Idee per il Weekend: i consigli di dooid

 

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Il fine settimana si avvicina e tu non sai ancora che cosa fare in questi giorni? Ecco per te una lista completa degli eventi in programma in tra venerdì, sabato e domenica in Italia! Ecco i consigli di dooid e tante idee per il weekend! 

Nord Italia

Centro Italia

Sud Italia

 

I nostri itinerari

 

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Le nostre strutture

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Soggiorno nel borgo delle camelie: arte ed eventi nella Lucchesia

 

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Hai mai visitato Lucca? Hai mai ammirato la fioritura delle camelie? Ti sei mai vestito da ninja, insieme ai tuoi amici, in occasione dei Lucca Comics? È giunto per te il momento di organizzare un gruppo e partire alla scoperta di queste fantastiche esperienze che non potrai mai scordarti nella vita! Grazie a questo pacchetto di soggiorno nel Borgo delle Camelie, potrai fare questo e molto altro!

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Condizioni di utilizzo e prezzo 
per il soggiorno nel Borgo delle Camelie 

Fino a 4 persone ( 2 stanze ) € 160,00/notte per il gruppo.

Per ogni persona aggiuntiva € 25,00/notte. L’offerta varia in base al numero delle persone. 
Soggiorno minimo 4 notti. 

Con dooid sconto del 10% sulla tariffa (iva inclusa) per un soggiorno di almeno 7 notti!! 

Metodo di pagamento: tramite bonifico bancario.

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!!

Policy di cancellazione: gratuita fino a 30 giorni prima dell’arrivo, oltre questo termine verrà trattenuto il 50% del prezzo del soggiorno.

NB: si richiede un deposito cauzionale di € 400,00 per eventuali danni arrecati alla proprietà che verrà rimborsato al momento del check out (previo controllo della casa).

La struttura

Si tratta di una casa costruita intorno al 1784, dove inizialmente vivevano le suore. Verso gli inizi del 900, venne però trasformata in una piccola fattoria. Oggi, questo vecchio edificio è stato finemente restaurato, conservando l’esterno in pietra, pronto ad accogliere i turisti e regalando loro un soggiorno dal sapore dei tempi antichi. La struttura si colloca nel quartiere chiamato “vicinato” forse così denominato perché isolato, ma “vicino” al borgo vero e proprio. Questa zona è la parte più antica del paese e le sue mura potrebbero raccontare tantissime storie.

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Cosa fare durante il soggiorno nel Borgo delle Camelie

La Lucchesia è una zona toscana molto ricca di arte e cultura, ma anche di tantissimi eventi che richiamano turisti e/o appassionati da tutta italia e non solo.

La città di Lucca costituisce uno dei fiori all’occhiello della Toscana. La cittadina è protetta da delle mura sulle quali si può fare delle piacevoli passeggiate accompagnati dal fruscio degli alberi: da qui si vedono spuntare in mezzo ai tetti delle case, la celebre Torre delle Ore e la Torre del Guinigi. La visita prosegue verso il centro per ammirare il Duomo: Lucca è soprannominata la città delle cento chiese per l’elevato numero di santuari cosparsi all’interno delle mura. 

Girovagando per le vie in pietra della città, circondati da negozi di ogni tipo, capiterà sicuramente di arrivare in Piazza Napoleone, chiamata dai lucchesi Piazza Grande: qui è dove si svolgono la maggior parte degli eventi come ad esempio i Lucca Comics and Games oppure è sede di concerti come quelli del Lucca Summer Festival, dove nel periodo estivo ci sono gruppi e cantanti noti in tutto il mondo. 

Tornando verso il borgo delle camelie, ovvero Pieve e Sant’Andrea di Compito, l’arte e la natura si legano tra di loro.  Attraversando le vie di questi paesi, si possono apprezzare le camelie più spettacolari che crescono nei giardini, affacciandosi dalle mura dei parchi e delle ville storiche. Percorrendo la via principale di Sant’Andrea di Compito, che si snoda attraverso le case in pietra, le piccole strade, i muri in sasso, antichi edifici e alcune ville sei-settecentesche, rimarrai estasiato e deliziato da questo suggestivo paesino toscano.

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Se necessiti di info aggiuntive oppure vorresti personalizzare il pacchetto, compila con i tuoi dati il contact form qui sotto o inviaci una e-mail a booking@rimmontech.it altrimenti contattaci su Facebook

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Organizzeremo noi il tuo soggiorno nel Borgo delle Camelie
il soggiorno e tutto ciò che vorrai aggiungere alla tua esperienza di viaggio. 

Codice pacchetto: 201903141658

Offerta vacanze relax a Catania: intervallo di gusto

 

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Imperdibile offerta vacanze relax a Catania. La città siciliana, si affaccia sul Mar Ionio ed è dominata alle sue spalle dall’Etna, per scoprirne l’arte e le bellezze naturali. Grazie a questa offerta potrai concederti un intervallo dalla vita quotidiana e cedere al peccato di gola, grazie a una gustosissima cena di carne o di pesce. 

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Condizioni di utilizzo e prezzo
dell’offerta vacanze relax a Catania

200€ a coppia (menù di carne)

225€ a coppia (menù di pesce)

L’offerta comprende:

  • due notti in doppia Deluxe con colazione
  • degustazione e cena di quattro portate accompagnati da tre calici di vino DOC
  • servizio navetta da aeroporto/porto/stazione.
 

Metodo di pagamento: Acconto 99€, il resto presso la struttura. Si può prenotare in qualsiasi momento, anche last minute previa disponibilità.

Come acquistare: leggi il paragrafo dedicato alla fine della descrizione e compila il form sottostante in tutte le sue parti!! 

Policy di cancellazione:  non verrà rimborsato quanto versato, ma verrà data la possibilità di usufruire dell’offerta ENTRO I SEI MESI SUCCESSIVI.

Periodo di validità: tutto l’anno eccetto ponti e festività. Per soggiorni in questi particolari periodi ci sarà una maggiorazione sul prezzo dell’offerta. 

La struttura

Casa Provenza

Oasi ideale per soggiornare nel cuore barocco di Catania ed usufruire delle comodità delle sue camere personalizzate e completamente rinnovate negli spazi, arredi e colori.

Al quarto piano di un palazzo con ascensore, godrete dalla terrazza coperta, di una vista a 180° sul più bel prospetto del centro città, in zona a traffico limitato serale nei fine settimana.
Ideale per soggiorni di piacere, individuali o di gruppo, o viaggi d’affari, sarai “coccolato” dai gestori e dal personale attento e riservato. Connessione Wifi gratuita, disponibile in tutti gli ambienti interni ed esterni.

A disposizione, una zona lettura con guide ed informazioni stagionali, tour desk, libro-scambio e sala relax, con frigorifero e bevande, bollitore e tisane, tostapane e microonde.

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Cosa fare nel tuo weekend rilassante

Catania non è solo città d’arte!  Si affaccia su un mare dalle acque cristalline che è tutto da scoprire!
Bellissima è la Riviera dei Ciclopi, caratterizzata dal colore nero delle colate laviche arrivate fino al mare. Altrettanto belle e degne di nota, sono le Grotte di Ulisse per un bagno nelle acque limpide.  Al villaggio di pescatori di Acitrezza, dove per un’ora con il pedalò si visita l’area protetta con i Faraglioni e l’isola Lachea, non si può partire senza assaggiare la migliore granita con brioche della zona all’Eden Bar!

Ovviamente, è d’obbligo ammirare l’Etna, la cui sagoma fa di sfondo a tutta la città.

La cultura in questa città è veramente tanta oltre allo spettacolo che madre natura offre: la Cattedrale di Sant’Agata che domina la Piazza del Duomo, con il Municipio e la fontana dell’elefantino al centro, il Teatro Romano, la via Etnea e molto altro ancora! 

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Codice pacchetto: 201903081544

Festival delle Tradizioni Popolari. Anche a Petralia, il Folk come stile di vita!

È proprio così, il Folk non è solamente tradizione ma è uno stile di vita! È come una droga, se entri nel tunnel non riesci più ad uscirne. Non ci provi nemmeno a smettere e se, per una qualche ragione, sei costretto ad allontanartene ne senti la mancanza. Dopo un po’ ti abitui anche a farne a meno ma, non appena in lontananza, da chissà dove, senti il suono acuto e inconfondibile di un organetto che allegramente intona uno scottish oppure ancora il suono più melodioso e suadente di una mazurka francese accompagnato da una chitarra classica che rende il tutto più armonico e coinvolgente, già ti rendi conto che i tuoi piedi non rispondono più al tuo corpo ma alla musica. 

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Petralia Sottana, vista dal Convento dei padri riformati

Il Festival delle Tradizioni Popolari – Ballo Pantomima della Cordella a Petralia Sottana ne è un esempio. Si tratta del XXXV Raduno Mediterraneo del Folklore Internazionale che si tiene ogni anno nel periodo di Agosto in questa splendida località posta all’interno del Parco delle Madonie. Durante la tipica festa del ballo della Cordella si rievocano le antiche tradizioni contadine celebrate come auspicio per un fecondo raccolto e vita matrimoniale agli sposi. La festa si sviluppa in quattro intense giornate che racchiudono eventi e laboratori dalla mattina fino a tarda sera. 
Nella mattina e nel primo pomeriggio si concentrano incontri e workshop, mentre la sera è dedicata ai concerti.
Si passa dalla tradizione popolare siciliana con concerto dei friscalettari e il divertente ballo della contradanza, alla tradizione popolare campana, nello specifico dell’area Sommese, con laboratori di tamburo a cornice e di ballo sul tamburo che rientra nel genere della meglio conosciuta tammurriata, fino ad arrivare alle tradizioni popolari francesi, anche qui con workshop di danze e laboratori di canto e ballo per bambini.

Folklore-petralia-sottana-eventiL’ultimo giorno è quello dove si svolge la festa vera e propria che consiste nella rievocazione del matrimonio tradizionale siciliano, con la cerimonia in chiesa, il corteo nuziale che dal paese sfila fino alla pineta che sormonta tutta Petralia Sottana, per concludersi con la festa con il tipico ballo della Cordella in un tripudio di nastri colorati  intrecciati da dodici coppie di ballerini al ritmo dell’allegro suono dei tamburini.
Durante queste giornate la città cambia aspetto, si anima, trovi persone di tutte le età che riempiono le strade, vedi le facce dei bambini soddisfatti e fieri del vestito tradizionale che indossano, ragazzi che con orgoglio ed entusiasmo partecipano da protagonisti agli eventi del proprio paese. Ci sono sfilate di gruppi folkloristici locali e ospiti internazionali, cucine dal mondo, presentazione di libri ed in fine i concerti. Ma non è la fine! Non basta mai. Si prende una cassa, si collega ad un telefono, si trova una piazza libera, qualche ballerino e si riparte. Forse si inizia in pochi, 6, 8 persone, ma man mano che la musica va avanti, qualche passante si ferma a guardare, sorride nel vedere la dolcezza di una mazurka, si diverte ad osservare l’energia e l’entusiasmo zompettante di una polska o una burrée, si lascia travolgere dalla vivacità e spensieratezza di uno scottish ed è lì che inizia il climax inesorabilmente crescente del ballo popolare.

petralia-folk-festival-2018Ti cattura e ti travolge nel suo vortice.
È uno scambio indispensabile di energie! Ne perdi tante, ti rendi conto di essere stanchissima ma, quelle energie che perdi nel corpo ti vengono tutte restituite nello spirito dal tuo compagno di ballo, dalla gente che ti balla attorno, dalla musica, dalla giovialità del momento, dalla voglia di ballare fino allo sfinimento, di fare amicizia e di volare..vedrai che il corpo non sentirà più la stanchezza.

I nuovi arrivati possono inizialmente essere scettici, imbarazzati perché non conoscono i passi o le persone con cui si balla, è normale, è sempre così, per questo il circolo circassiano allenta la tensione, scioglie il corpo, ti confonde, ti diverte. Sei inesorabilmente coinvolto. Quando la musica parte i ballerini corrono freneticamente in cerca del partner con cui iniziare la danza. Manca un uomo (le donne sono sempre più degli uomini). Cerca tra la folla che guarda un volontario. Non lo trovi. Ne trascini uno contro la sua volontà. Oppone resistenza. Lo rassicuri frettolosamente che i passi sono facili e che li imparerà nel giro di pochi giri, ad ogni cambio partner. Si inizia, è teso ed imbarazzato, tentenna, i passi sono incerti, sbaglia, capisce, si riprende, sorride perché ha capito il passo, lo ripete, ne sbaglia un altro, impreca ma ci riprova, ci riesce, si entusiasma, si diverte, si appassiona. A fine ballo, quando lo ritrovi, scopri un’altra persona, sudata, stanca ma sorridente con la voglia di farne un altro e di imparare nuovi passi

Non c’è età. Tutti ballano con tutti. È pura magia.

Leggi gli altri articoli sulla zona di PalermoHimeraPorticello

foto copyright: www.radunodelfolklorepetralia.it

MANIFESTAZIONE ARTIGIANATO VIVO A CISON DI VALMARINO

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Cison di Valmarino

Dal 5 al 15 agosto  a Cison di Valmarino in provincia di Treviso, tra Follina e Vittorio Veneto, si tiene una manifestazione di artigianato – ARTIGIANATO VIVO – che dalla sua nascita nel 1980 attrae migliaia di turisti non solo veneti e italiani ma anche stranieri. Si parla di un’affluenza di 400.000 persone nella scorsa edizione.

Il paese di Cison – inserito da 3 anni nel club dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA – diventa per 11 giorni un centro d’eccellenza dell’artigianato.                                                           

200 espositori  con i loro stand occupano i vicoli, i giardini, i portici e le piazze, presentano i loro prodotti, fatti rigorosamente a mano secondo la tradizione italiana e mantengono viva l’arte del “saper fare” con le mani, che in quest’epoca di trasformazione tecnologica si va via via perdendo.

In concomitanza con la manifestazione, la Proloco organizza una serie di eventi collaterali quali concerti, spettacoli di animazione, mostre e incontri letterari.

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Castello Brandolini

PARLIAMO DI CISON DI VALMARINO

Come dicevo, l’affluenza turistica è altissima anche perché tutto il territorio merita una vacanza di almeno qualche giorno e la Manifestazione Artigianato Vivo diventa un ‘occasione per esplorare questa zona bellissima.  

Cison di Valmarino si trova nella Valmareno, una vallata dominata dalle fortificazioni del Castello Brandolini, – XII secolo – diventato da anni un hotel di lusso.

I Conti Brandolini, da uomini d’armi che erano in epoca feudale, diventarono successivamente signorotti dediti all’ economia, lasciando un’impronta indelebile in tutto il  borgo.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, dominata da Palazzo Marcello – antica villa veneta dei dogi veneziani Marcello, famosi vincitori della battaglia di Lepanto – e dalla Loggia.

Noterete, camminando per Cison che, quasi tutte le case d’epoca, hanno le imposte rosse o marron: un rosso che qui si chiama “Rosso Brandolini”.

Cison-di-valmarino-artigianato-vivo-2018

Antiche Cantine Brandolini

Un altro esempio di restauro di edifici feudali, è costituito dalle “Antiche Cantine Brandolini”. Il fabbricato appare già, nelle sue linee fondamentali, nelle carte del XV secolo. E’ sempre stato un luogo particolarmente importante per la vita del paese: eretto dalla famiglia Brandolini venne destinato inizialmente a scuderia e poi riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione dei prodotti agricoli. Ciò dimostra che lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare–pedemontana avvenne in epoca lontana grazie alla forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto.

Già nel 1440 la Valmareno si specializzò nella coltivazione della vite…e ancora oggi tutta l’economia della zona è basata sulla produzione di vino, in special modo il Prosecco. 

Nemmeno a dirlo, questa è una zona in cui le degustazioni enogastronomiche sono tra gli interessi preferiti dei turisti. Tra le specialità: lo spiedo

Cison-artigianato-vivo-2018Rolle di Cison di Valmarino

Non si  può andare a visitare Cison di Valmarino, senza passare anche per Rolle, piccolissimo centro circondato dai vigneti di Prosecco. lI poeta Andrea Zanzotto l’ha definito “una cartolina inviata dagli dei”. Il periodo più affascinante per fare un’escursione a Rolle è senz’altro l’autunno quando le colline si infiammano di rosso.

Ma dell’escursione nelle terre del prosecco e di un altro itinerario da non perdere vi parlerò in un successivo articolo.

Copyright foto Borgo più bello d’Italia + Antiche Case Brandolini + Rolle: Carla La Rocca

Copyright foto Palazzo Marcello: villevenetecastelli.com 

Copyright foto Castelbrando dall’alto: hotelcastelbrando.com

Dove sciare sugli Appennini: le migliori località regione per regione

Dall’Emilia Romagna al Molise, passando per Toscana, Marche, Lazio e Abruzzo. Gli sport invernali sono diffusi un po’ in tutta la penisola, oltre che sulle Alpi. Andiamo a scoprire quali sono le principali località sciistiche del centro Italia.

Sciare in Emilia Romagna

In Emilia Romagna si ha la maggior concentrazione di impianti sciistici dell’Appennino. Con 136 km di piste, 48 impianti di risalita e altitudini fino a 2063 metri (Febbio 2000 – Monte Cusna), gli amanti degli sport invernali possono sbizzarrirsi a più non posso. Il comprensorio più importante è quello del Monte Cimone che offre circa 50 km di piste adatte agli sciatori di tutti i livelli, ben attrezzato per bambini e famiglie. Il Corno alle Scale, poi, offre 35 km di piste ed è situato sul confine con la Toscana, a metà strada fra Bologna e Firenze. È qua che il campione Alberto Tomba si allenava per la conquista dei titoli mondiali.

Cerreto Laghi si trova sull’Appennino Reggiano, nel Parco del Gigante. 16 km di piste di varie difficoltà e un anello di sci di fondo di 7 km compongono una stazione sciistica completata da 35 cannoni per l’innevamento artificiale. Anche Ventasso Laghi, sempre su questo versante dell’Appennino, vanta del panorama del Monte Ventasso e del Lago Calamone. La piccola località offre tre ski lift e cinque piste. Ideale per le famiglie è usufruibile anche in condizioni di scarsa neve grazie all’impianto di innevamento.

Infine Schia, sull’Appennino Parmense, si trova alle falde del Monte Caio. Con 7 impianti di risalita e 25 km di discese è adatta anche allo sci di fondo con un anello di 2 km.

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Sciare in Toscana

81 sono i km di piste toscane servite da 35 impianti di risalita. Il comprensorio più importante è quello di Abetone-Val di Luce, in provincia di Pistoia. Qui sono 44 i km di discese, alcune disegnate dal campione Zeno Colò, situate ad un altitudine che va dai 1240 ai 1892 metri del Monte Gomito. Sempre in questa provincia si trova il comprensorio Doganaccia 2000 formato da 15 km di piste ad un altitudine compresa fra i 1446 e i 1795 metri, particolarmente indicate per i principianti e dotate di impianto di illuminazione per lo sci notturno.

Nell’estremo sud della regione, fra le provincie di Siena e Grosseto il Monte Amiata si compone di 10 km di piste e 8 impianti. Comprensorio particolarmente adatto ai principianti, dove non mancano però le piste più impegnative e gli anelli per lo sci di fondo.

Zum Zeri – Passo dei due Santi si trova in provincia di Massa Carrara ed è composto da 8 km di piste e due impianti di risalita. Località caratteristica per il panorama sul golfo di La Spezia, la Corsica e le isole delle 5 terre.

Careggine, sulle Alpi Apuane e Castiglione di Garfagnana, entrambe in provincia di Lucca, sono due piccole stazioni che completano il panorama dello sci toscano.

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Sciare nelle Marche

I Monti Sibillini ci offrono 30 impianti di risalita e 82 km di piste. Anche nelle Marche, seppur piccole, abbiamo diverse stazioni sciistiche. Purtroppo alcune, come la più grande Frontignano sul monte Ussita (2000m), con 25 km di piste, monte Prata – Castelsantangelo sul Nera e Forca Canapine (anche qui i km di discesa sono 25), sono temporaneamente chiuse a causa del sisma che ha colpito il centro Italia nel 2016. I moderni impianti di risalita permettono di raggiungere piste di varia lunghezza e difficoltà.

Sul Monte Carpegna, Monte Nerone e Monte Catria si hanno le aree attrezzate della provincia di Pesaro-Urbino, mentre in provincia di Macerata si hanno gli impianti della Bolognola, Sarnano-Sassotetto e Acquacanina-Piani di Ragnolo. Il Monte Piselli serve invece la provincia di Ascoli Piceno.

Sciare nel Lazio

Nonostante l’appennino laziale non riceva grosse precipitazioni nevose, questa regione vanta varie località dove poter usare gli sci molto frequentate dagli abitanti di Roma. Proprio nella provincia della capitale, nella località di Monte Livata sono presenti 3 ski lift dove è possibile sciare solo quando nevica, a causa della mancanza di un impianto di innevamento artificiale. Il Monte Terminillo, nella provincia di Rieti, offre più possibilità con 25 km di piste di cui oltre la metà con innevamento programmato, 7 impianti di risalita e 15 km di percorsi di sci nordico. Non lontano da qui si trovano gli impianti di Campo Stella e, poco più nell’entroterra, quelli di Selvarotonda Cittareale. In provincia di Frosinone Campocatino, Campo Staffi e Prati di Mezzo sempre nel Lazio, ma nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

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Sciare in Abruzzo

L’Abruzzo si può considerare il maggior centro per gli sport invernali degli Appennini. L’abbondante neve naturale e gli impianti di innevamento artificiale trasformano questa regione in un luogo ideale per trascorrere delle vacanze bianche. Roccaraso offre un comprensorio di 119 km di piste. Campo Felice e Ovindoli sono a due passi da Roma e formano, insieme a Campo Imperatore, il Consorzio Nevi Gemelle con 65 km di discesa. Pescecostanzo, San Giacomo-Monte Piselli, Prato Selva, Pescasseroli, Scanno, Marsia, Campo Rotondo, Prato di Giove, Passo San Leonardo, Pizzoferrato e Gamberane sono stazioni più piccole ma in crescita, mentre le piste di Prati di Tivo e Passo Lanciano – Maielletta offrono dei bellissimi panorami vista mare.

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Sciare in Molise

Sul massiccio del Matese, con cime fino a 2000 metri sul livello del mare, ci sono le due stazioni sciistiche molisane: Campitello Matese, la principale, e Capracotta. Entrambe dotate di moderni impianti di risalita offrono la possibilità di divertirsi ai principianti, ai campioni e agli amanti dello sci di fondo.

 

 

Escursione in montagna: il Parco regionale dell’Adamello

Per molte persone, la montagna in inverno significa solo sci e neve. Molti rinunciano a recarsi in certi luoghi convinti da questa “superstizione”: ma non è così! Le attività da fare, se non si è degli sportivi, sono davvero tante e sopratutto, natura vi regalerà paesaggi, colori e profumi unici. Ce lo racconta un nostro scrittore che ha percorso i sentieri dell’Adamello, in Lombardia. 

Il Parco Regionale dell’Adamello 

Con temperature meno miti, è un peccato rinunciare a qualche escursione montana. Tanto più che molte cime, durante le stagioni autunnali e invernali, assumono colori e scenari particolari, difficilmente visibili in primavera o in estate.

Armandosi di ottimi scarponi (o ciaspole) e pazienza si può riuscire a vedere nuovi paesaggi che ormai conosciamo a menadito, ma che potrebbero affascinarci ancora di più. Se, come in questo caso, vi è anche qualche lago che può ghiacciare, il gioco è fatto.

Visitare i laghi alpini della Lombardia

L’escursione in queste foto è una camminata molto bella posizionata poco prima del paese di Edolo, alla fine della Valcamonica, e (volendo) tocca ben quattro rifugi e tre laghi in circa sei ore di cammino, anche se si può tranquillamente scegliere di evitarne alcuni.

L’itinerario più classico parte da Malga Premassone per raggiungere poi il lago Baitone con l’omonimo rifugio, e più avanti il rifugio Tonolini che si affaccia sul piccolo lago Rotondo, in poco più di quattro ore e mezza totali. Il punto di partenza si trova a Ponte del Guat – un ponte per l’appunto – che si raggiunge piuttosto facilmente. Seguendo l’unica strada possibile per la Valcamonica, (che parte all’incirca all’altezza di Sulzano, toccando Pisogne, Darfo, Bienno…) bisogna raggiungere Malonno e la piccola indicazione sulla destra per Zazza e Sonico, da cui parte una carrozzabile tutta tornanti.

Superata un’intersezione con un’altra strada, si segue una bellissima via (sempre in auto) attraverso un bosco verdissimo e pieno di muschio, con curve molto strette e cieche, che in una ventina di minuti vi porterà a Ponte del Guat (circa 1540 mt.) dove poter parcheggiare; in alternativa si può risparmiare un tratto di cammino arrivando fino in macchina al parcheggio di Malga Premassone (a pagamento e per via leggermente sterrata).

Il rifugio è molto adatto per delle famiglie con bambini o per un weekend rilassante, trovandosi in un’ ampia radura attraversata da un torrente cristallino e con la vista del Baitone. Superata la Malga, vi è quasi immediatamente una deviazione. Proseguendo a destra si devono ‘affrontare’ le cosiddette scale Miller – un sentiero roccioso molto ripido – che portano in una stupenda vallata spesso innevata fino a fine maggio ed al Rifugio Gnutti, un grazioso chalet che si affaccia sul Lago Miller, anche quest’ultimo ghiacciato per buona parte dell’anno.

Da qui si può tornare alla malga o seguire il Passo del Gatto, che conduce al Rifugio Baitone e offre una bellissima veduta sulla vallata sottostante, anche se non è molto adatto a chi soffre di vertigini visto il sentiero molto stretto ed esposto. Prendendo invece la deviazione alla vostra sinistra, seguirete la via più diretta per il Baitone e per il successivo Tonolini, ovvero un sentiero per metà attraverso il bosco e per metà all’aperto, con un’ampia vista sull’altopiano del rifugio Gnutti e sulle cime circostanti.

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Lago Baitone ghiacciato

Per la verità la prima parte non è entusiasmante, risulta un po’ monotona, ed ha l’unico difetto di molte escursioni in zona Adamello: mentre la maggior parte delle camminate sulle Dolomiti ha molti saliscendi o falsipiani, salite impegnative ma intervallate da altipiani che ti fanno rimanere in quota per molto tempo, l’Adamello ha lunghissime salite e lunghissime discese, senza vie di mezzo. In ogni caso la fatica è decisamente ben ripagata: dopo circa un’ora e quaranta di cammino (lungo un sentiero agevole) si giunge all’imponente diga del rifugio Baitone. Durante l’inverno e con la neve che copre il sentiero, la salita è più lunga ed impegnativa, soprattutto senza ciaspole, ma non ha tratti pericolosi o esposti come il passo del Gatto.

Giunti alle pendici della diga, è possibile attraversarla fino alla parte opposta, potendo così godere di una magnifica e incantevole vista del lago, che – in estate – sfoggia un’acqua molto limpida e di un turchese quasi finto. Da qui si possono già vedere in lontananza anche il rifugio Tonolini e le sue vicine cascate, e molto spesso anche un fenomeno curioso, cioè i numerosissimi stambecchi che si arrampicano sulla diga a decine di metri di altezza per recuperare il sale dai mattoni e dalle loro fenditure; considerando la parete praticamente verticale, è impressionante. In inverno o comunque nei mesi più freddi dell’anno il lago è invece ghiacciato, con uno spesso strato che assume bellissime venature azzurre, bianche e blu. Nonostante il livello dell’acqua sia un po’ calato ultimamente, la vista del lago Baitone è sempre notevole e val la pena fermarsi per pranzare vicino alle sue alte sponde.

Da qui poi si possono scegliere due strade per raggiungere il rifugio Tonolini. La prima, vicina al rifugio Baitone (giallo con le imposte rosse) è circa mezzo chilometro più corta ma meno panoramica, mentre il secondo sentiero si trova alla sinistra della diga, che quindi bisogna attraversare nuovamente. Quest’ultima strada, anche se qualche minuto più lunga, è quella più interessante: costeggia tutta la parte occidentale del lago, permettendo di godere di una vista ampia e meravigliosa del retro della diga, del lago, della cima Plem e del corno del lago

Lago rotondo e le cascate

Il percorso è breve e, dopo circa venti minuti in piano, si raggiunge l’ultima salita della giornata, dalla quale si possono ammirare tre cascate gemelle che scompaiono nel sottosuolo, andando presumibilmente ad alimentare il lago. Dopo altrettanti minuti di salita, finalmente si arriva al rifugio Tonolini (2450 mt.), in pietra e legno, ed al suo piccolo lago tondo chiamato appunto lago Rotondo. Nelle limpide giornate estive è molto suggestivo il riflesso delle cime circostanti in questo specchio d’acqua, che invece in inverno risulta ovviamente ghiacciato. Il rifugio è piccolo ma molto accogliente, ed è molto piacevole riposare anche ai bordi del lago, circondato da lastroni di pietra lisci dove è possibile sdraiarsi o mangiare qualcosa.

Per chi volesse allungare (di molto) l’escursione, può seguire il sentiero n°50 in direzione dei laghi Gelati, chiamati così perché piccoli laghetti praticamente sempre ghiacciati sotto il gruppo del Baitone; la sola salita è circa un’ora e quarantacinque minuti, ma il paesaggio roccioso e i numerosi laghi valgono lo sforzo. Altrimenti, basta ridiscendere dal rifugio Tonolini in direzione rifugio Baitone e Ponte del Guat, scegliendo magari il sentiero opposto all’andata. Giunti al Baitone, una sola ora e venti vi separa dal punto di partenza, anche se tutta quella discesa alla lunga può dar fastidio alle gambe.

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Lago Baitone

Tirando le somme, le combinazioni e le vie possibili per toccare i differenti rifugi e i laghi sotto il gruppo del Baitone sono numerose, di svariate distanze e adatte a chiunque sia appassionato di montagna, e soprattutto si riveleranno tutte molto molto suggestive.

 

 

Cosa vedere a Padova in un giorno: itinerario a piedi

Una filastrocca veneta definisce i padovani come dei “gran dottori”. Probabilmente è dovuto al fatto della presenza di una delle più antiche università. Ma la città di Padova non è soltanto scuola, libri e studio! Conosciamo questa città attraverso questo itinerario di Padova.

Visitare Padova

Cappella degli Scrovegni

Il nostro tour di Padova parte dalla magnifica Cappella degli Scrovegni. La punta di diamante di questa piccola cappella, che dall’esterno potrebbe sembrare anonima, si trova all’interno: accoglie il celebre ciclo di affreschi di Giotto rappresentanti tre temi scelti dal maestro toscano. Oltre l’inestimabile opere di Giotto, la Cappella degli Scrovegni ospita anche tre statue di marmo per l’altare realizzate da Giovanni Pisano.

La cappella si trova in mezzo ai ruderi dell’antica Arena di Padova, dove al momento sono ancora in corso degli scavi. Vi si accede attraverso i Musei Civici Eremitani di Padova in Piazza Eremitani. Il biglietto include la visita della Cappella e quella dei Musei.

Musei Civici Eremitani

I musei sono suddivisi in Museo Archeologico e Museo d’Arte Medievale e Moderna. Le 19 sale ripercorrono la storia e l’archeologia padovano e custodiscono importanti testimonianze.

Inoltre, qui ha sede anche una sala multimediale interamente dedicata agli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, che immerge i visitatori nel percorso artistico e ne contesto storico del pittore toscano.

Palazzo del Bo

Merita una visita il Palazzo del Bo a Padova. L’edificio in questione è la storica sede dell’Università di Padova, oggi è sede del Rettorato, della scuola di Giurisprudenza e del Teatro Anatomico più primitivo del mondo.

Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta e Palazzo della Ragione

Proseguendo la nostra visita di Padova, nelle vicinanze della prestigiosa sede universitaria troviamo un’altra delle maggiori attrazioni della città: Piazza delle Erbe. Insieme a Piazza della Frutta, erano il cuore commerciale di Padova. Ancora oggi ospita uno dei più grandi mercati d’Italia. Le due piazze sono adiacenti, ma separate dal Palazzo della Ragione che inizialmente aveva una mansione di mantenere l’ordine nei mercati oltre ad essere sede di giustizia. Il palazzo apre al pubblico una magnifica sala lunga 81 m e largo 27, dove si possono ammirare ben 127 m di affreschi e un cavallo ligneo. Gli affreschi furono commissionati a Giotto, ma furono distrutti in seguito ad un incendio nel 1420 e poi ripristinati da Nicolò Miretto. Dal porticato di Palazzo della Ragione si può ammirare un bellissimo panorama di Piazza delle Erbe.

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Cattedrale di Santa Maria Assunta

Il Duomo di Padova spicca in mezzo al palazzo episcopale e il battistero. Lo stile barocco manierista di questa chiesa la rende molto essenziale all’occhio del visitatore, anche perché non è stata mai conclusa. Di bellezza inaspettata è il Battistero del Duomo, dove si possono ammirare dei bellissimi affreschi che arrivano fin sulla cupola.

Basilica di Sant’Antonio di Padova

Assolutamente da non perdere durante la visita di Padova è questa basilica, denominata dai locali la basilica del santo. È uno dei maggiori capolavori al mondo ed è inoltre riconosciuta come un santuario internazionale. Una delle più importanti e famose mete di culto della religione cristiana. Dando una prima occhiata dall’esterno si nota subito una certa somiglianza con la Basilica di San Marco a Venezia.

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Prato della Valle

Questa piazza rappresenta il simbolo di Padova. Prato della Valle è conosciutissima a livello internazionale perché stiamo parlando niente di meno che della seconda piazza più grande in Europa (la prima è Piazza Rossa a Mosca). Ispirata alla tradizione veneta, questa affascinante e suggestiva piazza è attraversata da quattro viali che congiungono insieme al centro della piazza, grazie anche a piccoli e graziosi ponti per attraversare il canale che la circonda. Il canale è ornato da bene 78 statue raffiguranti personaggi celebri del passato: da progetto originale commissionato dal podestà, le statue sarebbero dovute essere 88. Al centro troviamo un’isola verde chiamata Isola Memmia in onore del podestà.

Orto Botanico 

Concludiamo la nostra passeggiata per le via di Padova con un altro dei fiori all’occhiello di questa città: l’Orto Botanico. Parte di Patrimoni dell’UNESCO, l’Orto sorge sul terreno dei Monaci Benedettini dove coltivavano piante medicinali. Al centro dei 22000 metri quadrati dell’Orto Botanico di Padova, troviamo una piscina dedicata alle piante acquatiche: in totale, vengono accolte circa 3500 di specie di piante in tutta l’area.

Cosa mangiare a Padova

Impossibile mangiare male a Padova! I piatti tipici della tradizione veneta sono davvero tanti e tutti davvero squisiti. Da non perdere assolutamente sono i bigoli, una pasta lunga fresca ideata proprio qui a Padova, conditi con svariati modi anche se la più comune è quella sarde e capperi. Ma tra i primi tipici della cucina veneto troviamo anche le tagliatelle radicchio e pancetta oppure i paccheri all’anatra. Per parlare di secondi e dolci, invece, i più rammentati sono il gran bollito di carne e la torta pazientina.

Mostra a Monza: Giappone Terra di geisha e samurai

Il meglio di due grandi collezioni private, unito per offrire a Monza, in Villa Reale (dal 30 gennaio al 2 giugno), una sorta di viaggio iniziatico in Giappone, paese la cui cultura e le cui arti affascinano da sempre, per grandissima varietà e raffinatezza.

Il percorso espositivo, messo a punto da Francesco Morena, propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dalla raccolta di Valter Guarnieri, collezionista trevigiano con una grande passione per l’Asia orientale, alle quali si uniscono, in questa speciale occasione, alcuni kimono della raccolta di Lydia Manavello, collezionista trevigiana esperta conoscitrice di tessuti asiatici.

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Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo numerosi aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese.

Geisha e Samurai

La parte centrale dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai. La classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Edo (attuale Tokyo).

La Natura

Una sezione della mostra è riservata al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno.

Tecniche Straniere

A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò così molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri.

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Fotografia e Scrittura

Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupava senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che ha acquisito il nucleo esposto in mostra, il quale ha annotato in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti.

L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono l’esaltante percorso espositivo.

Info Utile

Giappone. Terra di geisha e di samurai a Villa Reale a Monza 

Dal 30 gennaio al 2 giugno 2020

Per orari e info biglietti visitare il sito ufficiale di Villa Reale

 

Ufficio Stampa Studio ESSECI

studioesseci.net

Itinerando 2020: la fiera del turismo in movimento a Padova

Voi, amanti dei viaggi, del cicloturismo, della vita in camper, del turismo nautico, della montagna e del mare e non solo. Siete tutti attesi a Padova dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020 per Itinerando, la fiera del turismo in movimento. Giunto alla quarta edizione, il multi-salone del turismo in movimento è divenuto il punto di riferimento per tutti i viaggiatori che sono costantemente alla ricerca di nuove avventure.

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I Padiglioni a tema

Il salone è diviso in 4 settoriCamper Experience, Bike Travel, Boat Experience, e Destinazioni ma posto dedicato anche all’Outdoor. All’interno di ciascun padiglione troverete i servizi offerti e le attrezzature utilizzate. Ad esempio, se il vostro mezzo preferito per spostarvi da una destinazione ad un altra è la bici, recatevi al Bike Travel: qui vi attendono diversi tipi di biciclette, accessori, caschi, informazioni sulle piste ciclabili e sugli itinerari cicloturistici e molto altro.

Montagna, trekking e altre attività all’aria aperta sono al centro delle proposte del padiglione 2 dedicato al settore Outdoor, con un’ampia offerta di accessori e abbigliamento sportivo. Tanti modelli di 4×4, moto da turismo e da fuori strada, oltre a una scelta di ricambi e accessori, il tutto accanto a piloti e biker che si sono cimentati in viaggi emozionanti all’insegna dell’avventura e che condivideranno con il pubblico le loro esperienze.

Torna nell’edizione 2020 Abitare Itinerando, rivolto al mondo delle case mobili. Dalle tiny house, le innovative “case con le ruote”, alle esclusive tende da glamping, che combinano lusso e avventura, il settore delle case mobili rappresenta un trend sempre più in voga, che consente di abitare i territori in modo inedito e di sperimentare nuovi stili di vita “su misura”.

Novità 2020

Completamente nuovi gli spazi espositivi dedicati a Destinazioni e Outdoor. Nel padiglione centrale trovano posto le destinazioni dell’Italia da scoprire e conoscere attraverso il camper o le case mobili, la bicicletta, la barca o il gommone. Luoghi dove vivere esperienze uniche, veri e propri gioielli del nostro Paese, lontani dal turismo di massa. Il settore propone un percorso attraverso proposte inusuali, parchi a tema, attrazioni originali e poco conosciute, il tutto anche grazie al contributo di molte Regioni italiane.

Talk, esperienze di viaggio

Un modo nuovo di vivere il viaggio. Non come meta in sé, ma come scoperta del territorio e di mete che sanno regalare emozioni. Il mondo del turismo sta cambiando, le persone cercano sempre più esperienze indimenticabili, momenti e suggestioni speciali. Le destinazioni si stanno adeguando, mostrando lati nuovi e spesso sconosciuti o modi insoliti per scoprirli. A Itinerando si parlerà del nuovo modo di viaggiare nei Talk, appuntamenti e momento di confronto con ospiti famosi, celebri viaggiatori o con chi del viaggio ha fatto la sua professione.

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Luogo, orari e tariffe

La Fiera di Padova si trova in Via Niccolò Tommaseo 59, a soli due minuti a piedi dalla stazione ferroviaria.

31 gennaio dalle 12 alle 19; 1 e 2 febbraio dalle 9 alle 19 

Per tutti i dettagli, vi consigliamo di visitare il sito ufficiale

 

Altri luoghi da visitare nel Veneto

 

 

Visitare Monza in un giorno: itinerario nel centro storico

La città di Monza è molto vicina a Milano, ma è molto differente da questa grande metropoli. Infatti, proprio per questa distinzione, Monza viene considerata un ponte che collega la caotica vita cittadina milanese alla quiete delle colline della Brianza. Oggi, andremo alla scoperta dei maggiori luoghi da visitare a Monza

Visitare Monza

Duomo di Monza e Cappella di Teodolinda

La visita di questa magnifica città non può certo non partire dal suo incantevole centro storico. Assolutamente da non perdere è il Duomo con la sua famosa Cappella Teodolinda, che prende appunto il nome dalla omonima regina longobarda Teodolinda, che aveva scelto qui come sua residenza estiva, che la commissionò. La regina Teodolinda fu anche il motivo di conversione al cristianesimo dei longobardi, motivo per cui fece costruire la Basilica di Teodolinda che purtroppo a noi sono sopraggiunti solo dei resti conservati all’interno del museo del Duomo insieme a tantissimi gioielli e importanti reliquie, conosciuto come il Tesoro del Duomo. Inoltre, all’interno della Cappella del Duomo è conservata la corona ferrea tramandata da un regnante all’altro tra cui anche Carlo Magno.

Ponte dei Leoni

Da Piazza del Duomo, proseguendo poi in Via Lambro, è possibile raggiungere il famoso Ponte dei Leoni. Questo ponte è uno dei più antichi di Monza ed è decorato con quattro grandi statue di marmo rappresentati dei leoni. Il ponte è stato ricostruito sui resti di un ponte romano che attraversava il fiume Lambro. Da qui si aprono due passaggi pedonali, grazie ai quali si può passeggiare lungo le vie del fiume fino a giungere a dove sorgevano i mulini per macinare il grano e i lavatoi. Oggi in questa zona si possono ammirare le tipiche case a ballatoio.

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L’Arengario di Monza

Proseguendo la visita di Monza, per la precisione nel suo centro storico, un altro edificio degno di uno sguardo è il Palazzo dell’Arengario. Esso altro non era che l’antico palazzo comunale. In origine il palazzo faceva parte di un complesso di edifici più grande a cui prendeva parte anche il palazzo pretorio che purtroppo non è arrivato fino ai giorni nostri. Alcune delle sale di questo palazzo sono dedicate alla mostre d’arte o fotografiche, ma anche a molte rassegne culturali.

Villa Reale di Monza

Altra tappa obbligatoria di questo itinerario di Monza è assolutamente la Villa Reale di Monza, chiamata anche Reggia di Monza. A non più di venti minuti a piedi dall’Arengario, si trova questo magnifico palazzo neoclassico. Tale Reggia altro non era che la residenza privata degli Asburgo che poi in seguito diventò la residenza del vicerè durante il regno di Napoleone.

Di inestimabile bellezza è anche il Roseto della villa, assolutamente da non perdere!

Parco di Monza

Il parco di Monza è il quarto parco cittadino più grande d’Europa. Inizialmente, il parco della reggia era destinato a tale riconoscimento, ma alla fine è stato spodestato da questo parco. La bellezza del verde qui è veramente infinita, dove è possibile immergersi in lunghe passeggiate o giri in bici lungo il Lambro per poi raggiungere gli antichi mulini.

Al suo interno si trova il famoso Autodromo di Monza, sede Ufficiale del GP di Italia. L’autodromo è uno dei più antichi al mondo ancora in uso.

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Cosa mangiare a Monza

Come tradizione longobarda vuole, anche a Monza non può mancare il risotto tra i piatti tipici. Qui lo fanno con la luganega, una tipica salsiccia locale. Altra delizia tipica di questa cittadina è l’ossobuco con i piselli. A Monza e su tutte le colline della Brianza è possibile gustare questi deliziosi piatti in osterie e ristorantini locali.

Il Capodanno Cinese 2020 a Milano

La celebrazione del capodanno cinese di Milano si svolgerà il 25 gennaio, segnando il passaggio dall’Anno del Maiale all’Anno del Ratto. Via Sarpi è il fulcro del quartiere Chinatown di Milano, dove lanterne, tende, insegne e stendardi rossi saranno appesi a porte, case e vetrine raffiguranti l’Anno del Ratto nello Zodiaco cinese.

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Capodanno cinese a Milano: la Dragon Parade

In previsione dell’evento principale del 25 gennaio, la Chinatown di Milano sarà piena di lanterne e decorazioni rosse che simboleggiano la buona fortuna per il nuovo anno. È una tradizione che fa riferimento al Festival delle Lanterne in cui le lanterne sono posizionate lungo le strade e davanti alle porte di case e negozi.

La tradizionale Dragon Parade inizierà nel primo pomeriggio con partenza da Piazza Gerusalemme e si snoda attraverso il quartiere Chinatown di Milano verso Via Sarpi. Le strade saranno un tripudio di colori, musica, danza e aromi di prelibatezze orientali. Per coloro che non l’hanno mai visto, la sfilata è uno spettacolo colorato caratterizzato da draghi di carta, ombrelli colorati, personaggi, musica e balli tradizionali. Anche durante la sfilata, il colore rosso spicca, usato per spaventare il mostro Nian secondo un’antica leggenda.

Durante la sfilata, i negozianti del centro regaleranno ai bambini e alle giovani coppie buste rosse contenenti monete che simboleggiano gli auguri per il prossimo anno. Infine, ci saranno le danze tradizionali del drago e del leone e numerosi altri elementi tradizionali della cultura cinese.

Capodanno cinese: una tradizione di quattro mila anni

Quello che chiamiamo “Capodanno cinese” in Occidente è in realtà chiamato “Festa di primavera” o “Capodanno lunare“. È uno dei festival più grandi e più sentiti in tutta la Repubblica di Cina e in gran parte del mondo orientale. In effetti, è anche celebrato in paesi come Corea, Mongolia, Singapore, Malesia, Nepal, Bhutan, Vietnam (dove prende il nome Tết Nguyên Ðán), Taiwan, Giappone e le varie comunità cinesi in tutto il mondo.

In Cina, il nuovo anno corrisponde al primo giorno del calendario lunare, che nel calendario gregoriano varia di anno in anno, ma è sempre tra il 21 gennaio e il 20 febbraio.

Il capodanno cinese è un festival di origini antiche; è stata fondata oltre 4.000 anni fa per significare la fine di un anno di duro lavoro e per inaugurare quello nuovo. Ed è in questo momento di transizione tra il vecchio anno e il nuovo anno che i cinesi traggono vantaggio dal trascorrere del tempo con la propria famiglia e rilassarsi il più possibile.

Dobbiamo ricordare che questa vacanza non dura solo un giorno come il capodanno in Occidente, ma due settimane consecutive, durante le quali è consuetudine visitare i propri parenti e amici, nonché scambiare regali e auguri. Si ritiene che un buon inizio dell’anno corrisponda a un ciclo di lavoro prospero nell’anno a venire.

Come si dice in cinese mandarino, “Gong xi fa cai” (pronunciato gong lei fa tsai) o Felice Anno Nuovo!

 

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Milano Climbing Expo 2020: rassegna dell’arrampicata sportiva

Alla sua terza edizione, la grande rassegna dell’arrampicata sportiva ritorna a Milano. Ecco a voi la Milano Climbing Expo 2020. Dal 31 gennaio al 1 febbraio presso la palestra Urban Wall di Pero potrete incontrare i grandi campioni internazionali e provare lo sport di climbing. Per la prima volta questa disciplina farà il suo esordio alle Olimpiadi di Tokyo!

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©milanoclimbingexpo.com

Cosa aspettarsi

Durante i due giorni potrai assistere alla competizione agonistica delle specialità lead (arrampicata con la corda) e boulder (arrampicata senza corda). In più ci sarà la possibilità per tutti di partecipare ai tanti workshop tematici: dalle metodologie di allenamento ai materiali, dalla fisioterapia alle tecniche di scalata, fino all’esperienza dell’arrampicata ‘paralimpica’ che proprio tutti possono provare in sicurezza, o ai suggerimenti per bivaccare in parete!

Saranno due giorni di sport e di intrattenimento, con le emozioni delle competizioni ufficiali e lo show dei ballerini dell’Urban Gravity Academy di Vigevano, scuola di arti aeree e uno spettacolare connubio tra danza, arte e sport. E ad arricchire le due giornate di Milano Climbing Expo 2020 anche incontri e dibattiti sulla montagna, sull’escursionismo e sul rapporto tra sport e natura, perché l’arrampicata non è solo un’attività sportiva spettacolare e divertente, è una filosofia di vita e un modo di essere in simbiosi con sé stessi e l’ambiente che ci circonda. In più saranno presenti tanti ospiti di fama internazionale nel mondo di climbing come due volte Campionessa mondiale di scalata di ghiaccio, l’italiana Angelika Rainer e due super alpinisti appena rientrati da una spedizione al Manaslu, Marco Camandona e Francesco Ratti.

Info Utile

Venerdì 31 gennaio dalle ore 17 alle 18,45: gare lead e boulder seguito dallo spettacolo di danza e poi talk e video show.

Sabato 1 febbraio dalle ore 9 iniziano i workshop tematici 

L’evento svolge a Urban Wall in Via Gramsci 29 a Pero (MI). 

Entrata libera per assistere agli spettacoli.

Consulta il sito ufficiale per registrarsi e il programma completo. 

Aperta a chiunque abbia voglia di scoprire cosa vuol dire guardare il mondo ‘in verticale’!

 

Lago Trasimeno tra Storia e Natura

Circondato dalle colline della campagna umbra, il Lago Trasimeno è, con i suoi 128 km quadrati di superficie, il quarto lago più esteso d’Italia; considerato tra le mete turistiche più affascinanti dell’Umbria, questo bacino tanto caro a Lord Byron permette di raggiungere facilmente importanti città d’arte, borghi medievali e località turistiche. Andiamo a scoprire che cosa vedere nell’area del Lago Trasimeno.

lago-trasimeno-arte-storia-dooidChe cosa vedere

Tra i luoghi di maggior interesse nei pressi della zona del Trasimeno, troviamo Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione e Tuoro sul Trasimeno.

Sulle rive occidentali del lago, delimitato dalle colline che segnano il confine tra Umbria e Toscana, il comune di Castiglione del Lago racchiude uno dei borghi più belli dell’area.

Sviluppatasi su di un promontorio che un tempo costituiva la quarta isola del lago e di chiare origini romane, identificabili soprattutto grazie alla sua planimetria a griglia, Castiglione deve il suo nome all’antica fortificazione latina Castellum Leonis. Ampliata  in epoche successive fino alle dimensioni attuali, la Rocca del Leone è una possente struttura fortificata con le sue quattro torri ed il mastio di ben 30 metri di altezza, circondate da un cinto murario, squisito esempio di architettura militare in Umbria, impreziosito dall’incredibile panorama sul lago.

Un suggestivo camminamento coperto, unisce la Rocca del Leone al Palazzo della Corgna che, insieme alla rocca stessa formano un unico complesso museale interamente visitabile.

Sorto come residenza della famiglia Corgna, il Palazzo è una vera e propria reggia, circondata da lussureggianti giardini all’italiana le cui sale sono state decorate da splendidi affreschi a tema mitologico, come nella Sala di Paride o nella la Sala dell’Eneide; o rappresentanti scene che celebrano le gesta dei membri della famiglia Corgna come nella Sala delle Gesta di Ascanio (capostipite della dinastia Corgna) o scene che rievocano momenti storici importanti dell’area del Trasimeno come la battaglia tra l’esercito romano e cartaginese nella Sala della Battaglia del Trasimeno.

Originariamente occupata da insediamenti etruschi e successivamente romani; l’area di Città della Pieve ha attraversato innumerevoli vicissitudini durante il medioevo come l’alternarsi di innumerevoli signori finché Clemente VII non pose il borgo sotto il diretto controllo dello Stato della Chiesa.

Ancora oggi cinto per buona parte dalle mura trecentesche, il borgo vanta il vicolo più stretto d’Italia: via Baciadonne; mentre al centro dell’abitato sorge il Duomo dei Santi Gervaso e Protasio, le cui parti più antiche risalgono al dodicesimo secolo; nonostante interventi successivi ne abbiano modificato pesantemente la struttura originaria. All’interno del Duomo, è possibile godere delle opere di Domenico Alfani, e di due importanti pittori nati proprio a Città della Pieve: il Perugino, autore della “Madonna col Bambino e i SS Pietro, Paolo, Gervasio e Protasio” ed il Pomarancio, autore dell’ “Eterno e Angeli”.

Adagiata sulle colline che costeggiano le rive orientali del Lago Trasimeno, Magione deve il suo nome al Castello dei Cavalieri di Malta, anticamente conosciuto come “La Magione”.  Menzionato sin dal dodicesimo secolo, il Castello dei Cavalieri di Malta venne costruito come rifugio fortificato per offrire ospitalità ed assistenza ai pellegrini della via Francigena. Inizialmente formato da due costruzioni, il Castello ha subito diverse modifiche nel corso degli anni che ne trasformarono sia l’aspetto che la funzione. Questo divenne infatti, un’abbazia ed infine una vera e propria fortezza a pianta quadrata con mura esterne, torrioni ed un cortile interno. Attualmente, il Castello dei Cavalieri di Malta fa parte di una tenuta agricola, ma è possibile visitarne un’intera ala su prenotazione. Il chiostro, invece, è aperto al pubblico.

Costruita nel punto esatto in cui l’esercito cartaginese di Annibale affrontò e sconfisse l’esercito romano, Tuoro sul Trasimeno è stata fondata in tempi relativamente più recenti; le prime testimonianze del borgo, infatti, risalgono al quattordicesimo secolo. Interessante, a Tuoro, è la possibilità di passeggiare nei pressi di Castel Ranieri che, dalla sua posizione strategica a 450 metri sul livello del mare, offre un’impressionante veduta panoramica sul lago e sulla Pieve fino al confine con la Toscana.

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Le isole

Da Tuoro, infine, partono i traghetti diretti verso la costa orientale dell’Isola Maggiore.

Da qui l’escursione si snoda per sentieri attorno all’isola immersi tra ulivi, cipressi e pioppi fino ad arrivare al piccolo borgo che sorge sulla costa occidentale dell’isola costellato di monumenti medievali e seicenteschi.

La più grande tra le tre isole del Lago Trasimeno, l’Isola Polvese è senza dubbio tra le più interessanti da visitare. Parte del Parco Regionale del Trasimeno, l’Isola Polvese offre un vero e proprio percorso scientifico-didattico dall’altissimo valore naturalistico, impreziosito ulteriormente dai numerosi monumenti che risalgono a epoche antichissime. Una duplice esperienza per ogni visitatore, a metà strada tra l’immersione nella natura e l’esplorazione delle testimonianze artistiche dell’isola.

Vale la pena di indicare tra i suoi maggiori punti di interesse; il Castello Medievale, a difesa dell’antico borgo; la Chiesa di San Giuliano; i resti della Chiesa di San Secondo e del Monastero Olivetano ed, infine, il Giardino delle Piante Acquatiche (realizzato da Pietro Porcinai nel 1959).

 

Scopri tutto sulla regione Umbria!

Il parco divertimenti numero uno in Italia: la magia di Gardaland

Se si pensa ad un parco divertimenti italiano, sia per grandi che per bambini, la risposta è ovvia per tutti: Gardaland. Da ormai più di quarant’anni questo parco tematico detiene il titolo del più famoso di Italia. Per chi ancora non lo conoscesse, ecco l’occasione per scoprirlo!

Il Parco di Gardaland

Questo covo di divertimento e adrenalina, si trova a Castelnuovo del Garda nella provincia di Verona, non molto distante dall’omonimo Lago di Garda dalla quale appunto prende il nome.

Negli anni il parco è cresciuto molto ed è sempre sotto i riflettori per continue novità sia in fatto di spettacoli che in fatto di giostre. Infatti, sono già prossimi a una grandissimi novità: a giugno 2020 verrà inaugurato il nuovissimo Legoland Water Park!

Ricchissimo di ambientazioni diverse a Gardaland non ci si può assolutamente annoiare! Passare dalle case in legno tipiche del far west, al passeggiare per le magiche e fascinose strade di un borgo medievale circondati da cavalieri, dame e destrieri per arrivare poi ad intonare canti pirateschi su di un vascello, è un attimo! Per ognuna delle aree tematiche sparse per il parco saranno disponibili ristoranti, bar e negozi a tema dove in ognuno dei quali si potrà trovare una versione diversa della mascotte più famosa: Prezzemolo.

Il beniamino di grandi e piccoli sarà spesso in giro per il parco sempre pronto a scattare foto ricordo. Come se non bastasse, all’apertura dei cancelli del parco sarà proprio lui, insieme a tutti i suoi amici, ad accogliere i suoi ospiti cantando e ballando la sigla del parco che di anno in anno si rinnova.

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Le attrazioni di Gardaland Park

Le giostre del parco sono suddivise in tre gruppi: Adrenaline, Adventure e Fantasy.

Adrenaline

Come suggerisce il nome, queste giostre sono per “adulti” o ancor meglio, per gli amanti dell’adrenalina. Indubbiamente, la categoria in questione è il principale punto di forza di Gardaland. Gli emozionanti Blue Tornado, Raptor e una delle recenti novità Oblivion, lanceranno a tutta velocità i visitatori con emozionanti discese in picchiata e avvitamenti da far arrivare il cuore in gola.

Adventure

Adatte ai più piccoli e a coloro che hanno un po’ meno coraggio. Le attrazioni adventure di Gardaland sono sì più adatte a tutti, ma hanno pur sempre un pizzico di brio. Mai pensato di viaggiare a testa in giù in una segheria? Grazie a Sequoia Magic Loop potrai farlo! Conosciuta anche anche come Sequoia Adventure, questa tipologia di montagna russa (chiamata screaming squirrel) è l’unico in Italia e dei tre esistenti al mondo. Ma l’avventura non finisce qui! Potrai tuffarti nell’antico modo di Atlantide, fare il giro della morte sulle montagne russe, sparare agli antichi egizi e molto altro ancora.

Fantasy

Praticamente il mondo dei più piccoli. Anche se ci sono moltissimi adulti che non disdegnano assolutamente attrazioni come il trenino panoramico, l‘albero di Prezzemolo o la famosissima e da tantissimi amata giostra dei cavalli a due piani.

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Gardaland Sea Life Aquarium

Nato nel 2008, l’acquario di Gardaland ospita 5000 creature acquatiche in 13 ambientazioni diverse distribuite in 40 vasche. Tra le specie accolte dal Sea Life si potranno ammirare stelle marine, cavalucci marini, squali, leoni marini e molti altri ancora. Nelle belle giornate sarà anche possibile accedere nell’area verde dove si trova anche un parco giochi per bambini. Non perdere le attività e gli eventi organizzati all’interno dell’acquario di Gardaland, tantissime proposte didattiche accompagneranno la visita.

Cosa fare a Gardaland se piove

In caso di pioggia, il parco e le sue attrazioni non chiuderanno. Però in caso di condizioni meteorologiche molto avverse, alcune delle giostre adrenaline potranno essere fermate per questione di sicurezza. Una alternative principale nel caso la giornata sia piovosa è proprio quella di visitare il Sea Life.

Gli eventi annuali di Gardaland

Sempre in aggiornamento e pieno di novità, gli eventi di Gardaland offrono tantissime possibilità a tema per passare le feste o le occasioni speciali in compagnia della famiglia. Nel mese di Ottobre l’appuntamento è con Magic Halloween quando il parco si trasformerà in un ambiente da paura per tutti i weekend di ottobre e celebrerà halloween con un meraviglioso party. Lo scenario poi cambierà nei mesi invernali per Magic Winter, da dicembre al 6 gennaio, per passare le feste all’insegna del divertimento. E poi ancora: notte bianca, oktoberfest, festa di fine estate e chi più ne ha più ne metta! 

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Altre info utili

  • Il parco ha a disposizione molti hotel con camere a tema che distano non più di 800m dal parco al quale sono collegati grazie al servizio di navetta. In alternativa, si può optare per gli hotel vicino Gardaland.
  • Grandissimo parcheggio a pagamento ( costo 6€).
  • Sono disponibili abbonamenti per tutto l’anno, anche abbonamenti junior per i più piccoli. 
  • Per ridurre il tempo di attesa in coda per le attrazioni, sono disponibili speciali pass chiamati Gardaland Express per saltare la fila. 
  • Consulta il sito ufficiale per conoscere le date di apertura e gli eventi in programma.
  • Informarsi prima sui requisiti di salute e di statura per aver accesso alle giostre.
  • Parco accessibile anche ai disabili.