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mercoledì 15 settembre, 2021

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Città poco battuta dai percorsi turistici tradizionali siciliani, Caccamo rappresenta, a mio avviso, una chicca che purtroppo non tutti conoscono o hanno il tempo di conoscere. Non sono molti, quindi, i forestieri che si incontrano fra le strade del borgo e quei pochi in cui ci si imbatte hanno probabilmente qualche parente in zona oppure hanno avuto la fortuna di conoscere qualcuno dei dintorni che lo ha spinto a visitarlo. Solitamente è una delle tappe in programma quando qualche amico “polentone” viene a farci visita ed è proprio quello che voglio fare adesso con voi.

Forse alcuni di voi leggendo Caccamo avranno probabilmente pensato a Felice, uno dei tanti personaggi interpretato da Teo Teocoli negli anni novanta. In realtà Caccamo è anche un piccolo borgo medievale di poco più di 8.000 abitanti che sorge su un costone roccioso nella provincia di Palermo a circa 500 m sul livello del mare. Per raggiungerlo, bisogna percorrere la Termini – Caccamo, una strada che, dalla città di Termini Imerese, si snoda come un serpente fino a raggiungere Caccamo. La sua conformazione, caratterizzata da numerosi tornanti si presta perfettamente alle gare automobilistiche. È stata infatti per anni la tappa di una crono scalata e che periodicamente viene riproposta ancora oggi nel periodo di agosto. Vi consiglio però di evitare di provare anche voi l’ebbrezza della guida in stile rally!

Una volta raggiunto il paese, basta salire lungo il corso principale che porta fino al centro storico, prima del quale è consigliabile parcheggiare la macchina e proseguire a piedi. Si fa presto infatti a raggiungere il Castello feudale, il più grande della Sicilia e simbolo della città, attorno al quale ruota tutta la sua storia. La sua posizione strategica domina tutta la vallata del fiume San Leonardo e la sua maestosità rispecchia la potenza e la ricchezza dei signori di un tempo.

Ci sono diverse leggende legate a questo castello che lo rendono ancora più affascinante e suggestivo. Tra quelle più note vi è quella che racconta la storia della figlia di un Signore del castello innamorata di un soldato. Quando i due furono scoperti, il padre fece giustiziare il ragazzo e rinchiudere la figlia in un convento dove morì di dolore. Si dice che, da allora, lo spirito della ragazza durante ogni luna piena vaghi per il castello con un melograno invitando, con una filastrocca, chi si imbatte nello spirito a mangiare tutti i chicchi, senza toccare il frutto con le mani e senza farli cadere a terra con l’auspicio di trovare come compenso un tesoro.
Proprio alle pendici del castello, dove un tempo sorgevano i granai, si trova il ristorante – pizzeria  ‘A Castellana famoso, oltre che per la sua pizza e per i suoi piatti tipici della tradizione siciliana, anche per il suo arredamento interno, tutto in stile rurale con attrezzi e strumenti legati alla tradizione agricola.

Sempre legata al castello è una delle manifestazioni più importanti del paese, ovvero “La Castellana di Caccamo”: si tratta di un lungo corteo nel quale si ricordano i nobili che si sono susseguiti nel corso di otto secoli. La manifestazione è costituita da un lungo corteo che vede sfilare i signori con costumi d’epoca seguiti da dame, cavalieri, soldati, trombettieri e paggi con gli stemmi delle varie. Tradizione vuole che una bella ragazza caccamese venga insignita del titolo di “Castellana” e, simbolicamente, prenda possesso del Castello avendone affidate le chiavi.

caccamo-palermo-borgo-sicilia

Continuando a salire per il corso principale, sulla destra, scendendo una scalinata, si trova la bellissima chiesa di San Benedetto alla Badia. Il suo aspetto esterno poco appariscente spinge spesso i visitatori frettolosi a passare oltre ma lascia a bocca aperta quelli più curiosi, che si spingono oltre il suo portone a scoprire questo gioiello di arte barocca. Nella zona sottostante la chiesa, vicino l’antico macella della città, potrete avere l’ebbrezza di passare attraverso uno dei vicoli più stretti d’Italia di soli 63 centimetri. Se avete intenzione di attraversarlo, sarebbe il caso di farlo prima di assaggiare le prelibatezze che il borgo offre. 

Caccamo è infatti famosa nel circondario per la sua salsiccia. Particolarmente conosciuta è quella della “Antica Macelleria Canzone”, una macelleria storica, fondata nel 1918, che prepara la salsiccia dei tipi più svariati: con il pistacchio, le noci e addirittura il miele dell’ape nera sicula prodotto dall’apicoltore Carlo Amodeo della vicina Termini Imerese. Tipica è la sagra della salsiccia che si tiene ad ottobre, in occasione della quale gente da tutta la provincia si riversa per le strade girovagando per i vicoli del borgo con uno sfizioso “paninu ca sasizza” in mano in mezzo ad un tripudio di fumo, sapori e odori che si spandono tra le strade medievali del borgo.

Dopo il nostro sali e scendi per le vie del borgo è d’obbligo un momento di relax, quindi riprendiamo la macchina e partiamo alla volta del lago Rosamarina, posizionato a circa 3 km dal centro. Si tratta in realtà di uno dei più grandi laghi artificiali della Sicilia, creatosi dopo la costruzione della diga che rappresenta la più importante risorsa idrica della città di Palermo. Il complesso della diga offre molte opportunità di svago e relax per grandi e piccini. L’impianto è infatti attrezzato per escursioni, sport acquatici come la canoa, pesca e campeggio.

Ovviamente per i più “stanchi”, c’è la possibilità di ordinare un cocktail al bar e di sorseggiarlo a bordo piscina ammirando il seducente spettacolo del lago al tramonto ripensando a quel bel giovane caccamese conosciuto al bar che sicuramente si chiamerà Giorgio.. come il 90% degli abitanti di Caccamo!

G. Moscato

Commenti

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  • Giuseppe Dell’Aira
    Giuseppe Dell’Aira

    Bravo G (iorgio) Moscato, bella presentazione del paese, semplice, immediata e simpatica.
    Verrò sicuramente
    Ciao

    Lug 29, 2019, 8:00 am
    Rispondi
  • scimeca Giuseppe
    scimeca Giuseppe

    Caccamo piccolo borgo medievale altre ai monumenti che avete mensionati ci sono offre molte opportunità di svago e relax per grandi e piccini avete detto bene, si possono fare escursioni a piedi a cavallo o in bici sul monte san Calogero dal quale si gode di splendidi panorami, il monte Rotondo che si affaccia su Termini imerese e sul mare, e tanto altro la chicca sono le nostre casette in pietra in centro storico proprio di fronte al castello Vacanzecaccamo.it, visitate il sito!!!!

    Nov 25, 2019, 6:29 pm
    Rispondi
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