Francis Marion Crawford che si innamorò di questo luogo magico alla fine del 1800. Naturalmente, la torre fu costruita secoli prima per difendere la città dai frequenti attacchi dei pirati.

San Nicola Arcella e la Riviera dei Cedri ti incanterà e ti farà una bella impressione tale che, vorrai tornarci anno dopo anno!

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Cosa aspetti?
Prenota presso l’Hotel Pian delle Vigne a Praia a Mare

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Dall’hotel,  potrai visitare…

a 6 km 

Isola di Dino
a 10 km  San Nicola Arcella
a 15 km  Maratea
a  km  Parco Nazionale del Pollino
a 110 km  Cosenza
   
   

 

 

Cosa vedere a Pavia: itinerario di un giorno

La città di Pavia, in una giornata, può essere visitata molto bene con il suo centro storico molto vivo. Il Castello Visconteo, il Ponte Coperto e, se si riesce, la Certosa sono solo alcune di ciò che si può vedere a Pavia. 

Castello Visconteo e i Musei Civici 

Cominciamo la visita con l’aspetto medievale di Pavia. Il Castello Visconteo risale al 1360. Si tratta di un imponente edificio ideato in principio come palazzo per piacere e divertimento, ma nonostante ciò ha diverse caratteristiche del castello come per esempio il fossato con i ponti levatoi. L’interno del castello era interamente affrescato e ospitava una fornitissima biblioteca. Oggi è sede dei Musei Civici, dove sono custoditi delle interessantissime collezioni di archeologia del Settecento. Inoltre, il castello ospita anche delle magnifiche mostre temporanee.   

Il Castello Visconteo non è soltanto storia, arte e cultura, ma è anche divertimento. Nei suoi grandi giardini, durante l’anno, vengono organizzati eventi, concerti e spettacoli. Il più famoso è sicuramente la manifestazione dedicata alla gastronomia e al vino: Autunno Pavese, che di anno in anno rinnova l’appuntamento nel mese di ottobre. 

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Basilica S. Pietro in Ciel D’Oro 

Ad appena due passi dal Castello, troviamo la Basilica S. Pietro in Ciel D’Oro. Essa prende il suo nome dalla cupola interna completamente dorata. La Basilica è considerata una dei più importanti monumenti religiosi presenti nel centro storico della città. Caratterizzata da una facciata a capanna questa chiesa trasmette una sensazione di misticismo come poche riescono a fare. La punta di diamante della Basilica è indubbiamente l’Arca di Sant’Agostino. Si tratta di un’opera in marmo con due stili palesemente differenti. Ciò lascia intuire che sia stata fatta da due artisti diversi. Sull’arca troviamo 50 bassorilievi e 95 statue e al suo interno sono custodite le ossa di Sant’Agostino di Ippona. 

Piazza della Vittoria

Il cuore della città risiede in questa piazza, sia oggi che ieri. Infatti, oggi è la sede della vita mondana, con locali sotto i portici. Su questa piazza si affaccia il Broletto, dietro al quale spunta la cupola del Duomo. L’edificio in questione era nato come sede vescovile, ma venne poi impiegato per accogliere le assemblee cittadine. Oggi è sede dell’ufficio informazioni turistiche oltre ad offrire alcune delle proprie sale a istituzioni culturali cittadine. 

Duomo di Pavia 

Proprio dietro a Piazza della Vittoria, come abbiamo già detto, troviamo l’imponente Duomo di Pavia. Si tratta di un imponente edificio rinascimentale, che purtroppo ha avuto una vita “di cantiere”: quasi 500 anni da quando furono iniziati i lavori sono passati prima di concludersi nel 1933, per poi essere soggetto ad un nuovo restauro nel marzo 1989 dopo la caduta della torre civica. La chiesa è riaperta al pubblico e ai fedeli solo da ottobre 2012. Dedicato a Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta, il Duomo vanta di una cupola ottagonale alta ben 92 metri. All’interno troviamo un interessantissimo pulpito in legno su cui sono scolpiti i dodici apostoli che danno l’impressione di sostenerlo. 

Basilica di S. Michele Maggiore

Definita anche la Basilica dei Re, perché è stata sede di molte incoronazioni, questa magnifica chiesa è luogo di miti e misteri. Ancora oggi studiosi e amanti dell’esoterismo studiano e contemplano questa basilica per via delle sue decorazioni cariche di simboli ancor a tutti da scoprire. Solo per curiosità di vedere questi simboli, questa chiesa merita la visita!

Ponte Coperto

Andando verso il fiume Ticino, ci imbatteremo nel famoso Ponte Coperto: un ponte comporto da cinque arcate, coperto da due portali alle estremità e una piccola cappella al centro. Il ponte che vediamo oggi è più recente di quel che si pensa, perché fu ricostruito in seguito ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, ma già in epoca romana sono state rinvenute tracce di questo ponte così caratteristico. È veramente un luogo perfetto per fare una bella passeggiata lungo il Ticino e per giungere poi alla casa di Ugo Foscolo, una palazzina nel centro storico di Pavia dove visse lo scrittore nel periodo di insegnamento presso l’Università locale. 

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Certosa di Pavia

Non si può assolutamente escludere la Certosa da questo itinerario su cosa vedere a Pavia. Anche se solo con un veloce passaggio difronte in macchina (perché dista circa 8km dal centro), questo meraviglioso edificio gotico merita assolutamente uno sguardo! La Certosa è un vero e proprio capolavoro di architettura e di affreschi. Fin dai primi anni di vita, il complesso monumentale ospitava un monastero ed ancora oggi la gestione è affidata a monaci Cistercensi, che si occupano anche delle visite guidate, della vendita dei prodotti tipici e degli articoli sacri. 

Per maggiori info, prenotazioni e biglietti visita il sito ufficiale della Certosa

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Cosa mangiare a Pavia

La cucina pavese affonda le sue radici nella tradizione e nel territorio. In questa zona è molto apprezzata la carne di maiale, quindi di conseguenza salame, coppa e sanguinacci. Tipica della tradizione enogastronomica pavese sono le rane e il riso. Un esempio ne sono il tipico piatto del risotto alla certosina e le rane fritte o al guazzetto. Oppure una bella zuppa di rane! 

Come raggiungere Pavia 

Indubbiamente il modo più facile per raggiungere Pavia è in auto e per fortuna il centro della città è ben fornito di parcheggi a pagamento e non. Se non si ha voglia di guidare e di cercare parcheggio, le alternative più valide sono treno  e bus: la stazione principale della città si trova proprio nel centro e i servizio di autobus è molto vario e ben organizzato. 

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Scopri tutto quello che c’è da sapere e da visitare in Lombardia! Sagre, eventi e molto altro ancora! 
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L’Isola del Giglio e Giannutri nell’Arcipelago Toscano

L’Arcipelago toscano è composto da 7 isole nel Mar Tirreno di cui la più grande è l’Elba. Più a sud, lungo il tratto di costa noto come l’Argentario, si trovano le isole del Giglio e la minuscola Giannutri. Questa è un paradiso per avventurieri subacquei e per chi semplicemente si vuole rilassare! Scopriamo di più.

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Isola del Giglio

L’Isola del Giglio è a solo un’ora di traghetto dal Porto Santo Stefano. L’intero perimetro dell’isola è di soli 27 km e conta circa 1.300 residenti permanenti.

Probabilmente fu abitata sin dall’Età del ferro e dagli Etruschi. Successivamente, i Romani la utilizzarono come base militare e nel XVI secolo fu saccheggiata dagli Ottomani e tutti i residenti furono uccisi o presi come schiavi. I Medici ripopolarono l’isola con i senesi.

Il Giglio è spesso definito per la sua bellezza la “perla dell’arcipelago”.

Le spiagge 

La spiaggia più grande dell’isola è quella di Campese ed è anche la più attrezzata di ogni genere di servizi e comodità per i turisti. È una spiaggia sabbiosa con un’interessante tonalità rossastra. Inoltre è vicina allo scoglio del Faraglione e alla Torre Medicea. La baia del Campese ha anche condizioni di vento ideali per il windsurf e la vela.

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Cannelle è un’altra spiaggia da non perdere dell’isola ed è perfetta per famiglie con bambini. La sabbia fine e bianca e le acque poco profonde la rendono ideale per i nuotatori inesperti. Si trova a circa 20 minuti a piedi dal porto e qui sono disponibili servizi come il lido e noleggio barche.

Caldane è la più selvaggia delle quattro citate in questo articolo e non è l’ideale per i bambini piccoli. Puoi venire a piedi qui o in barca (barca-taxi). Qui c’è anche un lido nel caso in cui non puoi portare con te il tuo ombrellone. Questo minuscolo punto è incorniciato da rocce granitiche frastagliate, ma la spiaggia stessa è sabbiosa.

Arenella si trova sul versante orientale del Giglio e ha spiagge di sabbia dorata con acque scintillanti ricche di vita marina. Lo snorkeling è assolutamente da provare qui ed è adatto anche per i più piccoli. Sempre qui sono disponibili  tutti i tipi di servizi di cui si può aver bisogno.

Se hai mai desiderato di  fare delle immersioni, il Giglio è il posto perfetto per provarle! L’acqua brulica di vita acquatica, dai polpi ai tonni, alle anguille e persino ai cavallucci marini! Ci sono diverse scuole di sub in tutta l’isola, ma un buon punto di partenza è al porto.

Un altro suggerimento è quello di fare un tour guidato in barca dell’isola che ti porterà in calette e grotte nascoste che altrimenti rischieresti di non vedere da solo.

Trekking

Fortunatamente, il Giglio gode di un clima mite mediterraneo tutto l’anno che rende possibile l’escursionismo in qualsiasi periodo dell’anno. Numerosi sentieri sono stati notevolmente migliorati con la segnaletica, ma molti sono rimasti praticamente allo stato originale per centinaia di anni, alcuni di questi in passato erano vecchie mulattiere. Sicuramente, e’ opportuno indossare delle scarpe comode. 

I Borghi

Ci sono tre borghi sull’isola: Giglio Porto, Giglio Campese, e Giglio Castello.

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Giglio Porto risale all’epoca romana è molto frequentata ed è fornita di ampi servizi per i visitatori. Tutto ciò di cui potresti aver bisogno, dai ristoranti ai negozi agli alloggi si trova qui.

Giglio Castello si trova a 400 metri sul livello del mare e conserva ancora le sue mura medievali e il castello originali risalenti all’anno 1300. Da non perdere la Chiesa di San Pietro Apostolo che custodisce un crocifisso in avorio di Giambologna!

Giglio Campese è il borgo più nuovo ed è diventato il più importante polo turistico. Non perdetevi i tramonti e le viste delle isole di Montecristo, dell’Elba e, se siete fortunati, anche della Corsica.

L’Isola Giannutri 

Molti tour in barca vi porteranno anche alla piccola isola di Giannutri, la più meridionale dell’intero arcipelago. Qui non ci sono borghi, né automobili, né strade, e persino il turismo è pochissimo. Le rovine romane di Villa Domizia sono ancora oggi visitabili. La sua costa è un territorio privilegiato per le immersioni!

Che cosa aspetti?
Prenota subito all‘Hotel la Fonte del Cerro a Saturnia a solo un’ora da Porto Santo Stefano!

Partendo dalla nostra struttura potrai visitare…

22km

Pitigliano
a 38km  Il Giardino dei Tarocchi
a 42km Monte Amiata
a 50km Costa Argentario
a 52km Bolsena
a 65km  Civita di Bagnoregio
a 65km Tarquinia