Viaggio nella Modena di Luciano Pavarotti

Oggi andiamo a scoprire un itinerario di Modena seguendo le tracce del famoso tenore Luciano Pavarotti. 

Un po’ di storia del cantante

Luciano Pavarotti è, a buon ragione, annoverato tra i dieci tenori più grandi di tutti i tempi, sia italiani che internazionali. Nato il 12 ottobre 1935 a Modena ereditò la bellissima voce e la passione per il canto dal padre Fernando, tenore dilettante nell’associazione corista non professionale “Corale Gioachino Rossini”. Non seguì subito gli studi musicali, ma si dedicò all’insegnamento di educazione fisica nelle scuole elementari dopo essersi iscritto all’Istituto Magistrale di Modena. Nel frattempo egli perfezionò il suo talento canoro con il tenore Arrigo Pola e, alla partenza di questi per il Giappone tre anni dopo, con il maestro Ettore Campogalliani. Per Luciano questi due grandi uomini rimasero per sempre i suoi unici e onorati maestri.

Avviene nel 1961 il primo riconoscimento personale con la vittoria nel Concorso Internazionale “Achille Peri”, che consentì al giovane Pavarotti di esibirsi davanti al grande pubblico. Il 29 aprile dello stesso anno sale sul palcoscenico del Teatro Municipale di Reggio Emilia per interpretare il ruolo di Rodolfo nella “Bohème” di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli. Sempre con la “Bohème” si esibì per la prima volta all’estero nel Wiener Staatsoper, il più celebre teatro di Vienna, nel 1963.

È del 1965 il debutto alla Scala di Milano di Pavarotti, sempre con la “Bohème”. Qui il tenore fu espressamente richiesto da Herbert von Karajan al fianco di Mirella Freni.

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Royal Opera House

Dopo quasi un ventennio di incredibili successi ininterrotti, Luciano si esibì nella prestigiosa “Royal Opera House” di Londra dove, di fronte a Lady Diana, al marito Carlo d’Inghilterra e un pubblico di 2.000 persone, ottenne cinque minuti ininterrotti di applausi dal pubblico e quattro chiamate in scena. Nel 1991, davanti a 330.000 persone, Pavarotti si esibì al Hyde Park di Londra, trasmesso dal vivo in televisione in Europa e negli Stati Uniti: tra gli spettatori, ancora una volta, Lady D e il marito Carlo.

Nel 1992 collabora con l’amico e collega Zucchero per incidere il brano “Miserere”, contenuto nell’album omonimo. Da questa collaborazione nascerà il celebre “Pavarotti & Friends“, evento musicale benefico organizzato per dieci edizioni tra il 1992 e 2003 a Modena per sostenere cause umanitarie.

Nel 2007, a causa di una diagnosi di cancro, Pavarotti si stabilì a vita privata nella sua villa di Modena, dove si spense serenamente il 6 settembre all’età di 71 anni.

Per coloro che, visitando Modena, volessero ripercorrere i passi della vita del Maestro ci sono tre tappe obbligatorie.

Le tre tappe di Modena sulle tracce di Pavarotti

La prima è la casa dove Pavarotti ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, oggi trasformata in un museo. Essa sorge nell’area che egli aveva acquistato a metà anni Ottanta e su cui coltivò la sua grande passione per i cavalli, costruendo scuderie ed aprendo una scuola di equitazione. Progettata seguendo scrupolosamente le indicazioni e i disegni del Maestro, al suo interno sono custoditi i suoi abiti di scena più famosi, le foto e i video che hanno scandito la sua parabola artistica, gli innumerevoli premi e riconoscimenti, i cimeli di una carriera lunga più di quarant’anni nei teatri d’opera di tutto il mondo, gli oggetti personali e gli unici manufatti creati dai fabbri, falegnami, intagliatori e decoratori provenienti da tutta Italia che hanno collaborato alla costruzione dell’edificio.

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Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Dopo un viaggio di venti minuti in auto è possibile raggiungere ed ammirare il “Teatro Comunale Luciano Pavarotti“, il principale teatro lirico della città di Modena. Inizialmente conosciuto come “Teatro dell’Illustrissima Comunità”, mutò successivamente in “Teatro Comunale”, per poi essere intitolato al Maestro tre mesi dalla sua scomparsa. È qui che, nella stagione lirica 1960-1961, Luciano Pavarotti si esibisce nella “Bohéme” quattro giorni dopo il debutto assoluto di Reggio Emilia come vincitore del concorso internazionale di canto “Achille Peri”.

Il teatro, concepito nel 1838, fu costruito su iniziativa del podestà di Modena, con il contributo del duca Francesco IV e sotto la direzione dell’architetto Francesco Vandelli, fu inaugurato tre anni dopo, il 2 ottobre 1841. Dopo la seconda guerra mondiale, accanto al teatro d’opera, vennero aggiunti al programma prosa, concerti e balletti. La facciata è in stile neoclassico, con un portico a colonne doriche corrispondenti a nove arcate. Le finestre sopra il portico sono sormontate da bassorilievi a tema tragico, realizzati da Luigi Righi, autore anche di una statua posta sul culmine, al fastigio, che rappresenta il “Genio di Modena” nella forma di un giovane alato. Il sipario storico è opera di Adeodato Malatesta.

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Statua di Luciano Pavarotti a Modena

Il giorno 27 ottobre 2017, a dieci anni dalla sua morte e in coincidenza con l’avvio della stagione d’Opera, è stata inaugurata la statua dedicata a Pavarotti, donata alla città natale dal Comune di Pietrasanta. L’opera in bronzo dello scultore Stefano Pierotti raffigura Luciano in piedi a grandezza naturale, sorridente e a braccia aperte con il foulard nella mano sinistra, nell’atteggiamento tipico di saluto al pubblico dopo le sue esibizioni, ed è stata posta sotto il portico del Teatro Comunale.

Finalmente, dopo un breve tratto a piedi all’interno del centro storico, si può raggiungere il Duomo di Modena, il cui nome completo è “La Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano”. Capolavoro dello stile romanico, la Cattedrale fu costruita dall’architetto Lanfranco sul sito del sepolcro di San Geminiano, patrono di Modena. Al suo fianco, alta 86,12 metri e ben visibile al viaggiatore che arrivi in città da qualunque punto cardinale, la torre campanaria “Ghirlandina” è il vero simbolo di Modena: nel 1997, insieme al Duomo e la Piazza Grande della città, è stato inserita dall’UNESCO nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità.

All’interno del Duomo, in occasione del decennale della morte di Luciano Pavarotti, la “Messa Da Requiem” di Giuseppe Verdi ha dato il via al ciclo di eventi dedicati da Modena alla memoria del maestro. Brano particolarmente caro al tenore è stata eseguita dagli Artisti del Coro di Parma accompagnati dall‘Orchestra dell’Opera Italiana, diretta dal maestro Stefano Ranzani. Direttore artistico dell’evento è il maestro Leone Magiera, per anni al fianco di Pavarotti nelle sue esibizioni mondiali.

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